Diario quotidiano del 24 ottobre 2014: é nullo l’accertamento da studi di settore se non motivato

Pubblicato il 24 ottobre 2014



sgravi fiscali e contributivi a favore di imprese che assumono detenuti; é nullo l’accertamento da studi di settore se non motivato; le ultime dalla Legge di stabilità 2015; fatturazione elettronica verso la P.A.: arriva il servizio gratuito per le PMI; F24: istituita la causale contributo per la riscossione dei contributi da destinare al finanziamento del “FASDA”; INPS: per il pagamento delle pensioni confronto con i sindacati dei pensionati; é controversa la trasmissione PEC all’Agenzia delle entrate da parte degli studi associati entro il 31 ottobre 2014; Cassazione sulla solidarietà tributaria degli eredi

 Indice:

 1) Sgravi fiscali e contributivi a favore di imprese che assumono detenuti

 2) E’ nullo l’accertamento da studi di settore se non motivato

 3) Le ultime dalla Legge di stabilità 2015

 4) Fatturazione elettronica verso la P.A.: arriva il servizio gratuito per le PMI

 5) F24: istituita la causale contributo per la riscossione dei contributi da destinare al finanziamento del “FASDA”

 6) Inps: per il pagamento delle pensioni confronto con i sindacati dei pensionati

 7) E’ controversa la trasmissione PEC all’Agenzia delle entrate da parte degli studi associati entro il 31 ottobre 2014

 8) Cassazione sulla solidarietà tributaria degli eredi

 

 

1) Sgravi fiscali e contributivi a favore di imprese che assumono detenuti

Il Ministero della Giustizia, di concerto con il Ministero dell’Economia e quello del Lavoro, ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 246 del 22 ottobre 2014, il Decreto 24 luglio 2014, n. 148, ovvero il regolamento recante gli sgravi fiscali e contributivi a favore di imprese che assumono lavoratori detenuti.

Alle imprese che assumono, per un periodo non inferiore a 30 giorni, lavoratori detenuti o internati, anche ammessi al lavoro all’esterno è concesso un credito di imposta per ogni lavoratore assunto, e nei limiti del costo per esso sostenuto, nella misura di euro 700 mensili, in misura proporzionale alle giornate di lavoro prestate, per l’ anno 2013 e nella misura di euro 520 mensili per gli anni a decorrere dal 2014 fino all’adozione di un nuovo decreto ministeriale.

Alle imprese che assumono per un periodo non inferiore a 30 giorni, lavoratori semiliberi provenienti dalla detenzione o internati semiliberi è concesso un credito di imposta per ogni lavoratore assunto, e nei limiti del costo per esso sostenuto, nella misura di euro 350 mensili, in misura proporzionale alle giornate di lavoro prestate, a decorrere dal 1° gennaio 2013. Dal 1° gennaio 2014 e fino all’adozione di un nuovo decreto ministeriale, il credito di imposta é concesso nella misura di euro 300.

Per i tutti lavoratori suindicati, assunti con contratto di lavoro a tempo parziale, il credito d’imposta spetta in misura proporzionale alle ore prestate.

Il credito d’imposta spetta per i medesimi importi previsti per ciascuna tipologia di assunzioni alle imprese che:

a) svolgono attività di formazione nei confronti di detenuti o internati, anche ammessi al lavoro all’esterno o di detenuti o internati ammessi alla semilibertà, a condizione che detta attività comporti, al termine del periodo di formazione, l’immediata assunzione dei detenuti o internati formati per un periodo minimo corrispondente al triplo del periodo di formazione, per il quale hanno fruito del beneficio;

b) svolgono attività di formazione mirata a fornire professionalità ai detenuti o agli internati da impiegare in attività lavorative gestite in proprio dall’Amministrazione penitenziaria.

 

2) E’ nullo l’accertamento da studi di settore se non motivato

Studi di settore: E’ nullo l’atto impositivo che non indica né motiva sugli standard utilizzati.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22003 del 17 ottobre 2014 che ha, così, respinto il ricorso dell’Agenzia delle entrate.

