Diario quotidiano del 3 novembre 2014: tutte le novità del decreto sulle semplificazioni fiscali

Pubblicato il 3 novembre 2014

CDM: via libera definitivo al decreto sulle semplificazioni: dal 730 precompilato all’ampliamento del periodo per le società in perdita; banche in default: niente rimborsi sopra i 100 mila euro; richiesta di ANF: presentazione telematica per ditte cessate;versamento ritenute previdenziali dei dipendenti: niente responsabilità per l’amministratore decaduto dalla carica; rapporto sull’Albo professionale: i Commercialisti resistono alla crisi; compensi dei professionisti non tassabili al momento di emissione della fattura

 

Indice:

 1) CDM: via libera definitivo al decreto sulle semplificazioni: dal 730 precompilato all’ampliamento del periodo per le società in perdita

 2) Banche in default: niente rimborsi sopra i 100 mila euro

 3) Richiesta di ANF: presentazione telematica per ditte cessate

 4) Versamento ritenute previdenziali dei dipendenti: niente responsabilità per l’amministratore decaduto dalla carica

 5) Rapporto sull’Albo professionale: i Commercialisti resistono alla crisi

 6) Compensi dei professionisti non tassabili al momento di emissione della fattura

 

 

1) CDM: via libera definitivo al decreto sulle semplificazioni: dal 730 precompilato all’ampliamento del periodo per le società in perdita

Il Decreto legislativo sulle semplificazioni fiscali è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 30 ottobre 2014 in maniera definitiva.

Dunque, dal 2015 il modello 730 è precompilato. Restano fuori dalla partita delle dichiarazioni precompilate i tributaristi, i geometri fiscalisti e i centri elaborazioni dati. Con l’approvazione del provvedimento arriva, inoltre, l’abrogazione della responsabilità solidale negli appalti e la possibilità per il fisco di controllare entro cinque anni dalla cessazione le società, modifiche anche al periodo in cui una società sarà considerata in perdita sistemica. L’arco di tempo critico passa da tre a cinque anni.

Dichiarazioni precompilate

I contribuenti, una volta ricevuta la dichiarazione, avranno la possibilità di integrarla da soli o avvalendosi dell’ausilio di un intermediario abilitato. Nel provvedimento sono state introdotte pesanti sanzioni per i centri di assistenza fiscale in caso di errori nella dichiarazione. E anche un aggravio di responsabilità, sarà infatti solo la condotta dolosa del contribuente a liberare il professionista dalla responsabilità per visto infedele.

Società in perdita e in liquidazione

Le società in liquidazione saranno nel mirino del fisco che potrà continuare a effettuare controlli per cinque anni dalla cancellazione dal registro delle imprese. È poi introdotta una responsabilità personale dei liquidatori che non adempiono all’obbligo di pagare con le attività della liquidazione alle imposte dovute. Per le società in perdita sistemica si allunga il tempo critico e le regole saranno subito in vigore. Cinque anni di perdite consecutive sono la spia rossa per i controlli del fisco e non più i precedenti tre anni.

Niente più responsabilità solidale

La responsabilità solidale fiscale negli appalti va in soffitta. Resta però in capo al committente, all’interno delle norme della legge 276/2003, la responsabilità come sostituto d’imposta in caso emergano situazioni di lavoro nero.

Comunicazioni operazioni con i paesi black list

La comunicazione delle operazioni chiuse con i paesi black list (non collaborativi fiscalmente) diventa annuale e cambiano gli importi. I dati all’Agenzia delle entrate dovranno essere trasmessi per un valore complessivo annuale superiore a 10 mila euro e non per le operazioni superiori ai 500 euro.

Il modello 730 precompilato taglia il traguardo. Dal 1° gennaio 2005, in via sperimentale, per i redditi dell’anno di imposta 2014 di dipendenti e pensionati, l’Agenzia delle entrate, dopo aver elaborato i dati presenti in anagrafe tributaria e i dati relativi a mutui e assicurazioni, in possesso di banche e altri soggetti, renderà disponibile entro il 15 aprile di ogni anno la dichiarazione precompilata.

