La creazione dell'archivio unico informatico

I presìdi posti a prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio e di finanziamento al terrorismo, contenuti nel D.Lgs. n. 231/2007, vanno senza dubbio letti in un’ottica più ampia che contempli l’ulteriore obiettivo di implementare il patrimonio informativo delle Istituzioni preposte all’individuazione e alla repressione dell’evasione fiscale.

L’evidente trasversalità dei citati fenomeni illeciti nonché la stretta connessione tra la condotta di sottrazione agli obblighi tributari ed il reimpiego e reinvestimento dei conseguenti proventi illeciti emergono, altresì, nell’ambito delle 40 Raccomandazioni del Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale GAFI (nella versione inglese Financial Action Task Force – FATF), organismo intergovernativo istituito nel 1989, il cui mandato è di sviluppare e promuovere misure legali, normative ed operative nella lotta contro il riciclaggio, il finanziamento del terrorismo e la proliferazione di armi di distruzione di massa nonché contro le altre minacce all’integrità del circuito finanziario internazionale.

 

In tale contesto, appare di evidente importanza l’innovazione introdotta dalla Legge Europea 2013 (L. 6 agosto 2013, n. 97) all’impianto normativo di cui al D.L. 28-6-1990 n. 167, concernente la rilevazione a fini fiscali di taluni trasferimenti da e per l’estero di denaro, titoli e valori.

In particolare, le disposizioni attualmente in vigore prevedono che:

  1. gli intermediari finanziari e gli altri soggetti esercenti attività finanziaria indicati nell’art. 11, commi 1 e 2 del citato D.Lgs. n. 231/20071 che intervengono, anche attraverso movimentazione di conti, nei trasferimenti da o verso l’estero di mezzi di pagamento2, sono tenuti a trasmettere all’Agenzia delle Entrate e del Territorio i dati relativi alle predette operazioni, oggetto di rilevazione nell’Archivio Unico Informatico poiché di importo pari o superiore a 15.000 euro, indipendentemente dal fatto che si tratti di un’operazione unica o di più operazioni che appaiono tra di loro collegate per realizzare un’operazione frazionata3.

Quanto procede va applicato con riferimento alla transazioni in argomento effettuate per conto o a favore di persone fisiche, enti non commerciali e di società semplici e associazioni equiparate ai sensi dell’articolo 5 del T.U.I.R. (D.P.R. n. 917/1986);

  1. l’Unità Centrale per il contrasto all’evasione internazionale (Ucifi) (istituita ai sensi dell’art. 12, c. 3, del D.L. n. 78/2009) nonché i Nuclei Speciali della Guardia di Finanza, previa autorizzazione, rispettivamente, del Direttore Centrale Accertamento dell’Agenzia delle Entrate e del Comandante dei Reparti Speciali della Guardia di Finanza, possono richiedere, in deroga ad ogni vigente disposizione di legge, agli:

  1. intermediari finanziari in precedenza citati, di fornire evidenza delle operazioni, oggetto di rilevazione nell’Archivio Unico Informatico, intercorse con l’estero anche per masse di contribuenti e con riferimento ad uno specifico periodo temporale.

Tale potestà è riferibile per quelle transazioni eseguite a favore di soggetti diversi da persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali e, quindi, essenzialmente, per le società di capitali e società di persone diverse dalle s.s.;

  1. intermediari finanziari e altri soggetti esercenti attività finanziaria di cui all’art. 11 del D.Lgs. n. 231/2007, professionisti, revisori contabili e altri soggetti di cui, rispettivamente, agli articoli 12, 13 e 14 del medesimo decreto legislativo, l’identità dei titolari effettivi rilevati4 con riferimento a specifiche operazioni con l’estero o rapporti ad esse collegate.

 

Come noto, anche prima di tale norma, era possibile l’utilizzazione delle informazioni contenute negli Archivi Unici Informatici, acquisite nell’ambito di attività ispettive antiriciclaggio ovvero nel corso di indagini di polizia giudiziaria, visto che l’impianto normativo in materia di II.DD. ed I.V.A….

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