Diario fiscale del 4 novembre 2014: imposta di registro e acquisti prima casa, nuovi chiarimenti

 

 Indice:

 1) Vendita per asta pubblica di un immobile abitativo: sempre possibile l’opzione per il prezzo valore

 2) Nuove Linee guida AGCM sulla quantificazione delle sanzioni per violazioni del diritto antitrust

 3) Tempo determinato: al via le trasformazioni

 4) Flussi d’ingresso per tirocini formativi e corsi di formazione professionale

 5) Associazioni sportive dilettantistiche: Iva sulle prestazioni occasionali ?

 6) Crisi aziendali: i Commercialisti nell’Osservatorio di ABI con le imprese

 7) Convegno nazionale: risanamenti, focus sui principi di attestazione

 8) Istanza di accertamento con adesione: ok se presentata per posta

 

 

1) Vendita per asta pubblica di un immobile abitativo: sempre possibile l’opzione per il prezzo valore

In relazione agli immobili acquisiti per asta pubblica, anche se l’atto di trasferimento sia stato già registrato, il contribuente possa, comunque, esercitare l’opzione per l’applicazione del regime del prezzo valore con apposita dichiarazione da rendere nell’istanza di rimborso della maggiore imposta di registro versata nei termini previsti dall’articolo 77 del TUR.

Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 95/E del 03 novembre 2014.

Dunque, applicazione del “prezzo valore” anche ai trasferimenti immobiliari tramite asta pubblica, avvenuti prima della sentenza della Corte costituzionale n. 6 del 23 gennaio 2014, purché non “esauriti”.

Come è noto, la Corte costituzionale, con la sentenza 6/2014, ha esteso l’applicazione del criterio di determinazione della base imponibile del “prezzo valore”, ricorrendone le condizioni, anche ai trasferimenti di immobili a uso abitativo e relative pertinenze avvenuti in sede di espropriazione forzata o a seguito di pubblico incanto.

L’orientamento è stato recepito dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 2/2014, superando la posizione assunta con la risoluzione n. 102/2007.

Adesso, l’Agenzia chiarisce ulteriormente che la pronuncia della Consulta esplica effetti anche in riferimento ai trasferimenti derivanti da pubblico incanto effettuati prima del deposito della sentenza medesima, a condizione che si tratti di rapporti non “esauriti”.

Nel caso di specie, l’istante, aggiudicatario di un’unità abitativa a seguito di partecipazione a un bando d’asta pubblica, non ha optato per l’applicazione del criterio di determinazione della base imponibile del “prezzo valore”, in quanto non prevista dall’articolo 1, comma 497, della legge 266/2005, per i trasferimenti degli immobili a uso abitativo avvenuti a seguito di pubblico incanto o di espropriazione forzata.

Per tali trasferimenti, infatti, la base imponibile è determinata, ai sensi dell’articolo 44 del Testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro (Tur), sulla base del prezzo di aggiudicazione o dell’indennizzo riconosciuto.

Conseguentemente, l’imposta di registro dovuta per detto trasferimento era stata versata facendo riferimento al prezzo di aggiudicazione.

Successivamente, è intervenuta la citata sentenza della Corte costituzionale, con la quale è stata dichiarata l’illegittimità dell’articolo 1, comma 497, nella parte in cui non prevede la facoltà, per gli acquisti di immobili a uso abitativo e relative pertinenze in sede di espropriazione forzata o a seguito di pubblico incanto (da parte di soggetti che non agiscano nell’esercizio di attività commerciali, artistiche o professionali), di richiedere che la base imponibile, ai fini delle imposte di registro, ipotecarie e catastali, sia costituita dal valore catastale dell’immobile.

L’interpellante ha, quindi, chiesto di conoscere se sia possibile ottenere il rimborso della maggiore imposta di registro versata, in conseguenza della mancata applicazione del criterio del “prezzo valore”, e se, a tal fine, sia necessaria l’integrazione dell’atto di compravendita onde effettuare l’opzione.

Al quesito l’Agenzia risponde favorevolmente, in considerazione del fatto che si…

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