Diario quotidiano del 15 settembre 2014: in arrivo tante novità per l’ecommerce

Pubblicato il 15 settembre 2014



Gestione Separata: applicazione per la registrazione in archivio della figura di Altro Responsabile; ammortizzatori sociali in deroga: circolare welfare; e-commerce “diretto”: novità dal 1° gennaio 2015; assicurazione Sociale Vita: iscrizione, contribuzione e prestazioni; la CTP effettua le comunicazioni solo tramite deposito in segreteria se manca l’indirizzo di PEC; contenzioso tributario: riprendono i termini processuali; disposizioni in tema di energia

  Indice:

 1) Gestione Separata: Applicazione per la registrazione in archivio della figura di Altro Responsabile

 2) Ammortizzatori sociali in deroga: circolare welfare

 3) E-commerce “diretto”: novità dal 1° gennaio 2015

 4) Assicurazione Sociale Vita: iscrizione, contribuzione e prestazioni

 5) La CTP effettua le comunicazioni solo tramite deposito in segreteria se manca l’indirizzo di PEC

 7) Contenzioso tributario: riprendono i termini processuali

 8) Disposizioni in tema di energia

 

 

1) Gestione Separata: Applicazione per la registrazione in archivio della figura di Altro Responsabile

Gestione Separata: Applicazione per la registrazione in archivio della figura di Altro Responsabile, incaricato di intrattenere i rapporti con l’Istituto per le aziende committenti.

L’Inps, con il messaggio n. 6950 del 11 settembre 2014, avverte che è stata rilasciata l’applicazione che consente agli operatori di sede la registrazione negli archivi dell’Istituto della figura, denominata Altro Responsabile, autorizzata a gestire gli adempimenti relativi ai collaboratori e assimilati.

L’Altro Responsabile è colui che per incarico diretto da parte del legale rappresentante o per incarico correlato al proprio rapporto di lavoro (es. direttore del personale) può gestire tutti gli adempimenti relativi alla Gestione separata alla stregua del legale rappresentante.

La medesima applicazione consente anche d’inserire i dati relativi ai nuovi legali rappresentanti delle aziende della Gestione separata. Tale funzionalità è stata prevista per aggiornare i dati di quei committenti, ad esempio gli enti pubblici, non tenuti all’iscrizione al registro delle imprese.

Per raccogliere i dati e la documentazione necessaria a comprovare la qualifica dichiarata è stato prodotto un modulo, identificato dal codice SC82 e già disponibile nella modulistica dell’Istituto.

Gli operatori, prima di procedere alla registrazione dei dati, dovranno verificare che la documentazione inviata sia idonea e valida.

Qualora la documentazione sia reperibile anche da parte dell’operatore (es. visure camerali, bollettini regionali, decreti) il soggetto, invece di allegare la documentazione in formato elettronico, potrà semplicemente indicare nelle note gli estremi dei documenti che comprovano il suo incarico.

Avvenuta la registrazione, l’Altro Responsabile potrà accedere al Cassetto Committenti della Gestione separata per consultare le denunce inviate ed i versamenti effettuati, per entrare nella funzione Verifiche PP.AA. nel caso il committente sia una pubblica amministrazione, per dare la delega totale o parziale.

L’applicazione risiede nel portale della Gestione separata ed è raggiungibile seguendo il percorso: intranet>Processi>Soggetto contribuente>Servizi per i liberi professionisti ed i parasubordinati>Anagrafica>Inserimento Altro Responsabile o nuovo Legale Rappresentante.

 

 

2) Ammortizzatori sociali in deroga: circolare welfare

Il Ministero del Lavoro, con la circolare n. 19 del 11 settembre 2014, fornisce un quadro riepilogativo di CIG e mobilità in deroga alla luce delle ultime novità normative.

