Diario quotidiano dell’1 ottobre 2014: diminuiscono i ricorsi tributari

Pubblicato il 1 ottobre 2014



finanziamenti per la digitalizzazione delle PMI; crediti verso P.A.: entro il 31 ottobre 2014 deve essere presentata l’istanza per la certificazione dei crediti; scheda carburante senza firma: niente detrazione Iva; se la consulenza è sospetta non è deducibile il costo sostenuto; l’Agenzia delle entrate partecipa al BuyGreen; commercio elettronico: tutto pronto per registrarsi al Moss; contenzioso tributario: diminuiscono i ricorsi; spese per fitti indeducibili se manca “certezza” nel contratto

 

Indice:

 1) Finanziamenti per la digitalizzazione delle PMI

 2) Crediti verso P.A.: entro il 31 ottobre 2014 deve essere presentata l’istanza per la certificazione dei crediti

 3) Scheda carburante senza firma: niente detrazione Iva

 4) Se la consulenza è sospetta non è deducibile il costo sostenuto

 5) L’Agenzia delle Entrate partecipa al BuyGreen

 6) Commercio elettronico: tutto pronto per registrarsi al Moss

 7) Contenzioso tributario: diminuiscono i ricorsi

 8) Spese per fitti indeducibili se manca “certezza” nel contratto

 

1) Finanziamenti per la digitalizzazione delle PMI

Partono i finanziamenti per la digitalizzazione delle PMI previsti dal piano “Destinazione Italia”. Mise e Mef hanno firmato il decreto, che consente a micro, piccole e medie imprese di ottenere un voucher fino a 10mila euro per l’acquisto di software, hardware o servizi per l’E-commerce.

Il decreto attuativo, firmato dal ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi e da quello dell’Economia Pier Carlo Padoan, detta le regole tecniche per l’erogazione dei contributi a fondo perduto per un totale di 100 milioni di euro (saranno quindi minimo 10mila le aziende coinvolte).

Si tratta di fondi, si legge nel decreto, che dovranno essere destinati all’acquisto di software, hardware o servizi che consentano il miglioramento dell’efficienza aziendale; la modernizzazione dell’organizzazione del lavoro, tale da favorire l’utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità, tra cui il telelavoro; lo sviluppo di soluzioni di E-commerce; la connettività a banda larga e ultralarga; il collegamento a Internet (anche mediante tecnologia satellitare); la formazione qualificata, nel campo Ict, del personale. Per presentare la domanda le imprese dovranno disporre di un indirizzo di posta elettronica e della firma digitale del legale rappresentante o di un suo delegato.

L’erogazione del contributo avverrà in un'unica soluzione, ma in ogni fase il Ministero dello Sviluppo potrà effettuare controlli e ispezione al fine di verificare l’effettiva acquisizione dei beni o dei servizi oggetto del voucher.

 

 2) Crediti verso P.A.: entro il 31 ottobre 2014 deve essere presentata l’istanza per la certificazione dei crediti

Crediti verso P.A.: Entro il prossimo 31 ottobre deve essere presentata l’istanza per la certificazione dei crediti maturati al 31 dicembre 2013.

Ciò poiché, l’art. 22 comma 7-bis del D.L. 91/2014 ha modificato l’art. 37 comma 1 del D.L. 66/2014, prorogando al 31 ottobre 2014 il termine entro il quale chi chiederà la certificazione dei crediti di parte corrente maturati al 31 dicembre 2013 verso le Pubbliche Amministrazioni (diverse dallo Stato) potrà ottenere la garanzia dello Stato dal momento dell’effettuazione delle operazioni di cessione pro-soluto a banche o intermediari abilitati. Tale garanzia risulta applicabile anche ai crediti maturati al 31 dicembre 2013 e certificati entro il 24 aprile scorso.

 

 3) Scheda carburante senza firma: niente detrazione Iva

Nel caso di contestazioni relative a fatture emesse per operazioni inesistenti, inoltre, a provare la frode è la valutazione complessiva degli indizi e non del singolo fatto.

