Diario quotidiano del 12 novembre 2014: parte la riforma del catasto

Pubblicato il 12 novembre 2014



Governo: istituite le nuove commissioni censuarie; modificata la tassazione sui tabacchi; “Il nuovo 730? Sarà una precompilata da compilare in almeno 7 casi su 10”; nasce “Argomenti di discussione”, la nuova rivista scientifica dell’Agenzia delle entrate; esportazioni extraUE: non imponibilità Iva con prova lunga; anche nel mese di settembre 2014 sono in calo le nuove partite Iva; ripresa dei versamenti per i contributi sospesi per Modena e Regione Veneto; procedure di concessione del contributo di solidarietà; firmato il primo CCNL per lavoratori dello spettacolo in “cooperativa”; facoltà di variare la scelta di utilizzo della eccedenza di credito Iva trimestrale effettuata tramite la presentazione del modello TR; l’iscrizione nel libro paga è tardiva: ecco le conseguenze; é tutto da provare la trasformazione del rapporto di lavoro subordinato

 

Indice:

 1) Governo: istituite le nuove commissioni censuarie

 2) Modificata la tassazione sui tabacchi

 3) “Il nuovo 730? Sarà una precompilata da compilare in almeno 7 casi su 10”

 4) Nasce “Argomenti di discussione”, la nuova rivista scientifica dell’Agenzia delle entrate

 5) Esportazioni extra Ue: non imponibilità Iva con prova lunga

 6) Anche nel mese di settembre 2014 sono in calo le nuove partite Iva

 7) Ripresa dei versamenti per i contributi sospesi per Modena e Regione Veneto

 8) Procedure di concessione del contributo di solidarietà; firmato il primo CCNL per lavoratori dello spettacolo in “cooperativa”

 9) Facoltà di variare la scelta di utilizzo della eccedenza di credito Iva trimestrale effettuata tramite la presentazione del modello TR

 10) L’iscrizione nel libro paga è tardiva: ecco le conseguenze

 

1) Governo: istituite le nuove commissioni censuarie

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 10 novembre 2014, ha approvato in via definitiva il Decreto legislativo sull’istituzione delle nuove commissioni censuarie, primo passo per la riforma del catasto. Il Dlgs attua l’articolo 2, comma 3 , lettera a) della legge 11 marzo 2014 n. 23 (legge delega per la riforma fiscale).

Le nuove commissioni censuarie locali sono 106 (secondo gli ambiti territoriali indicati nell’allegato al decreto) a cui si aggiunge la commissione censuaria centrale con sede a Roma che ha funzione di “supervisore”.

Alle commissioni censuarie locali, che si devono insediare entro un anno dall’entrata in vigore del decreto legislativo, spetta il compito, tra l’altro, di validare le funzioni statistiche determinate dall’Agenzia delle entrate, che sono alla base della revisione del sistema estimativo del catasto dei fabbricati. Tali funzioni statistiche, in base alla legge delega, devono esprimere la relazione tra il valore di mercato, la localizzazione e le caratteristiche edilizie dei beni per ciascuna destinazione catastale e per ciascun ambito territoriale, anche all’interno di uno stesso comune.

La Commissione censuaria centrale decide sui ricorsi dell’Agenzia delle entrate e dei Comuni contro le decisioni delle commissioni censuarie locali in materia di qualità, classi e tariffe d’estimo dei terreni e in materia di categorie, classi e tariffe d’estimo dei fabbricati. Inoltre la Commissione centrale esercita poteri sostitutivi nel caso in cui le commissioni locali non provvedano alla validazione delle funzioni statistiche.

Sia le commissioni censuarie locali che quella centrale sono articolate in tre sezioni: una competente in materia di catasto dei terreni, una competente in materia di catasto urbano e un’altra specializzata in materia di revisione del sistema estimativo del catasto dei fabbricati (il numero delle sezioni può essere modificato con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze in relazione allo stato di attuazione della riforma del catasto).

