TASI: attenzione a gestire bene il rebus scadenze


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L’estate volge al termine e i contribuenti devono fare nuovamente attenzione a tenere sotto controllo il calendario fiscale dei prossimi mesi. Non solo la scadenza del 16 settembre, da tenere in considerazione per il versamento dell’Iva, delle ritenute e delle imposte risultanti dal Modello Unico (per i contribuenti con partita Iva che hanno rateizzato), ma dopo poco tornerà alla ribalta la nuova TASI.

Nei mesi di giugno e luglio si sono succedute diverse modifiche normative. I contribuenti sono ancora disorientati e non hanno acquisito sufficiente dimestichezza con la nuova imposta anche a seguito dell’accavallarsi delle diverse disposizioni. In sintesi le regole fondamentali non sono molte e può essere utile riepilogarle.

I soggetti non interessati dalla scadenza del 16 ottobre

Tutti i contribuenti che possiedono o utilizzano immobili ubicati nei Comuni che hanno pubblicato su sito delle Finanze www.finanze.it le delibere TASI entro la fine dello scorso mese di maggio hanno già versato, entro il 16 giugno, un importo a titolo di acconto. La circostanza si è verificata, ad esempio, per coloro che posseggono un immobile a Pordenone.

Questi soggetti non sono interessati dalla prossima scadenza del 16 ottobre prossimo. In corrispondenza di tale giorno non sarà necessario effettuare alcun versamento. La prossima scadenza sarà quella del 16 dicembre prevista per il versamento dovuto a saldo della TASI.

 

I soggetti interessati dalla scadenza del 16 ottobre

Se il Comune non ha pubblicato la delibera sul sito delle Finanze entro la fine del mese di maggio scorso ha ancora tempo a disposizione per procedere all’adempimento. In tale ipotesi, se le delibere aventi ad oggetto le aliquote della TASI sono approvate entro il 10 settembre prossimo e pubblicate (sul sito delle Finanze) entro il successivo giorno 18 (dello stesso mese) i contribuenti devono effettuare il versamento dell’acconto entro il 16 ottobre prossimo.

Anche in questo caso rimane fermo l’obbligo di versare il saldo relativo ai medesimi immobili entro la scadenza del 16 dicembre coincidente con quella prevista per il saldo dell’IMU.

 

Mancata pubblicazione delle delibere entro il 18 settembre

Qualora il Comune non pubblichi sul sito delle Finanze entro il 18 settembre la delibera avente ad oggetto l’approvazione delle aliquote relative al nuovo tributo, i proprietari di immobili (nel Comune che non ha deliberato o ha deliberato tardivamente) non sono tenuti a versare alcun importo a titolo di acconto (entro il 16 ottobre).

In tale ipotesi i contribuenti devono versare il tributo in un’unica soluzione applicando l’aliquota base dell’1 per mille. L’adempimento deve essere eseguito entro la scadenza del 16 dicembre prossimo.

Detrazioni o altre agevolazioni

I Comuni non hanno alcun obbligo di istituire detrazioni o agevolazioni per le abitazioni principali. Tuttavia, se gli Enti dovessero avvalersi della facoltà di maggiorare la TASI (per il solo anno 2014) dello 0,8 per mille saranno contestualmente obbligati a prevedere con le relative delibere apposite agevolazioni (per le abitazioni principali).

La maggiorazione dell’aliquota può riguardare sia l’abitazione principale, in tale ipotesi la TASI può raggiungere l’ammontare del 3,3 per mille (l’aliquota massima del 2,5 per mille più lo 0,8 per mille), ma anche gli immobili diversi dall’abitazione principale (ad esempio le seconde case).

 

Il massimale IMU TASI

L’IMU è dovuta solo sugli immobili diversi dall’abitazione principale (seconde case, negozi, capannoni, etc). La TASI è dovuta sia sulle abitazioni principali, ma anche sugli altri immobili. Tuttavia il legislatore ha previsto un vincolo (un massimale): la somma dell’aliquota TASI e dell’aliquota IMU non può superare l’aliquota massima IMU vigente per ciascuna tipologia di immobile.

Ad esempio l’aliquota massima dell’IMU sulle seconde case è pari al 10,6 per mille. Pertanto se il Comune ha stabilito per l’Imposta Unica Municipale l’aliquota del 10,2 per mille, la TASI non potrà superare lo 0,4 per mille.

Viceversa, qualora il Comune si fosse avvalso della facoltà di applicare l’addizionale della TASI dello 0,8 per mille (prevedendo contestualmente agevolazioni e detrazioni per le abitazioni principali), la somma dell’aliquota IMU e TASI sulle seconde case potrà raggiungere la soglia dell’11,4 per mille. Ad esempio il Comune potrebbe aver deliberato per le seconde case un’aliquota IMU del 10,6 per mille e per la nuova TASI dello 0,8 per mille.

IMU: la scadenza del 16 dicembre

Le aliquote IMU devono essere deliberate entro il termine del bilancio di previsione (30 settembre 2014). Le delibere IMU devono inoltre essere pubblicate sul sito delle Finanze entro il 28 ottobre 2014. I termini di pagamento non sono cambiati. Il versamento dell’acconto è scaduto il 16 giugno scorso. Invece il saldo deve essere versato entro il 16 dicembre prossimo. L’IMU, come già ricordato, è dovuta esclusivamente sugli immobili diversi dalle abitazioni principali.

 

2 settembre 2014

Nicola Forte


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