Diario quotidiano del 22 settembre 2014: nuovi preavvisi di DURC interno negativo in arrivo dall’INPS

Pubblicato il 22 settembre 2014



ipoteca nulla se manca la comunicazione preventiva; notai del Triveneto: nuovi orientamenti societari; modello 730: entro il 30 settembre si può chiedere al proprio datore di lavoro la rimodulazione dell’acconto Irpef; ammortizzatori in deroga nel settore pesca: assegnazione risorse anno 2014; cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo: dichiarazione reddituale; principali misure fiscali contenute nel c.d. “Decreto Sblocca Italia”; nuovi preavvisi di DURC interno negativo e nuovo calendario di spedizione delle note di rettifica Inps; antiriciclaggio: invio indirizzi pec, adempimento inutile

Indice:

1) Ipoteca nulla se manca la comunicazione preventiva

2) Notai del Triveneto: nuovi orientamenti societari

3) Modello 730: entro il 30 settembre si può chiedere al proprio datore di lavoro la rimodulazione dell’acconto Irpef

4) Ammortizzatori in deroga nel settore pesca: assegnazione risorse anno 2014

5) Cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo: dichiarazione reddituale

6) Principali misure fiscali contenute nel c.d. “Decreto Sblocca Italia”

7) Nuovi preavvisi di DURC interno negativo e nuovo calendario di spedizione delle note di rettifica Inps

8) Antiriciclaggio: invio indirizzi pec, adempimento inutile

 

1) Ipoteca nulla se manca la comunicazione preventiva

La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, con la sentenza n. 19667 del 18 settembre 2014, ha stabilito che l’iscrizione dell’ipoteca sui beni immobili del contribuente è nulla, se non viene preceduta dalla comunicazione in cui Equitalia informa che procederà alla suddetta iscrizione.

Tuttavia, tenuto conto della natura reale dell’ipoteca, l’iscrizione eseguita in violazione del predetto obbligo conserva la propria efficacia fino a quando il giudice non ne abbia ordinato la cancellazione, accertandone l’illegittimità.

Dunque, l’atto della riscossione non è inefficace in modo automatico, ma solo a seguito di ricorso del contribuente al giudice e con la sentenza di quest’ultimo che ne ordina la cancellazione.

L’Amministrazione finanziaria, prima di iscrivere ipoteca, ha il dovere di comunicare al contribuente che procederà all’iscrizione sui suoi beni immobili, concedendogli un termine (orientativamente trenta giorni) per esercitare il diritto di difesa, attraverso la presentazione di osservazioni, o per pagare il dovuto. Pertanto, l’ipoteca può dirsi nulla se Equitalia non ha comunicato, con raccomandata A.R., al contribuente, l’iscrizione del vincolo sull’immobile.

 

2) Notai del Triveneto: nuovi orientamenti societari

Il Comitato interregionale dei Consigli notarili delle Tre Venezie ha elaborato dei nuovi orientamenti in materia di atti societari.

Diversi aggiornamenti notarili del Triveneto riguardano il tema delle trasformazioni societarie, come la trasformazione di associazioni non riconosciute, la trasformazione di società con unico socio e la trasformazione di associazioni tra professionisti.

Trasformazione eterogenea di associazioni tra professionisti in società

Con l’introduzione, nel nostro ordinamento, della società tra professionisti (Legge 183/2011 integrata dalla legge 27/2012 e regolamentata dal DM 34/2013), può sussiste la necessità di trasformare gli attuali studi associati in una nuova Stp.

Su tale problematica viene dedicata la Massima K.A. 9 nella quale si evidenzia che, data l’ammissibilità di trasformare anche associazioni prive di personalità giuridica in società personali o di capitali deve ritenersi ammissibile, in quanto contratti meritevoli di tutela secondo l’ordinamento giuridico (ex art. 1322 c.c.) anche la trasformazione di associazione professionale in società tra professionisti.

Il notariato non prende, invece, posizione i merito alla natura degli studi associati.

