Diario quotidiano del 14 ottobre 2014: le possibilità di compensazione per le cartelle notificate entro il 31 marzo 2014

Pubblicato il 14 ottobre 2014

compensabili le cartelle notificate al 31 marzo 2014; niente redditometro in presenza di simulazione; non si considera omessa la dichiarazione annuale scartata dal Fisco; TFR in busta paga: parere della Fondazione studi; Inps: emessi nuovi avvisi bonari per recupero contributi dei commercianti; nuovo fondo di solidarietà per il sostegno all’occupazione del perso; niente indennità di disoccupazione per l’attività di collaborazione; sempre in calo l’apertura delle nuove partite Iva; alluvione Genova: CNDCEC chiede il rinvio delle scadenze fiscali; tirocinio: Miur, Giustizia e CNDCEC firmano la nuova Convenzione

 

 Indice:

 1) Compensabili le cartelle notificate al 31 marzo 2014

 2) Niente redditometro in presenza di simulazione; altre di fisco

 3) Non si considera omessa la dichiarazione annuale scartata dal Fisco

 4) TFR in busta paga: parere della Fondazione studi

 5) Inps: emessi nuovi avvisi bonari per recupero contributi dei commercianti

 6) Nuovo fondo di solidarietà per il sostegno all’occupazione del perso

 7) Niente indennità di disoccupazione per l’attività di collaborazione

 8) Sempre in calo l’apertura delle nuove partite Iva

 9) Alluvione Genova: CNDCEC chiede il rinvio delle scadenze fiscali

 10) Tirocinio: Miur, Giustizia e CNDCEC firmano la nuova Convenzione

 

 

1) Compensabili le cartelle notificate al 31 marzo 2014

Per l’anno 2014, possibile la compensazione dei debiti, emergenti dalle cartelle esattoriali notificate entro lo scorso 31 marzo, con i crediti vantati dalle imprese nei confronti della p.a.

Nella Gazzetta Ufficiale n. 236 del 10 ottobre 2014 è stato, infatti, pubblicato il Decreto 24 settembre 2014 del MEF che rende possibile la compensazione delle cartelle esattoriali in favore di imprese e di professionisti titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili vantati nei confronti dello stato, degli enti pubblici nazionali, delle regioni, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale.

L’articolo 1 dispone che, per l’anno 2014, è possibile compensare tutti i debiti delle imprese e dei professionisti rilevabili dalle cartelle esattoriali notificate alla data del 31/3/2014, secondo le modalità già indicate in due precedenti provvedimenti (25/06/2012 e 19/10/2012).

In presenza di somme iscritte a ruolo, ma che non rientrano nelle fattispecie individuate dal provvedimento in commento, si rendono applicabili le disposizioni contenute nei citati decreti del 2012, come modificati dal comma 2, dell’art. 9, Dl 35/2013, convertito con modificazioni dalla Legge 64/2013.

Il decreto sui pagamenti dei debiti scaduti della p.a., di cui all’art. 9, Dl 35/2013, dispone, con l’introduzione del nuovo art. 28-quinquies, all’interno del decreto sulla riscossione (Dpr 602/73), la possibilità di compensare i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati al 31/12/2012, vantati nei confronti dello stato, degli enti pubblici nazionali, delle regioni, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale, derivanti da somministrazioni, forniture e appalti, con somme dovute anche a seguito dei rilievi contestati con il verbale di constatazione, redatto al termine dell’ispezione fiscale; la procedura è effettiva, a partire dal 23/1/2014, giacché in tale data è stato emanato il decreto 14/1/2014 (G.U. 23/1/2014, n. 18).

 

2) Niente redditometro in presenza di simulazione

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21442 del 10 ottobre 2014, ha rilevato l’illegittimità dell’accertamento da redditometro fondato su un incremento patrimoniale che il contribuente ha dimostrato essere solo simulato. Tra le prove contrarie, infatti, è ammessa anche la dimostrazione che l’esborso non è avvenuto e che pertanto non sussisteva una reale disponibilità economica. Tutto ha inizio da un avviso di accertamento con cui le Entrate rettificavano il reddito di un contribuente sul presupposto di alcuni versamenti effettuati per un aumento di capitale in alcune società partecipate. Il provvedimento veniva impugnato dinanzi al giudice tributario che solo in appello ha colto le doglianze del contribuente.