Snellite le opzioni per consolidato, trasparenza e Irap

I regimi fiscali opzionali si scelgono direttamente in dichiarazione dei redditi. A partire dal modello Unico 2015 i contribuenti potranno optare per trasparenza fiscale, consolidato nazionale, tonnage tax e calcolo Irap secondo le regole delle società di capitali senza più dover utilizzare modelli appositi. Sparisce l’obbligo per le società estere di indicare in dichiarazione i dati della stabile organizzazione italiana. Rivoluzione in vista pure per le lettere d’intento: dal prossimo anno l'obbligo di comunicare all’Agenzia delle entrate i dati delle dichiarazioni ricevute passa dal fornitore all'esportatore abituale (cioè il soggetto che fruisce della non imponibilità Iva dell’operazione).

Archivio Vies

Si introduce l’accesso automatico al Vies, la banca dati dei soggetti passivi che possono effettuare scambi intra-Ue. La novità consentirà così ai contribuenti di chiedere l’inclusione all'archivio già all’atto dell’attribuzione della partita Iva, senza dover più attendere fino a 30 giorni per il nullaosta delle Entrate.

Intrastat

In arrivo semplificazioni agli elenchi Intrastat in relazione alle prestazioni di servizi c.d. “generiche”. A definire le modalità sarà un provvedimento delle Dogane, emanato d’intesa con le Entrate e con l’Istat entro 90 giorni dall’entrata in vigore del Dlgs. Dovranno essere indicati soltanto il numero di identificazione Iva delle controparti, il valore totale delle transazioni, il codice identificativo del tipo di prestazione resa o ricevuta e il paese di pagamento. Alleggerite le sanzioni previste in caso di omissione o inesattezza dei dati statistici degli Intrastat.

Omaggi

La disciplina Iva vigente in materia di spese per omaggi viene uniformata a quella prevista ai fini delle imposte sui redditi (articolo 108 del Tuir). Anche ai fini Iva saranno detraibili gli omaggi di costo unitario non superiore a 50 euro, in luogo della precedente soglia di 25,82 euro.

Iva prima casa

L’Iva si allinea all'imposta di registro sulle agevolazioni prima casa. Vanno in soffitta i criteri per l’individuazione degli immobili di lusso dettati dal Dm 2 agosto 1969. L’aliquota Iva ridotta del 4% troverà applicazione in relazione alle abitazioni classificate o classificabili nelle categorie catastali diverse da quelle A/1, A/8, e A/9, anziché in base ai vecchi parametri delle caratteristiche costruttive.

Sponsorizzazioni

Modificato il regime della detrazione Iva spettante alle imprese che svolgono attività di intrattenimento. Sale dal 10% al 50% la detrazione forfettaria per le operazioni di sponsorizzazione, che viene così adeguata a quella relativa alle operazioni di pubblicità.

Successioni

Meno adempimenti per la presentazione della dichiarazione di successione. Nelle eredità devolute al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto la soglia di esenzione dalla dichiarazione passa dagli attuali 25.822 a 100 mila euro. Il beneficio opererà laddove nell'attivo ereditario non siano compresi beni immobili o diritti reali immobiliari.

Addizionali Irpef

Ai fini delle addizionali locali la data di riferimento per determinare il domicilio fiscale delle persone fisiche sarà quella del 1° gennaio dell’anno cui si riferisce il tributo. Eliminato quindi il doppio binario finora esistente tra addizionale regionale (calcolata al 31 dicembre) e comunale (determinata al 1° gennaio).

Trasferte professionisti

A partire dal 2015 le spese di vitto e alloggio pagate dal committente non costituiranno compensi in natura per il professionista. I costi quindi non dovranno essere indicati nella fattura emessa dal lavoratore autonomo (e quindi non saranno deducibili dal reddito di quest'ultimo).

