Diario quotidiano del 7 novembre 2014: il Decreto Sblocca Italia è legge

Pubblicato il 7 novembre 2014



è Legge lo “sblocca Italia”; biomasse: non rientrano nel bonus del 65%; comunicazione black list sarà annuale; le STP non producono reddito professionale quindi niente obbligo di ritenuta d’acconto; chiarimenti sul nuovo incentivo per l’assunzione dei giovani lavoratori agricoli; auto: le intestazioni temporanee non devono essere annotate nell’Archivio PRA; incentivi fiscali per il finanziamento delle startup innovative; F24: ridenominati i codici tributo “1133” e “1135” per il versamento delle imposte sostitutive; digitalizzazione accise: obbligo di trasmissione telematica; sì definitivo al decreto sulla giustizia civile; costi di manutenzione degli apprestamenti; RSPP anche non dipendente dell’azienda

 

Indice:

 1) E’ Legge lo “sblocca Italia”

 2) Biomasse: non rientrano nel bonus del 65%

 3) Comunicazione black list sarà annuale

 4) Le STP non producono reddito professionale, quindi niente obbligo di ritenuta d’acconto

 5) Chiarimenti sul nuovo incentivo per l’assunzione dei giovani lavoratori agricoli

 6) Auto: le intestazioni temporanee non devono essere annotate nell’Archivio PRA

 7) Incentivi fiscali per il finanziamento delle startup innovative: online la circolare con le linee guida in inglese

 8) F24: ridenominati i codici tributo “1133” e “1135” per il versamento delle imposte sostitutive

 9) Digitalizzazione Accise: obbligo di trasmissione telematica

 10) Sì definitivo al decreto sulla giustizia civile

 11) Costi di manutenzione degli apprestamenti

 12) RSPP anche non dipendente dell’azienda

 

1) E’ Legge lo “sblocca Italia”

Decreto Legge “sblocca Italia”: votata fiducia in Aula. L’Assemblea, nella seduta pomeridiana del 5 novembre 2014, ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando con 157 voti favorevoli e 110 contrari, nel testo licenziato dalla Camera, il decreto-legge “sblocca Italia” (ddl n. 1651), di conversione del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, che reca misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive.

La seduta é iniziata alle ore 16:03

Con 157 voti favorevoli e 110 contrari, l'Assemblea ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando, nel testo licenziato dalla Camera, il decreto-legge sblocca Italia (ddl n. 1651 di conversione del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, che reca misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive).

Il Capo I del decreto reca misure per la riapertura dei cantieri; il Capo II reca misure per il potenziamento delle reti autostradali e di telecomunicazioni.Il Capo III reca misure in materia ambientale e per la mitigazione del dissesto idrogeologico. Il Capo IV reca misure per la semplificazione burocratica. Il Capo V reca misure per il rilancio dell'edilizia, mentre il Capo VI reca misure per il miglioramento della funzionalità aeroportuale. Il Capo VII riguarda misure per le imprese, il Capo VIII misure in materia ambientale, il Capo IX misure in materia di energia. Il Capo X reca misure finanziarie in materia di ammortizzatori sociali e ulteriori disposizioni finanziarie per gli enti territoriali.

Nella seduta antimeridiana si è svolta la discussione generale e il Ministro per il rapporti con il Parlamento Boschi ha posto la questione di fiducia. La seduta è poi terminata alle ore 21:22.

 

2) Biomasse: non rientrano nel bonus del 65%

Gi impianti a biomassa non rientrano nel bonus del 65%, ovvero nell’elenco delle strutture che possono beneficiare delle agevolazioni per la riqualificazione energetica. Trova, invece, applicazione la detrazione fiscale del 50%. La sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore a biomassa possono, infatti, essere ricondotti alla riqualificazione globale degli edifici. Questa la risposta fornita, il 5 novembre 2014, nel corso del question time che si è svolto in Commissione finanze alla Camera.

Ruoli inesigibili: tira aria di proroga

Tira aria di proroga per la presentazione delle comunicazioni di inesigibilità da parte di Equitalia agli enti creditori. Il governo sta, infatti, valutando l’applicabilità di misure ad hoc per fronteggiare i volumi di comunicazioni da inviare entro il 31 dicembre 2014. Trasmissione del tutto a carico degli agenti della riscossione e che, in base all’ultimo dato disponibile, dovrebbe attenere complessivamente a 400 mld di euro di tasse non riscosse o del tutto inesigibili. E’ quanto reso noto, il 5 novembre 2014, nel corso del question time che si è svolto in Commissione finanze alla Camera.