Gli ammortizzatori sociali in deroga possono essere richiesti anche dai «piccoli imprenditori». Di cassa integrazione e di mobilità in deroga, pertanto, possono beneficiare anche i dipendenti da artigiani, coltivatori diretti e piccoli commercianti. Le nuove regole, precisa altresì il Ministero, si applicano agli accordi stipulati dal 4 agosto, giorno di pubblicazione del decreto ministeriale sul sito istituzionale del Ministero del lavoro.

Ammortizzatori in deroga

Il decreto, spiega il Ministero, disciplina i criteri di concessione dei trattamenti d’integrazione salariale (Cig) e mobilità in deroga alla normativa vigente, quindi rivolti a soggetti (imprese) esclusi ordinariamente dalla disciplina della cassa integrazione e mobilità. Sono disposizioni che resteranno operative fino a tutto il 2016, quando è poi prevista l’abrogazione in ossequio al nuovo regime di welfare delineato dalla riforma Fornero con i cosiddetti Fondi di solidarietà (dal 1° gennaio 2017 non potranno più essere erogati né Cig né mobilità). I nuovi criteri, precisa il Ministero, si applicano agli accordi stipulati in sede regionale o in sede governativa a partire dal giorno di pubblicazione del decreto, ossia dal 4 agosto 2014. Le durate nel periodo residuo di validità sono indicate in tabella.

Imprese e lavoratori beneficiari

Il ministero, nel confermare che gli ammortizzatori in deroga si applicano solo alle imprese di cui all’art. 2082 del codice civile (sono fuori, pertanto, gli studi professionali e gli altri datori di lavoro «non imprese»), precisa che vi rientrano anche i «piccoli imprenditori» di cui all'art. 2083 dello stesso codice civile. Ciò perché i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani e i piccoli commercianti (questi i «piccoli imprenditori») sono comunque sottoposti alle norme generali dell'imprenditore, con alcune peculiarità aventi la finalità dello snellimento e semplificazione degli adempimenti.

I lavoratori beneficiari sono quelli subordinati (dipendenti) con qualifica di operai, impiegati e quadri, compresi gli apprendisti e i lavoratori somministrati.

Nel caso della mobilità in deroga, il trattamento spetta ai lavoratori che provengono da imprese di cui all’art. 2082 del codice civile e anche in questo caso il ministero precisa che il riferimento è da intendersi esteso pure ai «piccoli imprenditori».

Condizione di erogazione

Il Ministero, poi, richiama l'attenzione sulle condizioni di erogazione dei trattamenti, fissate dall'art. 4 del decreto n. 83473/2014. È previsto infatti, che sia la Cig che la mobilità in deroga non possono mai essere concessi a favore dei lavoratori per i quali ricorrono i presupposti per l’accesso ad «analoghe prestazioni previste dalla normativa vigente». Secondo il Ministero ciò significa che è da escludersi la concessione dei trattamenti di mobilità in deroga a favore dei lavoratori che siano in possesso dei requisiti per accedere prioritariamente ai trattamenti di mobilità ordinaria di cui alla legge n. 223/1991, alle indennità Aspi e mini Aspi, alle indennità di disoccupazione agricola con requisiti ordinari e ridotti. Con riferimento alla Cig in deroga, il ministero aggiunge che i lavoratori dipendenti di imprese soggette alla Cig ordinaria e ai Fondi di solidarietà devono essere ammessi in via prioritaria alle predette prestazioni (Cig ordinaria e trattamenti dei Fondi di solidarietà).

 

 

3) E-commerce “diretto”: novità dal 1° gennaio 2015

Per l’E-commerce “diretto” obbligatoria la richiesta dati: Dal 1° gennaio 2015 gli acquisti di software, Mp3 e App saranno tassati nel luogo in cui il fruitore del servizio è stabilito, ha il suo domicilio oppure la residenza abituale. La novità legislativa ha visto l’introduzione del sistema Moss (Mini one stop shop) con il quale gli operatori potranno versare l’imposta nel proprio Paese di origine, applicando però l’aliquota e le regole del Paese di consumo del servizio.

