Diario fiscale del 3 settembre 2014: niente imposta di registro sulla riduzione volontaria del canone d’affitto

Pubblicato il 3 settembre 2014



niente imposta di registro sulla riduzione volontaria del canone d’affitto; start-up: misure di semplificazione per la sezione speciale del registro delle imprese; INAIL modifica retribuzione imponibile per il calcolo dei premi; attenzione alle finte email “Le Linee Guida”: l’allegato contiene un virus pericoloso per il pc; il Commercialista può apporre il visto di conformità sulla propria dichiarazione; disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro: chiarimenti dall’Inps sul Fondo di solidarietà residuale; Durc: verifica autodichiarazione e invito a regolarizzare; segnalazione illegittima: Srl ammessa al danno morale; TASI: si avvicina il termine del 10 settembre

 

 Indice:

 1) Niente imposta di registro sulla riduzione volontaria del canone d’affitto

 2) Start-up: misure di semplificazione per la sezione speciale del registro delle imprese

 3) INAIL modifica retribuzione imponibile per il calcolo dei premi

 4) Attenzione alle finte email “Le Linee Guida”: l’allegato contiene un virus pericoloso per il pc

 5) Il Commercialista può apporre il visto di conformità sulla propria dichiarazione

 6) Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro: chiarimenti dall’Inps sul Fondo di solidarietà residuale

 7) Durc: verifica autodichiarazione e invito a regolarizzare

 8) Segnalazione illegittima: Srl ammessa al danno morale

 9) TASI: si avvicina il termine del 10 settembre

 

 

1) Niente imposta di registro sulla riduzione volontaria del canone d’affitto

In relazione alle misure per il rilancio dell’edilizia è intervenuto il decreto legge “Sblocca Italia” che contiene diverse disposizioni anche nel campo dell’imposizione indiretta.

Viene ora disposto che, ove le parti si accordino per la riduzione del canone di locazione relativo ad un contratto di locazione, la registrazione è esente da imposte di registro e di bollo.

Come è noto (risoluzione n. 60/2010), nel caso in cui le parti decidano di ridurre il canone di locazione non sorge l’obbligo di registrare la variazione.

Tuttavia, se procede comunque alla registrazione dell’atto variato sorge l’obbligo del pagamento dell’imposta di registro. Adesso, invece, con il citato decreto si rende immune da imposizione la registrazione volontaria dell’atto di riduzione del canone di locazione.

Deduzione del 20% sull’acquisto di immobili destinati alla locazione

Inoltre, la nuova norma, per la quale l’esecutivo starebbe verificando la fattibilità anche in termini di coperture, dovrebbe prevedere una deduzione, dal reddito complessivo, pari al 20% del prezzo di acquisto di determinati immobili acquistati a partire dal 1° gennaio 2014 e fino al 31 dicembre 2017.

Opera di manutenzione straordinaria

Il decreto sblocca Italia cambia la definizione di opera di manutenzione straordinaria. Oltre ai lavori oggi previsti dal Testo unico dell’edilizia (art. 3, comma 1 lettera b, del D.P.R. 380/2001), che non danno alcuna possibilità di alterare i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari, si legge nella bozza di D.L., saranno considerati attività di manutenzione straordinaria anche «gli interventi consistenti in frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari, con esecuzione delle opere anche se comportano la variazione del carico urbanistico».

Il decreto sblocca Italia interviene anche in fatto di costruzioni in deroga agli strumenti urbanistici esistenti. Includendo in questo alveo anche le ristrutturazioni edilizie e urbanistiche in aree industriali dismesse, purché gli interventi siano considerati di interesse pubblico. Per questo genere di interventi il dl ammette esplicitamente la richiesta di permesso a costruire in deroga alle destinazioni d’uso.