La nomina dei componenti delle commissioni censuarie locali, 6 effettivi e 6 supplenti, spetta al Presidente del Tribunale nella cui circoscrizione ha sede la commissione, sulla base di designazioni fatte pervenire dall’Agenzia delle Entrate, dall’Anci e dal Prefetto. Faranno parte delle commissioni i rappresentanti delle amministrazioni coinvolte, magistrati, professionisti, docenti qualificati in materia di economia e di estimo urbano e rurale, esperti di statistica e di econometria. La composizione della commissione locale di Trento e Bolzano sarà integrata da un componente scelto tra i dipendenti di ruolo della Provincia autonoma.

La Commissione censuaria centrale prevede 25 componenti effettivi (di cui 4 di diritto) e 21 supplenti, più il presidente. Per i componenti di diritto (il direttore dell’Agenzia delle Entrate e 3 direttori centrali dell’Agenzia) non sono previsti i supplenti perché ad essi è riconosciuta la possibilità di conferire apposita delega per la partecipazione alle sedute. Le nomine degli altri componenti avviene con un decreto del ministro dell’Economia sulla base delle designazioni pervenute dall’Anci, dagli organi di autogoverno della magistratura e di alcuni ministeri.

Il decreto legislativo fissa i motivi di incompatibilità per i componenti delle commissioni censuarie: non possono essere componenti delle commissioni i parlamentari, i membri del governo e delle giunte regionali e comunali, soggetti che ricoprono incarichi direttivi o esecutivi nei movimenti politici, i prefetti. Tra i motivi di incompatibilità vi sono anche l’appartenenza alla Guardia di Finanza, ai Corpi di polizia, alle Forze armate, la rappresentanza di contribuenti nei rapporti con l’amministrazione finanziaria o con i Comuni nell’ambito di controversie tributarie.

I presidenti e i componenti delle commissioni censuarie durano in carica 5 anni, non rinnovabili, e il loro operato deve essere ispirato ai principi di terzietà, imparzialità e neutralità.

 

2) Modificata la tassazione sui tabacchi

Modificata la tassazione sui tabacchi lavorati, dei loro succedanei e di fiammiferi - decreto legislativo in attuazione della delega per la riforma fiscale.

Il governo, nella seduta del 10 novembre 2014, ha approvato il decreto legislativo in materia di tassazione dei tabacchi lavorati, dei loro succedanei e dei fiammiferi, che discende dalla delega conferita al Governo a definire un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita e, in particolare, ad introdurre norme per la revisione delle imposte sulla produzione e sui consumi. Per i tabacchi il Governo ha ritenuto opportuno modificare un regime di imposizione (quello della cosiddetta accisa minima) che, nei fatti, esiste ormai solo sul piano formale (tenuto conto delle ripetute pronunce di sua disapplicazione) e non persegue più le finalità per le quali lo stesso era stato introdotto. L’intervento mira anche a superare criticità sotto il profilo comunitario della precedente tassazione.

Tabacchi

Il decreto modifica il regime di imposizione della cosiddetta “accisa minima”, che nei fatti esiste ormai solo sul piano formale, tenuto conto delle ripetute pronunce di sua disapplicazione, e assicura il mantenimento dell’attuale gettito erariale.Lo schema prevede un “onere fiscale minimo”, l’accisa più IVA, pari a 170 euro il chilogrammo. Questa previsione risulta coerente con gli obiettivi propri di un onere minimo di tassazione (esigenza di tutela degli interessi erariali e della salute pubblica), in quanto incide in misura più rilevante sui prezzi molto bassi ed in misura più attenuata sui prezzi via via più elevati, così da implicare un riposizionamento verso l’alto dei prodotti di prezzo basso e molto basso. Il provvedimento pertanto eleva l’aliquota dal 58,6 per cento al 58,7 per cento, con un leggero inasprimento fiscale.

Il decreto prevede anche la modifica dell’accisa minima del “tabacco trinciato fino” per arrotolare le sigarette, con l’applicazione di un’accisa minima pari a euro 115 il chilogrammo. Oggi l’accisa minima è pari a euro 105,30 il chilogrammo.