L’opzione per questo regime può essere esercitata dal 1° ottobre 2014. La modifica normativa comporta una penalizzante differenza di trattamento tra commercio elettronico diretto e indiretto. Nel secondo caso, infatti, è previsto l’esonero sia dall’emissione della fattura sia dalla certificazione contabile. Per quello diretto, invece, questi oneri dovranno essere ancora assolti.

La forza maggiore salva il bonus prima casa

Non perde il beneficio fiscale “prima casa” il contribuente che, per causa di forza maggiore, non trasferisce la residenza nell’abitazione acquistata. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 19247 del 11 settembre 2014. Il caso riguardava un edificio sul quale erano stati fatti lunghi e necessari lavori di messa in sicurezza a causa di smottamenti provocati da abbondanti piogge. Nelle diverse pronunce susseguite nel tempo sono state considerate causa di forza maggiore: il mancato rilascio del certificato di abitabilità, l’esigenza di riparare vizi della costruzione, il ritrovamento di reperti archeologici, la morte dell’acquirente, la malattia del figlio del contribuente e le infiltrazioni di acqua dall’appartamento sovrastante.

Libri e Iva con doppio binario

I giudici comunitari, con la sentenza relativa alla causa C-219/13, depositata l’11 settembre 2014, stabiliscono che in Europa, in merito ai libri, possono convivere due aliquote: quella ridotta, solo per i libri stampati su carta e quella normale per quelli pubblicati su supporti fisici diversi dal cartaceo. La pronuncia, partita da una controversia finlandese, è di grande interesse per tutti gli Stati membri. Anche l’Italia attendeva il risultato della controversia, anche se aveva già risolto il problema ammettendo l’aliquota super-ridotta anche per i libri venduti su Cd o Cd-rom, chiavetta o altro supporto fisico simile, ma ritenendo applicabile l’aliquota ordinaria del 22% ai libri commercializzati esclusivamente per via informatica.

4) Assicurazione Sociale Vita: iscrizione, contribuzione e prestazioni

L’Inps, con la circolare n. 104 del 12 settembre 2014, ha riepilogato in un quadro di sintesi le norme che regolano l’Assicurazione Sociale Vita e ha fornito alcuni chiarimenti.

L’Assicurazione Sociale Vita garantisce un’indennità economica in caso di decesso degli iscritti e dei propri familiari a carico. In base alla legge 28 luglio 1939, n. 1436, l’assicurazione era gestita dall’Ente nazionale di previdenza ed assistenza dei dipendenti degli enti di diritto pubblico (Enpdep), soppresso nel 1993 e confluito nell’Inpdap, a sua volta soppresso e confluito nell’Inps per effetto dell’art. 21 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 14 dicembre 2011, n. 216.

L’indennità economica è stata istituita e regolata dall’art. 3, punto 3, della legge n.1436/1939 e dagli articoli 34 e 35 del regolamento esecutivo della legge stessa, approvato con regio decreto 4 settembre 1940, n. 1483.

L'obbligatorietà dell'iscrizione all'Enpdep dei dipendenti degli enti di diritto pubblico in servizio è confermata dall’articolo 7 del Decreto Legislativo del Capo provvisorio dello Stato del 31 ottobre 1947 n. 1304. Tale decreto ha previsto l’iscrizione obbligatoria di tutti i dipendenti degli enti di diritto pubblico rimettendo al Ministro per il lavoro e della previdenza sociale, sentito il parere del Consiglio di Stato, la decisione sull'obbligo dell'iscrizione del personale dipendente dagli enti la cui qualifica di persona giuridica pubblica non risulti espressamente dichiarata in leggi, regolamenti o decreti.

L’art.29, comma 4, della legge 23 aprile 1981, n.155 definisce, nell’ambito del quadro normativo sopravvenuto, anche a seguito del processo di riorganizzazione del sistema sanitario, le prestazioni erogabili dall’Enpdep, riconducendole alla prestazione economico previdenziale di cui al punto 3) dell'articolo 3 della legge 28 luglio 1939, n.1436, stabilendone altresì il relativo contributo.

