I reati tributari – parte XXIV

di Danilo Sciuto

Pubblicato il 13 settembre 2014

la nostra rassegna giurisprudenziale del mese di settembre continua ad insistere sui reati tributari e fallimentari e sul relativo contenzioso

Premessa

Continua la nostra illustrazione delle sentenze della Cassazione penale tributaria emesse nell’anno 2013.

Tra le altre sentenze, segnaliamo, in questa puntata, quelle che affrontano il tema della sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

 

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La rilevanza della ricostruzione della contabilità nella fattispecie dell’obbligo di versamento dell’Iva sulle fatture false.

Tra le "operazioni non realmente effettuate In tutto o in parte", qualificate come "inesistenti" ai fini della configurabilità dei reati di cui agli artt. 2 ed 8 del citato decreto, "devono Intendersi anche quelle giuridicamente inesistenti, ovvero quelle aventi una qualificazione giuridica diversa" (cfr. Sez. 3, n. 13975 del 6/3/2008). Del resto va condiviso l'assunto della giurisprudenza tributaria che ha interpretato il menzionato art. 21 comma 7 del D.P.R. n. 633 del 1972 (che testualmente recita: "Se viene emessa fattura per operazioni inesistenti, ovvero se nella fattura i corrispettivi delle operazioni o le imposte relativi sono indicate in misura superiore a quella reale, l'imposta è dovuta per l'intero ammontare indicato o corrispondente alle indicazioni della fattura"), nel senso che l'IVA corrispondente ad un'operazione inesistente deve essere considerata "fuori conto" e la relativa obbligazione, conseguentemente, deve essere "isolata da quella risultante dalla massa di operazioni effettuate, ed estraniata, per ciò stesso, dal meccanismo di compensazione" (cfr. Cass civ. sez. S, n. 7289 del 29/5/2001, Rv. 547096). Ne consegue l'obbligo per il contribuente di corrispondere in ogni caso l'importo dell'IVA relativa a fatture per operazioni inesistenti, senza necessità di ricostruzione analitica della contabilità (proprio per la natura "fuori conto" delle operazioni inesistenti).

(Cassazione, sezione III penale, sentenza n. 11838/2013)

 

Il momento consumativo del reato di sottrazione fraudo