Srl solo con il revisore

Ammessa la nomina del solo revisore nella srl, ma con limitata competenza alla revisione dei conti, poiché solo l’organo sindacale è competente al controllo di gestione. Il chiarimento arriva dal ministro della giustizia Andrea Orlando, il 5 novembre 2014, nel corso del question time che si è svolto in aula alla camera.

A seguito delle modifiche apportate all'art. 2477 c.c. dalla legge 35/2012, che ha innovato la disciplina dei controlli, è emerso il dubbio se la scelta fra le due ipotesi alternative (nomina di un revisore o di un organo di controllo che, se non disposto diversamente, può essere monocratico) comporti anche, a fini pratici, due diverse tipologie di controlli societari. Per esempio, nell’ipotesi di nomina del revisore, essendo lo stesso un organo di controllo esterno alla società, oltre a non esercitare il controllo sulla gestione, non sarà nemmeno tenuto a partecipare alle assemblee e ai consigli di amministrazione. A dirimere la questione è intervenuto il ministro precisando che entrambe le ipotesi interpretative che seguono sono percorribili. Nei casi, quindi, in cui sia obbligatoria la costituzione dell’organo di controllo, può procedersi alla nomina alternativa del collegio sindacale, in composizione monocratica o collegiale, ovvero di un revisore, in quanto gli stessi svolgerebbero le medesime funzioni attinenti al controllo di gestione, ex art. 2403 c.c. e alla revisione legale dei conti. Nel caso, invece, di obbligo di nomina dell’organo di controllo, l’opzione in favore del revisore ne limita la competenza alla mera revisione dei conti, in quanto solo l’organo sindacale è competente al controllo di gestione, ex 2403 c.c. Ne consegue, quindi che la previsione del carattere alternativo da un lato del sindaco unico o del collegio sindacale e dall’altro del revisore o della società di revisione non comporta pertanto solo la facoltà di scelta tra organi o soggetti differenti, cui attribuire i medesimi compiti, ma può incidere sulle modalità di un completo controllo sulla gestione e soprattutto sull’esercizio dei poteri sanzionatori.

Pagamenti tramite Pos

Il sottosegretario all’Economia, ha risposto alle interrogazioni del question time in Commissione Finanze della Camera anche sulla questione dei Pos.

Sull’impegno assunto dal Governo, risoluzione 8-00070 del 29 luglio 2014, per l’abbattimento dei costi fissi dei terminali Pos e per la gratuità per ulteriori 12 mesi delle transazioni effettuate presso impianti di distribuzione di carburante, il sottosegretario ha spiegato che sulla diffusione delle transazioni con carte di pagamento è stato istituito un tavolo presso il ministero dello sviluppo economico, con Banca d'Italia e ministero dell'economia, Abi, Consorzio bancomat, Aiip (Associazione italiana istituti di pagamento e di moneta elettronica) e i gestori Visa e Mastercard.

Le ipotesi possibili sono l’introduzione di un limite alle commissioni bancarie ed un credito d’imposta per recuperare il costo del Pos.

 

3) Comunicazione black list sarà annuale

Le modifiche in arrivo: L’art. 21 del Dlgs sulle semplificazioni modifica la norma istitutiva dell’adempimento, ossia l’art. 1 del Dl n. 40/2010, prevedendo che la comunicazione telematica si effettua annualmente e che l’obbligo riguarda le operazioni il cui importo complessivo annuale è superiore a 10 mila euro (e non più 500 euro). Ciò con effetto dalle operazioni poste in essere nell'anno solare in corso alla data di entrata in vigore del Dlgs. Se dunque il provvedimento, che dovrebbe essere in via di pubblicazione sulla G.U., entrerà in vigore nel 2014, l’obbligo diverrebbe annuale con effetto già da quest’anno, per cui la comunicazione andrà trasmessa, come prevede l’art. 3 del dm 30 marzo 2010, entro l’ultimo giorno del mese successivo al periodo di riferimento, ossia entro il 31 gennaio 2015 (termine che, cadendo di sabato, slitta a lunedì 2 febbraio). Per conseguenza, eventuali irregolarità od omissioni commesse, in violazione delle regole attuali, in relazione alle comunicazioni mensili o trimestrali del 2014, non saranno sanzionabili, purché si effettui correttamente l’adempimento in tale termine. Va ricordato che le violazioni in materia sono punite, per ciascuna comunicazione omessa o irregolare, con la sanzione da 516 a 4.130 euro e che non si applica il principio del cumulo giuridico.

