Diario fiscale del 29 ottobre 2014: cassetto fiscale, attenzione alla scadenza del 31 ottobre!

Pubblicato il 29 ottobre 2014



fuoriescono dai parametri i compensi spettanti al professionista nel collegio sindacale; automezzi in uso al personale: nuovi chiarimenti ministeriali; sgravio contributivo 2013: ecco come avvalersi della procedura di regolarizzazione contributiva; sgravi per assunzioni a tempo indeterminato fino a € 8.060; richiesta di rimborso: in scadenza il modello IVA TR; "Cassetto fiscale delegato”: il mancato rinnovo entro il 31 ottobre 2014 da parte degli intermediari comporta la decadenza

 

 Indice:

 1) Fuoriescono dai parametri i compensi spettanti al professionista nel collegio sindacale

 2) Automezzi in uso al personale: nuovi chiarimenti ministeriali

 3) Sgravio contributivo 2013: ecco come avvalersi della procedura di regolarizzazione contributiva

 4) Sgravi per assunzioni a tempo indeterminato fino a € 8.060

 5) Richiesta di rimborso: in scadenza il modello IVA TR

 6) “Cassetto fiscale delegato”: il mancato rinnovo entro il 31 ottobre 2014 da parte degli intermediari comporta la decadenza

 

 

1) Fuoriescono dai parametri i compensi spettanti al professionista nel collegio sindacale

No ai parametri tariffari per il professionista che svolge la funzione di sindaco nella società.

Difatti, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22761 del 27 ottobre 2014, ha stabilito che il compenso che spetta all’avvocato in qualità di membro del collegio sindacale non può essere vincolato alle tariffe o ai parametri usati dai legali per gli affari di natura più strettamente giuridica. La Corte Suprema, ha così accolto il ricorso di una società che si era opposta al decreto ingiuntivo ottenuto da un avvocato per la sua prestazione all’interno del collegio sindacale.

Il giudice supremo ha inoltre ribadito che per il compenso al professionista è sempre necessaria una delibera ad hoc dell’assemblea, non essendo sufficiente l’approvazione del bilancio.

È stato quindi accolto il ricorso della società che lamentava la misura del compenso al legale. Per la Cassazione, infatti, le tariffe professionali degli avvocati sono applicabili solo per quelle attività tecniche o comunque collegate con prestazioni di carattere tecnico che siano considerate nella tariffa, oggettivamente proprie della professione legale in quanto specificamente riferite alla consulenza o assistenza delle parti in affari giudiziari o extragiudiziari. Non possono pertanto essere applicate, solo perché rese da un professionista iscritto all’albo, alle prestazioni che richiedono un’approfondita conoscenza del diritto senza alcun riferimento a una pratica o affare determinato. Ne consegue che il divieto di derogare ai minimi tariffari non trova applicazione per le prestazioni diverse da quelle tipiche della professione forense, tra le quali non può annoverarsi la partecipazione al collegio sindacale di una società per azioni.

 

2) Automezzi in uso al personale: nuovi chiarimenti ministeriali

L’annotazione sulla carta di circolazione degli effettivi utilizzatori del veicolo (che resta per più di 30 giorni a disposizione di soggetti diversi dall’intestatario) è obbligatoria solo nel caso in cui il veicolo venga assegnato al dipendente esclusivamente per uso personale.

Il Ministero dei Trasporti, con la circolare n. 23743 del 27 ottobre 2014, ha fornito nuovi chiarimenti, che fanno seguito alla precedente circolare (n. 15513/2014) emessa in materia da cui scaturisce l’obbligo di comunicazione dei beni concessi in comodato al proprio personale a decorrere dal 3 novembre 2014.

Vengono analizzate le diverse possibili gestioni dell’automezzo concesso in uso al personale, evidenziando le possibili procedure per evitare l’applicazione delle previste sanzioni.

In particolare, il Ministero evidenzia che sono escluse dall’ambito di applicazione dell’art. 94, comma 4-bis, c.d.s. e dell’art. 247-bis del regolamento di esecuzione:

- l’utilizzo di veicoli aziendali in disponibilità a titolo di “fringe benefit” (retribuzioni in natura consistenti nella assegnazione di veicoli aziendali ai dipendenti che le utilizzano sia per esigenze di lavoro sia per esigenze private); in tal caso, infatti, non ricorre il caso di comodato, venendo meno il carattere di gratuità;

- al di fuori dei casi di “fringe benefit”, l’utilizzo comunque promiscuo di veicoli aziendali (es. veicoli impiegati per l’esercizio di attività lavorative ed utilizzati dal dipendente anche per raggiungere la sede di lavoro, o la propria abitazione, o nel tempo libero); in tal caso, infatti, viene meno l’uso esclusivo e personale del veicolo;

- l’ipotesi in cui più dipendenti si alternino nell’utilizzo del medesimo veicoli aziendale: in tal caso, infatti, non solo viene meno l’esclusività e la personalità dell’utilizzo del veicolo aziendale ma anche la continuità dello stesso.