Nella massima a riguardo ci si limita a evidenziare che:

- se si intende ritenere allo studio associato la natura di associazioni o comunque centri autonomi di imputazione di rapporti giuridici saremo di fronte a una trasformazione eterogenea;

- di contro se si ritiene che le associazioni professionali abbiano natura di società semplice saremo di fronte a una trasformazione progressiva omogenea. In questi casi qualora la società di «approdo» continuasse a essere una società semplice, non saremmo di fronte a una trasformazione ma a una mera modifica dei patti sociali.

Trasferimento della sede di società estera in Italia

Tre massime (E.C.1, E.C.2 ed E.C. 3) sono dedicate al trasferimento della sede di società estera.

La prima massima e la parte iniziale della seconda, appaiono sostanzialmente confermare quando già affermato dalla massima n. 9 approvata dall’Osservatorio sulla riforma del diritto societario di Milano e dalla massima n. 84 del notariato Ambrosiano.

In sintesi, viene ribadita l’ammissibilità del trasferimento in Italia della sede legale della società di capitali estera con conseguente assoggettamento dell’ente all’ordinamento giuridico italiano.

 

3) Modello 730: entro il 30 settembre si può chiedere al proprio datore di lavoro la rimodulazione dell’acconto Irpef

L’Agenzia delle entrate rimarca la circostanza che scadrà il prossimo 30 settembre il termine per richiedere al datore di lavoro o all’ente pensionistico, sotto la propria responsabilità, di annullare o ridurre il secondo o unico acconto dell’Irpef e/o della cedolare secca.

L’opportunità riguarda i contribuenti che, per il 2014, prevedono di conseguire redditi inferiori a quelli dell’anno scorso o di sostenere maggiori spese detraibili o deducibili.

Chi, dunque, si rende conto di avvicinarsi alla fine dell’anno con una situazione

reddituale sostanzialmente differente – in negativo – rispetto a quella avuta nel 2013, potrà comunicare al proprio sostituto d’imposta gli importi che intende versare in acconto e che saranno addebitati sulla retribuzione/pensione di novembre.

La richiesta da consegnare al datore di lavoro o all’ente pensionistico deve riportare, come oggetto, che si tratta della comunicazione di annullamento o riduzione del secondo o unico acconto dell’Irpef e/o della cedolare secca e, a seguire, i dati del dichiarante e i nuovi importi (eventualmente, anche zero) da trattenere a titolo di seconda rata di acconto.

Nel caso di dichiarazione congiunta, è opportuno specificare se l’annullamento (o la riduzione) riguarda solo le somme del dichiarante o anche quelle del coniuge, indicando i rispettivi importi da trattenere.

 

4) Ammortizzatori in deroga nel settore pesca: assegnazione risorse anno 2014

Le aziende dovranno inviare telematicamente, entro e non oltre la data del 26 gennaio 2015, le istanze relative all’annualità 2014 utilizzando il software INPS “DIGIWEB”. La domanda in automatico sarà indirizzata alla sede territorialmente competente.

Lo precisa l’Inps, con il messaggio n. 7101 del 18 settembre 2014, secondo cui le istanze relative all’annualità 2014 – che verranno liquidate in una fase successiva rispetto al completamento dei pagamenti relativi all’annualità 2013 – dovranno necessariamente indicare l’effettivo numero di ore di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa per ogni lavoratore.

Pertanto, le istanze dovranno riferirsi a periodi di intervento di CIG cosiddetti “scaduti”, intendendosi come tali i periodi antecedenti alla data di presentazione dell’istanza stessa. Viene precisato che non potranno essere prese in considerazione le istanze che non presentano i suddetti requisiti.

Peraltro, il decreto interministeriale n. 84376 dell’11 settembre 2014 ha disposto l’assegnazione della suddetta somma al finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga, tenendo conto preliminarmente, fino ad esaurimento delle risorse assegnate, delle istanze riferite alla annualità 2013 e presentate entro e non oltre il 15 gennaio 2014, come previsto dagli accordi governativi del 29 luglio 2013.