Anche la nuova soglia annuale di 10 mila euro, ovviamente, avrebbe effetto dall’anno in corso; in proposito, mentre non si può dubitare che il limite debba essere rapportato alle operazioni con ciascuna controparte (e non all’ammontare complessivo), dalla formulazione testuale della norma non è invece chiaro se il limite si applichi distintamente per le categorie di operazioni.

 

4) Le STP non producono reddito professionale, quindi niente obbligo di ritenuta d’acconto

Sui redditi prodotti dalla società tra professionisti, poiché confluiscono tra i redditi d’impresa, non deve essere applicata alcuna ritenuta d’acconto.

La precisazione è contenuta nell’interpello (protocollo 2014/131773) emesso dall’Agenzia delle entrate, direzione centrale, il 16 ottobre 2014, in risposta al quesito posto da un Ordine locale (Trento) del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili.

Dunque, secondo l’Agenzia per le Stp non rileva l’esercizio dell’attività professionale. Quello che conta (e che assume valore giuridico) è il fatto di operare con una forma giuridica societaria.

Nel caso di specie, l’Ordine pensava che il reddito prodotto dalla Stp, costituita sotto forma di Srl, fosse inquadrabile nella categoria dei redditi di lavoro autonomo (artt. 53 e 54 del Tuir), per cui i relativi compensi sarebbero dovuti essere colpiti dalla ritenuta d’acconto del 20%.

Ma così non è per l’Amministrazione finanziaria che, invece, classifica i redditi conseguiti dalla Stp tra quelli d’impresa, per conseguenza sono soggetti alla predetta ritenuta.

Da ricordare, che l’CNDCEC nazionale si era espresso in senso contrario a quanto asserito adesso dal Fisco.

Per ultimo, si rammenta che la controversa materia è, comunque, in attesa di una modifica parlamentare.

 

5) Chiarimenti sul nuovo incentivo per l’assunzione dei giovani lavoratori agricoli

L’Inps, con la circolare n. 137 del 5 novembre 2014, ha spiegato il nuovo incentivo per i datori di lavoro agricoli di cui all’art. 2135 del c.c. che hanno assunto o assumono, nel periodo compreso tra il primo luglio 2014 e il 30 giugno 2015, giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni.

Lavoratori per i quali spetta l’incentivo

Ai sensi dell’art. 5, comma 4, del D.L. n. 91/2014, convertito dalla Legge n. 116/2014, a decorrere dall’1.7.2014 è in vigore un nuovo incentivo per le assunzioni dei lavoratori di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che si trovino in una delle seguenti condizioni:

- privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;

- privi di diploma di istruzione secondaria di secondo grado.

Le assunzioni dovranno essere effettuate nel periodo compreso tra il primo luglio 2014 e il trenta giugno 2015 e riferirsi a soggetti che al momento dell’assunzione, abbiano compiuto diciotto anni e non abbiano ancora compiuto trentacinque anni.

Per quanto concerne la definizione di soggetto “privo di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi”, per i lavoratori che hanno prestato attività lavorativa a tempo determinato (OTD) nel settore agricolo, l’Istituto ha chiarito che sono da considerare “svantaggiati”, in quanto “privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi”, coloro che non hanno prestato attività lavorativa nel semestre precedente l’assunzione e coloro che, pur avendo prestato attività lavorativa nel semestre precedente l’assunzione, hanno lavorato per un numero di giornate inferiore a 100 nei 12 mesi antecedenti l’assunzione.

Misura e durata dell’incentivo

L’incentivo spetta sia per le assunzioni a tempo determinato che per le assunzioni a tempo indeterminato, anche a tempo parziale e, in particolare, per le assunzioni a tempo determinato il contratto deve:

- avere una durata almeno triennale;

- garantire al lavoratore un periodo di occupazione minima di 102 giornate annue;

- essere redatto in forma scritta.