Ne consegue che l’obbligo di comunicazione dei dati del reale utilizzatore vige solamente per il bene concesso in uso prettamente personale e gratuito al lavoratore per un periodo superiore a 30 giorni e solamente per gli atti posti in essere a decorrere dal 3 novembre 2014. A tal fine il computo va operato, come evidenziato dal Ministero, “in giorni naturali e consecutivi e non rileva la circostanza che si esaurisca nell’arco di un unico anno solare ovvero si protragga a cavallo di due o più anni solari successivi”.

Il Ministero chiarisce che le istruzioni operative relative al comodato sono da ritenere applicabili non solo ai dipendenti ma anche ai soci, agli amministratori ed al collaboratori dell’Azienda, ovviamente alle condizioni sopra delineate. Stesso cosa vale anche per i veicoli intestati a nome dell’imprenditore individuale, ma solamente a condizione che gli stessi siano individuati tra i beni strumentali dell’impresa.

 

3) Sgravio contributivo 2013: ecco come avvalersi della procedura di regolarizzazione contributiva

Pronte le istruzioni operative per la concreta fruizione dello sgravio contributivo per l’anno 2013, relativo alle somme previste dalla contrattazione di secondo livello. Il conguaglio delle somme spettanti può essere effettuato entro il 16 gennaio 2015 con i seguenti codici causali in Uniemens per le imprese non agricole:

L924, sgravio aziendale c/ditta;

L925, sgravio aziendale c/dipendente;

L926, sgravio territoriale c/ditta;

L927, sgravio territoriale c/dipendente.

L’Inps, con messaggio n. 7978 del 24 ottobre 2014, ha, dunque, illustrato le modalità operative che i datori di lavoro dovranno osservare per la concreta fruizione del beneficio contributivo ex lege n. 247/2007.

Nello specifico, l’Istituto ha chiarito che:

- con riguardo all’entità dello sgravio, gli importi comunicati ai soggetti ammessi costituiscono la misura massima dell’agevolazione conguagliabile;

- per il calcolo dello sgravio deve essere presa in considerazione l’aliquota in vigore nel mese di corresponsione del premio;

- la fruizione del beneficio soggiace alla previsione di cui all’articolo 1, comma 1175, Legge n. 296/2006, in materia di regolarità contributiva e di rispetto della parte economica degli accordi e contratti collettivi.

Per quanto concerne la coesistenza di premi, il messaggio chiarisce che per i lavoratori ai quali siano corrisposti premi previsti da entrambe le tipologie di contrattazione (aziendale e territoriale), ai fini dell’applicazione dello sgravio, il beneficio dovrà essere fruito in proporzione.

Nelle ipotesi di operazioni societarie che comportino il passaggio di lavoratori ai sensi dell'art. 2112 c.c. - intervenute nelle more dell’ammissione allo sgravio dell’azienda incorporata - le operazioni di conguaglio dello sgravio dovranno essere effettuate dal datore di lavoro subentrante, con riferimento al premio complessivamente corrisposto nell'anno al lavoratore, ancorché in parte erogato dal precedente datore di lavoro che, chiaramente, non accederà all’incentivo.

Le aziende - autorizzate allo sgravio contributivo per l’anno 2013 - che, nelle more del provvedimento di ammissione, abbiano sospeso/cessato l’attività, ai fini della fruizione dell’incentivo spettante, dovranno avvalersi della procedura delle regolarizzazioni contributive (UniEmens/vig).

Lavoratori iscritti alla Gestione ex Enpals

Ai fini della fruizione del beneficio contributivo relativo alle erogazioni previste dai contratti di secondo livello corrisposte ai lavoratori iscritti ai Fondi pensioni della Gestione ex Enpals, l’Inps ha sottolineato che non costituisce oggetto di sgravio il contributo di solidarietà previsto, con riferimento ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni per i lavoratori dello spettacolo, dall’art. 1, commi 8 e 14, del D.Lgs. n. 182/1997 e, con riguardo ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni per gli sportivi professionisti, dall’art. 1, commi 3 e 4, del D.Lgs. n. 166/1997, dovuto, pertanto, secondo le rispettive quote, sia dal datore di lavoro che dal lavoratore.

