Diario quotidiano dell’1 settembre 2014: nuovi chiarimenti sull’imposizione indiretta delle compravendite immobiliari

Pubblicato il 1 settembre 2014



atti costitutivi di diritti reali o traslativi della proprietà di beni immobili stipulati a titolo oneroso: trattamento ai fini delle imposte indirette; banche popolari: non applicazione delle agevolazioni relative alla detassazione degli utili previste per le cooperative; approvate le modifiche alle Note tecniche e metodologiche degli studi di settore con effetti dall'annualità di imposta 2013; al restyling la cartella di pagamento riscossione dei debiti relativi al prelievo supplementare nel settore dei prodotti del latte; maggiorazione retributiva rimessa all’autonomia contrattuale;accertamento: raddoppio dei termini tributari di prescrizione “trasparente”

 

  Indice:

 1) Atti costitutivi di diritti reali o traslativi della proprietà di beni immobili stipulati a titolo oneroso: trattamento ai fini delle imposte indirette

 2) Banche Popolari: non applicazione delle agevolazioni relative alla detassazione degli utili previste per le cooperative

 3) Approvate le modifiche alle Note tecniche e metodologiche degli studi di settore con effetti dall'annualità di imposta 2013

4) Al restyling la cartella di pagamento riscossione dei debiti relativi al prelievo supplementare nel settore dei prodotti del latte

 5) Maggiorazione retributiva rimessa all’autonomia contrattuale

 6) Accertamento: raddoppio dei termini tributari di prescrizione “trasparente”

 

 

1) Atti costitutivi di diritti reali o traslativi della proprietà di beni immobili stipulati a titolo oneroso: trattamento ai fini delle imposte indirette

L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 80/E del 29 agosto 2014, ha fornito nuovi chiarimenti sul trattamento fiscale “indiretto” relativo agli atti costitutivi di diritti reali o traslativi della proprietà di beni immobili stipulati a titolo oneroso.

In particolare, l’Agenzia ha illustrato la novità normativa contenuta nel D.L. 66/2014 (articolo 5, comma 1-bis).

Dunque, l’esenzione da bollo, registro e altri tributi - già confermata per gli atti di affrancazione (risoluzione 64/2014) - vale, dal 24 giugno 2014, anche in caso di legittimazione del possesso di terre civiche con il pagamento di un’indennità.

Dubbi interpretativi erano sopraggiunti in seguito all’entrata in vigore dell’articolo 10, comma 4, del D.Lgs. 23/2011, che, in relazione ai trasferimenti immobiliari soggetti all’imposta di registro, ha previsto - a partire dall’1 gennaio 2014 - la soppressione generalizzata di tutte le esenzioni e le agevolazioni tributarie, anche se previste da leggi speciali.

In merito a tale disposizione, l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 64/2014, aveva specificato che la stessa trova applicazione anche con riferimento alle operazioni contemplate dall’articolo 2 della legge 692/1981, qualora avessero realizzato un trasferimento della proprietà di beni immobili o la costituzione di un diritto reale sugli stessi a titolo oneroso, con conseguente assoggettamento all’imposta proporzionale di registro. Non opera, invece, in relazione agli atti di affrancazione che non producono il trasferimento della proprietà delle terre civiche, acquisita invece per effetto della legittimazione;

pertanto, anche gli atti di affrancazione stipulati dopo l’1 gennaio 2014 continuano a beneficiare del regime di esenzione da bollo, registro e altre imposte.

Successivamente, però, la legge di conversione del D.L. 66/2014 ha modificato la norma che ha sancito la soppressione delle facilitazioni fiscali, prevedendo espressamente che la stessa non colpisce, tra le altre, le agevolazioni contenute nell’articolo 2 della Legge 692/1981. Quindi, dal 24 giugno 2014 (data di entrata in vigore della novità di legge), l’esenzione da bollo, registro e altre imposte vale anche per gli atti costitutivi di diritti reali o traslativi della proprietà di beni immobili stipulati a titolo oneroso.