Nell’ipotesi di assunzione di OTI, l’incentivo viene corrisposto in un’unica soluzione decorsi diciotto mesi dalla data di assunzione, mentre in caso di assunzione di OTD, l’incentivo viene corrisposto:

- sei mensilità dopo il primo anno di assunzione;

- sei mensilità dopo il secondo anno di assunzione;

- sei mensilità dopo il terzo anno di assunzione.

L’incentivo è riconosciuto dall’Istituto al datore di lavoro, mediante compensazione con i contributi dovuti, in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande e fino ad esaurimento dei fondi stanziati.

L’importo annuale dell’incentivo non potrà superare, per ciascun lavoratore, l’importo di:

- euro 3.000,00 per lavoratori OTD;

- euro 5.000,00 per lavoratori OTI.

 

6) Auto: le intestazioni temporanee non devono essere annotate nell’Archivio PRA

L’ACI, con la circolare n. 6498 del 31 ottobre 2014, ha riepilogato i chiarimenti precedentemente forniti dal MIT e dalla Motorizzazione relativamente alle intestazioni temporanee dei veicoli ai sensi dell’art. 94, comma 4-bis, Codice della Strada e art. 247-bis, D.P.R. n. 495/1992.

In particolare, è stato precisato che è necessario comunicare al PRA l’ente intestatario del veicolo in caso di fusione societaria, mentre non è necessario comunicare alcuna annotazione al PRA in caso di trasformazioni societarie o variazioni dei propri dati anagrafici. In queste ipotesi è sufficiente annotare le modifiche alla Motorizzazione.

Viene anche chiarito che l’aggiornamento non è necessario in caso di utilizzazione del veicolo da parte dei familiari dell’intestatario purché conviventi.

 

7) Incentivi fiscali per il finanziamento delle startup innovative: online la circolare con le linee guida in inglese

Pronta la versione inglese della circolare n. 16/E, con i chiarimenti sulle nuove regole fiscali finalizzate a incoraggiare lo sviluppo e il finanziamento di startup innovative e incubatori certificati. Il testo completo è disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.it e sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico www.mise.gov.it .

In particolare, obiettivo della normativa è supportare l’evoluzione di una nuova cultura imprenditoriale più orientata verso l’innovazione e promuovere l’attrazione di capitali esteri in Italia. Gli incentivi fiscali sono principalmente indirizzati a favorire entità legali e soggetti interessati alle startup innovative – come definite dal Decreto Legge n. 179/2012, convertito con Legge n. 221/2012 – e al loro finanziamento.

I benefit per le startup innovative variano dall’esenzione dell’imposta di bollo e delle spese di registro a carico dell’azienda all’esclusione dalla disciplina anti-elusione sulle società di comodo.

Riguardo gli investitori individuali, per il periodo 2013-2015, potranno detrarre dall’Irpef il 19% degli investimenti nel capitale delle startup innovative, con un limite massimo di 500mila euro per periodo d’imposta su cui calcolare la detrazione. Per le società che investono nel capitale delle startup innovative è prevista una deduzione del 20% degli investimenti, per una somma non superiore a 1.800.000 euro per ogni periodo d’imposta. La detrazione e la deduzione aumentano rispettivamente al 25% e al 27% per gli investimenti nel capitale delle startup innovative a vocazione sociale e di quelle che sviluppano e commercializzano prodotti e servizi ad alto valore tecnologico in campo energetico.

Le startup innovative possono inoltre valersi d’un credito d’imposta pari al 35% delle spese sostenute per l’assunzione di personale altamente qualificato.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 129 del 6 novembre 2014)

 

8) F24: ridenominati i codici tributo “1133” e “1135” per il versamento delle imposte sostitutive

Sono stati ridenominati i codici tributo “1133” e “1135” per il versamento, tramite modello F24, delle imposte sostitutive derivanti dall’opzione esercitata ai sensi dell’articolo 3, commi 15 e 16, del decreto legge 24 aprile 2014, n. 66.

