La figura del Responsabile Unico del Procedimento nei lavori pubblici

Le origini della figura del Responsabile Unico del Procedimento (RUP) possono essere fatte risalire all’articolo 7 della Legge 11 febbraio 1994 n. 109 (c.d. “Legge Merloni”) ove si rinviene l’introduzione nel panorama normativo regolante il comparto dei lavori pubblici questo profilo professionale ricompreso tra i soggetti che in tale ambito si trovano ad agire. In quel contesto il legislatore, nel definirne le caratteristiche ed i compiti, da un lato si preoccupava di tracciarne un profilo professionale estremamente sommario, limitandosi, al comma 5 dell’articolo 7, a precisare che il RUP deve essere scelto tra soggetti che possano contare su di un curriculum tecnico (articolo 7, comma 5, primo periodo: “Il responsabile del procedimento deve essere un tecnico”), chiarendo, nel periodo successivo, che nel caso in cui “l’organico dei soggetti di cui al comma 1 (si tratta delle stazioni appaltanti) presenti carenze accertate o non consenta il reperimento delle adeguate competenze professionali in relazione alle caratteristiche dell’intervento secondo quanto attestato dal dirigente competente alla formazione e allo svolgimento del programma” i compiti di supporto all’attività del responsabile del procedimento possono essere legittimamente affidati a soggetti terzi, anche esterni all’organico della Amministrazione appaltante. Dall’altro, ed in modo assai più dettagliato, il medesimo articolo 7 provvede ad elencare quali siano le competenze operative del RUP, chiarendo che il compito del Responsabile Unico del Procedimento si può riassumere in quello di assicurare, in ciascuna delle fasi operative in cui si sostanzia il processo di realizzazione degli interventi in materia di opere pubbliche, il controllo sui livelli di prestazione, di qualità e di prezzo, livelli che devono essere determinati in coerenza alle risorse finanziarie disponibili a copertura dell’intervento ed ai tempi di realizzazione del programma, oltre che al corretto e razionale svolgimento delle procedure (articolo 7, comma 3, Legge n. 109/94).

Va poi ricordato che nel delineare i compiti del Responsabile Unico del Procedimento nell’ambito dell’iter realizzativo dell’opera pubblica il legislatore fa espresso riferimento alla Legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi) legge che ha istituito tale figura nel contesto delle Pubbliche Amministrazioni (si veda in merito la nota n. 1), obbligandole, tra l’altro, a provvedere alla sua individuazione per ogni singolo procedimento ed assegnando tale incombenza al dirigente dell’unità responsabile (articolo 5, comma 1, Legge n. 241/1990).Le numerose modifiche che successivamente hanno interessato il corpus normativo rappresentato dalla Legge Merloni e dall’insieme dei provvedimenti che ne hanno accompagnato l’attuazione sono intervenute rendendo notevolmente più ampie le competenze attribuite al R.U.P. nell’ambito del processo di realizzazione delle opere pubbliche, estendendole anche agli aspetti relativi alla sicurezza dei lavoratori nei cantieri, accentuando quegli indirizzi nella cui direzione si era già mosso il comma 4 del citato articolo 7 della Legge Merloni (si veda in proposito la nota n. 2) che demandava al regolamento la disciplina delle ulteriori funzioni attribuite al responsabile del procedimento in materia di sicurezza e prevenzione sui luoghi di lavoro, coordinando con i suoi compiti, le funzioni e le responsabilità del direttore dei lavori e dei coordinatori in materia di salute e di sicurezza durante la progettazione e durante l’esecuzione dei lavori (così come per altro viene previsto dal Decreto Legislativo 14 agosto 1996 n. 494 e successive modificazioni – in proposito si veda la nota n. 3).

Con il successivo D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554, con cui è stato approvato il regolamento di attuazione della Legge Merloni, il legislatore ha quindi provveduto a normare la materia di cui all’articolo 7 della…

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