Lo stesso dicasi per il contributo aggiuntivo (1%) ex art. 3-ter del D.L. n. 384/1992, convertito con Legge n. 438/1992, dovuto sulle quote di retribuzione eccedenti il limite della prima fascia di retribuzione pensionabile.

Viene, inoltre, fatto presente che, fermo restando il limite massimo del 25%, lo sgravio sarà applicato, anzitutto, sull’aliquota datoriale relativa alla contribuzione IVS da versare alla Gestione ex Enpals e, solo in caso di successiva capienza, in relazione alle "contribuzioni minori" da versare alla competente Gestione Inps, operando lo sgravio sulla relativa posizione contributiva in essere presso l’Istituto limitatamente alla quota residua spettante sulle medesime contribuzioni.

Modalità di recupero

I datori di lavoro ammessi allo sgravio, per il recupero dell’incentivo in questione, potranno avvalersi dei seguenti nuovi codici causale, differenti in ragione della tipologia contrattuale (aziendale/territoriale):

- L924: Sgr. aziendale ex. DI 14.2.2014 quota a favore del D.L.;

- L925: Sgr. aziendale ex. DI 14.2.2014 quota a favore del lavoratore;

- L926: Sgr. territoriale ex. DI 14.2.2014 quota a favore del D.L.;

- L927: Sgr. territoriale ex. DI 14.2.2014 quota a favore del lavoratore; da valorizzare nell’Elemento <Denuncia Aziendale>, <AltrePartiteACredito>, <CausaleACredito>, del flusso UniEmens,

All’atto del conguaglio dello sgravio, il datore di lavoro avrà cura di restituire al lavoratore la quota di beneficio di sua competenza.

Restituzione quote eccedenti

Per la restituzione di eventuali somme fruite in eccedenza rispetto alle quote di beneficio spettanti, le aziende potranno utilizzare il previsto codice causale “M964” - avente il significato di "restituzione sgravio contrattazione secondo livello" - da valorizzare nell’Elemento <Denuncia Aziendale>, <AltrePartiteADebito>, <CausaleADebito>, del flusso UniEmens.

Le operazioni sopra descritte dovranno essere effettuate entro il giorno 16 del terzo mese successivo a quello di pubblicazione del messaggio.

 

4) Sgravi per assunzioni a tempo indeterminato fino a € 8.060

Il Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, con la nota del 28 ottobre 2014, comunica che il testo definitivo del DDL Stabilità 2015, diffuso dal Governo, porta a 8.060 euro su base annua il limite massimo di esonero dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro (con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL) di cui potranno eventualmente fruire, per un periodo massimo di trentasei mesi, i datori di lavoro per i nuovi contratti a tempo indeterminato stipulati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2015, con esclusione dei contratti di apprendistato e dei contratti di lavoro domestico.

L’esonero spetterà ai datori di lavoro in presenza delle nuove assunzioni, con esclusione di quelle relative a lavoratori che nei sei mesi precedenti siano risultati occupati a tempo indeterminato presso qualsiasi datore di lavoro, e non con riferimento a lavoratori per i quali il medesimo beneficio sia già stato usufruito in relazione a precedente assunzione a tempo indeterminato.

Ad ogni modo, l’esonero non sarà cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente e non spetterà ai datori di lavoro in presenza di assunzioni relative a lavoratori in riferimento ai quali i datori di lavoro - ivi considerando società controllate o collegate ai sensi dell'articolo 2359 c.c., o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto - abbiano comunque avuto già in essere un contratto a tempo indeterminato nei tre mesi antecedenti la data di entrata in vigore della legge.

 

5) Richiesta di rimborso: in scadenza il modello IVA TR

Entro il 31 ottobre 2014 si deve presentare il modello IVA TR per la richiesta di rimborso o compensazione del credito IVA infrannuale relativo al 3° trimestre 2014. Il modello da utilizzare è quello approvato con provvedimento dell’Agenzia delle entrate del 26 marzo 2014, che va inoltrato esclusivamente in via telematica direttamente dal contribuente o tramite intermediari abilitati.

Le istruzioni per la relativa compilazione sono state aggiornate con il più provvedimento del 19 settembre 2014, che ha recepito la novità inerente l’ampliamento della platea di contribuenti ammessi a richiedere il rimborso IVA in via prioritaria anche ai produttori di aeromobili, veicoli spaziali e relativi dispositivi (Dm Economia 10 luglio 2014).