Con risoluzione 19 aprile 2012, n. 36/E, sono stati istituiti, tra l’altro, i codici tributo 1133 e 1135 per il versamento, mediante modello F24, delle imposte sostitutive sui redditi diversi di cui all’articolo 67, comma 1, lett. da c-bis) a c-quinquies) del testo unico di cui al d.P.R 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), a seguito dell’opzione per l’affrancamento.

L’articolo 3, commi 15 e 16, del decreto legge 24 aprile 2014, n. 66, ha reintrodotto la possibilità per i contribuenti di affrancare i valori degli strumenti finanziari, posseduti al di fuori dell’esercizio di impresa commerciale alla data del 30 giugno 2014, mediante l’esercizio di un’opzione per l’applicazione di un’imposta sostitutiva sui redditi diversi sopra citati, maturati fino alla medesima data.

Con circolare n. 19/E del 27 giugno 2014 sono stati forniti chiarimenti in merito all’applicazione della suddetta disposizione.

Causa l’evoluzione normativa, sono stati ridenominati i suddetti codici tributo, come di seguito riportati:

- “1133” denominato “Imposta sostitutiva sui redditi diversi di cui all’art. 67, c. 1, lett. da c-bis) a c-quinquies) del T.U.I.R a seguito dell’opzione per l’affrancamento - art. 3, commi 15 e 16, del dl 24 aprile 2014, n. 66 – regime dichiarativo”;

- “1135” denominato “Imposta sostitutiva sui redditi diversi di cui all’art. 67, c. 1, lett. da c-bis) a c-quinquies) del T.U.I.R a seguito dell’opzione per l’affrancamento - art. 3, commi 15 e 16, del dl 24 aprile 2014, n. 66 – regime amministrato”.

In sede di compilazione del modello F24, i suddetti codici tributo sono esposti nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, con l’indicazione nel campo “anno di riferimento”, dell’anno d’imposta per cui si effettua il versamento, nel formato “AAAA”.

(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 96/E del 6 novembre 2014)

 

9) Digitalizzazione Accise: obbligo di trasmissione telematica

Digitalizzazione Accise: obbligo di trasmissione telematica dei dati delle contabilità dei depositari autorizzati esercenti “Microbirrifici” - Estensione in ambiente di addestramento/validazione e in ambiente di esercizio delle relative funzionalità per la trasmissione attraverso il nuovo flusso ALCOMB.

Sono stati introdotti specifici controlli che riservano l’utilizzo del flusso ALCOMB ai soli depositari autorizzati censiti in anagrafica come “Microbirrifici”.

Gli Uffici delle Dogane censiscono in anagrafica i “Microbirrifici” che intendono avvalersi delle modalità semplificate di accertamento, accedendo alla linea di lavoro AIDA “Accise - Anagrafica”, inserendo, per i depositari autorizzati con attività principale “produzione”:

- tipo impianto principale “micro birrificio”;

- valore della produzione annua non superiore a 10.000 ettolitri;

- tipo di misuratore installato per la determinazione della produzione e, nel caso di impiego del misuratore della fonte energetica primaria, il tipo di fonte utilizzato.

Le nuove funzionalità, sono operative in ambiente di addestramento/validazione dal 4 novembre 2014.

Inoltre, nella sezione “Assistenza online” del sito internet dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, seguendo il percorso “Come fare per” è disponibile il link “Predisporre i documenti per l’invio”, Dati dei depositari autorizzati esercenti MICROBIRRIFICI - settore ALCOLI, in cui sono illustrate le operazioni da effettuare per predisporre e trasmettere il file con i dati delle contabilità.

Operatori ed Uffici sono invitati a condurre le rispettive fasi di sperimentazione/validazione in ambiente di addestramento e di validazione eseguendo tutte le verifiche necessarie per dar corso all’estensione in esercizio entro l’8 gennaio 2015.

(Agenzia delle dogane, Protocollo 121555/RU del 4 novembre 2014)

 

10) Sì definitivo al decreto sulla giustizia civile

La Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, recante misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell’arretrato in materia di processo civile (Approvato dal Senato) -C.2681-.

Misure per migliorare il funzionamento della giustizia civile: alcune osservazioni

Assonime, nel Note e studi n. 8 del 06/11/2014, prende spunto dagli ultimi interventi legislativi del Governo sulla giustizia civile per analizzare quali siano le principali questioni da affrontare per migliorare il funzionamento del sistema.