Sgravi per antisismica e fonti rinnovabili

Un pacchetto di bonus fiscali sulla casa. Ai fini Irpef arrivano detrazioni ad hoc del 50% per interventi antisismici e per l’installazione di impianti basati sull’impiego di fonti rinnovabili che migliorino la prestazione energetica dell’edificio. Sconti tributari pure per chi acquista o ristruttura un immobile per poi concederlo in locazione a canone concordato. Ed è sempre quella fiscale la leva scelta per stimolare la riqualificazione dei fabbricati che consumano più energia: le società che li comprano da privati per trasformarli in edifici di classe energetica A o B e poi rivenderli potranno risparmiare sulle imposte d’atto. È quanto prevede la bozza del decreto Sblocca Italia varata venerdì scorso dal consiglio dei ministri (ancora suscettibile di modifiche).

 

2) Start-up: misure di semplificazione per la sezione speciale del registro delle imprese

Il Mise introduce misure di semplificazione per la conferma del possesso dei requisiti presso la sezione speciale del registro delle imprese delle start-up e degli incubatori certificati.

Il Ministero dello sviluppo economico, con la circolare n. 3672 /C del 29 agosto 2014, disciplina gli adempimenti presso il Registro imprese per start-up innovative e incubatori certificati, con particolare riferimento alla conferma del possesso dei requisiti ex commi 14 e 15 del d.l. 179 del 18 novembre 2012.

Nel regime attuale (Legge 221/2012) vi sono tre diversi adempimenti nei confronti del Registro delle imprese, di cui due parzialmente sovrapposti, cui le start-up innovative e gli incubatori certificati sono chiamati ad adempiere nel corso dell’anno solare.

In tale situazione è intervenuto il Mise con le seguenti semplificazioni:

L’impresa (start-up innovativa o incubatore certificato) aggiorna le informazioni (da fornire in sede di presentazione della domanda d’iscrizione alla sezione speciale del Registro) entro sei mesi dall’iscrizione della società nella sezione speciale del Registro delle imprese.

A partire dal secondo adempimento, le scadenze per l’effettuazione della dichiarazione semestrale al Registro delle imprese competente sono uniformate rispettivamente al 30 giugno e al 31 dicembre di ciascun anno, con la precisazione che il secondo adempimento avrà scadenza al 30 giugno o al 31 dicembre immediatamente successivo alla scadenza dall’anno dell’iscrizione alla sezione speciale del Registro imprese.

Il rappresentante legale della start-up innovativa e dell’incubatore certificato attesta, mediante autocertificazione, il mantenimento del possesso dei requisiti identificativi, depositando tale dichiarazione presso il Registro delle imprese.

La dichiarazione semestrale che scada nel semestre successivo al termine dell’esercizio sociale è effettuata unitamente all’attestazione del mantenimento dei requisiti, integrando tale attestazione degli elementi ulteriori forniti con l'aggiornamento.

Per le società con esercizio non coincidente con l’anno solare, le disposizioni introdotte vanno raccordate al fine di garantire comunque il rispetto degli obblighi di legge e la periodicità dell’informazione.

 

3) INAIL modifica retribuzione imponibile per il calcolo dei premi

L’INAIL ha aggiornato con la circolare n. 37/2014 i limiti di retribuzione imponibile per il calcolo dei premi assicurativi, riportati nella circolare 21/2014, a seguito del dm 10 giugno 2014 che ha rivalutato le prestazioni economiche erogate dall'Istituto nel settore industriale con decorrenza 1 luglio 2014 ed ha stabilito il minimale e il massimale di rendita in € 16.163,70 e € 30.018,30.

Gli aggiornamenti riguardano:

- lavoratori con retribuzione convenzionale annuale pari al minimale di rendita;

- familiari partecipanti all’impresa familiare di cui all’articolo 230-bis c.c.;

- lavoratori di società ex compagnie e gruppi portuali di cui alla legge 84/1994;

- lavoratori dell’area dirigenziale senza contratto part-time;

- lavoratori dell’area dirigenziale con contratto part-time;

- retribuzione di ragguaglio;

- compensi effettivi per i lavoratori parasubordinati;

- retribuzione effettiva annua per gli sportivi professionisti dipendenti;

- alunni e studenti delle scuole o istituti di istruzione di ogni ordine e grado, non statali, addetti ad esperienze tecnico–scientifiche o esercitazioni pratiche o di lavoro.

