Decreto PA e attenuazione dei vincoli alle politiche del personale

di Marco Castellani

Pubblicato il 16 settembre 2014



il governo Renzi ha cercato di attenuare i limiti al turno over del personale degli enti locali: un'analisi delle nuove limitazioni

Il Decreto-legge n. 90 del 24 giugno 2014, convertito dalla Legge 11 agosto 2014 n. 114 (cosiddetto Decreto PA) riscrive con criteri più soft la disciplina dei vincoli pubblicistici alle politiche del personale cui sono soggetti le amministrazioni locali.

Il comma 5-bis dell’articolo 3 del Decreto introduce nell’articolo 1 della Legge n. 296/2006 (Legge Finanziaria 2007) il nuovo comma 557-quater alla Legge finanziaria del 2007 in cui si afferma che ai fini dell’applicazione del limite previsto dal precedente comma 557, a decorrere dall’anno 2014 gli enti assicurano, nell’ambito della programmazione triennale dei fabbisogni di personale, il contenimento delle spese di personale con riferimento al valore medio del triennio precedente alla data di entrata in vigore della presente disposizione.

Il comma 557 della Legge Finanziaria 2007 imponeva, si ricorda agli enti sottoposti al Patto di stabilità interno l’obbligo di assicurare la riduzione delle spese di personale in termini di:

a) riduzione dell'incidenza percentuale delle spese di personale rispetto al complesso delle spese correnti, attraverso parziale reintegrazione dei cessati e contenimento della spesa per il lavoro flessibile;

b) razionalizzazione e snellimento delle strutture burocratico-amministrative, anche attraverso accorpamenti di uffici con l'obiettivo di ridurre l'incidenza percentuale delle posizioni dirigenziali in organici;

c) contenimento delle dinamiche di crescita della contrattazione integrativa, tenuto anche conto delle corrispondenti disposizioni dettate per le amministrazioni statali

La Legge di conversione del Decreto PA individua per effetto del nuovo comma 557-quater un preciso periodo di rifermento su cui effettuare la verifica del rispetto dei limiti posti dal comma 557, dato dal triennio 2011-2013. La nuova disposizione permette alle amministrazioni a partire dall’esercizio 2014 di abbandonare le interpretazioni finora avanzate dalla prassi della Corte dei conti, che avevano assunto quale parametro di riferimento la spesa del personale dell’esercizio precedente.

La formulazione letterale del nuovo comma 557-quater permette di affermare che il triennio 2011-2013 dovrebbe costituire una base di riferimento fissa da utilizzare anche nei prossimi anni, salvo naturalmente eventuali ulteriori modifiche della disposizione.



Il Decreto PA attenua anche i rigidi vincoli al turn over che da tempo insistono sulle pubbliche amministrazioni.

Il comma 5 dell’articolo 3 del Decreto consente a Regioni ed Enti locali sottoposti al Patto di stabilità interno di procedere negli anni 2014 e 2015 ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 60 per cento di quella relativa al personale di ruolo cessato nell'anno precedente. Per gli anni successivi è poi previsto il progressivo sblocco del turn over con una facoltà ad assumere fissata per gli enti nella misura dell'80% della spesa delle cessazioni negli anni 2016 e 2017 e del 100 per cento a decorrere dall'anno 2018.

Ulteriori norme di favore sono previste al successivo comma 5-quater del medesimo articolo 3 del Decreto a vantaggio delle amministrazioni “virtuose” in cui l’incidenza delle spese di personale sulla spesa corrente è pari o inferiore al 25 per cento, che possono legittimamente procedere già nel 2014 ad assunzioni a tempo indeterminato nel limite dell'80% della spesa relativa al personale di ruolo cessato dal servizio nell'anno precedente e nel limite del 100 per cento a decorrere dall'anno 2015.



Coerentemente alla ratio delle disposizioni già adottate dalla Legge di stabilità 2014 (Legge n. 147/2013) e dal Decreto Irpef (D.L. n. 66/2014, convertito dalla Legge n. 89/2014) in favore di una non automatica applicazione dei vincoli pubblicistici alle politiche del personale delle società partecipate dagli enti locali, gli ultimi due periodi del comma 5 dell’articolo 3 del Decreto PA abrogano l'articolo 76, comma 7, del D.L. 25 giugno 2008 n. 112, convertito, con modificazioni, dalla Legge 6 agosto 2008 n. 133. La disposizione abrogata, si ricorda, oltre ad indicare i precedenti vincoli al turn over degli enti locali (rivisti ora dal provvedimento), ricomprendeva ai fini della calcolo del rapporto fra spese del personale e spese correnti dell’ente anche le spese sostenute anche dalle Aziende speciali, dalle Istituzioni e società a partecipazione pubblica locale totale o di controllo titolari di affidamento diretto di servizi pubblici locali senza gara, ovvero che svolgono funzioni volte a soddisfare esigenze di interesse generale aventi carattere non industriale, né commerciale, ovvero che svolgono attività nei confronti della pubblica amministrazione a supporto di funzioni amministrative di natura pubblicistica. Per effetto dell’abrogazione ogni riferimento diretto alle società partecipate ai fini delle valutazione del rispetto dei vincoli alle politiche del personale dell’ente controllate viene meno. È pertanto ragionevole sostenere che a questo punto la valutazione del rapporto tra spese del personale e spese correnti rilevante ai fini della valutazione del rispetto dei vincoli al turn over posti in capo all’ente non devono più includere i valori delle società partecipate, della Aziende speciali e delle Istituzioni.

Il rapporto fra società partecipata ed ente controllante viene affrontato nel prosieguo del medesimo comma 3 prevedendo che sta agli enti locali provvedere a coordinare le politiche assunzionali dei soggetti da essi partecipati di cui all'articolo 18, comma 2-bis, del citato decreto-legge n. 112 del 2008 al fine di garantire anche per i medesimi soggetti una graduale riduzione della percentuale tra spese di personale e spese correnti

Il nuovo limite imposto alle società partecipate dovrà essere implementato dagli enti locali secondo la nuova procedura indiretta delineata nella nuova formulazione dell'articolo 18, comma 2-bis, del citato D.L. n. 112/2008, riscritta dal Decreto Irpef e modificata in ultima battuta dallo stesso Decreto Pa, in base alla quale l'ente controllante deve definire con un proprio atto di indirizzo, per ciascuno dei soggetti partecipati, specifici criteri e modalità di attuazione del principio di contenimento dei costi del personale, tenendo conto del settore in cui ciascun soggetto opera. Sarà successivamente onere delle Aziende speciali, delle Istituzioni e delle società a partecipazione pubblica locale totale o di controllo adottare nel concreto tali indirizzi con propri provvedimenti , anche in sede di contrattazione di secondo livello.



16 settembre 2014

Marco Castellani