Diario quotidiano del 3 ottobre 2014: attenzione alle date di scadenza dei cassetti fiscali

 

 Indice:

 1) Niente reato di omesse ritenute se manca la certificazione

 2) Rent to buy: norma di comportamento AIDC

 3) Amplia platea per i minimi ?

 4) Cassetto fiscale: scadenza intermediari

 5) Quando si applica l’accertamento induttivo

 6) Invio dichiarazioni al fisco: ecco il resoconto

 7) INPS: minori titolari d’indennità di accompagnamento o di comunicazione

 8) Prestiti contro cessione del quinto dello stipendio e della pensione

 9) Soppresso il codice tributo “6831” – Credito d’imposta Regione Autonoma della Sardegna

 

1) Niente reato di omesse ritenute se manca la certificazione

Per la Suprema Corte è necessaria la prova del rilascio, non basta il 770. Senza la prova del rilascio della certificazione ai sostituiti non può essere condannato l’imprenditore che ha poi omesso di versare le ritenute operate. La prova incombe peraltro sull’accusa che intende perseguire il delitto di “omesso versamento di ritenute certificate”.

In tal senso si è pronunciata la Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 40526 del 01 ottobre 2014.

Nel reato di omesso versamento di ritenute certificate (art. 10-bis del DLgs. 74/2000) spetta all’accusa l’onere di provare l’elemento costitutivo rappresentato dal rilascio ai sostituiti delle certificazioni attestanti le ritenute effettivamente operate e tale prova non può essere costituita dal solo contenuto del Modello 770 proveniente dal datore di lavoro. La sussistenza del reato in questione non può essere desunta dal solo controllo automatizzato del Modello 770, che è idoneo a provare il mancato versamento delle ritenute, ma non il rilascio delle certificazioni.

Pertanto, la norma penale non può trovare applicazione non solo nei casi in cui il sostituto non abbia operato ritenute, ma anche nei casi in cui non abbia rilasciato la certificazione, nonché nel caso in cui abbia rilasciato la certificazione in un momento successivo alla scadenza del termine per effettuare il versamento.

Valido l’accertamento Iva per merci solo in contabilità

Non rileva l’assenza dal magazzino. È legittimo l’accertamento Iva fondato sul valore delle merci risultanti dalla contabilità ma non rinvenute in magazzino in sede di verifica: la norma (articolo 1 del Dpr 441/1997) introduce infatti una presunzione legale in favore dell’Amministrazione finanziaria valida anche in presenza di regolarità delle scritture contabili.

Lo ha stabilito è la Corte di Cassazione con la sentenza n. 20699 del 01 ottobre 2014.

Compensazioni “fuori” dall’IVA di gruppo

L’Amministrazione finanziaria non può “compensare” l’IVA a credito della capogruppo con altri tributi dovuti dalle controllate.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20708 del 1° ottobre 2014, ha disconosciuto il diniego al rimborso IVA che l’Amministrazione aveva opposto alla controllante di un gruppo IVA, in virtù dei “controcrediti” vantati dagli Uffici nei confronti delle società controllate, per tributi diversi dall’IVA (e relativi interessi e sanzioni).

Il mancato rilascio del Cud non è penalmente sanzionabile

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 40526 del 1° ottobre 2014, si è pronunciata in materia di omesso versamento di ritenute certificate, sottolineando come il relativo reato venga integrato esclusivamente nelle ipotesi in cui il sostituto d’imposta rilasci la certificazione ma non provveda a versare le somme trattenute a titolo di ritenuta entro i termini per la presentazione della dichiarazione annuale.

Detrazione Iva: regole rigide

L’Ufficio può negare la detrazione Iva anche per una mera violazione formale riscontrata in contabilità, come, ad esempio, l’annotazione delle fatture su fogli mobili invece che sul registro.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 20698 del 1° ottobre 2014, ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle entrate. I giudici della sezione tributaria hanno quindi ribaltato il verdetto con il quale la Ctr di Perugia aveva invalidato il recupero a…

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