 

2) Banche Popolari: non applicazione delle agevolazioni relative alla detassazione degli utili previste per le cooperative

Anche nel sistema post riforma, le banche popolari non possono fruire delle agevolazioni sulle riserve indivisibili non essendo società cooperative disciplinate dai principi della mutualità e, di conseguenza, non applicandosi alle stesse l’articolo 12 della Legge n. 904 del 1977.

Lo ha chiarito l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 81/E del 29 agosto 2014, secondo cui tale conclusione trova anche conferma nella disciplina delle banche popolari contenuta nel Testo Unico Bancario.

Fermo restando il disposto del articolo 29 del TUB, che esclude l’applicabilità delle clausole mutualistiche di cui alla “legge Basevi” alle banche popolari, a seguito della riforma del diritto societario è stato introdotto l’art. 150-bis del TUB, che dichiara inapplicabili alle banche popolari gli articoli 2512, 2513 e 2514 del codice civile, ossia tutte quelle norme che contraddistinguono le cooperative aventi finalità mutualistiche.

Le banche popolari, pertanto, per il combinato disposto degli articoli 29, comma 4, e 150-bis, comma 2, del TUB, non hanno l’obbligo di legge di accantonare riserve soggette a divieto di distribuzione sia durante la vita che all’atto di scioglimento della società; alle stesse, pertanto, non si applicano i commi 460 e 464 dell’articolo 1 della legge n. 311 del 2004.

Infine, l’Agenzia delle entrate precisa che, anche dopo la riforma del 2005, il regime agevolativo relativo alla riserva legale, ai ristorni ed alla ritenuta sugli interessi di cui ai commi 1, 2 e 3 dell’articolo 6 del decreto legge 15 aprile 2002, n. 63, non trova applicazione nei confronti delle banche popolari (cfr. circolare n. 34/E del 15 luglio 2005, paragrafo 2.1).

Dunque, viene ribadito che le banche popolari non fruiscono – né hanno mai fruito – delle agevolazioni fiscali previste per le società cooperative.

 

3) Approvate le modifiche alle Note tecniche e metodologiche degli studi di settore con effetti dall’annualità di imposta 2013

E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 199 del 28 agosto 2014, il Decreto 7 agosto 2014 recante l’approvazione di modifiche alle Note tecniche e metodologiche degli studi di settore con effetti dall’annualità di imposta 2013.

Le Note tecniche e metodologiche degli studi di settore VG94U, WD34U, WG74U e della Territorialità del livello dei canoni di locazione degli immobili, sono modificate come di seguito riportato:

a) nel sub allegato 6.E.2 «Valori soglia per gli indicatori di coerenza - attività di lavoro autonomo» dell'Allegato 6 al decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze 23 dicembre 2013, relativo allo studio VG94U, nella colonna «Modalità di distribuzione» della tabella relativa alle soglie dell'indicatore «Incidenza delle spese sui compensi», le parole «Gruppo territoriale 2 e 5» e «Gruppo territoriale 1 e 3», dove compaiono, sono sostituite, rispettivamente, da «Professionisti senza forza lavoro» e «Professionisti con forza lavoro»;

b) il sub allegato 21.E - «Valori soglia per gli indicatori di coerenza» dell'Allegato 21 al decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze 23 dicembre 2013, relativo allo studio WD34U, è integrato con la seguente tabella relativa ai valori soglia ammissibili per l'indicatore «Resa del capitale rispetto al valore aggiunto lordo»:

c) al sub allegato 21.E.2 - «Valori soglia per gli indicatori di coerenza - attività di lavoro autonomo» dell'Allegato 21 al decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze 23 dicembre 2013, relativo allo studio WG74U, nella tabella relativa alle soglie dell'indicatore «Incidenza delle spese sui compensi», in corrispondenza del cluster 5, é eliminata la riga relativa alla modalità di distribuzione «Professionisti con forza lavoro» con soglia minima «0,00» e soglia massima «50,00»;

d) nell’Allegato 1 al decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze 23 dicembre 2013 - Approvazione di specifici indicatori territoriali in relazione ai quali differenziare le modalità di applicazione degli studi di settore per tenere conto del luogo in cui viene svolta l’attività economica, relativo alla Territorialità del livello dei canoni di locazione degli immobili, al capoverso che inizia con "In caso di assenza dei dati OMI sulle locazioni per tutte e tre le tipologie di immobili considerate" le parole «e tre» sono eliminate.