Tabacchi da inalazione senza combustione

Il testo introduce la nuova categoria dei “tabacchi da inalazione senza combustione”, per i quali prevede una disciplina specifica, sia rispetto alle normali sigarette sia rispetto ai prodotti per l’inalazione senza combustione di sostanze diverse dal tabacco già in commercio. Per questi prodotti si prevede una tassazione calibrata su quella che grava sulle sigarette, attraverso l’introduzione di un’accisa pari al 50% di quella che grava sull’equivalente quantitativo di sigarette, calcolata con riferimento al prezzo medio ponderato di un chilogrammo convenzionale. La minore tassazione si giustifica considerando la minore nocività del prodotto rispetto alle sigarette tradizionali.

Sigarette elettroniche e liquidi da inalazione diversi dal tabacco che non hanno funzione medica

Lo schema di decreto legislativo rivede anche la tassazione dei liquidi, che non hanno una funzione medica, immessi nelle cosiddette “sigarette elettroniche”.In particolare, la norma stabilisce, anche per questa tipologia di prodotti, l’applicazione di un’imposta commisurata a quella delle sigarette ma ridotta, in considerazione della loro minore nocività.

Analogamente ai tabacchi da inalazione senza combustione, anche in questo caso è previsto un procedimento per determinare l’equivalenza con un chilogrammo convenzionale di sigarette e, da qui, determinare l’accisa, in misura ridotta del 50% dell’accisa gravante sull’equivalente quantitativo di sigarette, calcolata con riferimento al prezzo medio ponderato di un chilogrammo convenzionale.

Fiammiferi

Viene eliminata l’imposta di consumo sui fiammiferi, con conseguente liberalizzazione della produzione e della vendita. I rivenditori che dispongono di un magazzino di fiammiferi sui quali hanno già corrisposto l'imposta di consumo, godranno di un corrispondente credito d'imposta.

Rivendita

Al fine di consentire una migliore distribuzione della vendita di tabacchi lavorati nei comuni fino a 2000 abitanti vengono ritoccati al ribasso i requisiti minimi previsti per l'istituzione dei "patentini" per la vendita dei tabacchi nei pubblici esercizi (in particolare bar, ristoranti, alberghi) in tali comuni.

 

3) “Il nuovo 730? Sarà una precompilata da compilare in almeno 7 casi su 10”

“Il nuovo 730? Sarà una precompilata da compilare in almeno 7 casi su 10”. Lo ha affermato il 10 novembre 2014, a margine del convegno mondiale dei Commercialisti a Roma, il Presidente del CNDCEC Longobardi.

Longobardi ha avuto modo di soffermarsi anche su questioni nazionali, come la delega fiscale, tornando a parlare di 730 precompilato e sistema sanzionatorio. “Il nuovo 730? Sarà una precompilata da compilare in almeno 7 casi su 10”, ha affermato. “I commercialisti italiani – ha precisato – sostengono con forza il processo di semplificazione del fisco che è l’idea di fondo che ispira tutta la delega fiscale. Siamo quindi favorevoli anche all’invio del 730 precompilato. Però ci pare giusto sottolineare che nei primi anni saremo in una fase sperimentale di applicazione e l’idea che dall’aprile 2015 i contribuenti italiani riceveranno via mail una dichiarazione che non necessiterà di aggiunte da parte loro è un po’ troppo ottimistica. In realtà, secondo dati diffusi dalla stessa Agenzia delle Entrate, le dichiarazioni che andranno integrate con dati, ad esempio le spese mediche, ancora non in possesso delle Entrate, saranno nel primo anno oltre il 70% del totale”. Longobardi ha poi l’allarme sulle sanzioni a carico dei professionisti che, per come sono attualmente concepite, rischiano di rivelarsi, secondo Longobardi “incostituzionali”. “La norma – ha spiegato – prevede che, in caso di visto di conformità infedele sul 730 precompilato dall’Agenzia delle Entrate, siano addossati ai professionisti abilitati o ai CAF, non solo le sanzioni, ma anche l'imposta e i relativi interessi che sarebbero a carico dei contribuenti. Noi chiediamo che questa norma, che ci pare palesemente incostituzionale perché in contrasto con il principio di capacità contributiva, venga eliminata. In ogni caso, tutte le volte che nostri iscritti venissero raggiunti da una richiesta di pagamento oltre che di sanzioni, anche di imposte e interessi, per aver apposto un visto non conforme al 730 precompilato, saranno sostenuti dal nostro Consiglio nazionale con un prototipo di ricorso che appronteremo nei prossimi mesi”.