Più tempo per il perdono del Fisco

Un perdono del fisco con sanzioni scontate ad ampio raggio. Almeno fino alla scadenza dei termini di prescrizione dell'accertamento. È la vera rivoluzione cui sta lavorando il Governo per cambiare una volta per tutte l’approccio nella lotta all’evasione.

Casa, tassa unica nella Legge di stabilità per il 2015

Il premier Renzi ha annunciato che la nuova tassa unica comunale sulla casa prenderà forma con la prossima manovra.

La legge di Stabilità chiarirà che il Comune ha un'unica tassa. Non una tassa il cui nome cambia tutti gli anni.

Punibili le molestie su Facebook

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 37596 del 2014 afferma che la pubblicazione di messaggi offensivi su Facebook integra il reato di molestie.

Il cittadino italiano trasferito in Svizzera non deve provare la residenza in Italia

Spetta all’Agenzia delle entrate fornire la prova contraria al fine di vincere la presunzione legale di residenza in Italia.

La presunzione di residenza fiscale in Italia dei cittadini italiani trasferiti in paradisi fiscali, fissata dall’art. 2 comma 2-bis del TUIR, opera non solo a favore dell’Agenzia delle entrate, ma anche a favore del contribuente.

Pertanto, ove l’Agenzia delle entrate voglia sostenere che un cittadino italiano iscritto all’AIRE e trasferito in Svizzera sia fiscalmente residente in Svizzera (mentre il contribuente sostiene di essere residente in Italia), deve fornire la prova di tale elemento, in modo da vincere la presunzione di residenza fiscale in Italia fissata dall’art. 2 comma 2-bis del TUIR.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 21438 del 10 ottobre 2014.

Quadro RW: Compilazione per c/c e depositi esteri da 15 mila

Per i conti correnti e i depositi esteri l’obbligo di compilazione del quadro Rw scatta oltre i 15.000 euro e non più 10.000. Soglia di esenzione più elevata dunque per aderire alle nuove regole sul monitoraggio fiscale. Anche se per la compilazione si deve prendere come riferimento la cifra come valore massimo complessivo raggiunto nel corso del periodo di imposta. La novità, che allinea la soglia per le persone fisiche alle generali soglie per intermediari e antiriciclaggio, è contenuta nell’articolo 2 della legge sul rimpatrio dei capitali che ha iniziato il 10 ottobre 2014 il suo iter nell'aula di Montecitorio.

Deduzione interessi passivi

Gli interessi passivi sono sempre deducibili, anche se nei limiti della disciplina dettata dall’art. 96 del TUIR, senza che sia necessario operare alcun giudizio di inerenza.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 21467 del 10 ottobre 2014.

Intermediari: entro fine mese il rinnovo dell’adesione al Cassetto fiscale delegato

Si tratta del servizio attraverso il quale un intermediario può consultare le informazioni contenute nel Cassetto fiscale dei soggetti dai quali abbia preventivamente ricevuto una specifica delega. Detto servizio è riservato agli intermediari.

La richiesta deve essere effettuata telematicamente tramite l’area autenticata del sito web dei servizi telematici.

Dunque, entro il 31 ottobre 2014, gli intermediari abilitati ad Entratel devono sottoscrivere le condizioni generali di adesione al servizio di consultazione del “Cassetto fiscale delegato”, allegate al provvedimento dell’Agenzia delle entrate n. 92558/2013.

 

3) Non si considera omessa la dichiarazione annuale scartata dal Fisco

Secondo la Commissione Tributaria Provinciale di Venezia, che si è pronunciata con l’interessante sentenza 389/6/14 non si considera omessa la dichiarazione scartata dal Fisco.

La dichiarazione dei redditi di una società era stata scartata a causa di un errore contenuto nel file telematico (nel caso di specie, veniva indicato un codice fiscale del rappresentante legale errato).

