La figura del Responsabile Unico del Procedimento nei lavori pubblici

di Massimo Pipino

Pubblicato il 28 ottobre 2014

alcune riflessioni sulla figura del Responsabile Unico del Procedimento: quali sono gli attuali compiti, caratteristiche e responsabilità di questa figura professionale alla luce del regolamento sui contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture

Le origini della figura del Responsabile Unico del Procedimento (RUP) possono essere fatte risalire all'articolo 7 della Legge 11 febbraio 1994 n. 109 (c.d. "Legge Merloni") ove si rinviene l'introduzione nel panorama normativo regolante il comparto dei lavori pubblici questo profilo professionale ricompreso tra i soggetti che in tale ambito si trovano ad agire. In quel contesto il legislatore, nel definirne le caratteristiche ed i compiti, da un lato si preoccupava di tracciarne un profilo professionale estremamente sommario, limitandosi, al comma 5 dell'articolo 7, a precisare che il RUP deve essere scelto tra soggetti che possano contare su di un curriculum tecnico (articolo 7, comma 5, primo periodo: “Il responsabile del procedimento deve essere un tecnico”), chiarendo, nel periodo successivo, che nel caso in cui “l'organico dei soggetti di cui al comma 1 (si tratta delle stazioni appaltanti) presenti carenze accertate o non consenta il reperimento delle adeguate competenze professionali in relazione alle caratteristiche dell'intervento secondo quanto attestato dal dirigente competente alla formazione e allo svolgimento del programma” i compiti di supporto all'attività del responsabile del procedimento possono essere legittimamente affidati a soggetti terzi, anche esterni all'organico della Amministrazione appaltante. Dall'altro, ed in modo assai più dettagliato, il medesimo articolo 7 provvede ad elencare quali siano le competenze operative del RUP, chiarendo che il compito del Responsabile Unico del Procedimento si può riassumere in quello di assicurare, in ciascuna delle fasi operative in cui si sostanzia il processo di realizzazione degli interventi in materia di opere pubbliche, il controllo sui livelli di prestazione, di qualità e di prezzo, livelli che devono essere determinati in coerenza alle risorse finanziarie disponibili a copertura dell'intervento ed ai tempi di realizzazione del programma, oltre che al corretto e razionale svolgimento delle procedure (articolo 7, comma 3, Legge n. 109/94).

Va poi ricordato che nel delineare i compiti del Responsabile Unico del Procedimento nell'ambito dell'iter realizzativo dell'opera pubblica il legislatore fa espresso riferimento alla Legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi) legge che ha istituito tale figura nel contesto delle Pubbliche Amministrazioni (si veda in merito la nota n. 1), obbligandole, tra l'altro, a provvedere alla sua individuazione per ogni singolo procedimento ed assegnando tale incombenza al dirigente dell'unità responsabile (articolo 5, comma 1, Legge n. 241/1990).Le numerose modifiche che successivamente hanno interessato il corpus normativo rappresentato dalla Legge Merloni e dall'insieme dei provvedimenti che ne hanno accompagnato l'attuazione sono intervenute rendendo notevolmente più ampie le competenze attribuite al R.U.P. nell'ambito del processo di realizzazione delle opere pubbliche, estendendole anche agli aspetti relativi alla sicurezza dei lavoratori nei cantieri, accentuando quegli indirizzi nella cui direzione si era già mosso il comma 4 del citato articolo 7 della Legge Merloni (si veda in proposito la nota n. 2) che demandava al regolamento la disciplina delle ulteriori funzioni attribuite al responsabile del procedimento in materia di sicurezza e prevenzione sui luoghi di lavoro, coordinando con i suoi compiti, le funzioni e le responsabilità del direttore dei lavori e dei coordinatori in materia di salute e di sicurezza durante la progettazione e durante l'esecuzione dei lavori (così come per altro viene previsto dal Decreto Legislativo 14 agosto 1996 n. 494 e successive modificazioni - in proposito si veda la nota n. 3).

Con il successivo D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554, con cui è stato approvato il regolamento di attuazione della Legge Merloni, il legislatore ha quindi provveduto a normare la materia di cui all'articolo 7 della Legge 109/1994. Con l'articolo 8, commi 2 e 3 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554, è stato definito accuratamente quale doveva essere l'area di intervento e di responsabilità del RUP, cui venivano attribuite circa 35 distinte competenze. In particolare, per quanto qui ci interessa trattare, con il comma 2 dell'articolo 8 veniva esplicitamente stabilito che il responsabile del procedimento, nel caso in cui il soggetto che nell'amministrazione aggiudicatrice sarebbe stato deputato a rappresentare il committente avesse ritenuto di non adempiere direttamente a quelli che erano gli obblighi dalle stesse norme previsti, ma li intendesse affidare ad un terzo, avrebbe dovuto essere designato ad assumere il ruolo di responsabile dei lavori ai fini del rispetto delle norme sulla sicurezza e sulla salute dei lavoratori, sottolineando che la designazione doveva contenere la precisa indicazione degli adempimenti di legge che sarebbe stati oggetto dell'incarico. Ma non basta, perché lo stesso articolo 8 del citato D.P.R. n. 554/1999 prevedeva al comma 3 che, salvo il caso in cui venisse espressa una diversa indicazione da parte della stazione appaltante, il responsabile del procedimento, nello svolgimento dell'incarico di responsabile dei lavori, sarebbe stato tenuto a svolgere ben precise incombenze in materia di sicurezza del cantiere (vedi in proposito nota n. 4) quali, ad esempio la designazione del coordinatore per la progettazione e del coordinatore per l'esecuzione dei lavori, la vigilanza sulla loro attività, la valutazione del piano di sicurezza e di coordinamento, la valutazione dell'eventuale piano generale di sicurezza e del relativo fascicolo predisposti dal coordinatore per la progettazione.

Dopo la fase iniziale, rappresentata dall'approvazione della Legge Merloni e del relativo regolamento, a partire dalla quale, come abbiamo visto, è nata e si è affermata la figura del RUP, negli anni successivi si è assistito al completo superamento di tutte le disposizioni che in maniera più o meno disordinata avevano inciso, a partire dalla Legge Merloni, sull'assetto normativo afferente il settore delle opere pubbliche, sia in tema di procedimento burocratico-amministrativo di esecuzione dei lavori che di sicurezza nei cantieri, giungendo infine al Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163 con cui, abrogando la Legge n. 109/1994, è stato approvato il nuovo codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture ed al D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207 con cui è stato emanato il nuovo regolamento di esecuzione ed attuazione, che ha sostituito il precedente D.P.R. n. 554/1999. Se il D.Lgs. 163 del 2006 ed il DPR n. 20/2010 hanno rappresentato la tappa finale per quanto riguarda l'assetto burocratico-amministrativo del settore (ma non tanto visto il successivo reiterato intervento operato in materia da parte del legislatore, ad esempio, in ultimo, i due successivi decreti legge 90/2014 e 91/2014, convertiti con modificazioni dalle Leggi 11 agosto 2014, n. 114 e n. 116) , per quanto riguarda le norme in materia di sicurezza nei cantieri, invece, con il Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 si è assistito allo svolgersi di un'opera di complessivo riordino e coordinamento delle norme vigenti in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che sono state infine riunite in un Testo Unico.



La disciplina del Testo Unico n. 81/2008 in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro

Rispetto alla disciplina precedentemente in vigore, il nuovo quadro normativo in materia di sicurezza sui lu