TASI: il labirinto delle detrazioni

di Nicola Forte

Pubblicato il 9 ottobre 2014

la gestione della TASI ha il suo aspetto peggiore per contribuenti e consulenti nella scelta e nel calcolo delle detrazioni, in quanto ogni Comune ha deciso a suo modo e non tutte le delibere sono di semplice e chiara interpretazione

La gestione della nuova TASI si è rivelata a conti fatti assai più problematica rispetto all’IMU. I problemi maggiori sono sorti per individuare le detrazioni spettanti. Sotto questo profilo la vecchia Imposta Unica Municipale era molto più semplice in quanto la legge statale prevedeva una detrazione fissa di 200 euro.

Ora, invece, al fine del computo della tassa sui servizi indivisibili (TASI) i comuni hanno la più ampia discrezionalità nello stabilire le detrazioni. Il problema non è tanto rappresentato se applicare o meno (a seconda delle delibere comunali) la riduzione dell’imposta con una quota che può essere più o meno rilevante. I dubbi sono dovuti al fatto che i singoli comuni hanno scelto criteri diversi di computo della detrazione ed in alcuni casi hanno anche previsto detrazioni di tipo diverso.

 

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