 

5) Cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo: dichiarazione reddituale

L’Inps, con il messaggio n. 7113 del 19 settembre 2014, fornisce chiarimenti in relazione all’individuazione dei pensionati tenuti alla comunicazione dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nell’anno 2013.

Difatti, i titolari di pensione con decorrenza compresa entro l’anno 2013, soggetti al divieto di cumulo parziale della pensione con i redditi da lavoro autonomo, per detto anno sono tenuti a dichiarare entro il 30 settembre 2014, data di scadenza della dichiarazione dei redditi dell’anno 2013, i redditi da lavoro autonomo conseguiti nell’anno 2013.

I titolari di pensione che omettano di produrre la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo sono tenuti a versare all’ente previdenziale di appartenenza una somma pari all’importo annuo della pensione percepita nell’anno cui si riferisce la dichiarazione medesima. Detta somma sarà prelevata dall’ente previdenziale competente sulle rate di pensione dovute al trasgressore.

Le trattenute delle quote di pensione non cumulabili con i redditi da lavoro autonomo vengono effettuate provvisoriamente dagli enti previdenziali sulla base della dichiarazione dei redditi che i pensionati prevedono di conseguire nel corso dell’anno.

A tal fine gli interessati sono tenuti a rilasciare all’ente previdenziale competente apposita dichiarazione.

Le trattenute sono conguagliate sulla base della dichiarazione dei redditi effettivamente percepiti, rilasciata dagli interessati entro lo stesso termine previsto per la dichiarazione dei redditi ai fini dell'IRPEF.

Pertanto i pensionati, nei cui confronti trova applicazione il divieto di cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo, che svolgano nel corrente anno attività di lavoro autonomo sono tenuti a comunicare il reddito che prevedono di conseguire nel corso del 2014.

Le trattenute che verranno operate sulla pensione “a preventivo” saranno conguagliate sulla base della dichiarazione dei redditi 2014 resa a consuntivo nell'anno 2015.

 

6) Principali misure fiscali contenute nel c.d. “Decreto Sblocca Italia”

Assonime, con il seguente documento del 18 settembre 2014, ha illustrato le misure di natura fiscale contenuti nel c.d. Decreto Sblocca Italia (decreto legge 12 settembre 2014, n. 133, pubblicato in G.U. n. 212 del 12 settembre 2014).

Posto che ai fini della crescita economica e del mercato unico è essenziale disporre di un accesso universale a Internet veloce e di servizi digitali innovativi a livello transeuropeo, è introdotta una nuova misura di favore nell’ambito di quelle già contemplate per la promozione di interventi infrastrutturali di cui all’art. 33 del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179 (convertito con legge 17 dicembre 2012, n. 221). In particolare, al citato art. 33 sono aggiunti i commi 7-ter e ss., con i quali è prevista l’introduzione, in via sperimentale e fino al 31 dicembre 2015, di un credito di imposta in favore di coloro che effettuino interventi infrastrutturali, in zone non fornite di copertura, per i quali non siano previsti contributi pubblici a fondo perduto, realizzati sulla rete fissa e mobile, su impianti wireless e via satellite, inclusi gli interventi infrastrutturali di backhaul, relativi all’accesso primario e secondario attraverso cui viene fornito il servizio a banda ultralarga all’utente e per i quali ricorrano determinati presupposti, specificamente indicati dal decreto in esame. Gli interventi che soddisfino le condizioni precisate nel decreto possono usufruire del credito d’imposta a valere sull’IRES e sull’IRAP complessivamente dovute dall’impresa che realizza l’intervento infrastrutturale, entro il limite massimo del 50% del costo dell’investimento. Il credito d’imposta non costituisce ricavo ai fini delle imposte dirette e dell’IRAP ed è utilizzato in sede di dichiarazione. Le disposizioni attuative sono tuttavia demandate ad uno o più decreti interministeriali da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto (Art. 6).