L’intermediario che aveva inviato tale dichiarazione non aveva provveduto al reinvio entro 5 giorni del file corretto. Ne è conseguito l’invio della cartella esattoriale con tutti gli addebiti del caso contestati dall’Amministrazione finanziaria.

Ebbene, poiché la società non è riuscita a farsi valere in sede di autotutela si è vista costretta a dovere ricorrere in Commissione tributaria, organo che, peraltro, ha dato ragione al contribuente osservando che già in autotutela il Fisco doveva riconoscere l’istanza presentata dal contribuente.

In particolare, secondo la C.T.P., la dichiarazione si considera presentata nel momento in cui il contribuente ha proceduto all’invio del flusso telematico e non, invece, nel momento in cui riceve la prova di tale invio (art. 3, comma 10 del DPR 322/98).

L’Amministrazione finanziaria, dunque, non può sostenere (si veda la C.M. 6/2002) che il contribuente abbia omesso di inviare la dichiarazione dopo averla ricevuta, controllata e aver verificato che uno dei suoi elementi non è stato inserito correttamente. Ciò, a maggior ragione, nei casi in cui l’Agenzia delle entrate abbia a disposizione tutti i dati per il controllo e la liquidazione della dichiarazione “presentata” e l’unica anomalia è riconducibile ad un dato formale autonomamente rilevabile dalla stessa.

 

4) TFR in busta paga: parere della Fondazione studi

Dai 40 agli 82 euro al mese verrebbero messe nelle buste paga dei lavoratori italiani, nel caso passasse la proposta del governo del Tfr in busta paga. Sulla proposta legislativa, Fondazione studi dei Consulenti del lavoro ha tracciato, con il parere n. 3/2014, il quadro della situazione e gli scenari futuri.

Sapendo che per le imprese che superano i 49 dipendenti il Tfr rimasto in azienda viene destinato al Fondo di Tesoreria Inps, dal quale non è possibile sottrarlo per non incorrere in problemi di gettito, questa proposta riguarderebbe solo la metà dei lavoratori privati, ovvero i 6 milioni e 500 mila dipendenti di aziende private con meno di 50 dipendenti.

Il Tfr, sia che venga corrisposto al termine del rapporto, sia che venga in parte anticipato durante il rapporto, gode di un’agevolazione fiscale e previdenziale. La prima riguarda un regime di tassazione agevolata che va dal 23% al 25% della somma percepita; la seconda è invece la totale esenzione, in quanto la somma del Tfr non alimenta il trattamento pensionistico dei lavoratori.

Per conservare l’agevolazione fiscale e contributiva bisogna necessariamente prevedere un’adeguata copertura finanziaria.

Secondo i calcoli effettuati da Fondazione Studi Consulenti del Lavoro questa proposta del Governo metterebbe nelle buste paga dei lavoratori circa 40 euro al mese (in caso di Tfr erogato al 50%), circa 62 euro al mese (in caso di Tfr erogato al 75%) e circa 82 euro al mese (in caso di Tfr erogato al 100%). Se si decidesse di mantenere l’odierna agevolazione fiscale, l’ammontare mensile varierebbe di circa 5 euro in eccesso.

Se si scegliesse di anticipare la somma o parte di essa in busta paga, si creerebbe un danno al sistema pensionistico, direttamente proporzionale al numero degli anni per cui viene percepito l’anticipo.

Secondo quanto è emerso da un’indagine effettuata dalla Fondazione Studi sulle microimprese, gli imprenditori vorrebbero liquidare il Tfr per favorire il clima aziendale e al tempo stesso evitare di dover versare somme superiori al loro volume d’affari, al termine del rapporto di lavoro del dipendente. Ma è necessario sottolineare che questa proposta non porterà ad un aumento delle retribuzioni. Si tratta, infatti, solo di un sistema di autofinanziamento con cui i lavoratori si anticipano indennità future, mettendo però a rischio gli equilibri pensionistici. Certo è che si darebbe liquidità da un lato, togliendone dall’altro.

