Diario quotidiano del 28 ottobre 2014: nuova giurisprudenza in tema di soggettività IRAP

 

 Indice:

 1) Chi si avvale periodicamente di società di servizi deve pagare l’Irap; anche l’impresa familiare è soggetta al tributo regionale

 2) Indagini bancarie poi sfociate nell’applicazione del redditometro

 3) Fotovoltaico: pubblicati nella G.U. i due decreti che rimodulano gli incentivi

 4) Doppia condanna per l’amministratore evasore

 5) Presentazione telematica delle domande di pensione in regime comunitario per soggetti residenti in Paesi esteri non convenzionati

 6) D.L. sul processo civile: novità del maxiemendamento e testo coordinato

 7) Nuovo codice della strada con novità nei rapporti di lavoro: circolare Fondazione studi CDL

 8) Ungdc: finalmente un provvedimento a favore dei giovani commercialisti

 9) Modello 730 precompilato: le perplessità dell’Ancl

 10) Ancora pochi giorni di sospensione per gli alluvionati del Centro-Nord

 

 

1) Chi si avvale periodicamente di società di servizi deve pagare l’Irap; anche l’impresa familiare è soggetta al tributo regionale

Chi si avvale periodicamente di società di servizi deve pagare l’Irap. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22674 del 24 ottobre 2014.

In particolare, ad un Commercialista veniva contestato l’assoggettamento ad Irap sulla propria attività esercitata per la circostanza di avere fruito durante l’anno delle prestazioni da parte di una società di servizi svolte in maniera non occasionale, corrispondendo a tale società di servizi, peraltro, l’importo di 80.000 euro annui.

Per tale ragione la Suprema Corte ha dato torto al contribuente. Inoltre, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22628 del 24 ottobre 2014, ha deciso che la collaborazione dei partecipanti nell’impresa familiare comporta l’assoggettamento all’Irap. Dunque, anche l’attività prestata dal collaboratore familiare è indice di attività autonomamente organizzata.

Scendendo nei dettagli, riguardo la prima sentenza, il professionista aveva affidato alla società la tenuta della contabilità dei suoi clienti, svolgendo in proprio consulenza fiscale e societaria.

Secondo i giudici supremi, ai fini dell’assoggettamento ad Irap del professionista, ciò che conta é la sussistenza di un’organizzazione imprenditoriale che renderebbe possibile lo svolgimento dell’attività professionale (complessa).

Non rileva, invece, lo strumento giuridico tramite la quale la struttura è realizzata (dipendenti oppure società di servizi oppure associazione professionale). Ne consegue, nel caso di specie, l’obbligo di pagare l’imposta regionale da parte del Commercialista.

Con la seconda decisione, la Cassazione rimarca che la collaborazione dei partecipanti all’impresa familiare integra quel quid pluris atto a produrre una ricchezza ulteriore (o valore aggiunto) rispetto a quella conseguibile con il solo apporto lavorativo personale del titolare (in tal senso già Cass. 10777/2013).

Per questo, nel caso di specie, è stato accolto il ricorso dell’Agenzia delle entrate.

In particolare, a parere della Corte suprema, i giudici di secondo grado, nel giudicare il contribuente escluso da Irap, hanno omesso di ponderare comparativamente i dati attestanti i corrispettivi elargiti al collaboratore con quelli del reddito prodotto dall’imprenditore.

Peraltro, gli emolumenti corrisposti risultavano di poco inferiori a quelli integranti il reddito del contribuente, l’attività del collaboratore incideva sull’attitudine a generare reddito in favore del contribuente stesso, che, per questo, non deve essere assoggettato ad Irap.

 

2) Indagini bancarie poi sfociate nell’applicazione del redditometro (vecchio)

Se il Fisco non rimane soddisfatto dall’esito delle indagini bancarie eseguito nei riguardi di un contribuente, può comunque “inchiodarlo” attraverso l’applicazione del (vecchio, ante riforma D.L. 78/2010) redditometro.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22634 del 24 ottobre 2014.

Un contribuente che non aveva presentato la dichiarazione dei…

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