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 02 settembre 2014)

 

4) Attenzione alle finte email “Le Linee Guida”: l’allegato contiene un virus pericoloso per il pc

L’email “Le Linee Guida” che sta circolando in queste ore, e che riporta all’interno il logo delle Entrate, è un falso. Inoltre il file allegato, in formato word, contiene un virus e, se aperto, può compromettere la sicurezza del computer del destinatario.

L’Agenzia invita quindi i contribuenti che stanno ricevendo questo messaggio a non inoltrarlo ad alcuno e a eliminarlo senza aprire l’allegato, che conterrebbe presunte istruzioni utili a evitare i controlli legati al redditometro.

Le Entrate sottolineano di essere completamente estranee a questi messaggi, che sono spesso volti a ottenere illecitamente dati personali dei cittadini.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 109 del 02 settembre 2014)

 

5) Il Commercialista può apporre il visto di conformità sulla propria dichiarazione

Il Commercialista può apporre il visto di conformità sulla propria dichiarazione.

Ciò al fine di consentire l’utilizzo in compensazione dei crediti relativi alle imposte dirette superiori a 15.000 euro.

Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 82/E del 02 settembre 2014, emessa a seguita di una istanza di interpello presentata da un ragioniere commercialista iscritto all’ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili, abilitato alla trasmissione telematica della dichiarazione, con la quale chiedeva chiarimenti in merito alla possibilità di apporre il visto di conformità alla propria dichiarazione, al fine di consentire l’utilizzo in compensazione dei crediti relativi alle imposte dirette superiori a 15.000 euro.

Ebbene, secondo la tesi delle Entrate, i professionisti, in possesso dei requisiti previsti dalla normativa, che intendono utilizzare in compensazione orizzontale i crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, all’IRAP e alle ritenute alla fonte, emergenti dalla propria dichiarazione, possono autonomamente apporre il visto di conformità sulla stessa, senza essere obbligati a rivolgersi a terzi. Ciò anche in conformità ai chiarimenti forniti con la circolare n. 54/E del 2001 con riferimento all’asseverazione degli elementi contabili ed extra contabili rilevanti ai fini degli studi di settore.

 

6) Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro: chiarimenti dall’Inps sul Fondo di solidarietà residuale

L’Inps, con la circolare n. 100 del 02 settembre 2014, fornisce chiarimenti in merito al fondo residuale istituito presso tale Istituto.

In attuazione della previsione dell’articolo 3, comma 19 della Legge n. 92/2012, con il decreto interministeriale n. 79141 del 7 febbraio 2014 (G.U. n. 129 del 6 giugno 2014), è stato istituito presso l’Inps il suddetto Fondo residuale.

Il Fondo di solidarietà residuale non ha personalità giuridica, costituisce una gestione dell’Inps e gode di autonoma gestione finanziaria e patrimoniale.

Il Fondo ha l’obbligo del bilancio in pareggio e non può erogare prestazioni in carenza di disponibilità.

Gli interventi a carico del Fondo sono concessi entro i limiti delle risorse già acquisite.

Rientrano nell’ambito di applicazione del Fondo residuale le imprese individuate per esclusione - in relazione al settore di attività economica esercitata, o tipologia di datore di lavoro o dimensione - dalla applicabilità della normativa disciplinante le integrazioni salariali ordinaria o straordinaria. Al fine dell’individuazione dei soggetti destinatari occorre rilevare che, in linea con la giurisprudenza comunitaria, si intende per imprenditore qualunque soggetto che svolge attività economica e che sia attivo su un determinato mercato.

Non sono soggette alla disciplina del Fondo residuale le imprese per le quali sussiste l’obbligo di contribuzione ad un Fondo di solidarietà istituito ai sensi del comma 4, ovvero del comma 14, dell’articolo 3 della Legge n. 92/2012 ovvero che rientrano nel campo di applicazione di Fondi di settore preesistenti istituiti ai sensi della Legge n. 662/1996 e Legge n. 449/1997 ed adeguati alle disposizioni dell’articolo 3 della Legge n. 92/2012.

 

7) Durc: verifica autodichiarazione e invito a regolarizzare

L’Inps, con il messaggio n. 6756 del 02 settembre 2014, fornisce precisazioni sulla verifica autodichiarazione e invito a regolarizzare.