 

5) Inps: emessi nuovi avvisi bonari per recupero contributi dei commercianti

L’Inps ha emesso gli avvisi bonari relativi alla rata in scadenza ad agosto 2014 per i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni degli artigiani e commercianti.

Lo ha reso noto l’Inps con il messaggio n. 7559 del 8 ottobre 2014.

Gli avvisi bonari sono a disposizione del contribuente all’interno del cassetto previdenziale artigiani e commercianti, all’indirizzo Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti - Posizione Assicurativa - Avvisi Bonari.

La relativa comunicazione è, invece, visualizzabile all’indirizzo Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti - Posizione Assicurativa - Avvisi Bonari generalizzati.

Contestualmente, è stata inviata una email di alert ai titolari della posizione contributiva e ai loro intermediari che abbiano fornito, tramite il cassetto, il loro indirizzo di posta elettronica.

Qualora l’iscritto abbia già effettuato il pagamento, potrà comunicare gli estremi del modello F24 chiamando il call-center dell’Istituto per consentire un rapido abbinamento del versamento mentre, in caso di mancato pagamento, l’importo dovuto sarà richiesto tramite avviso di addebito con valore di titolo esecutivo.

 

6) Nuovo fondo di solidarietà per il sostegno all’occupazione del personale del credito cooperativo

Il Ministero del Lavoro ha pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 236 del 10 ottobre 2014, il Decreto 20 giugno 2014, istitutivo – presso l’Istituto nazionale della previdenza sociale – del «Fondo di solidarietà per il sostegno dell’occupabilità, dell’occupazione e del reddito del personale del credito cooperativo» che continua la gestione del Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito, dell’occupazione e della riconversione e della riqualificazione professionale del personale del credito cooperativo già istituito presso l’INPS ai sensi dell’art. 2, comma 28 legge n. 662/1996, che viene adeguato alla normativa dell’art. 3 della legge n. 92/2012.

Il Fondo ha lo scopo di attuare interventi che nei confronti dei lavoratori dipendenti e nell’ambito e in connessione con processi di ristrutturazione, di situazioni di crisi, di riorganizzazione aziendale, riduzione o trasformazione o sospensione temporanea di attività o di lavoro:

a) favoriscano il mutamento e il rinnovamento delle professionalità;

b) realizzino politiche attive per il sostegno dell’occupabilità, dell’occupazione e del reddito.

 

7) Niente indennità di disoccupazione per l’attività di collaborazione

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20826 del 2 ottobre 2014, ha stabilito che il soggetto che svolge una attività lavorativa autonoma rappresentata dalla collaborazione coordinata e continuativa, suscettibile di redditività e caratterizzata da un coordinamento con la struttura imprenditoriale del committente e da una continuità della prestazione, perde lo stato di bisogno connesso alla disoccupazione involontaria.

In considerazione di ciò, viene meno anche il relativo diritto all’indennità di disoccupazione o all’indennità di mobilità.

Lavoro autonomo e in forma d'impresa: doppia contribuzione

Il principio è enunciato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 21006/2014.

In caso di esercizio di attività in forma d’impresa ad opera di commercianti, o artigiani, o coltivatori diretti, contemporaneamente all’esercizio di attività autonoma per la quale è obbligatoriamente prevista l’iscrizione alla gestione previdenziale separata, non opera l’unificazione della contribuzione sulla base del parametro dell’attività prevalente, quale prevista dalla L. 23 dicembre 1996, n. 662, art. 1, comma 208.

