Diario quotidiano del 10 ottobre 2014: la società unipersonale si può trasformare in ditta individuale

 

 Indice:

 1) Non deducibili le spese di consulenza infragruppo se sono troppo elevate

 2) Obbligo fattura elettronica: nota informativa del CNDCEC

 3) Svizzera: scambio informazioni dal 2018

 4) La società unipersonale si può trasformare in ditta individuale

 5) F24: Istituita la causale contributo per la riscossione, tramite modello F24, dei contributi da destinare al finanziamento dell’ E.F.E.I.

 6) Mutui prima casa: al via fondo statale da 650 milioni, previsti fino a 20 miliardi di nuovi finanziamenti

 7) Pubblicato il Decreto sulle attività di coordinamento funzionali all’esercizio dei poteri speciali dello Stato

 8) Processo tributario: se manca il preavviso l’iscrizione ipotecaria è illegittima

 9) Vademecum fiscale per Expo Milano 2015

 10) Da oggi è accessibile il modulo telematico “GAGI” per inoltrare la domanda di ammissione agli incentivi all’assunzione

 11) Equitalia: nominato nuovo presidente

 12) IVA: prestazioni di assistenza sociale rese dalle cooperative, circolare di Assonime

 

 

1) Non deducibili le spese di consulenza infragruppo se sono troppo elevate

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21184 del 8 ottobre 2014, ha stabilito che le fatture relative a consulenze tra aziende non possono essere dedotte dal reddito se l’importo è troppo elevato.

La constatazione che la capogruppo ha effettivamente svolto a beneficio della controllata un’attività di consulenza non consente di provare l’inerenza dei relativi costi in capo alla società partecipata.

Nel caso di specie, la società controllante aveva effettuato prestazioni di consulenza in favore della contribuente. Le prestazioni erano regolate da apposito contratto ed avevano consentito alla partecipata di effettuare un’operazione di acquisizione societaria, con notevole incremento del proprio volume d’affari.

L’Agenzia delle entrate aveva ripreso a tassazione i costi imputabili all’attività di consulenza infragruppo per difetto di inerenza.

La Cassazione ha ritenuto fondati i motivi sollevati dall’Agenzia delle entrate, ad avviso della quale le fatture contenevano un’indicazione generica delle prestazioni.

In particolare, la Suprema Corte ha precisato che, affinché un costo possa essere incluso tra le componenti negative, è necessario che ne sia contemporaneamente:

– documentata l’esistenza;

– comprovata l’inerenza;

– dimostrata la coerenza economica.

Cessione d’azienda: avviamento accertabile mediante perizia:

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21158 del 8 ottobre 2014, ha stabilito che è legittimo l’accertamento induttivo riguardante le quote di ammortamento connesse all’acquisto di un ramo d’azienda fondato sulla perizia (intervenuta in sede di verifica) attestante valori di avviamento e beni strumentali del cespite acquistato inferiori a quelli dichiarati.

In particolare, secondo la Suprema Corte non vi è la necessità di contestare la simulazione del contratto, spettando al giudice tributario il potere di controllare, attraverso l’interpretazione del negozio ritenuto simulato, l’esattezza dell’accertamento.

Cessioni intra-Ue non imponibili anche con indicazioni di partite IVA cessate

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21183 del 8 ottobre 2014, ha ribadito il principio secondo cui il regime di non imponibilità delle cessioni intracomunitarie non viene meno per l’errata indicazione della partita IVA dell’acquirente estero, se sono rispettati i requisiti sostanziali della movimentazione fisica dei beni dallo Stato del cedente a quello del cessionario e della natura imprenditoriale o professionale del cessionario stesso.

L’acquisto in comunione ordinaria col coniuge non toglie il bonus sulla prima casa

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 21289 del 8 ottobre 2014, ha stabilito che la titolarità di una quota di un immobile, nel medesimo Comune in cui si intende comprare la prima casa, acquistato, prima del matrimonio, in comproprietà con il “futuro” coniuge, non esclude la…

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