Assicurazioni

Semplificato l’obbligo informativo gravante sulle assicurazioni estere che operano in Italia. La denuncia dei premi incassati sarà annuale, anziché mensile. L’adempimento è necessario ai fini del calcolo dell’imposta sulle assicurazioni dovuta dalle compagnie.

Ritenuta agenti

Più facile ottenere la ritenuta ridotta per i soggetti che percepiscono provvigioni inerenti a rapporti di commissione, agenzia, mediazione, rappresentanza di commercio e procacciamento di affari. Con una modifica all’articolo 25-bis del dpr n. 600/1973, viene stabilito che la dichiarazione volta a ottenere la ritenuta d’acconto ridotta, in ragione dell’apporto continuativo di dipendenti o terzi, avrà validità pluriennale. L’agente dovrà ripresentarla al committente solo se vengono meno le condizioni richieste per fruire dell'agevolazione.

 

2) Banche in default: niente rimborsi sopra i 100 mila euro

Nessuna banca, in caso di default, potrà rimborsare più di 100 mila euro per ogni deposito bancario; passerà da 20 a sette giorni il termine massimo per il rimborso; al via il meccanismo unico di vigilanza sulle banche (Sssm) governato dalla Bce per prevenire le crisi finanziarie. Sono queste alcune delle novità in campo finanziario contenute nel Disegno di legge di delegazione europea per il 2014 che è stato esaminato il 30 ottobre 2014 dal Consiglio dei ministri, provvedimento che detta i criteri per il recepimento delle direttive europee e degli altri atti dell’Unione europea (da essa di differenzia la legge europea, ancora non varata, che prevede le norme di adeguamento dell’ordinamento nazionale all’ordinamento europeo quando vi sia stato un non corretto recepimento delle direttive Ue). All’articolo 5 degli undici articoli di cui si compone il testo è prevista la delega a recepire la direttiva 2014/49 relativa ai sistemi di garanzia dei depositi, oggetto di disciplina nel nostro ordinamento negli articoli 96, 96- bis, ter e quater del decreto 385/93 (T.u. leggi bancarie e creditizie). La direttiva europea, che la delega prevede debba essere attuata integralmente, nell’introdurre nella Ue regole uniformi per i meccanismi di garanzia depositi (detti Dgs, Deposit guarantee scheme), stabilisce che l’importo massimo del rimborso per depositante non possa superare i 100.000 euro, con l’impossibilità per qualsiasi stato di offrire livelli di copertura maggiore. La direttiva stabilisce inoltre che i tempi di rimborso dovranno essere al massimo di 7 giorni (oggi sono 20), sia pure con gradualità: in base alle norme UE, si dovrà passare a 15 giorni nel 2019, a dieci nel 2022 e a sette giorni nel 2024. Si dovrà però anche riconoscere, nel periodo transitorio, entro 5 giorni, una percentuale dell’importo da rimborsare al fine di evitare immediate difficoltà finanziarie. Il meccanismo dovrà essere finanziato da contribuzioni annuali ex ante delle banche (oggi sono ex post) e la direttiva stabilisce che la contribuzione sia pari ad almeno lo 0,8% dell’importo dei depositi coperti presso gli istituti membri, livello da raggiungere entro il 3 luglio 2014. Sarà poi l’Eba (European banking authority) a emanare le linee guida per il calcolo dei contributi, variabili anche in relazione al rischio associato all’istituto.

 

3) Richiesta di ANF: presentazione telematica per ditte cessate

Ecco come presentare in via telematica la richiesta di ANF per ditte cessate o fallite.

L’Inps, con la circolare n. 136 del 30 ottobre 2014, ha fornito le istruzioni per la nuova modalità di presentazione telematica delle domande di Assegno per il Nucleo Familiare da parte dei lavoratori di ditte cessate o fallite.

