Diario fiscale del 30 ottobre 2014: novità per depositi bilanci dal 2015, anche la nota integrativa in XBRL

 

 Indice:

 1) Fallimento: niente cartella in presenza sentenza andata in giudicato

 2) Associazione: ok all’accertamento sull’amministratore di fatto per frode fiscale

 3) IMU: attenzione alle delibere dei comuni sul sito delle Finanze

 4) Detrazione fiscale per interventi di recupero: niente di grave se manca la comunicazione di inizio lavori

 5) Tutti i dettagli sulla maxi frode da 250 milioni di euro scoperta dalle Entrate

 6) Consultazione europea su standard e brevetti

 7) Crediti verso la P.A.: in scadenza la presentazione dell’istanza

 8) La continuità del co.co.co. non equivale a subordinazione

 9) Ecco gli ultimi studi in materia fiscale del Notariato

 10) Novità deposito bilanci dal 2015

 

 

1) Fallimento: niente cartella in presenza sentenza andata in giudicato

È nulla la cartella di pagamento notificata al fallimento in relazione a un accertamento dichiarato legittimo dal giudice, con sentenza passata in giudicato. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con l’ordinanza n. 22809 del 28 ottobre 2014, ha respinto il ricorso dell’Amministrazione finanziaria. La Suprema Corte ha precisato che, l’avviso di accertamento originario è stato legittimamente notificato alla società in bonis e da questa impugnato.

Nelle more del giudizio di primo grado è intervenuto il fallimento, ma il curatore non si è costituito in giudizio, né la contribuente ha chiesto la interruzione del giudizio ex art. 40 dlgs 546/1992, perciò il giudizio si è legittimamente concluso con una sentenza di merito che rende definitivo il debito tributario della società.

Questa sentenza non è però opponibile alla curatela (mentre lo sarebbe se la sentenza fosse stata pronunciata prima della dichiarazione di fallimento).

Perciò la cartella esattoriale, correttamente notificata al fallimento, è illegittima perché adduce un titolo costitutivo della pretesa fiscale che non è opponibile al fallimento stesso. Né per la Cassazione è condivisibile la tesi dell’Avvocatura dello stato secondo cui la controversia avrebbe dovuto esser proposta e decisa in sede di opposizione allo stato passivo, di guisa che la cartella in questione non sarebbe atto impugnabile ai sensi dell’art. 19 del Dlgs 546/1992.

 

2) Associazione: ok all’accertamento sull’amministratore di fatto per frode fiscale

Legittimo l’accertamento a carico dell’amministratore di fatto che partecipa all’ideazione della frode fiscale.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con l’ordinanza 22817 del 28 ottobre 2014, ha respinto il ricorso di una manager.

La Suprema Corte ha, quindi, reso definitivo un atto impositivo emesso a carico dell’amministratore di fatto di un’associazione coinvolta in una maxi frode fiscale.

La donna aveva presentato le dichiarazioni dei redditi e aperto la partita Iva.

Tanto era bastato a far scattare le accuse per la partecipazione all’affare illecito. Non solo: la circostanza è anche sufficiente ai fini dell’accertamento.

Sul punto la Cassazione ha, infatti, chiarito che “in tema di responsabilità dell’amministratore di fatto, correlata all’accertamento dell’avvenuto inserimento nella gestione dell’impresa, desumibile dalle direttive impartite, la manager cerca di contestare le singole argomentazioni della Ctr, tentando di parcellizzare il giudizio espresso dal giudice di appello che, anzitutto”, ha evidenziato la Corte, “si è fondato sulla circostanza che la donna aveva compiuto atti nell’interesse dell’associazione come l’apertura della partita Iva e la trasmissione telematica delle dichiarazioni”. In altre parole la Ctr di Milano ha fornito elementi sintomatici certamente idonei a sostenere l’esistenza del ruolo di amministratore di fatto della contribuente e di coartefice dell’operazione illecita.

 

3) IMU: attenzione alle delibere dei comuni sul sito delle Finanze

Tra non molto scadrà il pagamento del saldo dell’IMU 2014, a tal proposito i diretti interessati (soggetti tenuti al pagamento dell’IMU per il 2014), a…

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