Regalie e spese di rappresentanza: onere del contribuente dimostrare l’inerenza all’attività

Le spese sostenute a titolo di rappresentanza, quali le spese per omaggi alla clientela, devono concretizzarsi come inerenti la produzione del reddito d’impresa e, solo come tali, pienamente deducibili in sede di dichiarazione annuale. La mancata dimostrazione da parte del contribuente della predetta inerenza, ne comporta il disconoscimento.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 21450 del 10 ottobre 2014)

La responsabilità dell’amministratore per omesso versamento dell’Iva

Non può rispondere dell’omesso versamento dell’IVA colui che, al momento della scadenza del termine per il versamento, non era più il legale rappresentante della società. Trattandosi, infatti, di un reato omissivo in senso stretto, esso è suscettibile di essere commesso solo dal soggetto che risulta gravato dall’obbligo di adempiere materialmente l’obbligazione tributaria alle prescritte scadenze, ovvero il legale rappresentante effettivamente in carica.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 42002 del 9 ottobre 2014)

 

8) Sempre in calo l’apertura delle nuove partite Iva

Nel mese di agosto sono state aperte 17.052 nuove partite Iva ed in confronto al corrispondente mese dello scorso anno si registra un calo del 4%.

Lo rende noto il MEF con il comunicato pubblicato il 13 ottobre 2014.

La distribuzione per natura giuridica mostra che il 75,5% del totale delle nuove aperture di partita Iva è avvenuto da parte di persone fisiche, il 18,7% da società di capitali, il 4,8% da società di persone, seguite dalla quota dei “non residenti” ed “altre forme giuridiche”, che ne rappresentano complessivamente l’1%. Rispetto al mese di agosto 2013 si evince un aumento di avviamenti per le sole società di capitali (+10,8%), rispetto alle altre forme giuridiche, le quali rilevano un calo più marcato per le società di persone (-10,5%) e più contenuto per le persone fisiche (-6,4%). La dinamica osservata relativamente alle società di capitali conferma la tendenza, evidenziata negli ultimi anni e dovuta verosimilmente alla recente normativa civilistica, che facilita la costituzione di Società a responsabilità limitata.

Riguardo alla ripartizione territoriale delle aperture, il 41,6% di esse è avvenuto al Nord, circa il 23% al Centro e il 35,2% al Sud e Isole. Il confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente evidenzia sensibili incrementi in Basilicata (+37,6%), Molise (+27,6%) e Valle d’Aosta (+13,9%), mentre le flessioni più forti si notano in Friuli Venezia Giulia (-21,7%), Marche (-10,7%) e Puglia (-10,2%).

In base alla classificazione per settore produttivo, il commercio continua a registrare il maggior numero di avviamenti di partite Iva con il 25,9% del totale, seguito dalle attività professionali con il 10,8% e dall’agricoltura con il 10%. Rispetto al mese di agosto 2013, tra i settori principali si osservano incrementi relativi ai servizi di comunicazione (+11,8%), al noleggio e servizi alle imprese (+8,6%) e alla sanità (+8,4%). Minori nuove aperture di partite Iva tendenziali si notano, invece, nelle attività finanziarie ed assicurative (-34%), nell’agricoltura (-15,8%) e nelle attività professionali (-11,5%).

Relativamente alle persone fisiche, la ripartizione è relativamente stabile, con il 64,3% di aperture di partite Iva che appartengono al genere maschile. Il 49% sono avviate da giovani fino a 35 anni ed il 33,2% da soggetti compresi nella fascia dai 36 ai 50 anni. Rispetto al corrispondente mese dello scorso anno, tutte le classi di età registrano cali, che risultano più consistenti per quelle di età più giovane.

Nel mese di agosto 4.439 persone fisiche, pari al 26% del totale delle nuove aperture, hanno aderito al regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità. Il regime di vantaggio limita per cinque anni l’imposta dovuta al 5% degli utili dichiarati, esonerando i contribuenti interessati dal pagamento di Iva ed Irap.

 

9) Alluvione Genova: CNDCEC chiede il rinvio delle scadenze fiscali

Un provvedimento invocato anche da tutti gli Ordini dei commercialisti della Liguria per dare un aiuto concreto alle vittime dell'evento calamitoso.

Rinviare le scadenze fiscali nelle zone colpite dall’alluvione della Liguria, a cominciare dalla città di Genova. E’ quanto richiesto dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (nota del 13 ottobre 2014), che  raccoglie così la richiesta di un aiuto concreto avanzata nelle scorse ore da tutti gli Ordini dei commercialisti della Liguria.

