Bonus investimenti: manca la circolare dell'Agenzia!

Nota come la quarta saga dell’agevolazione Tremonti investimenti, l’incentivo proposto dall’ultima release si caratterizza per la rilevante novità di attribuire un beneficio in termini di credito di imposta.

L’articolo 18 del DL 91/2014 prevede l’attribuzione di un credito di imposta pari al 15% dell’incremento degli investimenti effettuati dagli esercenti attività di impresa, in beni strumentali nuovi, appartenenti alla divisione 28 della Tabella ATECO, rispetto a quelli effettuati nei 5 periodi di imposta precedenti o nel minor numero di periodi di imposta laddove l’impresa risulti costituita da un minor tempo.

L’agevolazione è attribuibile anche alle imprese di nuova costituzione e, in tal caso, il credito di imposta si applica con riguardo al valore complessivo degli investimenti realizzati in ciascun periodo di imposta per i quali è riconosciuta l’agevolazione.

Il beneficio è attribuito in relazione ai nuovi investimenti effettuati nel periodo compreso tra il 25 giugno 2014 e il 30 giugno 2015.

Una prima novità della nuova versione dell’incentivo investimenti, rispetto alle sue precedenti, è quella dell’apprezzamento degli investimenti di importo unitario pari o superiore ad euro 10.000,00.

In particolare, il comma 3 dell’articolo 18 del DL 91/2014, avverte che il credito di imposta non spetta per gli investimenti di importo unitario inferiore ad € 10.000,00.

Non vi è dubbio; questo significa che l’incentivo in argomento non sarà fruibile dai piccoli imprenditori i cui valori unitari di investimento raramente raggiungono la soglia di accesso richiesta dalla norma.

Questa non precisa il concetto di investimento unitario ai fini della verifica del raggiungimento della soglia limite indicata, sarà quindi l’AE a definire quali saranno i criteri di valorizzazione degli investimenti a tal fine. Pare tuttavia possibile ritenere che si possa far riferimento al criterio adottato per la individuazione dei beni di costo unitario non superiore ad € 516,46 di cui all’articolo 102 comma del TUIR. In tal senso, per investimento unitario si deve intendere l’investimento in beni che, anche se collegati, sono suscettibili di un’autonoma funzionalità e utilità e quindi hanno una propria individualità.

Per quanto sopra detto si può proporre la seguente sintesi:

L’agevolazione si esprime mediante il riconoscimento di un credito di imposta, pari al 15% dell’incremento degli investimenti in beni strumentali, nuovi, di cui alla divisione 28 della Tabella ATECO, di importo superiore ad € 10.000,00, effettuati nel periodo dal 25 giugno 2014 al 30 giugno 2015, rispetto agli investimenti medi, aventi ad oggetto i medesimi beni, effettuati nei 5 periodi di imposta precedenti o nel minor periodo per le imprese in attività da un periodo di inferiore.

E’ quindi il credito di imposta lo strumento mediante il quale si potrà fruire dell’agevolazione in trattativa.

Il comma 4 dell’articolo 18 regola la modalità e i tempi di utilizzo del credito di imposta stabilendo che:

Il credito di imposta va ripartito nonché utilizzato in tre quote annuali di pari importo e indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta di riconoscimento del credito e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi di imposta successivi nei quali il credito è utilizzato.

Il credito di imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del D. Lgs. 241/1997.

La prima quota annuale è utilizzabile a decorrere dal 1° gennaio del secondo periodo di imposta successivo a quello in cui è stato effettuato l’investimento.

Dalla lettura della norma emerge, con serena condivisione, che generato un credito pari ad € 15.000,00, questo non potrà essere utilizzato fin da subito nella sua intera misura, ma dovrà essere ripartito in tre quote annuali, di cui la prima fruibile a partire dal 1° giorno del secondo periodo di imposta successivo a quello dell’investimento effettuato.

La norma, sembra inoltre prevedere che il credito…

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