L’Iva assolta sull’acquisto del carburante destinato ad alimentare i mezzi impiegati per l’esercizio dell’impresa è detraibile solo se le relative schede carburanti, da completare in ogni loro parte, sono debitamente sottoscritte dall’esercente dell’impianto di distribuzione. Il requisito della firma, avendo una funzione di convalida del rifornimento, costituisce elemento essenziale senza il quale la scheda non può assolvere alle finalità previste dalla legge.

Inoltre, nel giudizio inerente l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, in cui le prove sono costituite da presunzioni, il giudice di merito deve valutare tutti gli indizi addotti dall’Amministrazione finanziaria nel loro complesso per desumere i requisiti della gravità, della precisione e della concordanza, non potendo limitare il proprio giudizio a uno soltanto di essi.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 16338 del 2014)

 

 4) Se la consulenza è sospetta non è deducibile il costo sostenuto

Non è deducibile il costo sostenuto dalla società a fronte di una consulenza sospetta. Tocca infatti al contribuente dimostrare l’inerenza della spesa e che il contratto non è fittizio.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 17301 del 2014, ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle entrate.

La sezione della tributaria ha dunque fissato una serie di paletti stringenti per la deducibilità dei costi sostenuti a fronte di consulenze poco limpide, anche se sostenute da un contratto e dal pagamento con bonifico bancario.

Per i giudici supremi ha quindi torto un’azienda che aveva beneficiato dello sconto dell’Iva in relazione a un contratto di consulenza con una società estera.

L’operazione era da subito apparsa sospetta al fisco che aveva notificato la rettifica dell’imposta. La contribuente aveva impugnato l’atto di fronte alla Ctp di Firenze che lo aveva annullato con decisione confermata dalla Ctr.

Ma la Cassazione ha cambiato la decisione accogliendo il ricorso dell’Amministrazione finanziaria. Per il Collegio di legittimità era il contribuente a dover far luce sulla consulenza e sulla necessità della spesa sostenuta. D’altronde, secondo la Suprema Corte, «grava sulla società l’onere della prova dei fatti che danno luogo a oneri deducibili».

 

 5) L’Agenzia delle Entrate partecipa al BuyGreen

Energia pulita, acquisti ecologici, ristorazione sostenibile: L’Agenzia conferma il suo impegno per l’ambiente e rilancia.

Anche quest’anno l’Agenzia delle Entrate partecipa al CompraVerde-BuyGreen, il Forum internazionale degli acquisti verdi in programma il 01.10.2014 e il 02.10.2014 presso l’Acquario Romano/Casa dell’Architettura di Roma.

All’interno del format del Forum, giunto alla sua ottava edizione, tutto quello che c’è da sapere sulle ultime novità normative e tecniche del settore degli acquisti eco-sostenibili concentrato in due giorni di incontri, workshop e dibattiti: un’opportunità di confronto per pubbliche amministrazioni, aziende e operatori privati. Nell’edizione 2014 le Entrate mettono a disposizione dei partecipanti al Forum il know-how acquisito nel campo degli appalti ad alta sostenibilità ambientale, all’interno di uno dei momenti formativi dell’iniziativa dedicata al Green Public Procurement, “Il GPP dalla A alla Z”.

La Pa in verde dalla A alla Z: alle Entrate il palco sulla ristorazione

Il GPP è l’approccio in base al quale le istituzioni pubbliche inseriscono i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto di beni e servizi. All’interno dei ventuno incontri formativi organizzati dal Forum CompraVerde-BuyGreen, l’Agenzia offrirà il suo contributo nella sessione dedicata alla ristorazione, in programma il 01.10.2014 alle 16.30, in cui si discuterà di bandi pubblici di ristorazione collettiva con criteri di sostenibilità ambientale e sociale.