Il regime di esenzione della ritenuta sugli interessi e sugli altri proventi corrisposti a fronte di finanziamenti a medio e lungo termine concessi alle imprese da enti creditizi stabiliti negli Stati membri dell’Unione europea previsto dal comma 5-bis dell’art. 26 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 è esteso anche agli istituti di promozione dello sviluppo, stabiliti negli Stati membri dell’Unione europea, i quali, seppur non aventi natura di enti creditizi, esercitano attività di credito con finalità pubblicistiche di sostegno e promozione dell’economia. La modifica, in particolare, fa riferimento agli istituti elencati nell’art. 2, par. 5, nn. da 4) a 23), della direttiva 2013/36/UE, tra i quali rientra Cassa Depositi e Prestiti S.p.a.

La relazione illustrativa specifica che la possibilità per gli istituti in esame di operare in Italia a condizioni di maggior favore rispetto a quelle attualmente applicabili consente di ampliare ulteriormente le fonti di finanziamento a disposizione delle imprese e di promuovere così la ripresa degli investimenti in Italia, ponendo altresì le basi per la creazione di sinergie con altri analoghi istituti, quali la Cassa depositi e prestiti e le altre istituzioni finanziarie già presenti sul mercato (Art. 10).

Sempre nell’ottica di promuovere la realizzazione di interventi infrastrutturali è ampliato l’ambito applicativo del credito di imposta previsto dall’art. 33 del già citato DL n. 179 del 2012 in favore delle imprese che realizzino nuove opere infrastrutturali mediante l’utilizzazione dei contratti di partenariato pubblico-privato previsti dall’art. 3, comma 15-ter, del D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163, la cui progettazione definitiva sia approvata entro il 31 dicembre 2016 e per i quali non siano previsti contributi pubblici a fondo perduto e sia accertata la non sostenibilità del piano economico-finanziario. Il credito di imposta, a valere sull’IRES e sull’IRAP, nella misura massima del 50% del costo dell’investimento è ora concesso in relazione alle opere “previste in piani o programmi approvati da amministrazioni pubbliche” (e non più “di rilevanza strategica nazionale”) mentre l’importo complessivo dell’opera non deve più essere superiore a 200 milioni di euro bensì a 50 milioni di euro. In questo modo, possono beneficiare della misura di favore anche infrastrutture che, pur non rientrando nell’elenco delle infrastrutture strategiche della legge obiettivo, sono ritenute rilevanti per lo sviluppo del Paese (infrastrutture locali, spesso più facilmente e rapidamente cantierabili). È ad ogni modo precisato che il valore complessivo delle opere non di rilevanza strategica nazionale previste in piani o programmi approvati da amministrazioni pubbliche non può superare l’importo di 2 miliardi di euro (Art. 11).

È modificato il terzo comma dell’art. 1 del D.L. 22 giugno 2012, n. 83 (convertito con legge 7 agosto 2012, n. 134) al fine di chiarire che le imposte di registro, ipotecarie e catastali si applicano in misura fissa anche alle garanzie trasferite per effetto della circolazione dei project bond. In particolare, è previsto che siano soggetti alle imposte di registro ed ipocatastali in misura fissa le garanzie di qualunque tipo, da chiunque ed in qualsiasi momento prestate in relazione alle emissioni di obbligazioni e titoli di debito da parte delle società di cui all’art. 157 del D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163 nonché le relative eventuali surroghe, sostituzioni, postergazioni, frazionamenti e cancellazioni anche parziali, ivi comprese le cessioni di credito stipulate in relazione a tali emissioni, nonché i trasferimenti di garanzie anche conseguenti alla cessione delle predette obbligazioni e titoli di debito. È, peraltro, abrogato il successivo quarto comma dell’art. 1 del citato D.L. 83 del 2012 (ai sensi del quale era prima previsto che le disposizioni di cui al comma 1 si applicassero alle obbligazioni emesse nei tre anni successivi alla data di entrata in vigore del decreto). Di conseguenza, il regime fiscale di favore previsto da tale disposizione per i project bond (consistente nell’equiparazione della tassazione degli interessi ai titoli di Stato) diviene a carattere permanente (Art. 13).