Tale il quadro normativo di riferimento, ne consegue che le sole prestazioni economiche previdenziali sopravvivono agli effetti abrogativi dell’art.24 (cosiddetta norma taglialeggi) del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Gli effetti abrogativi hanno riguardato, pertanto, gli altri elementi della legge n. 1436/1939 e del regio decreto n. 1483/1940, relativi alle regole di funzionamento del soppresso Enpdep nonché alle prestazioni di natura sanitaria, la cui competenza è stata trasferita alle strutture del Servizio sanitario nazionale per effetto della legge 23 dicembre 1978, n. 833.

L’art. 29 della legge n. 155/1981 definisce l’indennità dell’assicurazione come “prestazione economico previdenziale” che risulta disciplinata, sia dalle citate norme di cui alla legge n.1436/1939 e al regolamento esecutivo della legge stessa, sia dall’art. 7 del decreto legislativo del capo provvisorio dello Stato del 31 ottobre 1947, n. 1304.

Sono iscritti alla gestione Enpdep obbligatoriamente i dipendenti degli enti di diritto pubblico nonché alcuni enti specificatamente individuati dal legislatore. È stata prevista, inoltre, un’iscrizione per altre categorie di personale in forma facoltativa o convenzionale nonché la prosecuzione volontaria dell’assicurazione da richiedersi, nei casi previsti, entro un mese dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Con riferimento ai casi di prosecuzione volontaria dell’assicurazione trova applicazione anche l’art. 1924 del codice civile, per gli aspetti non regolati dalla predette norme e, in particolare, in materia di decadenza dall’assicurazione per effetto del mancato versamento del contributo.

 

 

5) La CTP effettua le comunicazioni solo tramite deposito in segreteria se manca l’indirizzo di PEC

La Commissione Tributaria Provinciale effettua le comunicazioni solo tramite deposito in segreteria se manca l’indirizzo di PEC.

Questo per effetto di quanto disposto dall’art. 49 del D.L. 90/2014 convertito in Legge 114/2014.

Difatti, dal 25 giugno 2014, in caso di omessa indicazione, nel ricorso o nel primo atto di costituzi­one in giudizio, dell’'indirizzo PEC del difensore o della parte che sta in giudizio personal­mente, la Commissione Tributaria Provinciale (C.T.P.) effettua le comunicazioni previste dalla legge solo tramite deposito in segreteria.

E’, quindi, importante che anche la parte che sta in giudizio senza l’assistenza di un difensore indichi un indirizzo PEC cui ricevere le comunicazioni; indirizzo che deve essere quello risultante da pubblici registri se ne è in possesso o in mancanza uno diverso.

In caso di mancata consegna del messaggio PEC per cause imputabili al destinatario, la C.T.P. effettua la comunicazione tramite deposito in segreteria.

Novità introdotte dalla legge di conversione del decreto legge sulla semplificazione giudiziaria (D.L. 90/2014 convertito in L. 114/2014)

A partire dal 18 agosto 2014 è in vigore la legge di conversione del decreto legge sulla semplificazione giudiziaria la quale, oltre a confermare le novità in tema di processo civile già contenute nel decreto legge, introduce ulteriori modifiche nelle seguenti materie:

- ricorso per cassazione: adempimenti necessari al deposito telematico dell’atto;

- notificazione tramite PEC: cosa fare nel caso in cui l’avvocato non riesca a fornire la prova telematica dell’avvenuta notifica e l’orario delle notifiche;

- atti introduttivi del giudizio: non è più obbligatorio indicare la PEC dell’avvocato.

 

 

6) Disposizioni in materia ambientale

Il decreto legge “competitività” n. 91/2014, convertito con modificazioni dalla legge 11 agosto 2014, n. 116, contiene numerose disposizioni in materia di ambiente.