Dunque, i Durc per verifica di autodichiarazione continueranno ad essere definiti sulla base della situazione contributiva riferita alla data in cui la dichiarazione, da parte dell’interessato, è stata resa, ferma restando la valutazione di uno scostamento non grave tra le somme dovute e quelle versate nella misura prevista dall’art. 8, comma 3 del D.M. 24 ottobre 2007.

Pertanto, ove alla predetta data sia accertata la condizione di irregolarità, l’eventuale regolarizzazione correlata alla notifica di un preavviso di accertamento negativo che riguardi l’emissione di un Durc di altra tipologia non potrà essere considerata ai fini dell’attestazione della regolarità riferita alla verifica di autodichiarazione.

Unica eccezione è rappresentata dalla previsione che disciplina il rilascio del Durc, in presenza di certificazione dei crediti, ai sensi dell’art. 13 bis, comma 5, del decreto legge 7 maggio 2012, n. 52 convertito, con modificazioni, dalla legge 6 luglio 2012, n. 94.

Al riguardo, l’Inps rammenta (cfr. punto 4 della circ. n. 16 del 30 gennaio 2014) che il DURC emesso “ai sensi del comma 5 dell’art. 13 bis del decreto legge 7 maggio 2012, n. 52”, come disposto dall’art. 3, comma 1 del decreto ministeriale 13 marzo 2013, può essere utilizzato per le finalità previste dalle vigenti disposizioni di legge.

Pertanto, ai fini dell’attestazione della regolarità nel caso di verifica di autodichiarazione, la “Richiesta del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC), ex art. 13 bis, comma 5, D.L. n. 52/2012 conv. L. 94/2012” effettuata dal contribuente sulla “Piattaforma per la Certificazione dei Crediti” deve essere sempre antecedente o almeno contestuale alla data in cui l’interessato renderà la dichiarazione di cui all’art. 38, comma 1, lett. i), del D.Lgs. n. 163/2006.

DURC rilasciato ai sensi dell’art. 13 bis, comma 5, del decreto legge 7 maggio 2012, n. 52: Precisazioni

L’art. 13 bis, comma 5, del decreto legge 7 maggio 2012, n. 52, ha disposto che in presenza di una certificazione di uno o più crediti resa dalle amministrazioni statali, dagli enti pubblici nazionali, dalle Regioni, dagli enti locali e dagli enti del Servizio Sanitario Nazionale, che attesti la sussistenza e l’importo di crediti certi, liquidi ed esigibili almeno pari agli oneri contributivi accertati e non ancora versati, gli Istituti previdenziali e le Casse edili sono tenuti ad attestare la regolarità contributiva.

Con la circolare Inps n. 16 del 30 gennaio 2014 sono state fornite le indicazioni cui attenersi nella definizione dei Durc richiesti in applicazione della citata norma.

Nel rinviare ai contenuti della predetta circolare, l’Inps ribadisce che le certificazioni dei crediti devono essere rilasciate attraverso la “Piattaforma per la Certificazione dei Crediti” appositamente istituita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Peraltro, in ragione della particolare efficacia che assume il Durc rilasciato ai sensi dell’art. 13 bis, comma 5, il campo note dovrà sempre riportare:

- l’indicazione che il rilascio avviene in attuazione della predetta norma;

- i dati identificativi della ”Richiesta Durc” prodotta tramite la Piattaforma per la Certificazione dei Crediti;

- l’importo disponibile evidenziato nel certificato dopo l’attivazione della funzione “Verifica la capienza per l’emissione del DURC”;

- l’importo del debito contributivo accertato nei confronti del contribuente.

 

 

8) Segnalazione illegittima: Srl ammessa al danno morale

Segnalazione Centrale Rischi: Anche la Srl ammessa al danno morale. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15609 del 2014, ha stabilito che nel caso in cui non vi siano ragionevoli elementi tali da far ritenere che il credito non verrà soddisfatto in tempi congrui, la segnalazione alla centrale dei rischi è illegittima.

E’ ammissibile al risarcimento del danno morale anche l’impresa, al pari del danno alla persona.