Si tratta dell’ultima scadenza infrannuale poiché le eccedenze di ottobre, novembre e dicembre confluiranno direttamente nella dichiarazione Iva annuale.

Presupposti per chiedere il rimborso

Sono interessati da tale scadenza tutti i contribuenti che nel trimestre luglio-settembre hanno realizzato una eccedenza Iva detraibile superiore a 2.582,28 euro e possiedono i requisiti per accedere alla liquidazione infrannuale della maggiore imposta versata, ai sensi di quanto previsto dall’articolo 38-bis, del Dpr 633/1972.

Per potere accedere al recupero trimestrale dell’Iva, i contribuenti devono comunque vedere soddisfatte alcune condizioni.

In particolare, devono:

- essere state effettuate operazioni attive con un’aliquota media inferiore a quella sugli acquisti;

- essere state effettuate operazioni non imponibili per un ammontare superiore al 25% delle operazioni effettuate;

- essere stati acquistati beni ammortizzabili per un ammontare superiore ai due terzi degli acquisti imponibili del trimestre;

- essere state effettuate operazioni nei confronti di soggetti passivi non stabiliti nel territorio dello Stato, per un importo superiore al 50% dell’ammontare di tutte le operazioni effettuate;

- infine, il richiedente deve essere un operatore non residente, che si è identificato direttamente in Italia o ha nominato un rappresentante fiscale nello Stato.

In particolare, presupposti per il via libera al recupero trimestrale dell’Iva sono elencati nel terzo comma dell’articolo 30 del Dpr 633/1972, lettere a), b), c), e) e d):

- il contribuente svolge soltanto o prevalentemente operazioni soggette a imposta con aliquota media, maggiorata del 10%, inferiore a quella media relativa agli acquisti e alle importazioni (rigo TD1). Il calcolo deve considerare tutte le operazioni registrate, comprese quelle sottoposte a inversione contabile. Vanno esclusi solo gli acquisti e le cessioni di beni ammortizzabili;

- l’ammontare delle operazioni non imponibili previste dagli articoli 8, 8-bis e 9 del decreto Iva (esportazioni e operazioni assimilate, servizi internazionali connessi agli scambi internazionali) è superiore al 25% dell’ammontare complessivo delle operazioni effettuate (rigo TD2);

- il contribuente ha effettuato acquisti o importazioni di beni ammortizzabili per un ammontare superiore ai due terzi del totale degli acquisti e delle importazioni imponibili (rigo TD3);

- il richiedente è un operatore non residente, che si è identificato direttamente in Italia o ha nominato un rappresentante fiscale nello Stato (rigo TD4);

- il contribuente ha effettuato, nei confronti di soggetti passivi non stabiliti in Italia, per un importo superiore al 50% dell’ammontare di tutte le operazioni realizzate, prestazioni: di lavorazione di beni mobili materiali; di trasporto di beni e relativa intermediazione; accessorie ai trasporti di beni e relativa intermediazione; di natura creditizia, finanziaria e assicurativa effettuate nei confronti di soggetti extra Ue o riguardanti beni destinati a essere esportati fuori dalla Comunità europea (rigo TD5).

Garanzia

Anche per i rimborsi trimestrali superiori a 5.164,57 euro è necessaria una garanzia finanziaria. Il soggetto interessato deve prestare un’idonea garanzia di durata pari a 3 anni dall’esecuzione del rimborso o, se inferiore, al periodo mancante al termine per l’accertamento.

Se il contribuente è considerato “virtuoso”, il rimborso superiore a 5.164,57 euro può essere concesso anche senza la garanzia. È il caso delle situazioni patrimoniali, fiscali e contributive ritenute sufficientemente stabili, per le quali è sufficiente presentare la sola dichiarazione sostitutiva prevista dall’articolo 38-bis, lettera c), settimo comma.

Comunque, in assenza di garanzia, l’ammontare del rimborso non può superare il 100% della media dei versamenti affluiti nel conto fiscale nel biennio precedente. Per cifre superiori a tale soglia, la garanzia è necessaria per la sola parte eccedente.

Compensazione

L’eccedenza Iva infrannuale può essere recuperata, in alternativa, ricorrendo alla compensazione orizzontale tramite F24 (codice tributo è 6038), comunque dietro presentazione del modello “TR”.

