Acconti imposte di novembre 2014: alcune novità

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 17 novembre 2014



è prossima la scadenza del termine per il versamento della seconda o unica rata degli acconti 2014 delle imposte sui redditi: ecco le novità da rispettare per il 2014

 E’ prossima la scadenza del termine per il versamento della seconda o unica rata degli acconti 2014 delle imposte sui redditi, dell’IRAP e di alcune imposte sostitutive e addizionali dei citati tributi: infatti, per i soggetti IRPEF e i soggetti IRES con esercizio coincidente con l’anno solare, la scadenza è fissata al 1° dicembre 2014 (essendo il 30 novembre domenica).

A tal fine, si deve prima verificare la sussistenza dell’obbligo di versamento sulla base dei consueti importi indicati in dichiarazione (es. rigo RN33 pari o superiore a 52 euro, per il modello UNICO 2014 PF, e rigo RN17 pari o superiore a 21 euro, per il modello UNICO 2014 SC).

 

Acconti IRPEF

La misura degli acconti IRPEF è fissata al 100% dell’imposta netta del 2013, l’imposta netta corrisponde al rigo “differenza” del quadro RN del modello Unico 2014. Il totale in tal modo determinato è suddiviso in due quote, il 40% versato nel corso dei mesi di giugno/agosto con eventuale rateazione e il residuo 60% dovuto nel mese di novembre.

 

Acconti IRES

La misura degli acconti Ires è fissata al 101,50% (di cui l’1,50% rappresenta una maggiorazione introdotta con il D.M. 30 novembre 2013) dell’imposta netta del 2013, rigo “IRES dovuta o differenza a favore del contribuente” del modello Unico 2014, tale totale va suddiviso in due quote, il 40% da pagarsi, con eventuale rateazione, a partire dal mese di giugno ed il residuo 60% dovuto nel mese di novembre.

 

Acconti IRAP

Le regole per il versamento degli acconti del tributo regionale seguono quelle previste per il tributo dovuto dal contribuente.

Quindi:

- i soggetti Irpef (ditte individuali, professionisti e società di persone), dovranno ricalcolare l’acconto Irap con la percentuale del 100%;

- i soggetti Ires (società di capitali e simili), dovranno ricalcolare l’acconto Irap con la percentuale del 101,50%.

 

Acconti da cedolare secca

La cedolare secca segue le regole dettate in tema di saldo e acconti Irpef, cambia la misura dell’acconto che per la cedolare risulta essere pari al 95% dell’imposta dovuta nell’anno precedente e non al 100%.

In particolare, si ricorda che non sono obbligati al versamento dell’acconto 2014 sulla cedolare secca i contribuenti che nel corso dell’anno decidono, con riferimento al reddito dei propri immobili, di passare dal regime della cedolare secca alla tassazione ordinaria e viceversa.

Inoltre, i contribuenti che applicano la cedolare secca su contratti a canone convenzionato, dal 2013 applicano la aliquota del 15% (D.L. n. 102/2013) a fronte della precedente pari al 19% e che, limitatamente al quadriennio 2014/2017, è stata confermata dal decreto “Casa” la riduzione della aliquota al 10% per i contratti a canone concordato.

 

Criterio di calcolo

Occorre poi scegliere il criterio di calcolo tra:

- il metodo c.d. storico, ossia basandosi sull’imposta dovuta per l’anno precedente (al netto delle detrazioni, dei crediti d’imposta e delle ritenute subite), risultante dallo stesso modello UNICO 2014;

- il metodo c.d. previsionale, ossia facendo riferimento all’imposta che si presume dovuta per il periodo d’imposta in corso, sempre al netto delle detrazioni, dei crediti d’imposta e delle ritenute subite.

In proposito, secondo il parere di Assonime (contenuto nella circolare n. 39 del 6 giugno 2008), si possono utilizzare differenti metodologie di determinazione dell’acconto per i diversi tributi (IRPEF/IRES, da un lato, e IRAP, dall’altro).

Così, ad esempio, è possibile scegliere il metodo storico per l’IRPEF/IRES e quello previsionale per l’IRAP (o viceversa).

Parimenti, il metodo storico e quello previsionale possono essere usati in maniera non uniforme (come recentemente indicato da Assonime con la circolare n. 20 del 12 giugno 2014), nel senso che, per esempio:

- in sede di versamento della prima rata, può essere adottato il metodo storico;- in sede di versamento della seconda rata, può essere adottato il metodo previsionale.