Lo rileva Assonime nella nota del 11 settembre 2014.

In tema di efficientamento energetico degli edifici scolastici e universitari, è prevista la possibilità di concedere finanziamenti a tasso agevolato, a valere sul Fondo Kyoto, fino a 350 milioni di euro e per una durata massima di 20 anni, ai soggetti pubblici competenti. Gli interventi dovranno consentire il conseguimento di significative riduzioni dei consumi di energia entro un periodo massimo di tre anni, pena la revoca del finanziamento (art. 9).

Per accelerare gli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico, è previsto il subentro dei presidenti delle Regioni nelle funzioni (e con gli stessi poteri di sostituzione e deroga) dei commissari straordinari individuati negli accordi di programma tra il Ministero dell’ambiente e le Regioni. L’autorizzazione del progetto rilasciata dal presidente della Regione sostituisce i visti, i pareri, le autorizzazioni, i nulla osta e ogni altro titolo abilitativo per la realizzazione del’intervento, salva la necessità di acquisire il parere del Ministero per i beni culturali. È fissato al 31 dicembre 2015 il termine per il completamento degli interventi per i quali siano trasferite risorse entro il 30 giugno 2014 (art. 10).

Per accelerare la spesa dei fondi UE 2007-2013, è prevista l’attribuzione, fino al 31 dicembre 2015, ai soggetti titolari di interventi per la qualificazione e messa in sicurezza di edifici pubblici finanziati con fondi UE 2007-2013, di poteri derogatori analoghi a quelli riconosciuti dal decreto “Fare” ai sindaci e ai presidenti delle regioni in relazione agli interventi di riqualificazione e messa in sicurezza degli edifici scolastici (art. 12).

Viene introdotta una procedura semplificata per la realizzazione di interventi privati di bonifica volti a conseguire l’obiettivo di ridurre i livelli di contaminazione ad un livello uguale o inferiore ai valori di concentrazione soglia di contaminazione. E’ previsto che le autorizzazioni necessarie per la realizzazione degli impianti e delle attività previsti nel progetto di bonifica siano rilasciate dalla Regione. Quest’ultima dispone di un termine di trenta giorni per la convocazione della conferenza di servizi, e di ulteriori novanta giorni per l’adozione di una determinazione conclusiva che sostituisce tutti gli atti di assenso necessari. Entro i successivi trenta giorni l’interessato è tenuto a comunicare la data di avvio dell’esecuzione della bonifica, che dovrà concludersi nel termine di diciotto mesi (salvo proroga non superiore a sei mesi), decorso il quale trova applicazione la procedura ordinaria. In sede di conversione si è precisato che nella selezione delle modalità di intervento occorre privilegiare modalità che riducano il ricorso allo smaltimento in discarica e privilegino il riutilizzo in situ dei materiali trattati (art. 13).

Alle attività di trattamento dei rifiuti che soddisfano le condizioni dei regolamenti europei in materia di end of waste, adottati ai sensi dell’articolo 6, par. 2, della direttiva 2008/98/CE, può essere applicata la procedura semplificata per il recupero dei rifiuti di cui agli articoli 214 e 216 del Codice dell’Ambiente (art. 13, comma 4).

Per il sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti (SISTRI), è disposto il differimento al 31 dicembre 2014 del termine per la semplificazione e ottimizzazione del SISTRI, inizialmente fissato al 3 marzo 2014. E’ prorogata al 31 dicembre 2015 l’efficacia del contratto tra il Ministero dell’Ambiente e l’attuale concessionario del servizio di tracciamento informatico dei rifiuti. Entro il 30 giugno 2015 il Ministero dovrà avviare le procedure per l’affidamento della concessione del servizio nel rispetto delle disposizioni del Codice dei contratti pubblici e della normativa europea (art. 14, comma 2-bis). La legge di conversione prevede che, con successivo decreto interministeriale, sia disciplinata l’interconnessione del Corpo forestale dello Stato al SISTRI, al fine di potenziare l’azione di contrasto alle attività illecite di gestione dei rifiuti (art. 10, comma 12 bis).