La presentazione telematica potrà avvenire attraverso uno dei seguenti canali:

- WEB – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino munito di PIN attraverso il portale dell’Istituto - servizio di “Invio OnLine di Domande di prestazioni a Sostegno del reddito” - funzione ANF Ditte Cessate/Fallite;

- Patronati – attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi;

- Contact-Center – attraverso il numero verde 803.164.

La modalità di invio telematico diventerà esclusiva a far data dall’1 gennaio 2015.

Presentazione della domanda tramite Web

L’Inps avverte che per poter utilizzare il servizio di invio OnLine, il cittadino richiedente deve essere in possesso del Pin di autenticazione a carattere dispositivo.Il servizio è disponibile sul sito Internet dell’Istituto (www.inps.it), nella sezione SERVIZI ON LINE, attraverso il seguente percorso: Al servizio del cittadino – Autenticazione con PIN o Carta Nazionale dei Servizi – Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito – Assegni al nucleo familiare - ANF ditte cessate/fallite.

All’interno del servizio, saranno disponibili le seguenti funzionalità:

- Informazioni: scheda informativa sulla prestazione;

- Inserimento domanda: compilazione della domanda ANF lavoratori di ditte cessate o fallite ed invio telematico;

- Consultazione Domande: lista delle domande di ANF lavoratori di ditte cessate o fallite presentate/in corso di presentazione.

La circolare si sofferma sulle sezioni da compilare in cui dovranno essere rappresentate le informazioni necessarie alla presentazione della domanda, fornendo tutti i chiarimenti necessari per il corretto inserimento della stessa.

Viene precisato che il cittadino è, inoltre, tenuto ad allegare uno dei documenti di seguito elencati a seconda che la ditta sia cessata o fallita.

In caso di ditte cessate occorre la dichiarazione della ditta da cui risulti:

- la data di cessazione attività della ditta;

- i motivi della mancata erogazione, nei periodi indicati, dell’ANF al richiedente;

- l’impegno a non effettuare il pagamento della prestazione successivamente al rilascio della dichiarazione.

In caso di ditte fallite occorre, invece, la dichiarazione del curatore fallimentare attestante gli estremi del fallimento e l'esistenza del rapporto di lavoro, nonché la dichiarazione del lavoratore che attesti il mancato ricevimento dell’assegno e l’impegno a non insinuare nel passivo fallimentare i crediti per la prestazione che viene richiesta con pagamento diretto.

 

4) Versamento ritenute previdenziali dei dipendenti: niente responsabilità per l’amministratore decaduto dalla carica

Niente condanna per l’omesso versamento delle ritenute se l’avviso dell’Inps giunge quando è ormai cessata la carica di amministratore dalla società.

In materia di omesso versamento delle ritenute previdenziali ai dipendenti, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45019 del 30 ottobre 2014 ha stabilito che il contribuente non risponde del reato, se l’avviso di contestazione da parte dell’Inps viene notificato quando è cessata la carica dell’imputato dalla società.

In particolare, la Suprema Corte ha precisato che per la decorrenza del termine di tre mesi concesso al datore di lavoro per provvedere al versamento del dovuto, la notifica dell’avviso di accertamento da parte dell’Inps non è da ritenersi validamente effettuata presso la sede della società, nel caso in cui la persona fisica penalmente responsabile è cessata dalla carica di amministratore.

 

5) Rapporto sull’Albo professionale: i Commercialisti resistono alla crisi

La Fondazione nazionale (ex IRDCEC) ha pubblicato il 31 ottobre 2014 il rapporto 2014 sull’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.

Il Rapporto 2014 inaugura le pubblicazioni della Fondazione Nazionale dei Commercialisti, riprendendo il lavoro svolto dall’Irdcec, con la consapevolezza che la crescita della professione di Commercialista non possa prescindere da una conoscenza diretta e da un monitoraggio continuo degli iscritti attraverso un’accurata raccolta e rappresentazione dei dati statistici.