Dunque, anche per compensare il credito Iva maturato nel periodo luglio/settembre 2014 con altri tributi, contributi e premi, occorre trasmettere l’istanza entro il 31 ottobre.

Il credito trimestrale, se supera i 5mila euro, può essere compensato a partire dal giorno 16 del mese successivo a quello di scadenza per la presentazione della domanda e, quindi, per quanto riguarda il periodo che ci interessa, non prima del prossimo 16 novembre; l’operazione deve avvenire necessariamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate (Entratel o Fisconline).

La compensazione orizzontale ha un limite annuo di 700mila euro, innalzato fino a un milione di euro per i subappaltatori del settore edile che, nell’anno precedente, hanno realizzato un volume d’affari composto per almeno l’80% da prestazioni in subappalto sottoposte a reverse charge.

Il contribuente, comunque, può sempre sfruttare l’eccedenza in diversi modi: una parte a rimborso, un’altra in compensazione e un’altra ancora a scomputo nelle successive liquidazioni.

Occorre, infine, ricordare che la compensazione è preclusa in presenza di ruoli definitivi di importo superiore a 1.500 euro, scaduti e non pagati.

 

6) “Cassetto fiscale delegato”: il mancato rinnovo entro il 31 ottobre 2014 da parte degli intermediari comporta la decadenza

Intermediari: Il mancato rinnovo entro il 31 ottobre 2014 della delega fa decadere la possibilità di potere utilizzare il cassetto fiscale dei propri assistiti.

Lo ricorda l’Agenzia delle entrate, all’interno del proprio notiziario fiscale del 28 ottobre 2014.

Mancano solo due giorni per gli intermediari abilitati che intendono aderire al “Cassetto fiscale delegato”, il servizio telematico attraverso il quale il professionista incaricato può accedere alle informazioni del contribuente cui presta consulenza (dichiarazioni, rimborsi, versamenti, comunicazioni di anomalie da studi di settore, informazioni sull’iscrizione al Vies).

Gli intermediari, entro il prossimo 31 ottobre, dovranno sottoscrivere le “Condizioni generali di adesione al servizio di consultazione” del “Cassetto fiscale delegato” allegate al provvedimento del 29 luglio 2013.

La mancata adesione comporterà la decadenza, a partire dall’1 novembre, delle deleghe già conferite dai contribuenti agli intermediari.

Come aderire al servizio

Il “Cassetto fiscale delegato” è riservato agli intermediari: abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni muniti di apposita delega da parte dei contribuenti che abbiano sottoscritto il regolamento allegato al provvedimento del 29 luglio 2013 che abbiano presentato all’Agenzia delle Entrate apposita richiesta di adesione al servizio.

L’intermediario, quindi, dovrà collegarsi al sito delle Entrate, selezionare dall’area riservata la funzionalità “Adesione regolamento cassetto fiscale delegato” disponibile nel menù “Proposte”, scaricare il regolamento che disciplina il servizio, autenticarlo e inviarlo all’Agenzia tramite Entratel.

Per aderire alle nuove condizioni, non va revocata l’eventuale precedente adesione al cassetto fiscale, poiché tale operazione comporterebbe la perdita di efficacia delle deleghe conferite.

L’intermediario è tenuto, inoltre, a stampare il regolamento, a sottoscriverlo e a conservarlo ai fini di eventuali controlli da parte dell’Agenzia.

Il provvedimento 29 luglio 2013 ha rinnovato il processo di adesione al “Cassetto fiscale delegato” e di presentazione delle deleghe da parte degli intermediari, prevedendo per tali adempimenti l’utilizzo esclusivo del servizio Entratel ed eliminando in tal modo la necessità di recarsi presso un ufficio dell’Agenzia.

Modalità telematica anche per il conferimento o rinnovo delle deleghe da parte del contribuente nei confronti del professionista: è sufficiente che l’utente abilitato a Entratel o Fisconline entri nella propria area autenticata del sito dell’Agenzia.

Con le nuove regole, inoltre, gli intermediari possono essere anche due e si allunga la durata della delega, da due a quattro anni. Resta ferma la possibilità di rinnovare o revocare l’incarico in qualsiasi momento sia da parte dell’intermediario sia da parte del delegante.

Il provvedimento, infine, per gli intermediari che hanno aderito al servizio secondo le previgenti condizioni, ha riconosciuto la possibilità di continuare a utilizzarlo senza interruzione, sottoscrivendo le nuove regole entro il 31 ottobre 2014, indipendentemente dalla scadenza dell’adesione in corso.

 

Vincenzo D’Andò