È previsto che la registrazione dell’atto con il quale le parti dispongono esclusivamente la riduzione del canone di un contratto di locazione ancora in essere sia esente dalle imposte di registro e di bollo (Art. 19).

Al fine di rilanciare il settore immobiliare sono state introdotte modifiche che migliorano il regime speciale opzionale civile e fiscale delle società di investimento immobiliare quotate (SIIQ) quotate in Borsa che investono in immobili destinati esclusivamente alla locazione e che rispondono ai requisiti di cui ai commi da 119 a 140 dell’art. 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Come chiarito dalla relazione illustrativa, data la limitata diffusione che lo strumento giuridico in esame ha riscontrato fino ad oggi, l’attuale intervento normativo è volto a promuovere il regime di favore introducendo una maggiore flessibilità sia nelle modalità di accesso al regime speciale fiscale, anche attraverso la rimodulazione dei requisiti partecipativi, sia nella gestione degli investimenti, semplificando l’operatività di tali società rispetto alla normativa attuale. Il fine è anche quello di uniformare il regime fiscale delle SIIQ a quello dei fondi immobiliari, facilitando la permeabilità tra tali entità e rendendo fiscalmente neutra l’opzione per uno dei due strumenti di investimento immobiliare (Art. 20).

È prevista una deduzione dal reddito complessivo ai fini IRPEF in favore dell’acquirente, persona fisica non esercente attività commerciale per l’acquisto, effettuato dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2017, di unità immobiliari a destinazione residenziale di nuova costruzione od oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’art. 3, primo comma, lett. d), del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, cedute da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie o da quelle che hanno effettuato i predetti interventi. La deduzione è pari al 20% del prezzo di acquisto dell’immobile stesso risultante dall’atto di compravendita; è ripartita in otto quote annuali di pari importo ed è riconosciuta nel limite massimo complessivo di spesa di 300.000 euro. La deduzione è riconosciuta alle condizioni e nei limiti precisati dalla disposizione in esame: in particolare, il contribuente deve destinare l’unità immobiliare alla locazione per almeno otto anni con previsione di un canone concordato (art. 2, terzo comma, della Legge 9 dicembre 1998, n. 431) o da social housing (art. 18 del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380; art. 3, comma 114, legge 24 dicembre 2003, n. 350). La deduzione spetta anche per le spese sostenute per prestazioni di servizi, dipendenti da contratti d’appalto, per la costruzione di un’unità immobiliare a destinazione residenziale su aree edificabili già possedute dal contribuente stesso prima dell’inizio dei lavori o sulle quali sono già riconosciuti diritti edificatori, nonché per l’acquisto o realizzazione di ulteriori unità immobiliari da destinare alla locazione. Le disposizioni attuative sono demandate ad un successivo decreto interministeriale (Art. 21).

Al fine di rilanciare le imprese della filiera nautica e di ridurre il gap competitivo sfavorevole con i paesi concorrenti del Mediterraneo, che prevedono un’imposizione inferiore a quella italiana, dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e fino al 31 dicembre 2014, è previsto che le strutture organizzate per la sosta e il pernottamento di turisti all’interno delle proprie unità da diporto ormeggiate nello specchio acqueo appositamente attrezzato (c.d. “marina resort”), secondo i requisiti stabiliti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sentito il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, rientrino nelle strutture ricettive all’aria aperta. Al riconoscimento della natura di struttura turistico ricettiva ai “marina resort consegue, come chiarisce la relazione illustrativa, che alle prestazioni rese ai clienti ivi alloggiati si applichi l’IVA con l’aliquota del 10 %, di cui al punto 120) della Tabella A, parte III, allegata al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633. Precedentemente, ai servizi di accoglienza e messa a disposizione dello specchio acqueo per il pernotto dei turisti a bordo delle proprie imbarcazioni si applicava l’IVA nella misura ordinaria del 22% (Art. 32).