Qualche battuta, infine, anche sul regime sanzionatorio. “La delega fiscale – ha detto - il cui cammino ci auguriamo riprenda spedito, è un’occasione irripetibile per fare finalmente chiarezza tra illeciti basati su comportamenti di tipo fraudolento o simulatorio e quelli che originano da errori sul corretto trattamento tributario di fatti e atti fedelmente dichiarati. Per queste seconde condotte il regime sanzionatorio deve essere meno gravoso rispetto all’evasione pura.” Per Longobardi “è arrivato il momento di distinguere con chiarezza tra l’evasione pura e la cosiddetta evasione interpretativa, per arrivare ad un sistema sanzionatorio amministrativo tributario finalmente più giusto”. “E' sotto gli occhi di tutti – ha affermato – il difetto di progettazione del vigente sistema sanzionatorio collegato al simulacro della «maggiore imposta dovuta». Oggi è sanzionato allo stesso modo sia chi ha applicato, alla luce del sole, regimi sbagliati a ricchezze dichiarate, sia chi ha tentato di nascondere la ricchezza, con sistemi fraudolenti, simulatori o finalizzati alla creazione e utilizzo di documentazione falsa". “L'ingiustizia di fondo che deriva da questi automatismi - ha concluso Longobardi - ha comportato in questi anni eccessi sanzionatori per questioni di «evasione interpretativa», connessa al regime giuridico di circostanze dichiarate o comunque palesi, e «deficit punitivi» per la ricchezza nascosta e sottratta fraudolentemente all’imposizione”.

Legge di conversione del decreto giustizia in Gazzetta Ufficiale

Sul supplemento ordinario n. 84 alla Gazzetta Ufficiale n. 261 del 10 novembre 2014 è stata pubblicata la Legge n. 162 del 10 novembre 2014 di conversione del Decreto legge n. 132/2014 recante “Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell'arretrato in materia di processo civile”.

 

4) Nasce “Argomenti di discussione”, la nuova rivista scientifica dell’Agenzia delle entrate

E’ iniziata l’11 novembre 2014, sul sito internet dell’Agenzia delle entrate www.agenziaentrate.it, “Argomenti di discussione”, la pubblicazione che tratterà argomenti di economia, statistica, econometria e scienza delle finanze, per alimentare il dibattito scientifico sui temi di interesse strategico dell’Agenzia e favorire lo scambio di opinioni.

La pubblicazione è curata da Stefano Pisani, responsabile dell’ufficio analisi statisticoeconometriche per la compliance dell’Agenzia delle Entrate, mentre fanno parte del comitato scientifico Bruno Chiarini (Università degli Studi di Napoli “Parthenope”), Valeria De Bonis (Università degli Studi di Roma “La Sapienza”), Antonio Di Majo (Università degli Studi “Roma Tre”), Roberto Monducci (Istituto Nazionale di Statistica), Alessandro Santoro (Università degli Studi “Milano-Bicocca”).

Focus sul tax gap

Il tema centrale del primo numero (tutto in inglese) della rivista è il tax gap, cioè la differenza tra l'ammontare delle imposte che l'Amministrazione fiscale dovrebbe raccogliere e quanto effettivamente raccolto. L’attenzione si concentra, in particolare, su come utilizzare le informazioni sul tax gap sia per migliorare la performance dell’Agenzia sia per indurre un maggiore livello di compliance fiscale.