In materia di classificazione dei rifiuti pericolosi, viene modificato l’allegato D alla parte IV del Codice dell’Ambiente: è previsto che la classificazione dei rifiuti sia effettuata dal produttore assegnando agli stessi il codice CER appropriato sulla base delle disposizioni della decisione 2000/532/CE; i rifiuti classificati con codice CER come pericolosi o non pericolosi “assoluti” sono tali senza ulteriori specificazioni; per i rifiuti pericolosi occorre tuttavia determinare le caratteristiche di pericolo al fine di procedere alla gestione degli stessi. Nel caso dei rifiuti classificati con codici CER speculari (uno pericoloso e uno non pericoloso), per determinare se il rifiuto sia pericoloso o meno, è necessario individuarne le caratteristiche di pericolosità svolgendo ulteriori e apposite indagini (art. 13, comma 5, lettera b-bis).

Mediante le modifiche apportate agli articoli 182 e 183 del Codice dell’Ambiente, la legge di conversione esclude alcune attività dalla categoria delle attività di gestione dei rifiuti. Con l’introduzione dell’articolo 184-quater nel Codice dell’Ambiente vengono appositamente disciplinati i materiali di dragaggio (art. 14, comma 8).

In materia di valutazione di impatto ambientale, è previsto che ai fini della VIA, i progetti preliminare e definitivo siano predisposti con un livello informativo e di dettaglio almeno equivalente a quello previsto dall’art. 93 del decreto legislativo n. 163/2006 per i progetti relativi ad opere pubbliche. Con decreti interministeriali saranno definiti i criteri e le soglie per l’assoggettamento alla procedura di screening (verifica preliminare di assoggettabilità alla VIA) per i progetti di infrastrutture di rilevanza strategica, nel rispetto della normativa europea. Nelle more dell’adozione dei decreti attuativi, lo screening dovrà essere effettuato caso per caso sulla base di criteri prefissati. Le nuove disposizioni prevedono infine la pubblicazione dei risultati della verifica di assoggettabilità alla VIA sul sito web dell’autorità competente e introducono misure per garantire maggiore pubblicità anche alle altre fasi del procedimento (art. 15).

 

 

7) Contenzioso tributario: riprendono i termini processuali

Dal 16 settembre 2014 riprendono i termini processuali, fermi ormai dal 1 agosto scorso. Lo rimarca una nota del notiziario dell’Agenzia delle entrate del 12 settembre 2014.

Come è noto, la sospensione dei termini processuali, prevista dall’articolo 1 della Legge 742/1969, che riguarda tutti i processi civili, amministrativi e tributari.

L’interruzione di 46 giorni (dall’1 agosto al 15 settembre) è valida per tutti i gradi di giudizio, dal primo alla Cassazione, e determina un effettivo allungamento delle scadenze entro le quali le parti possono procedere al deposito di ricorsi, atti e documenti.

Dunque,, i termini “in standby” riprendono a decorrere dalla fine del periodo di sospensione; qualora il conto dei giorni fosse dovuto iniziare durante la fase di intervallo, l’inizio del conteggio è procrastinato alla fine del periodo di sospensione.Se, ad esempio, è stato notificato un avviso di accertamento l’8 agosto, il contribuente avrà tempo fino al 14 novembre per presentare il ricorso, in quanto il termine dei 60 giorni decorre a partire dal 16 settembre; in pratica, per tutte le notifiche effettuate all’interno del periodo feriale, il termine è comunque posticipato al primo giorno di ripresa del lavoro ordinario.

Nel caso in cui l’atto sia stato notificato prima dell’inizio del periodo di sospensione, ad esempio il 10 luglio, i 60 giorni a disposizione del contribuente per opporre ricorso saranno così ripartiti: 21 giorni fino al 31 luglio, gli altri 39 giorni dal 16 settembre fino al 24 ottobre.