In particolare, l’atto non conteneva l’indicazione dei parametri utilizzati né i motivi della richiesta. Per la Ctp e la Ctr, con decisione confermata ora in Cassazione, lo scostamento dagli standard è insufficiente a sorreggere la pretesa tributaria. Sul punto la Suprema Corte ha infatti ricordato che l’accertamento tributario standardizzato mediante applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplice, la cui gravità, precisione e concordanza non è ex lege determinata dallo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli standard in sé considerati, meri strumenti di ricostruzione per elaborazione statistica della normale redditività, ma nasce solo in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente, pena la nullità dell’accertamento, con il contribuente.

Ok all’accertamento induttivo in presenza di contabilità “in nero”

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 22265 del 21 ottobre 2014, ha precisato che la “contabilità in nero”, costituita da appunti personali (fogli, quaderni e cartoncini) dell’imprenditore, rappresenta un valido elemento indiziario, dotato dei requisiti di gravità, precisione e concordanza.

Secondo la Suprema Corte, infatti, tali documenti sono idonei a rappresentare la situazione patrimoniale dell’imprenditore ed il risultato economico dell’attività svolta.

Per conseguenza, detta contabilità in nero, per il suo valore probatorio, legittima di per sé, e a prescindere dalla sussistenza di qualsivoglia altro elemento, il ricorso all’accertamento induttivo.

Niente detrazione Iva per i premi di fine anno

In materia Iva, è indebita la detrazione d’imposta relativa a fatture per omaggi, per sconti o abbuoni dovuti a merce deteriorata e per premi di fedeltà o di fine anno se non viene fornita dal contribuente la prova che legittima il suo diritto. Lo ha Stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21182 dell’8 ottobre 2014.

Secondo l’Agenzia delle entrate, l’articolo 26, comma 2, Dpr 633/72, nell’attribuire al cedente del bene o al prestatore del servizio il diritto di portare in detrazione l’Iva, registrando la corrispondente variazione d’imposta quando l’operazione commerciale per la quale sia stata emessa fattura veda ridotto il suo ammontare in conseguenza di abbuoni o sconti commerciali contrattualmente previsti, pone due condizioni: che venga praticato dal contribuente uno sconto sul prezzo di vendita; che la riduzione del corrispettivo al cliente sia frutto di un accordo, sia esso documentale, verbale e anche successivo, non operando la norma alcuna distinzione. Con la precisazione che, invece, non può procedersi a detrazione d’imposta quando nelle riduzioni operate è ravvisabile la natura di premio di fine anno (e cioè un contributo autonomo riconosciuto indistintamente a fine esercizio al cliente al raggiungimento di un determinato fatturato o comunque per incentivarlo a futuri acquisti) piuttosto che di sconto (e cioè una componente che incide direttamente sul prezzo della merce compravenduta o del servizio scambiato, riducendone l’ammontare dovuto per le singole operazioni compiute).

Dunque, il giudice del rinvio, in relazione agli sconti o abbuoni, dovrà verificare la sussistenza dei presupposti per la detrazione; per i premi fedeltà o di fine anno, invece, dovrà escludere completamente l’esercizio del diritto di detrazione.

 

3) Le ultime dalla Legge di stabilità 2015

E’ arrivata l’attesa “bollinatura” da parte della Ragioneria generale dello Stato. Tante le norme su cui si è discusso e che sollevano critiche, tra tutte quella della retroattività ad inizio 2014 dell'Irap al 3,9%, a fronte, ma solo dal 2015, dell’eliminazione della componente lavoro del tempo indeterminato dall'imponibile.

Il ripristino dell’aliquota, “in barba” allo Statuto del contribuente, resta retroattivo. Su altre misure discusse arrivano chiarimenti. È il caso del bonus bebè: gli 80 euro in busta (960 euro annui), a decorrere dal mese di nascita e fino al terzo anno d'età, sarà concesso solo se il reddito dei genitori non supera complessivamente i 90mila euro l’anno. Varrà anche per le adozioni, a decorrere dal mese di adozione e fino al terzo anno d’ingresso nel nucleo familiare. Anche sulle pensioni è chiarito che lo slittamento al 10 del mese per la riscossione è solo per chi ha due trattamenti INPS/INPDAP. Infine, la conferma che la ritenuta sarà all’8% sui bonifici agevolati. Difatti, il DDL. di stabilità raddoppia la ritenuta d’acconto sui bonifici eseguiti per lavori di ristrutturazione e riqualificazione energetica. Peraltro, il DDL di stabilità 2015 andrà ad introdurre, per i titolari di reddito d’impresa che svolgono attività di ricerca e sviluppo, la possibilità di optare per il c.d. “patent box”, regime opzionale che consente di beneficiare di un’esclusione parziale da tassazione dei redditi derivanti da beni immateriali, quali brevetti e marchi.