La Corte d’appello, in parziale riforma della sentenza del Tribunale, aveva condannato una banca al risarcimento del danno in favore di una s.r.l. nella misura di Euro 100.000,00, oltre interessi dal deposito della sentenza al saldo, per illegittima segnalazione del nominativo della società alla centrale di rischi.

La Corte ha ritenuto, sulla base della disciplina della materia, che la segnalazione dei rischi operata dalla banca era stata illecita.

 

 

9) TASI: si avvicina il termine del 10 settembre

Con l’approssimarsi del termine del 10 settembre 2014, stabilito dall’art. 1, comma 688, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, per l’inserimento nel Portale del federalismo fiscale, ai fini della pubblicazione sul sito internet www.finanze.it, delle delibere di approvazione delle aliquote e dei regolamenti concernenti il Tributo per i servizi indivisibili (TASI), il Ministero dell’Economia e delle finanze, con la nota n. 28926 del 02 settembre 2014, ha precisato quanto segue.

Modalità di trasmissione degli atti

Ai sensi del settimo periodo del comma 688 dell’art. 1 della legge n. 147 del 2013, l’inserimento degli atti nel Portale costituisce l’unica modalità di trasmissione delle deliberazioni di approvazione delle aliquote e dei regolamenti concernenti la TASI. Non saranno, pertanto, presi in considerazione atti trasmessi con modalità diverse, quali, ad esempio, posta tradizionale, fax o posta elettronica anche certificata.

Per l’eventualità in cui il Comune non disponga ancora delle credenziali di accesso al Portale, nonché per la soluzione di altre problematiche relative all’accesso medesimo, si rinvia alle istruzioni operative contenute nella Guida all’accesso disponibile al seguente indirizzo https://www.portalefederalismofiscale.gov.it/portale/it/web/guest/ap_guida-all-accesso.

Natura della pubblicazione ed effetti del mancato invio degli atti

L’inserimento nel Portale degli atti in oggetto deve avvenire - ai sensi del dodicesimo periodo del più volte citato comma 688 dell’art. 1 della legge n. 147 del 2013 - entro il termine del 10 settembre 2014 affinché questo Dipartimento possa procedere, entro il successivo 18 settembre 2014, alla pubblicazione degli stessi sul predetto sito internet www.finanze.it.

Al riguardo, si evidenzia che la pubblicazione in questione costituisce condizione di efficacia sia delle delibere di approvazione delle aliquote sia dei regolamenti concernenti la TASI e che, nel caso di mancato invio degli atti entro il termine del 10 settembre 2014, si produrranno - in virtù del tredicesimo periodo dello stesso comma 688 - i seguenti due effetti:

- applicazione, per l’anno 2014, dell’aliquota di base pari all’1 per mille (o diversa inferiore misura secondo quanto disposto dal tredicesimo periodo del comma 688 in parola). Pertanto, anche nel caso particolare in cui il comune intenda stabilire l’azzeramento della TASI per l’anno in corso, è necessario che lo stesso inserisca nel Portale la relativa deliberazione entro il suddetto termine del 10 settembre 2014;

- obbligo di versamento dell’imposta dovuta in un’unica soluzione entro il 16 dicembre 2014.

Atti soggetti a pubblicazione

Non saranno pubblicati atti diversi dalle deliberazioni di determinazione delle aliquote o di approvazione dei regolamenti, quali, ad esempio, prospetti riepilogativi delle aliquote, comunicati degli uffici comunali e atti recanti mere proposte della Giunta comunale, o di altro organo, da sottoporre alla successiva approvazione del Consiglio in sede di deliberazione del bilancio di previsione.

In particolare, la circostanza che, per l’anno 2014, la data per l’approvazione del bilancio degli enti locali sia stata prorogata al 30 settembre 2014 non incide sulla vigenza del termine del 10 settembre 2014 fissato per la trasmissione delle deliberazioni e dei regolamenti relativi alla TASI, con la conseguenza che entro tale ultima data i comuni sono tenuti a trasmettere esclusivamente atti che costituiscano manifestazione della volontà definitiva dell’Ente in materia di TASI.

 

Vincenzo D’Andò