Indagini finanziarie: è incostituzionale la norma sui prelevamenti dei lavoratori autonomi

di Mario Agostinelli

Pubblicato il 8 ottobre 2014

pubblichiamo le prime valutazioni pratiche (in vista dei numerosi contenziosi in corso) sulla fondamentale sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato parzialmente incostituzionale la presunzione che i prelievi bancari dei liberi professionisti equivalgono a ricavi in nero per il professionista

La Suprema Corte Costituzionale, su istanza della CTR del Lazio, ha definitivamente affermato che i prelevamenti sui conti correnti non costituiscono presupposto presuntivo valido per fondare l’accertamento nei confronti dei lavoratori autonomi.

Con la SENTENZA N. 228 ANNO 2014 la Suprema Corte Costituzionale (DEPOSITA IL 6 OTTOBRE 2014) ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 32, c. 1, n. 2, per. 2, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 (Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi), come modificato dall’art. 1, c. 402, lett. a, n. 1, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2005), limitatamente alle parole «o compensi».

Come noto l’articolo 32 comma 1 numero 2 del DPR 600/73, nella versione modifica dall’art. 1 della legge n. 311 del 2004, prevede che, “I dati ed elementi attinenti ai rapporti ed alle operazioni acquisiti e rilevati rispettivamente a norma del numero 7) e dell’articolo 33, secondo e terzo comma, o acquisiti ai sensi de