 

4) Fatturazione elettronica verso la P.A.: arriva il servizio gratuito per le PMI

Dal 22 ottobre 2014, è fruibile all’indirizzo https://fattura-pa.infocamere.it, il servizio di fatturazione elettronica dedicato alle piccole e medie imprese che abbiano rapporti di fornitura con le pubbliche amministrazioni.

Difatti, il Sistema camerale in collaborazione con l’Agenzia per l’Italia digitale e Unioncamere hanno istituito un servizio gratuito dedicato alle piccole e medie imprese iscritte alle Camere di commercio che abbiano rapporti di fornitura con le Pubbliche Amministrazioni. La notizia è giunta con comunicato stampa del 22 ottobre 2014 rilasciato da Unioncamere e Agenzia per l’Italia digitale.

Come è noto, dal 6 giugno 2014 è in vigore, per tutte le P.a. centrali, l’obbligo di ricevere ed emettere fatture solo ed esclusivamente in formato elettronico; da aprile 2015 l’obbligo sarà esteso a tutte le Pubbliche Amministrazioni, anche a livello locale.

Il nuovo servizio è utile alle imprese per adeguarsi alle nuove regole di fatturazione e favorire un rapido e completo passaggio verso l’utilizzo delle tecnologie digitali.

L’utilizzo del servizio è diretto: le PMI attraverso la pagina web delle Camere di commercio, senza scaricare software, possono collegarsi al portale dedicato al servizio, avvalendosi della Carta Nazionale dei Servizi (CNS). Da qui è consentito compilare il documento contabile, individuare la P.A. destinataria, apporre la firma digitale, effettuare l’invio e conservare, ai sensi di legge, il documento.

Come viene rilevato nel comunicato, la Carta Nazionale dei Servizi, quale strumento introdotto dal Codice dell’amministrazione digitale (DLgs. n. 82/2005) per l’accesso telematico ai servizi della P.A., può essere ottenuta presso le Camere di Commercio o altre amministrazioni pubbliche; per i dispositivi di firma digitale, occorre invece rivolgersi a operatori di mercato certificati.

Tramite il certificato digitale contenuto nella CNS, l’utente viene identificato dal servizio che consulta il Registro delle imprese e individua automaticamente l’impresa o le imprese che l’utente rappresenta attraverso le cariche accertate. Tra le imprese individuate, l’utente seleziona quella che intende usufruire del servizio, accettando le condizioni di utilizzo in nome e per conto dell’impresa stessa.

Il servizio esegue, poi, la trasmissione in formato XML del documento al Sistema di Interscambio che, effettuate le necessarie verifiche, veicola la fattura verso l’amministrazione destinataria.

 

5) F24: istituita la causale contributo per la riscossione dei contributi da destinare al finanziamento del “FASDA”

L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 93/E del 23 ottobre 2014, ha istituito la causale contributo per la riscossione, tramite modello F24, dei contributi da destinare al finanziamento del Fondo di Assistenza Sanitaria per i Dipendenti dei servizi Ambientali “FASDA”.

Frutto di una convenzione recentissima (29 settembre 2014), che ha stabilito l’affidamento all’Inps del servizio di riscossione dei contributi in favore del Fondo tramite delega di pagamento unificato, la causale “Fasd” andrà indicata nella sezione “Inps” del modello e, precisamente, nel campo “causale contributo”, in corrispondenza della colonna “importi a debito versati”. Inoltre, devono essere indicati:

- nel campo “codice sede” il codice della sede Inps competente;

- nel campo “matricola Inps/codice Inps/filiale azienda”, la matricola Inps dell’azienda;

- nel campo “periodo di riferimento, nella colonna “da mm/aaaa” il mese e l’anno a cui si riferisce il contributo. In bianco la colonna “a mm/aaa”.