Qualora il destinatario dell’avviso decida di avvalersi dell’istituto dell’accertamento con adesione, al termine ordinario di 60 giorni per l’impugnazione si aggiungono ulteriori 90 giorni, decorrenti dalla data di presentazione dell’istanza di adesione, a cui si sommano i 46 giorni della sospensione estiva. Ipotizzando che la notifica sia avvenuta il 23 giugno e l’istanza di accertamento con adesione sia stata presentata il giorno successivo (24 giugno), il calcolo dei complessivi 150 giorni disponibili si svolgerà nel seguente modo: dal 24 giugno al 31 luglio decorrono i primi 38 giorni; dall’1 agosto al 15 settembre intervengono i 46 giorni di “congelamento” estivo; dal 16 settembre inizia il calcolo dei residui 52 giorni di sospensione per l’istanza di adesione cui si aggiungono i 60 giorni per l’impugnazione dell’atto, così da arrivare al 5 gennaio 2015.

L’Agenzia delle entrate, infine ricorda che la Stabilità 2014 (articolo 1, comma 611, legge 147/2013), nel modificare alcuni punti della disciplina della mediazione tributaria (articolo 17-bis del Dlgs 546/1992), ha stabilito che per le domande riguardanti gli atti notificati a partire dal 2 marzo 2014 si applicano le normali disposizioni sui termini processuali. Di conseguenza, il termine di 90 giorni stabilito per la conclusione del procedimento di mediazione va calcolato “a cavallo” del termine di sospensione feriale. Per cui, come nel caso precedente, avremo: 60 (per l’impugnazione dell’atto) + 90 (per la conclusione del procedimento di mediazione) + 46 (sospensione estiva), a cui vanno sommati gli ulteriori 30 giorni per l’eventuale costituzione in giudizio a seguito della mancata mediazione.

 

 

8) Disposizioni in tema di energia

Il Decreto n. 91/2014, convertito con modificazioni dalla Legge n. 116/2014, contiene un insieme di misure volte alla riduzione di alcuni oneri che gravano sulle bollette elettriche (artt. 23-29).

Anzitutto, vengono ridimensionate le agevolazioni previste per i consumatori connessi ai c.d. sistemi semplici di produzione e consumo (reti interne di utenza, sistemi efficienti di utenza e sistemi equiparati ai sistemi efficienti di utenza) sinora esentati dal pagamento degli oneri di sistema per la parte di energia autoprodotta. D’ora in avanti anche tali consumatori dovranno contribuire agli oneri generali di sistema, per la parte di energia elettrica consumata e non prelevata, in misura pari al 5% dei corrispondenti importi unitari dovuti sull’energia prelevata dalla rete. Al Ministero dello sviluppo economico è attribuita la facoltà di aggiornare sulla base di appositi criteri la percentuale stabilita (art. 24).

La legge di conversione ha demandato all’AEEG il compito di provvedere, con effetti a partire dal 1° gennaio 2015, alla revisione della disciplina dello scambio sul posto, sulla base delle direttive fissate dalla stessa legge (art. 25 bis).

