Diario fiscale del 2 settembre 2014: non è più reato l’omesso versamento dell’Iva?

Pubblicato il 2 settembre 2014

Governo: modificata la disciplina della Scia; patrimonializzazione delle imprese ed altre misure del CDM; welfare: ulteriori indicazioni sull’applicazione delle sanzioni in materia di orario di lavoro; esonero dall’obbligo di emissione della fattura per talune prestazioni di servizi; aggiornamento elenchi dei soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio del 5 per mille 2014 dopo i termini per l’iscrizione; non è più reato l’omesso versamento dell’Iva

 

Indice:

1) Governo: modificata la disciplina della Scia

2) Patrimonializzazione delle imprese ed altre misure del CDM

3) Welfare: ulteriori indicazioni sull’applicazione delle sanzioni in materia di orario di lavoro

4) Esonero dall’obbligo di emissione della fattura per talune prestazioni di servizi

5) Aggiornamento elenchi dei soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio del 5 per mille 2014 dopo i termini per l’iscrizione

6) Non è più reato l’omesso versamento dell’Iva

 

1) Governo: modificata la disciplina della Scia

Le attività di impresa, anche illegittimamente attivate, si consolideranno e resteranno intangibili dopo due anni dal loro avvio. La riforma della Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) é contenuta nel decreto Sblocca Italia, varato il 29 agosto 2014 dal Consiglio dei ministri.

Modifica, quella alla disciplina della Scia, certamente necessaria perché, se da un lato essa semplifica di molto le procedure, in quanto consente agli imprenditori di iniziare le attività con una semplice comunicazione alle amministrazioni competenti, dotata della documentazione tecnica asseverata da professionisti, dall’altro lato è caratterizzata da un sistema di controlli deficitario.

L’attuale testo dell'articolo 19, comma 3, della legge 241/1990, infatti, nel caso di accertata carenza dei requisiti e presupposti per avviare l’impresa, consente alle amministrazioni di adottare provvedimenti motivati di divieto di prosecuzione dell'attività o di conformazione alla normativa vigente, entro 60 giorni dal ricevimento della Scia. Trascorso tale termine, poi è possibile solo procedere in via di autotutela, nonostante la Scia non produca la formazione di alcun provvedimento amministrativo, visto che il titolo per l’esercizio dell’impresa è integralmente privato e autoprodotto dall’interessato.

L’autotutela, per altro, limita di molto i poteri di divieto o conformazione successivi. Sarebbe stato necessario, quindi, modificare il quadro complessivo, assegnando alle amministrazioni un potere di controllo pieno e non connesso all’autotutela, entro un lasso di tempo più congruo dei 60 giorni. Il decreto, però, compie una scelta molto diversa. Conferma, infatti, che il potere pieno di divieto o conformazione possa esercitarsi solo entro i 60 giorni e modifica l’articolo 19, comma 3, abolendo il comma 4, della legge 241/1990 trasferendo la regolazione dell'autotutela nell'articolo 21-nonies, arricchito di un comma 1-bis. Tale nuovo comma fissa in due anni il termine entro il quale le amministrazioni possono adottare provvedimenti di divieto o conformazione delle imprese attivate illegittimamente. Trascorso il termine di due anni, ogni provvedimento che sanzioni l’esercizio di imprese illegittimamente formatosi sarà nullo. Così facendo, se per un verso forse si intende sollecitare le amministrazioni a compiere i controlli pieni entro i 60 giorni dalla ric