 

6) Inps: per il pagamento delle pensioni confronto con i sindacati dei pensionati

A fronte delle indiscrezioni diffuse nel corso della giornata e in attesa di conoscere il testo del disegno di legge, l’Inps assicura che per ogni intervento che risultasse necessario, in relazione a nuove modalità di pagamento delle pensioni, sarà assunta ogni iniziativa opportuna di confronto con le organizzazioni sindacali. Al momento la nota diffusa dal Mef resta l’unica informazione disponibile. Anche in questo caso, se si trattasse solo degli 800mila pensionati con più assegni Inps - ex Inpdap, l’Inps affronterà il problema con gradualità e con il doveroso confronto con le parti sociali, nel rispetto degli obiettivi di risparmio che verranno fissati.

(Inps, comunicato del 22 ottobre 2014)

 

7) E’ controversa la trasmissione PEC all’Agenzia delle entrate da parte degli studi associati entro il 31 ottobre 2014

Il CNDCEC ha di recente affermato che gli studi associati non devono trasmettere la propria PEC all’Agenzia delle Entrate entro il 31 ottobre 2014.

Tuttavia, l’Ordine dei Commercialisti di Palermo, con la circolare n. 164 del 23 ottobre 2014 invita comunque tali soggetti ad inviare al Fisco l’indirizzo di posta elettronica certificata dello studio associato.

Difatti, detto Ordine locale afferma: “Ancora il nostro CNDCEC correttamente, ha implicitamente motivato l’esclusione dell'invio dell’indirizzi PEC da parte degli Studi associati, in quanto l’obbligo riguarda le persone fisiche. Tuttavia, considerato che gli Studi associati possono risultare autonomamente intestatari della documentazione da detenere ai fini dell'antiriciclaggio, ma che l’Ordine non può trasmetterne i dati ai fini dell'inserimento nell’elenco pubblico INI - PEC, si ritiene che essi possano opportunamente trasmettere, entro fine ottobre, il proprio indirizzo PEC, anche al fine di agevolare per via telematica, l’individuazione del professionista che dovrà fornire i dati del titolare effettivo.”.

I documenti che sono stati esaminati per pervenire a tale conclusione, sono: il provvedimento congiunto dell’Agenzia delle entrate e della Guardia di Finanza n. 2014/105953 e la successiva Risoluzione dell’Agenzia delle entrate n. 88/E del 2014.

In particolare il provvedimento, al p. 1.2, contempla tra i destinatari delle richieste via PEC, di conoscenza dell’”identità dei titolari effettivi” di specifiche operazioni con l’estero o rapporti ad esse collegate, anche i professionisti di cui all’art. 12 del D.Lgs. n. 231 -2007.

 

8) Cassazione sulla solidarietà tributaria degli eredi

Gli eredi rispondono in solido per l’eredità, tranne che nel testamento non sia stato disposto diversamente.

E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22426 del 22 ottobre 2104, secondo cui “i coeredi contribuiscono tra loro al pagamento dei debiti e pesi ereditari in proporzione delle loro quote ereditarie, salvo che il testatore abbia altrimenti disposto”.

In particolare, la Suprema Corte ha stabilito che, per l’imposta di registro, non vi è nessun vincolo di solidarietà tributaria tra i coeredi, posto che, tra l’altro, essa è contemplata solo per le parti contraenti ex art. 57 del DPR 131/86.

Dunque del debito fiscale oggetto della cartella di pagamento non sono responsabili in solido tutti gli eredi, ma invece gli stessi sono soltanto tenuti pro quota in ragione della comune regola di cui all’articolo 1295 c.c..

Niente accertamento all’ex socio

E’ illegittimo l’accertamento nei confronti degli ex soci della società che ha frodato il Fisco se viene provata la loro mancata partecipazione ai proventi in sede di liquidazione dell’azienda.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 22364 del 22 ottobre 2104.

 

Vincenzo D’Andò