Sono ridefinite le modalità e i tempi di erogazione degli incentivi a favore degli impianti fotovoltaici. In particolare, per tutti gli impianti è stabilito che, a partire dal secondo semestre 2014, il GSE eroghi gli incentivi mediante rate mensili costanti, su base annua, pari al 90% della producibilità media annua stimata di ciascun impianto e un conguaglio effettuato, in relazione alla produzione effettiva, entro il 30 giugno dell’anno successivo. La rimodulazione dell’incentivo è invece prevista, a partire dal 1° gennaio 2015, per i soli impianti di potenza superiore a 200 kW. Ai fini della rimodulazione, gli operatori hanno la facoltà di scegliere, comunicando la propria scelta al GSE entro il 30 novembre 2014, fra tre diverse opzioni: (i) la tariffa incentivante può essere ricalcolata secondo la percentuale di riduzione indicata nell’allegato 2 del decreto e spalmata sul più lungo periodo di 24 anni (in luogo degli attuali 20); (ii) fermo restando il periodo di erogazione ventennale, la tariffa può essere rimodulata prevedendo un primo periodo di fruizione di un incentivo ridotto rispetto all’attuale e un secondo periodo di fruizione di un incentivo incrementato in ugual misura (in entrambi i casi sulla base di percentuali di rimodulazione stabilite con decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentita l’AEEG, da emanare entro il 1° ottobre 2014); (iii) fermo restando il periodo di erogazione ventennale, la tariffa può essere ridotta di una quota percentuale (commisurata alla potenza nominale dell’impianto) dell’incentivo riconosciuto alla data di entrata in vigore del decreto, per la durata residua del periodo di incentivazione. Quest’ultima opzione si applica automaticamente in caso di mancata comunicazione al GSE. È prevista la possibilità per tali impianti di accedere a finanziamenti bancari per un importo massimo pari alla differenza tra l’incentivo spettante al 31 dicembre 2014 e l’incentivo rimodulato ai sensi del decreto, sulla base di apposite convenzioni con il sistema bancario e di garanzia concessa dalla Cassa depositi e prestiti. E’ prevista la facoltà dei soggetti beneficiari di incentivi pluriennali per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili di cedere una quota di tali incentivi, fino ad un massimo dell’80%, ad un acquirente selezionato tra i primari operatori finanziari europei. Le condizioni, le procedure e le modalità per la selezione dell’acquirente e la cessione delle quote sono definite dall’AEEG (art. 26).

È stabilito che gli oneri sostenuti dal GSE per lo svolgimento delle attività di gestione, verifica e controllo relative ai meccanismi di incentivazione e di sostegno siano posti a carico delle imprese beneficiarie di tali attività (art. 25).

A partire dal 1° gennaio 2015 le agevolazioni a favore della Rete ferroviaria italiana si applicheranno solo ai consumi di energia elettrica impiegati per i trasporti rientranti nel servizio universale e per il settore del trasporto ferroviario delle merci (art. 29).

Viene attribuito all’AEEG il compito di provvedere alla revisione della regolazione dei sistemi elettrici delle isole minori sulla base di criteri di efficienza dei costi e di stimolo all’efficienza energetica nelle attività di distribuzione e consumo finale di energia (art. 28).

I risparmi conseguenti all’applicazione di tali misure saranno destinati alla riduzione delle tariffe elettriche dei clienti in media tensione e di quelli in bassa tensione con potenza impegnata non inferiore a 16,5 kW, diversi dai clienti residenziali e dagli impianti di illuminazione. All’AEEG è attribuito il compito di adottare i provvedimenti necessari, garantendo che i benefici siano ripartiti in modo proporzionale tra gli aventi diritto e che, a regime, i benefici relativi alla riduzione della bolletta elettrica non siano cumulabili con le agevolazioni in materia di oneri generali di sistema riconosciute alle imprese ad alta intensità energetica.

Il decreto e la legge di conversione contengono, inoltre, alcune misure di semplificazione delle procedure di autorizzazione per la realizzazione di interventi di efficienza energetica del sistema elettrico e per la realizzazione di piccoli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili (art. 30). Viene appositamente disciplinato il regime di autorizzazione per la produzione di biometano (art. 30) e sono dettate apposite disposizioni al fine di semplificare l’utilizzo delle fonti rinnovabili nell’ambito della riconversione industriale del comparto bieticolo-saccarifero (art. 30-ter).

Infine, con l’art. 30-bis sono introdotte ulteriori proroghe dei termini per la realizzazione delle gare d’ambito per l’affidamento del servizio di distribuzione del gas naturale.

(Assonime, nota del 12 settembre 2014)

 

Vincenzo D’Andò