 

7) Nuovi preavvisi di DURC interno negativo e nuovo calendario di spedizione delle note di rettifica Inps

Nuovo calendario di spedizione delle note di rettifica: L’Inps, con il messaggio n. 7119 del 19 settembre 2014, comunica che la data di notifica è rinviata al 15 ottobre 2014.

Con messaggio Inps n. 2889 del 27/02/2014 era stato previsto che le note di rettifica ancora da notificare sarebbero state spedite il 15 settembre 2014.

Anche in considerazione del recente rilascio della nuova funzionalità “Gestione Variazioni” - all’interno della procedura “Gestione Contributiva” – che consente alle Sedi di ottimizzare la gestione di una serie di note di rettifica (cfr. messaggio Hermes intranet n. 6644 del 27/08/2014) si comunica che la data di notifica è rinviata al 15 ottobre 2014.

In vista del nuovo termine, le sedi sono invitate a intensificare l’attività di gestione delle note per individuare e definire i casi in cui gli addebiti contributivi contenuti nelle rettifiche debbano essere modificati o azzerati.

In data 15 ottobre verranno altresì notificate le note di rettifica recanti gli addebiti con la ausale “art. 1, comma 1175, della legge 296 del 2006”; si tratta delle note di rettifica emesse per mancato riconoscimento dei benefici contributivi conseguenti alla formazione del Durc interno negativo; in considerazione della circostanza che il preavviso di Durc interno negativo (poi consolidatosi in Durc negativo) ha riguardato i benefici di competenza fino a maggio 2014, non verranno notificate – anche se presenti all’interno del Cassetto previdenziale aziende - eventuali note di rettifica “art. 1 …” relative a mesi successivi a maggio 2014.

Si ricorda che le Sedi – d’ufficio o previa segnalazione del datore di lavoro – potranno annullare il Durc interno negativo (forzando il corrispondente semaforo rosso con lucchetto chiuso), qualora riscontrino che le irregolarità contestate con il preavviso siano apparenti ovvero siano state comunque sanate entro i termini illustrati con i precedenti messaggi.

Note di rettifica recanti addebiti per mancato rinnovo dei benefici inerenti la cosiddetta piccola mobilità

Con risoluzione parlamentare adottata il 31 luglio 2014 il Governo è stato impegnato a individuare le fonti di finanziamento relative agli incentivi connessi alla mancata proroga delle disposizioni concernenti l’iscrizione nelle liste di mobilità, di cui all’articolo 4, comma 1, del decreto legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236 e successive modifiche ed integrazioni (cosiddetta piccola mobilità).

In attesa che si definisca l’iter avviato in attuazione del suddetto impegno, rimangono sospese le iniziative volte al recupero degli addebiti contributivi corrispondenti (cfr. circolare n. 150 del 25 ottobre 2013); pertanto - al momento - la data di spedizione delle note di rettifica recanti tali addebiti contributivi è rinviata alla terza decade di novembre 2014.

Nuovi preavvisi di DURC interno negativo

Nel mese di ottobre i sistemi informativi riavvieranno le operazioni di spedizione dei preavvisi di DURC interno negativo.

Conformemente ai criteri illustrati con il messaggio n.2889/2014 e successive integrazioni (cui si rinvia), i preavvisi sono finalizzati a consolidare la spettanza dei benefici relativi – per lo più - al periodo da giugno a ottobre 2014, laddove per tale periodo già non operi la validità quadrimestrale di un precedente DURC interno positivo (semaforo verde con BONUS); se il datore di lavoro - entro i termini illustrati nei precedenti messaggi - provvederà a sanare le irregolarità contestate, non decadrà dai benefici che competerebbero per i mesi citati.

Al fine di migliorare la comprensione degli elementi essenziali e della logica complessiva che caratterizzano il nuovo sistema di gestione del DURC interno, con il riavvio delle operazioni suddette verranno realizzati interventi formativi nei confronti delle Sedi, nonchè iniziative esterne che verranno concordate con le Associazioni di categoria dei datori di lavoro e con gli Ordini Professionali che li rappresentano nei loro rapporti con l’Istituto.