I provvedimenti varati dal Governo sono positivi ma resta la necessità di sciogliere i nodi strutturali che impediscono alla giustizia italiana di uscire dalla situazione di grave crisi in cui versa da troppo tempo: più che interventi sul processo civile, sono urgenti interventi sull’organizzazione, stanziamenti economici adeguati per completare il processo di informatizzazione dei tribunali e un decisivo potenziamento dell’organico amministrativo che supporta quotidianamente il lavoro delle corti. Il documento contiene anche una serie di indicazioni su come valorizzare le sezioni specializzate in materia di impresa e assicurare la qualità della formazione dei magistrati.

 

11) Costi di manutenzione degli apprestamenti

La Commissione per gli interpelli del Ministero del Lavoro ha fornito, all’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili), risposta ad un interpello in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Con l’interpello in materia di sicurezza n. 25 del 4 novembre 2014 ha dato parere in merito alla individuazione di alcune voci di costo per la sicurezza di cui all’allegato XV del Dlgs 81/2008. In particolare, se con riferimento alla lett. a) del punto 4.1.1 dell’allegato XV del Dlgs 81/2008, relativa agli apprestamenti, di cui fanno parte i “baraccamenti“, tra le voci di costo per la sicurezza, oggetto di stima da parte del coordinatore per la progettazione, debbano essere ricomprese, oltre alle spese di installazione iniziale dei baraccamenti (fornitura , trasporto, realizzazione piano di appoggio, realizzazione sottoservizi per allacciamento, montaggio e smontaggio) anche quelle relative a riscaldamento/condizionamento, pulizia e manutenzione.

La Commissione ritiene che tenuto conto del punto 4.1.3 dell’allegato XV, il quale stabilisce che “le singole voci dei costi della sicurezza vanno calcolate considerando il loro costo di utilizzo per il cantiere interessato che comprende, quando applicabile, la posa in opera ed il successivo smontaggio, l’eventuale manutenzione e l’ammortamento“, se ne deduce che le spese di manutenzione dei suddetti “baraccamenti” vanno ricomprese tra i costi della sicurezza. Parimenti le spese di riscaldamento/condizionamento nonché di pulizia, risultando necessarie per il corretto utilizzo degli stessi baraccamenti, dovranno essere ricomprese tra i suddetti costi della sicurezza.

 

12) RSPP anche non dipendente dell’azienda

La Commissione per gli interpelli del Ministero del Lavoro ha fornito, alla Confcommercio, risposta ad un interpello in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Con l’interpello in materia di sicurezza n. 24 del 4 novembre 2014 ha dato parere in merito alla corretta interpretazione dell’articolo 31, commi 6 e 7, del Dlgs 81/2008. In particolare, viene chiesto “se in caso di servizio di prevenzione e protezione istituito necessariamente all’interno dell’azienda – nei casi di cui all’art. 31, co. 6, d.l.vo 81/2008 – il Responsabile del servizio debba essere necessariamente un dipendente del datore di lavoro o possa essere anche un professionista in possesso dei requisiti di legge“.

La Commissione ritiene che il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) si considera interno quando – a prescindere dalla tipologia contrattuale che lega tale soggetto al datore di lavoro, in linea con il dettato dell’art. 2, co. 1 , lett. a), Dlgs 81/2008 – egli sia incardinato nell’ambito dell’organizzazione aziendale e coordini un servizio di prevenzione e protezione interno, istituito in relazione alle dimensioni ed alle specificità dell’azienda.

Pertanto, sarà cura del datore di lavoro rendere compatibili le diverse tipologie dei rapporti di lavoro e la durata della prestazione di lavoro con le esigenze che il RSPP deve tenere presenti per portare a termine pienamente i compiti che è chiamato a svolgere.

Il RSPP, proprio in virtù della peculiarità dei compiti da svolgere, deve necessariamente avere una conoscenza approfondita delle dinamiche organizzative e produttive dell’azienda, conoscenza che solo un soggetto inserito nell’organizzazione aziendale può possedere.

In tale quadro, dunque, il termine “interno” non può intendersi equivalente alla definizione di “dipendente”, ma deve essere sostanzialmente riferito ad un lavoratore che assicuri una presenza adeguata per lo svolgimento della propria attività.

 

Vincenzo D’Andò