I dati esposti nel Rapporto 2014, giunto alla settima edizione, mostrano una Categoria che non arretra di fronte alla crisi pur venendo colpita, come tutte le altre categorie, dal calo dei redditi professionali. Dal 2008 al 2014, infatti, gli iscritti all’Albo sono aumentati del 7%, mentre i redditi professionali, misurati in termini reali, sono diminuiti del 12,4%. Ciò è accaduto mentre l’occupazione complessiva diminuiva del 4,2% e il pil nominale diminuiva del 6,8%.

All’inizio del 2014, i commercialisti iscritti all’Albo sono 115.067 e sono cresciuti dello 0,9% in un anno, segnando una miniripresa rispetto al +0,7% del 2013. Nel 2012, invece, ultimo anno per il quale sono disponibili dati reddituali, il reddito medio dei commercialisti è risultato pari a 59.187 euro in termini nominali (-1,1% rispetto a un anno prima) e 52.396 euro in termini reali (-4,4% rispetto a un anno prima).

Il Rapporto 2014 conferma i principali trend in atto nella professione di Commercialista dal 2008, in particolare la costante crescita della componente femminile, salita al 31,4%, e il calo, sempre più preoccupante, dei giovani, scesi al 20,2%. Come mostrato per la prima volta nel precedente Rapporto, gli iscritti del Nord (+1,2%) sono cresciuti a un ritmo decisamente più sostenuto rispetto agli iscritti del Sud (+0,6%). Prosegue inarrestabile, infine, il calo dei tirocinanti che il Rapporto 2014 stima pari a 16.644 rispetto ai 26.441 del 1° gennaio 2009.

Le elaborazioni statistiche contenute nel Rapporto 2014 rappresentano un importante patrimonio conoscitivo e informativo sulla professione di Commercialista a disposizione di tutti, a partire dai singoli iscritti, e di tutti coloro che ne seguono con interesse l’evoluzione. I dati, elaborati e rappresentati a livello di singolo ordine territoriale, con particolare riguardo alle statistiche reddituali, offrono significativi spunti di analisi e di riflessione anche per tutti i colleghi impegnati attivamente nella vita degli Ordini locali.

 

6) Compensi dei professionisti non tassabili al momento di emissione della fattura

Compensi dei professionisti sempre tassati all’atto dell’incasso. A differenza della normativa IVA, nessun rilievo assume il momento di emissione della fattura.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 17306 del 2014, ha accolto il ricorso di un avvocato.

Difatti, l’Irpef del professionista sconta il principio di cassa e non di competenza a prescindere da quando viene emessa la fattura.

L’Amministrazione finanziaria, quando calcola l’imponibile, deve dunque riferirsi all’anno in cui le prestazioni vengono effettivamente saldate.

Equiparando la disciplina dell’Iva e quelle delle imposte sui redditi, la sezione tributaria ha enunciato il principio per cui «l’importo di fatture emesse dal professionista nell’anno d’imposta oggetto di accertamento, ove sia comprovato dal contribuente che l'incasso è avvenuto in epoca ad esso successiva, non concorre alla determinazione del reddito da lavoro autonomo del professionista ai fini Irpef per l’anno oggetto di accertamento».

La decisione risponde al principio generale per cui i redditi da lavoro autonomo vanno dichiarati secondo il principio di cassa e non di competenza.

La chiave di lettura della decisione sta nell’interpretazione di due norme fondamentali e cioè l’art. 63 del D.P.R. 633 del 1972 e l’art. 50 del Tuir. Nella prima disposizione è previsto che le prestazioni di servizi si considerano effettuate all’atto del pagamento del corrispettivo e la fattura è ammessa al momento dell'effettuazione dell’operazione.

Quanto all’Irpef il reddito da lavoro autonomo è costituito dalla differenza tra l’ammontare dei compensi in denaro e natura percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di utili, e le spese sostenute nel periodo stesso.

 

Vincenzo D’Andò