 

8) Antiriciclaggio: invio indirizzi pec, adempimento inutile

Lettera del Consiglio nazionale al direttore delle Entrate, Rossella Orlandi: “Siamo oberati da troppe scadenze, non sentiamo il bisogno di altri intralci al nostro lavoro”.

Un adempimento inutile che grava sulla già intensa attività professionale dei commercialisti italiani. È quanto sostenuto dal Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili che ha inviato una lettera al direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, in merito al provvedimento – emanato lo scorso 8 agosto dal MEF e dalla Guardia di Finanza – che impone ai commercialisti italiani di comunicare il proprio indirizzo di PEC ai fini antiriciclaggio entro il prossimo 31 ottobre.

In particolare, il Consiglio nazionale dei commercialisti chiede all’Agenzia delle Entrate di chiarire che l’obbligo di comunicazione dell’indirizzo PEC posto a carico dei professionisti deve intendersi già assolto in riferimento agli iscritti all’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.

“L’Agenzia delle Entrate – spiega Attilio Liga, consigliere nazionale delegato all’Antiriciclaggio – può acquisire fin da subito gli indirizzi PEC dei commercialisti facendone direttamente richiesta al Consiglio nazionale o agli Ordini territoriali che aggiornano periodicamente gli elenchi in via telematica. Gli stessi indirizzi, inoltre, possono essere reperiti anche dai registri INI PEC e ReGIndE tenuti, rispettivamente, dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero della Giustizia. La richiesta ci sembra un adempimento inutile di cui i commercialisti italiani, già oberati da altre scadenze, non sentono affatto il bisogno”.

Al lavoro per ridare autorevolezza alla Professione

Il presidente dei commercialisti, Gerardo Longobardi, scrive a tutti i colleghi d'Italia. Il nuovo Consiglio nazionale unito per ridare dignità agli Iscritti.

Care Colleghe, cari Colleghi,

con l’insediamento del nuovo Consiglio Nazionale, avvenuto lo scorso 31 luglio presso il Ministero della Giustizia, si è finalmente chiuso un lungo e difficile periodo nella storia della nostra Professione – protrattosi per più di un anno e mezzo – che ci ha totalmente esclusi dal dibattito economico e politico del nostro Paese.

Sin dal nostro insediamento abbiamo avvertito la grande responsabilità del mandato conferitoci, ben consapevoli che la lunga assenza di una governance di Categoria ci ha indebolito.

Abbiamo quindi immediatamente avvertito l'esigenza di ricostruire al più presto una rete di relazioni con le Istituzioni, tenuto anche conto che il tempo a nostra disposizione non è molto.

Il Consiglio Nazionale, nonostante l’inevitabile pausa estiva, è già pienamente al lavoro per l’attuazione del programma di mandato e la squadra si sta impegnando al massimo e in armonia per recuperare il tempo ed il terreno perduto.

Sono tanti i fronti sui quali siamo chiamati ad impegnarci. Da quello interno, con la razionalizzazione dei costi del Consiglio Nazionale, l'efficientamento della sua struttura e un miglioramento dei rapporti con gli Ordini territoriali, a quello esterno, con l’impegno a far valere le nostre competenze nei processi decisionali della politica, a cominciare da quello relativo alla delega fiscale. E se proprio sul terreno della riforma del sistema tributario e della sua semplificazione si giocherà per noi la partita più importante, non meno significativo è l’impegno che metteremo perché vengano riconosciute le nostre competenze e la nostra professionalità nell’ambito della riforma della giustizia civile.

Il Consiglio Nazionale, dunque, è di nuovo, finalmente in campo, pronto ad operare allo stesso tempo con la serenità che ci deriva dalla ritrovata unità della Categoria, ma soprattutto dal costruttivo confronto quotidiano di tutti i Consiglieri impegnati a restituire dignità a tutti gli Iscritti e a riportare la nostra Professione sulla strada dell’autorevolezza.

(CNDCEC, nota del 19 settembre 2014)

 

Vincenzo D’Andò