 

4) Al restyling la cartella di pagamento riscossione dei debiti relativi al prelievo supplementare nel settore dei prodotti del latte

Approvata la cartella di pagamento e l’avviso di intimazione del pagamento per la riscossione dei debiti relativi al prelievo supplementare nel settore del latte e dei prodotti lattiero – caseari.

Ciò si è reso possibile con il provvedimento dell’Agenzia delle entrate n. 110560/2014 pubblicato il 29 agosto 2014.

L’adozione è obbligatoria per le cartelle di pagamento e per gli avvisi di intimazione riguardanti esclusivamente i ruoli formati dall’Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) per la riscossione dei debiti relativi al prelievo supplementare nel settore del latte e dei prodotti lattiero – caseari.

In particolare, l’art. 1, comma 525, della L. 228/2012, ha modificato, a decorrere dal 1.1.2013, la L. 33/2009, contenente disposizioni integrative per la rateizzazione dei debiti relativi al prelievo supplementare in materia di “quote di latte”.

Per tale motivo si è resa necessaria l’adozione dello specifico modello di cartella di pagamento per i ruoli formati dall’Agea per il recupero delle suddette somme.

 

5) Maggiorazione retributiva rimessa all’autonomia contrattuale

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18425 del 28 agosto 2014, ha stabilito che il principio della onnicomprensività della retribuzione non impedisce alle parti di disporre diversamente per gli istituti indiretti attraverso lo strumento della contrattazione collettiva, in particolar modo quando è assente una specifica norma legale.

Nel caso di specie, per sapere se durante le cosiddette “festività soppresse” spetti o meno la retribuzione aggiuntiva anche nei casi in cui il lavoratore non abbia effettuato la prestazione – per esempio perché in permesso sindacale o in ferie – bisogna fare riferimento proprio alla contrattazione tra le parti.

 

 

6) Accertamento: raddoppio dei termini tributari di prescrizione “trasparente”

Il contribuente va informato sull’accertamento più lungo. Il contribuente può chiedere al giudice tributario di verificare la legittimità del raddoppio dei termini di accertamento posto in essere dall’Agenzia delle entrate.

La Commissione Tributaria Provinciale di Benevento - con la sentenza 869/7/14 - é nuovamente sull’annosa questione del raddoppio ex articolo 43, comma 3, del Dpr 600/73, ribadendo tale principio.

La vicenda al centro della pronuncia del giudice provinciale riguarda l’avviso di accertamento, emesso ai fini Ires/Irap/Iva per gli anni dal 2005 al 2008, ricevuto nel 2013 da una società di capitali. L’Ufficio non si è curato della palese decadenza dal potere di accertamento per i primi tre periodi d’imposta, poiché la contribuente era sospettata del reato di «Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti». La punibilità scaturiva, secondo la Guardia di finanza, dal fatto che la società avesse annotato nella contabilità (e ovviamente fatto confluire nelle dichiarazioni) costi riferitisi a fatture emesse da società riconducibili a un’associazione a delinquere finalizzata, tra l’altro, all’emissione di documenti per operazioni inesistenti.

ome è noto, la norma prevede che «in caso di violazione che comporta obbligo di denuncia ai sensi dell’articolo 331 del codice di procedura penale per uno dei reati previsti dal decreto legislativo 10 marzo 2000 n. 74, i termini di cui ai commi precedenti sono raddoppiati relativamente al periodo di imposta in cui è stata commessa la violazione».

Peraltro, la stessa Corte costituzionale, con la sentenza n. 247 del 25 luglio 2011, ha precisato che il giudice tributario deve valutare la presenza di un comportamento imparziale da parte della pubblica amministrazione.

Vincenzo D’Andò