Ovviamente, in questo caso, occorre che i versamenti in acconto risultino congrui rispetto ad almeno uno dei suddetti criteri (storico o previsionale).

 

Compensazione

Dal 2014 il limite massimo dei crediti di imposta che possono essere chiesti a rimborso o compensati ordinariamente mediante modello F24 è pari ad € 700.000,00 per ciascun anno solare; il contribuente può avvalersi, a sua scelta:

- della compensazione orizzontale, compensando crediti e debiti aventi natura diversa nel modello F24;

- della compensazione verticale, compensando crediti e debiti della stessa natura scegliendo se esporre la compensazione presentando il modello F24 (scelta consigliabile, anche nel caso di F24 “a zero”) ovvero non presentandolo e gestendo la compensazione esclusivamente nel modello di dichiarazione (IRPEF, IRES, IVA O IRAP).

La Legge di Stabilità 2014 ha esteso anche alla compensazione dei crediti di importo superiore a 15.000 euro relativi alle imposte sui redditi e addizionali, alle ritenute alla fonte, alle imposte sostitutive e all’Irap, l’obbligo di apporre alle relative dichiarazioni il visto di conformità.

In assenza di visto verrà preclusa, per l’eccedenza dei 15.000, la possibilità di operare compensazioni orizzontali. In caso di utilizzo di un credito esistente, ma in assenza di visto di conformità, si applica una sanzione pari al 30%.

 

Pagamenti

I contribuenti titolari di partita Iva sono obbligati ad effettuare i versamenti in via telematica con le seguenti modalità:

- direttamente:

a) mediante lo stesso servizio telematico utilizzato per la presentazione telematica delle dichiarazioni fiscali;

b) ricorrendo ai servizi di home banking delle banche e di Poste Italiane S.p.a.;

c) utilizzando i servizi di remote banking (CBI) offerti dal sistema bancario;

4) tramite gli intermediari abilitati al servizio telematico Entratel che aderiscono ad una specifica convenzione con l’Agenzia delle entrate ed utilizzano il software fornito loro gratuitamente dall’Agenzia delle entrate o che si avvalgono dei servizi on line offerti dalle banche e da Poste Italiane S.p.a.

I contribuenti non titolari di partita Iva, che fino al mese di settembre potevano liberamente effettuare i versamenti su modello cartaceo (presso qualsiasi sportello di banche convenzionate, uffici postali, agenti della riscossione), devono a partire dall’1.10.2014 adottare le modalità telematiche di versamento utilizzando i servizi online dell’Agenzia delle entrate o del sistema bancario e postale.

In particolare, occorre osservare le seguenti regole:

Tipologia del Modello F24

Modalità di presentazione

Regole valide sia per i privati sia per i soggetti con partita Iva

F24 con compensazione a saldo zero

Entratel o Fisconline

Regole nuove per i privati

F24 con compensazione a debito (indipendentemente dall’importo)

Entratel o Fisconline

Home banking convenzionati

F24 senza compensazione a debito

(con saldo finale superiore a € 1.000)

Entratel o Fisconline

Home banking convenzionati

Regola valida solo per i privati

F24 senza compensazione a debito

(con saldo finale inferiore a € 1.000)

Libera (anche cartacea)

Principali codici tributo

- 4034: IRPEF – Acconto seconda rata o unica soluzione

- 3843: Addizionale comunale - Acconto

- 1794: Imposta sostitutiva regime fiscale di vantaggio – Acconto seconda rata o unica soluzione

- 2002: IRES - Acconto seconda rata o acconto in unica soluzione

- 2019: Acconto maggiorazione Ires (10,5%) società di comodo (2° o unica rata)

- 2011: Per le addizionali previste per i soggetti operanti nei settori energetici (art. 81, co. 16-18, D.L. 112/2008) si veda la R.M. 9.6.2009, n. 149/E

- 3813: IRAP – Acconto seconda rata o unica soluzione.

Per il versamento dell’acconto della cedolare secca con il modello F24 vanno utilizzati i seguenti codici tributo:

- 1840: Cedolare secca locazioni – Acconto prima rata;

- 1841: Cedolare secca locazioni – Acconto seconda rata o unica soluzione;

- 1842: Cedolare secca locazioni – Saldo.

La cedolare secca è “compensabile” con le regole ordinarie.

 

Se vuoi comprare il nostro foglio di calcolo per la gestione degli acconti d'imposta, clicca qui!

17 novvembre 2014

Vincenzo D’Andò