Tagli ai trasferimenti ed obblighi dei revisori

Il Decreto-legge 24 aprile 2014 n. 66, convertito dalla Legge del 23 giugno 2014 n. 89 (cosiddetto Decreto Irpef) oltre alle ormai celebri misure di taglio del cuneo fiscale e dell’IRAP contiene un importante menù di misure che impattano sugli enti locali, volte ad assicurare ingenti risparmi di spesa a teorica copertura dei contributi di finanza pubblica che tali amministrazioni ai sensi del medesimo provvedimento sono tenute a girare allo Stato.
Si tratta di disposizioni, rintracciabili agli articoli 8 e 47 del Decreto, che introducono il taglio delle spese relative a beni e servizi (articolo 47, comma 9, lettera a), oneri per autovetture (lettera b), incarichi di consulenza, studio e ricerca, e contratti di collaborazione coordinata e continuativa (lettera c), da realizzare nella misura richiesta dal Ministero dell’Interno ad ogni singola amministrazione secondo uno schema di riparto già approvato per i Comuni dalla Conferenza Stato-città ed autonomie locali nella seduta dello 5 agosto 2014, attualmente in corso di perfezionamento e reso disponibile sul portale del Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell’Interno.
Invece, al momento, non è ancora noto il riparto dei contributi di finanza pubblica richiesti dal Decreto a Province e Città Metropolitane, su cui la stessa Conferenza Stato-città ed autonomie locale si pronuncerà sulle basi di una specifica attività di ricognizione, avviata nello scorso mese di agosto al fine di verificare la sostenibilità dei tagli apportati alla luce dei robuste manovre di bilancio già imposte a tali enti dalle precedenti manovre degli ultimi Governi (in ultimo il D.L. n. 95/2012 convertito dalla Legge n. 135/2012).
Il Decreto si preoccupa di garantire che le amministrazioni locali assicurino all’Erario i contributi di finanza pubblica loro imposti, prevedendo che essi si traducano per i Comuni in un taglio delle quote di Fondo di solidarietà comunale 2014 ad essi spettanti e che per Province e Città Metropolitane si realizzino mediante la corresponsione di un trasferimento da versare in apposito Fondo del bilancio dello Stato.
In caso di incapienza, sulla base dei dati comunicati dal Ministero dell’Interno, toccherà all’Agenzia delle Entrate provvedere al recupero delle somme nei confronti dei enti interessati, all’atto del riversamento agli stessi dell’imposta municipale propria per i Comuni e dell’imposta sulle assicurazioni contro la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore per Province e Città Metropolitane.
Il Decreto impone in capo all’Organo di revisione di tali enti uno specifico dovere di controllo, oltre che ad una richiesta di monitoraggio da parte delle competenti Sezioni di controllo della Corte dei conti. Ai sensi dei commi 7 e 13 dell’articolo 47 del D.L. n. 66/2014 «l’organo di controllo di regolarità amministrativa e contabile verifica che le misure di cui ai precedenti commi siano adottate, dandone atto nella relazione di cui al comma 166 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266».
Si ritiene che quest’attività di verifica, che secondo il dettato della disposizione dovrebbe essere riportata nelle relazioni al rendiconto e al bilancio di previsione dell’ente, sia opportuno metterla in campo e relazionarla già in occasione dell’imminente adempimento (fissato al prossimo 30 settembre 2014) di ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi e di salvaguardia degli equilibri generali di bilancio ai sensi dell’articolo 193 del Testo Unico Enti locali (D.Lgs. n. 267/2000). Naturalmente ciò con parziale eccezione per quelle amministrazioni che provvederanno all’approvazione del bilancio di previsione 2014 entro il mese di settembre, che, secondo quanto riconosciuto dalla Sezione Corte dei Conti …

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