Dove trovare la rivista

È possibile consultare gratuitamente “Argomenti di discussione” sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione Documentazione.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 133 del 11 novembre 2014)

 

5) Esportazioni extra Ue: non imponibilità Iva con prova lunga

Le esportazioni indirette possono godere del regime della non imponibilità anche se i beni escono dal territorio dell’Unione oltre il termine di 90 giorni dalla consegna al cessionario, previsto dall’articolo 8, comma 1, lettera b) del DPR n.633 del 1972. Il contribuente può, inoltre, recuperare l’Iva versata al momento della regolarizzazione. Lo chiarisce l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 98/E del 2014, alla luce della sentenza emessa il 19 dicembre 2013 dalla Corte di Giustizia dell’UE, che affronta il tema delle cessioni in cui i beni vengono trasportati, a cura del soggetto destinatario non residente, fuori dal territorio comunitario.

La prova dell’esportazione “salva” il beneficio

La non imponibilità - formalmente riservata dalla norma alle sole cessioni di beni usciti dal territorio comunitario entro 90 giorni dalla consegna al cessionario - si applica anche se l’esportazione avviene oltre il predetto termine. Ciò a patto che sia possibile dimostrare l’uscita dei beni dal territorio doganale dell’Unione.

Come recuperare l’imposta versata

Il contribuente può recuperare l’Iva, eventualmente versata in sede di regolarizzazione, emettendo una nota di variazione entro il termine per la presentazione della dichiarazione annuale relativa al secondo anno successivo a quello in cui è avvenuta l’esportazione, o comunque richiedendo il rimborso entro due anni dal versamento o dal verificarsi del presupposto del rimborso.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 132 del 10 novembre 2014)

 

6) Anche nel mese di settembre 2014 sono in calo le nuove partite Iva

Anche nel mese di settembre 2014 sono in calo le nuove partite Iva.

E quanto emerge dall’”Osservatorio sulle partite IVA: sintesi dell’aggiornamento dei dati di settembre 2014”, pubblicato l’11 novembre 20 dal Ministero dell’Economia e finanze.

Nel mese di settembre sono state aperte 41.190 nuove partite Iva ed in confronto al corrispondente mese dello scorso anno si registra un calo dello 0,2%.

La distribuzione per natura giuridica mostra che le persone fisiche hanno avviato il 74,2% delle nuove aperture di partita Iva, il 20% da società di capitali, il 5% da società di persone, seguite dalla quota dei “non residenti” ed “altre forme giuridiche”, che ne rappresentano complessivamente circa l’1%. Rispetto al mese di settembre 2013, si evince un aumento di avviamenti per le sole società di capitali (+16%), mentre le altre forme giuridiche rilevano un calo, più marcato per le persone fisiche (-3,3%) e più contenuto per le società di persone (-0,9%). La dinamica osservata relativamente alle società di capitali conferma la tendenza, evidenziata negli ultimi anni e dovuta verosimilmente alla recente normativa civilistica, che facilita la costituzione di Società a responsabilità limitata1.

Riguardo alla ripartizione territoriale, il 42,2% delle nuove partite IVA è avvenuto al Nord, il 22,7% al Centro e il 35% al Sud e Isole. Il confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente evidenzia apprezzabili incrementi in Basilicata (+9,9%), Abruzzo (+6,4%) e Liguria (+4,9%), mentre le flessioni più consistenti si notano in provincia di Trento (-11,4%), Sicilia (-6,9%) e Valle d’Aosta (-6,4%).

In base alla classificazione per settore produttivo, il commercio continua a registrare il maggior numero di avviamenti di partite Iva con il 26,1% del totale, seguito dalle attività professionali con il 12,3% e dall’edilizia con il 9,4%. Rispetto al mese di settembre 2013, tra i settori principali si osservano incrementi relativi a servizi vari (+10,1%), alloggio e ristorazione (+6,2%) e attività manifatturiere (+5,8%). Le flessioni di nuove aperture di partite Iva si notano, invece, nell’agricoltura (-8,4%), nelle attività finanziarie ed assicurative (-7,9%), e in quelle immobiliari (-5,1%).

Relativamente alle persone fisiche, la ripartizione è relativamente stabile, con il 63,7% di aperture di partite Iva che appartengono al genere maschile. Il 48,6% viene avviato da giovani fino a 35 anni ed il 34,4% da coloro che sono compresi nella fascia dai 36 ai 50 anni. Rispetto al corrispondente mese dello scorso anno, tutte le classi di età registrano cali, ad eccezione di quella più anziana, che include soggetti con oltre 65 anni.