“Ci uniamo ai colleghi liguri, ai quali va la solidarietà mia personale e quella di tutti i commercialisti italiani  - afferma il presidente nazionale della categoria, Gerardo Longobardi –  nella richiesta di rinvio dei termini delle scadenze fiscali. Un provvedimento che si rende necessario e urgente per dare un aiuto tangibile a cittadini, professionsiti, commercianti, artigiani e imprese colpiti da questa ennesima tragedia”.

Nello specifico, gli Ordini della Liguria chiedono alla Regione e ai comuni interessati dall’evento calamitoso il rinvio dei termini per il pagamento dei contributi Tari, Tasi e Imu; all’Agenzia delle Entrate della Liguria il rinvio dei termini per il pagamento delle imposte Irpef, Ires,Irap e Iva relativamente sia al saldo 2013 che agli acconti 2014 che ad ogni versamento periodale di tale imposte: alle sedi regionali della Liguria dell’Inps affinché siano rinviati i termini per il versamento dei contributi a qualsiasi titolo dovuti.

 

10) Tirocinio: Miur, Giustizia e CNDCEC firmano la nuova Convenzione

Il nuovo testo dopo la riduzione del tirocinio da 36 a 18 mesi previsto dalla riforma delle professioni, a seguito della quale erano stati riformulati anche i termini delle convenzioni universitarie.

Possibilità di svolgere il tirocinio semestrale nel corso dell’ultimo anno di corso esteso anche alle lauree triennali. E’ la principale novità introdotta dalla nuova convenzione per il tirocinio sottoscritta dai Ministeri dell’istruzione, dell’università e della ricerca (MIUR) e della Giustizia e dal Consiglio nazionale dei commercialisti.

La nuova convenzione si era resa necessaria dopo la riduzione del tirocinio da 36 a 18 mesi prevista dalla riforma delle professioni, a seguito della quale erano stati riformulati anche i termini delle convenzioni universitarie che consentono lo svolgimento del tirocinio durante gli studi universitari. L’art. 6, comma 4, DPR 137/2013, consente di svolgere solo 6 mesi di tirocinio per l’accesso alla sezione A dell’albo dei commercialisti nel corso dell’ultimo anno di studi magistrali. A differenza del passato, però, il beneficio dell’inizio del tirocinio nel corso degli studi è stato esteso anche agli aspiranti esperti contabili. Anche per questi ultimi sarà ora possibile svolgere i 6 mesi di tirocinio per l’accesso alla sezione B dell’albo nel corso dell’ultimo anno del percorso di laurea.

Già nel giugno 2013 presso il MIUR era stato istituito un tavolo tecnico per la stesura della convenzione e nei giorni scorsi la convenzione è stata siglata, oltre che dallo stesso Ministro dell’istruzione, dell’Università e della ricerca, anche dal Ministro della Giustizia.

La nuova convenzione quadro, frutto del lavoro di un tavolo tecnico istituito nel giugno 2013 presso il Miur, dovrà ora essere attuata mediante accordi tra Ordini territoriali dei commercialisti e Università. L’attuazione dovrà realizzarsi entro l’anno accademico 2014-2015, in quanto la norma transitoria prevede che le “vecchie” convenzioni tra Ordini ed Università (quelle stipulate in attuazione della convenzione quadro del 2010) possono trovare applicazione fino alla stipula delle “nuove” convenzioni tra Ordini ed Università e, comunque, non oltre l’anno accademico 2014-2015. Quindi, a partire dall’anno accademico 2015-2016, non potranno più trovare applicazione i vecchi accordi e se non saranno siglati i nuovi accordi non sarà possibile svolgere il tirocinio nel corso degli studi universitari.

“Questa nuova convenzione - afferma Massimo Miani, Consigliere nazionale dei commercialisti con delega al tirocinio– rappresenta un importante passo in avanti per gli aspiranti commercialisti. Il Consiglio Nazionale fornirà ora agli Ordini un costante supporto per facilitare la fase dell’attuazione della nuova convenzione quadro”.

(CNDCEC, nota del 13 ottobre 2014)

 

Vincenzo D’Andò