Obiettivo impatto zero, l’Agenzia al servizio dell’ambiente

CompraVerde-BuyGreen è la mostra-convegno dedicata a politiche, progetti, beni e servizi di green procurement pubblico e privato, organizzata in collaborazione con Regione Lazio, Roma Capitale e il Coordinamento Agende 21 Locali Italiane. Il programma dell’edizione prevede come di consueto il contest CompraVerde, destinato alle Pa che si sono distinte per aver attivamente contribuito alla diffusione degli acquisti verdi. Nel corso delle passate edizioni, l’Agenzia si è aggiudicata il Premio CompraVerde per il servizio di installazione e gestione dei distributori automatici (2011) e due menzioni di merito: per il servizio di pulizie a ridotto impatto ambientale (2010) e per la fornitura di energia elettrica prodotta esclusivamente da fonti rinnovabili (2009).

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 116 del 30 settembre 2014)

 

 6) Commercio elettronico: tutto pronto per registrarsi al Moss

Tutto pronto per registrarsi al Moss, il portale Ue dedicato agli operatori del commercio elettronico, delle telecomunicazioni e dei servizi radiotelevisivi.

Dal 1° gennaio stop a identificativi Iva nei singoli Stati membri Arrivano le istruzioni operative per le aziende che, a partire dal 1° ottobre 2014 potranno scegliere di registrarsi sul Moss (Mini one stop shop), il mini sportello unico che, dal prossimo anno, darà la possibilità agli operatori economici di non identificarsi più in ciascuno Stato membro e di dichiarare e versare in Italia le imposte dovute sui servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione ed elettronici prestati a persone che non sono soggetti passivi Iva (B2C), resi in altri Stati Ue.

Con il provvedimento n. 122854 del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 30 settembre 2014 vengono definite le modalità di registrazione al servizio, in vista dell’entrata in vigore, a partire da 1° gennaio 2015, del nuovo regime Iva opzionale introdotto dall’Ue, in base al quale queste specifiche prestazioni si considereranno effettuate nello Stato membro del destinatario e non in quello del prestatore.

Moss e vantaggi

Con il nuovo portale web, si attua a livello Ue una importante misura di semplificazione. Infatti, dal 1° gennaio 2015, il fornitore non sarà più obbligato a identificarsi in ciascuno Stato membro in cui effettua le operazioni Iva. Se sceglie di registrarsi al Moss, infatti, dopo aver trasmesso telematicamente attraverso il portale le dichiarazioni Iva trimestrali ed effettuato i versamenti, questi saranno inviati automaticamente ai rispettivi Stati membri di consumo, utilizzando una rete di comunicazioni sicura. Pur trattandosi di un regime facoltativo, se un contribuente sceglie di avvalersene dovrà applicarlo in tutti gli Stati membri.

Registrazione sul sito internet dell’Agenzia delle entrate

A partire dal 1° ottobre 2014 potranno registrarsi sul Moss, attraverso i servizi online dell’Agenzia delle entrate (Entratel/Fisconline), gli operatori commerciali domiciliati in Italia, quelli residenti che non hanno stabilito il domicilio all’estero (identificati in Italia) e quelli domiciliati o residenti fuori dall’Unione europea che dispongono di una stabile organizzazione nel territorio dello Stato. Stessa tempistica ma diverse modalità di registrazione per le aziende domiciliate o residenti fuori dall’Unione europea, non stabilite né identificate in alcuno Stato membro dell’Unione, che scelgono di identificarsi in Italia. Questi operatori potranno richiedere la registrazione al Moss compilando un modulo online disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle entrate nella sezione in lingua inglese.

 

7) Contenzioso tributario: diminuiscono i ricorsi

Contenzioso tributario in calo del 17% nel secondo trimestre 2014, diminuiscono i ricorsi (-23,9%), aumentano gli appelli ( +9,7%).

Nel periodo aprile–giugno 2014 le controversie di carattere tributario pervenute complessivamente, in entrambi i gradi di giudizio, sono state 63.573, facendo registrare una diminuzione del contenzioso del 17% (pari a -13.007 controversie), rispetto al secondo trimestre del 2013.

Nello stesso periodo le controversie definite sono state complessivamente 81.613, con una riduzione delle decisioni pari al 4,5% (-3.854 cause) rispetto al 2013, mentre quelle ancora pendenti alla fine del secondo trimestre 2014 sono risultate 610.154, facendo rilevare un decremento del 9,4% (-63.681 ricorsi), rispetto al 30 giugno 2013.