Nel mese di settembre 11.142 persone fisiche, pari al 27,1% del totale delle nuove aperture, hanno aderito al regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità. Ilregime di vantaggio limita per cinque anni l’imposta dovuta al 5% degli utili dichiarati, esonerando i contribuenti interessati dal pagamento di Iva ed Irap.

(MEF, comunicato del 11 novembre 2014)

 

7) Ripresa dei versamenti per i contributi sospesi per Modena e Regione Veneto

L’Inps, con il messaggio n. 8632 del 10 novembre 2014, informa che il periodo di sospensione per gli eventi alluvionali verificatisi nei giorni dal 17 al 19 gennaio 2014 nel territorio della provincia di Modena e gli eventi atmosferici che hanno colpito i territori della Regione Veneto dal 30 gennaio al 18 febbraio 2014, termina il 31 ottobre 2014, pertanto, gli ordinari obblighi di adempimento e versamento dei contributi previdenziali e assistenziali riprenderanno da novembre 2014.

Poiché non sono state emanate norme recanti modalità di recupero rateali, si ricorda che i contributi oggetto di sospensione devono essere versati in unica soluzione entro la prima scadenza utile (17/11/2014).

Resta ferma la possibilità per gli interessati di proporre istanza di rateazione dei debiti contributivi in fase amministrativa, secondo le regole generali, con aggravio degli interessi di dilazione nella misura vigente alla data di presentazione della domanda.

 

8) Procedure di concessione del contributo di solidarietà

Il Ministero del Lavoro, con la circolare n. 26 del 7 novembre 2014, ha fornito precisazioni ed indicazioni operative sulla procedura di concessione ed erogazione del contributo di solidarietà – artt. 5 e 8, del decreto-legge n. 148/1993, convertito con modificazioni, dalla legge n. 236/1993 e successive modifiche e integrazioni

Spettacolo: firmato il primo CCNL per lavoratori dello spettacolo in “cooperativa”

E’ stato sottoscritto, il 6 novembre a Roma, presso il Palazzo della Cooperazione, il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per gli artisti, tecnici e amministrativi dipendenti da società cooperative e imprese sociali nel settore della Produzione Culturale e dello Spettacolo.

Questo CCNL è il primo del Settore, sottoscritto dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, a prevedere tutte le attività e le figure professionali dello spettacolo.

AGCI Culturalia, FederCultura Confcooperative, Legacoop Settore Cultura, per le centrali cooperative, e SLC CGIL, FISTel CISL e UILCOM UIL, per le organizzazioni sindacali, hanno portato a termine un percorso teso a creare uno strumento su misura per le imprese cooperative che operano nel settore e che sono state le prime a sollecitare l’avvio della trattativa.

La cooperazione ritiene, infatti, che il valore della cultura vada espresso anche attraverso il rispetto di regole certe e negoziate e che vada combattuta la concorrenza sleale di chi si improvvisa e destabilizza il mercato come le false cooperative.

In esso vengono disciplinati il contratto intermittente e ad altri elementi di flessibilità fondamentali per chi è attivo in questo ambito, è introdotta una parte specifica sulla sicurezza dei lavoratori, si consente l’ampio ricorso all’apprendistato.

 

9) Facoltà di variare la scelta di utilizzo della eccedenza di credito Iva trimestrale effettuata tramite la presentazione del modello Tr

Eccedenza di Iva infrannuale: la “prima” scelta è modificabile. L’utilizzo nel Modello F24 del credito già chiesto a rimborso deve però essere preceduto dalla rettifica dell’istanza, altrimenti scatta l’indebito utilizzo di somme in compensazione.

Non si conclude con la scadenza per la presentazione della “correttiva nei termini” al modello Tr (ossia, l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre di riferimento), la possibilità di revocare l’istanza di rimborso, tramutandola in richiesta di compensazione: l’eccedenza Iva infrannuale può essere utilizzata in compensazione inviando una nuova istanza anche oltre quel termine, a patto che l’ufficio competente non abbia già concluso la fase istruttoria e disposto il pagamento della somma.

