Decreto competitività: incentivo ai nuovi investimenti e normativa ACE


Credito d’imposta per i nuovi investimenti

L’articolo 18 del Decreto attribuisce – a decorrere dalla data di entrata in vigore del provvedimento e fino al 30 giugno 2015 – ai soggetti titolari di reddito d’impresa che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi compresi nella divisione 28 della tabella ATECO un credito d’imposta nella misura del 15 per cento delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media degli investimenti in detti beni strumentali realizzati nei cinque periodi di imposta precedenti (con facoltà di escludere dal calcolo della media il periodo in cui l’investimento è stato maggiore).

Rientrano nell’agevolazione i nuovi investimenti effettuati nel periodo compreso fra il 25 giugno 2014 (data di entrata in vigore del decreto) e il 30 giugno 2015.

Si fa presente che i soli investimenti compresi nella divisione 28 della tabella ATECO, potenzialmente oggetto del credito d’imposto riguardano la “fabbricazione di macchinari ed apparecchiature non classificate altrove”, per un totale di 47 codici di attività, consultabili all’indirizzo:

http://www3.istat.it/strumenti/definizioni/ateco/ateco.html?versione=2007.3&codice=C-28.

Il comma 2 attribuisce il credito d’imposta in esame anche alle imprese che hanno iniziato l’attività da meno di cinque anni. In tal caso la media degli investimenti nei beni strumentali che rileva ai fini dell’agevolazione è quella risultante dagli investimenti realizzati in tutti i periodi dì imposta precedenti a quello in corso o a quello successivo, fatta salva anche in tal caso la facoltà di escludere dal calcolo il valore più alto.

Per le imprese costituite dalla data di entrata in vigore del provvedimento sino al 30 giugno 2015, si prevede che il credito d’imposta si applichi con riguardo al valore complessivo degli investimenti realizzati in ciascun periodo d’imposta.

Sono esclusi gli investimenti di importo unitario inferiore a 10.000 euro.

Ai sensi del comma 4 il credito d’imposta va ripartito e utilizzato in tre quote annuali di pari importo; la prima quota annuale è utilizzabile a decorrere dal 1° gennaio del secondo periodo di imposta successivo a quello in cui è stato effettuato l’investimento. Secondo il dettato della norma gli investimenti effettuati entro il 2014 potranno perciò essere dichiarati e utilizzati, ai fini del beneficio, a partire dalla dichiarazione del 2016, mentre quelli effettuati entro il 30 giugno 2015, rileveranno ai fini della dichiarazione del 2017.

Il credito d’imposta illustrano non infine è soggetto al limite annuale di 250.000 euro, previsto per l’utilizzo annuale dei crediti d’imposta ai sensi dell’articolo 1, comma 53, della Legge n. 244/2007.

ACE

L’articolo 19 del Decreto Competitività contiene diverse norme volte a potenziare il meccanismo di aiuto alla crescita economica (ACE) introdotto dal D.L. n. 201/2011, convertito dalle Legge n. 214/2011 (Decreto Salva-Italia), che ad oggi costituisce la principale misura adottata a sostegno della capitalizzazione delle imprese.

La lettera b) del primo comma dell’articolo 19 modifica il quarto comma dell’articolo 1 del Decreto Salva-Italia prevedendo che, in caso d’incapienza del reddito, l’ACE è riportabile a nuovo negli esercizi successivi senza limiti temporali e quantitativi. Si consente inoltre, a partire dall’esercizio d’imposta 2014, il recupero dell’eccedenza ACE non sfruttata ai fini IRES/IRPEF mediante la sua conversione in un credito d’imposta da utilizzare per i versamento dell’IRAP, suddiviso in 5 quote annuali di pari importo.

15 ottobre 2014

Fabio Federici


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