Analizzando i singoli gradi di giudizio si osserva che, nel trimestre in esame, presso le Commissioni tributarie provinciali (CTP), i ricorsi di primo grado presentati sono stati 46.228, evidenziando un calo tendenziale del 23,9%, mentre quelli definiti, pari a 66.725, sono diminuiti del 2,5%, rispetto all’analogo periodo dell’anno 2013.

Presso le Commissioni tributarie regionali (CTR), nel secondo grado di giudizio, invece, gli appelli pervenuti nel secondo trimestre del 2014 sono stati 17.345, segnando un incremento del 9,7%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre quelli definiti sono stati 14.888, facendo registrare una diminuzione tendenziale del 12,5%.

Nelle CTP, nel periodo in esame, la percentuale di giudizi completamente favorevoli all’Ente impositore è corrisposta al 45%, per un valore complessivo di 2.613,19 milioni di euro, mentre quella di giudizi completamente favorevoli al contribuente è stata pari al 31%, per un valore di 1.629,66 milioni di euro. Nelle CTR, invece, la percentuale di cause concluse in modo del tutto favorevole all’Ente impositore è stata circa del 46%, per un valore complessivo pari a 1.558,48 milioni di euro, mentre quella di giudizi completamente positivi nei confronti del contribuente è stata pari al 39%, ammontando complessivamente a 1.342,05 milioni di euro.

Tutte le statistiche e le analisi dei dati del contenzioso tributario sono disponibili sul sito internet del Dipartimento delle Finanze:

http://www.finanze.gov.it/export/finanze/Per_conoscere_il_fisco/Giustizia_tributaria/Analisi_sul_contenzioso_tributario/index.htm

(Ministero dell’Economia e delle Finanze, comunicato del 30 settembre 2014)

 

 8) Spese per fitti indeducibili se manca “certezza” nel contratto

Sono indeducibili i costi per fitti passivi, se la spesa non è documentata. Le spese sostenute, per essere portate in deduzione, devono risultare da elementi sufficientemente specifici, attendibili e oggettivamente determinabili nell’ammontare.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19593 del 2014.

In particolare, la Commissione tributaria regionale respingeva l’appello di una società contro il verdetto di primo grado che aveva avallato l’operato dell’ufficio finanziario, relativamente al recupero a tassazione dei costi per fitti passivi ritenuti indeducibili per mancanza del requisito della certezza, poiché il relativo contratto non era stato registrato ed era privo di data certa e gli incrementi dei fitti non erano, comunque, previsti in contratto.

In particolare, i giudici di merito, rilevando lo stretto legame esistente tra la contribuente locatrice e la società locataria, per essere i rispettivi legali rappresentanti parenti, ritenevano che l’aumento del canone, oltre a non apparire suffragato dalle risultanze di bilancio né dalla nota integrativa, avesse finalità elusiva. Circostanza, in realtà, comprovata da ulteriori elementi, quali il fatto che la pattuizione integrativa era stata sottoscritta il 31 dicembre 2006, con decorrenza dall’1 gennaio 1996 a fronte del verbale di assemblea redatto il 30 dicembre 1996; inoltre, tale incremento non era stato registrato sul libro giornale.

La contribuente proponeva ricorso in Cassazione, al quale resisteva l’Agenzia delle entrate con controricorso.

Investiti della questione, i giudici di legittimità hanno osservato che, a parte il richiamo all’articolo 37-bis del Dpr 600/1973, operato dal giudice di merito al fine di ribadire ulteriormente l’indeducibilità del costo, perché finalizzato a intento elusivo, la sentenza impugnata, in coerenza con il contenuto dell’avviso di accertamento e delle questioni dibattute tra le parti, è fondata anche su diversa e autonoma ratio decidendi, idonea a sorreggere la motivazione, laddove viene accertata la mancanza di certezza della spesa che, come espressamente statuito in sentenza, “non appare suffragata dalle risultanze contabili del bilancio […] né dalla nota integrativa”. Ne è scaturito il rigetto del ricorso proposto dalla contribuente.

 

Vincenzo D’Andò