Lo ha chiarito l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 99/E dell’11 novembre 2014, emessa per la corretta interpretazione dell’articolo 38-bis del Dpr 633/1972, che consente il rimborso o l’utilizzo in compensazione delle eccedenze Iva trimestrali.

I due casi esaminati

Il primo caso si riferisce all’annullamento della richiesta di rimborso già trasmessa, per poter utilizzare la stessa somma in compensazione in sede di dichiarazione annuale.

Il secondo caso prende in esame, invece, un’istanza di rimborso inviata per errore dopo l’utilizzo in compensazione del credito nei termini previsti per la presentazione del modello Tr.

In entrambe le situazioni, i crediti non erano stati ancora rimborsati. Ma, mentre per i rimborsi annuali è espressamente prevista la possibilità di revoca, per quelli trimestrali nulla è disciplinato in proposito.

L’Agenzia, dopo aver ricordato che il contribuente, se cambia idea, può rettificare o integrare la prima opzione inviando un nuovo Tr (con la casella “correttiva nei termini” barrata), precisa che nessuna norma sancisce “l’immodificabilità” della scelta operata e che, quindi, la rettifica del modello Tr è possibile anche oltre la scadenza per la “correttiva nei termini”.

Prima del via libera alla compensazione, va però verificato che l’ufficio non abbia già superato la fase istruttoria e non sia stata già validata la disposizione di pagamento.

Per quanto riguarda la variazione in senso inverso, il rimborso, naturalmente, può essere erogato soltanto se l’eccedenza non è stata già utilizzata in compensazione.

In ogni caso, la modifica deve essere indicata nella dichiarazione Iva annuale; di conseguenza, la rettifica del Tr non può avvenire oltre la data di presentazione di quel modello.

Riguardi ai tempi di invio del modello correttivo, l’istanza rimane necessaria e deve precedere l’utilizzo dell’eccedenza di credito che era stata già chiesta a rimborso; in caso contrario, il contribuente incorre nella violazione di indebita compensazione.

In tal senso si è espressa, in un caso simile, la Corte di Cassazione che, in mancanza della preventiva revoca della richiesta di rimborso, ha negato l’utilizzo mensile in detrazione dell’eccedenza già chiesta a rimborso nella dichiarazione annuale.

 

10) L’iscrizione nel libro paga è tardiva: ecco le conseguenze

L’iscrizione tardiva del lavoratore nel libro paga e matricola é soggetta a sanzione.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23918 del 10 novembre 2014, ha stabilito che nei confronti del datore di lavoro che iscrive il dipendente in ritardo nel libro paga e matricola scatta la sanzione per l’impiego di un lavoratore in nero, a nulla rilevando la registrazione effettuata in epoca successiva a quella dell’effettivo impiego dello stesso.

Nel caso di specie, la Suprema Corte, ha, quindi, ribadito che, in materia di sanzioni amministrative per l’utilizzo di lavoratori non regolarmente denunciati, la legge prevede che l’iscrizione del lavoratore nel libro paga e matricola debba avvenire contestualmente all’atto di assunzione, pena l’automatica applicazione della sanzione.

Lavoro subordinato: necessaria la prova per la trasformazione del rapporto

In materia di lavoro subordinato, la Corte di Cassazione ha chiarito che il datore di lavoro, il quale non riesca a provare l’assenza di subordinazione nel rapporto che lo lega al soggetto che presta l’opera, non può per ciò solo vedere trasformato il rapporto di lavoro in subordinato.

Nel caso di specie, la Suprema Corte, con la sentenza n. 23931 del 10 novembre 2014, ha stabilito che, ai fini della trasformazione del rapporto di lavoro, risulta necessario fornire la prova della subordinazione e non è sufficiente l’incapacità di provare l’assenza di legame gerarchico da parte dell’imprenditore. Dunque, la subordinazione va sempre provata.

 

Vincenzo D’Andò