Pagamento e certificazione dei crediti della Pubblica Amministrazione

di Marco Castellani

Pubblicato il 26 agosto 2014



l'Estate 2014 è stata ricca di novità per quanto riguarda la gestione della finanza locale: ecco una rassegna degli adempimenti da non dimenticare

Decreto Irpef e rinvio del contributo delle Province

La Conferenza Stato Città Autonomie locali ha espresso parere favorevole anche alla richieste di rinvio al prossimo 30 novembre 2014 del pagamento da parte delle Province del contributo loro imposto dal Governo dagli articoli 8 e 47 del Decreto Irpef (D.L. n. 66/2014, convertito dalla Legge n. 89/2014). Il rinvio dovrebbe peraltro consentire l’effettuazione di un’apposita due diligence volta a verificare l’effettiva sostenibilità dei tagli apportati da Decreto Irpef alla luce dei robuste manovre di bilancio già imposte alle Province dalle precedenti manovre degli ultimi Governi (in ultimo il D.L. n. 95/2012 convertito dalla Legge n. 135/2012), procedendo all’occorrenza alla revisione del contributo loro richiesto. A tal fine in questi giorni sono stati forniti alle Province i file dei prospetti volti a valutare l’impatto del contributo sopra citato sui relativi equilibri di bilancio, nonché sulle possibili conseguenze, in ordine al mantenimento di un adeguato livello di servizi. Fra la documentazione inviate alle Province ritroviamo anche due file contenenti gli importi delle ipotesi di riparto dei tagli previsti dal Decreto Irpef per le singole amministrazioni.



Cessione dei crediti delle PA

È giunto alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il DM Economia e finanze del 27 giugno 2014 emesso in attuazione dell'articolo 37 D.L. n. 66/2014, convertito dalla Legge n. 89/2014 (Decreto Irpef), che attribuisce la garanzia dello Stato alle operazioni di cessione dei crediti di parte corrente vantati dai fornitori nei confronti della Pubblica Amministrazione. Il DM costituisce un passaggio fondamentale per permettere ai creditori delle PA di effettuare operazioni di cessione “pro soluto” del propri crediti certificati e assistiti dalla garanzia pubblica, incassando rapidamente dalle banche quanto dovuto in virtù del credito vantato, al netto della contenuta percentuale di sconto, che viene quantificata nella misura massima dell’1,90 per cento, comprensivo di ogni eventuale onere. Per le operazioni di cessione di importo superiori ai 50.000 euro, lo sconto applicato sull’importo eccedente tale soglia si riduce all’1,60% in ragione di anno, sempre comprensivo di ogni eventuale onere.

Il testo del DM MEF e della relazione illustrativa del provvedimento sono resi disponibili rispettivamente agli indirizzi http://www.mef.gov.it/documenti-allegati/2014/dbpa/CUsersgsusannaDesktopScansioni2014-07-04_x1x.pdf e http://www.mef.gov.it/documenti-allegati/2014/dbpa/Strumenti_per_favorire_la_cessione_dei_crediti_certificati_relazione_1_07_2014.a.pdf .

Negli stessi giorni presso la sede del MEF è stato siglato un protocollo di intesa fra il Ministro Padoan e i rappresentanti di Regioni, Province, Comuni, imprese, ordini professionali, banche e Cassa Depositi e Prestiti per specificare gli impegni che ciascuna parte assume al fine di garantire il tempestivo pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni.

All’indomani dell’entrata in vigore del DM e della sigla del protocollo, il MEF ha reso disponibile sul proprio sito web all’indirizzo http://www.mef.gov.it/certificazionecrediti/ un breve vademecum in cui vengono illustrati tutti i passaggi procedurali volti al conseguimento della certificazione dei crediti vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni.

Si ricorda che per usufruire della garanzia, le imprese possono richiedere la certificazione dei crediti certi, liquidi ed esigibili al 31 dicembre 2013 e non ancora pagati o certificati entro 60 giorni dall'entrata in vigore della Legge di conversione al Decreto Irpef, ossia il entro il prossimo 23 agosto 2014.



Limite all’indebitamento

La Sezione Emilia Romagna della Corte dei Conti nella Delibera n. 171/2014/PAR del 7 luglio 2014 ribadisce la rigidità di applicazione del limite di indebitamento previsto dall’articolo 204 del D.Lgs. n. 267/2000 (TUEL), che non può essere superato nemmeno nei casi in cui le somme eccedenti tale soglia venissero destinate al finanziamento di investimenti che potrebbero produrre, in prospettiva, margini economici positivi.

https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/doDettaglio.do?id=2756-10/07/2014-SRCERO



Pagamento dei debiti verso le società partecipate

È stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 12 luglio 2014 il DM del Ministero dell’Economia e delle finanze del 23 giugno 2014 che incrementa di 2 miliardi di euro la dotazione della "Sezione per assicurare la liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili degli enti locali" del "Fondo per assicurare la liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili" per la concessione di anticipazioni di liquidità in favore degli enti locali per il pagamento dei propri debiti nei confronti delle società da essi partecipate relativi a: a) debiti certi, liquidi ed esigibili alla data del 31 dicembre 2013; b) debiti per i quali sia stata emessa fattura o richiesta equivalente di pagamento entro il predetto termine; c) debiti fuori bilancio che presentavano i requisiti per il riconoscimento alla data del 31 dicembre 2013, anche se riconosciuti in bilancio in data successiva.

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2014-07-12&atto.codiceRedazionale=14A05470&elenco30giorni=false

Le modalità di accesso alle anticipazioni e di pagamento delle somme concesse sono definite sulla base delle disposizioni recate dall'Addendum, integrato mediante un atto aggiuntivo stipulato tra il Ministero dell' economia e delle finanze e la Cassa Depositi e Prestiti e reso disponibile all’indirizzo http://www.mef.gov.it/documenti-allegati/2014/Secondo_atto_aggiuntivo_allxaddendum_x2x.pdf. Gli enti interessati dovranno presentare apposita domanda alla CDDPP entro il prossimo 22 agosto 2014.

Il Ministero dell’Economia e delle finanza rende inoltre noto, con comunicato del 14 luglio 2014, che sulle anticipazioni di liquidità da erogare per il 2014 agli enti locali che ne faranno richiesta sarà applicato un tasso di interesse pari all’1,465%.



Portale di certificazione dei crediti

La Piattaforma telematica per la certificazione dei crediti (PCC) sta progressivamente adattando le proprie funzionalità agli inediti adempimenti, introdotti dalle ultimi interventi del legislatore (in primi il Decreto Irpef), che verranno assolti mediante il suo utilizzo.

Tramite l’accesso alla Piattaforma i fornitori possono ora verificare in tempo reale l’iter di lavorazione dei propri crediti e le Pubbliche amministrazione potranno a loro volta monitorare la situazione dei propri debiti, distinti per data di scadenza e per singolo creditore.

Sul sito della Piattaforma telematica è stato inoltre reso disponibile il modello “003 - UTENTE PA - OPERAZIONI SU FATTURE PRECARICATE.xlsx”, che consente agli Utenti di una Pubblica Amministrazione (Responsabili ed Incaricati) di registrare le operazioni di propria competenza sulle fatture o richieste equivalenti di pagamento. Possono essere registrate nel Sistema le operazioni di comunicazione di rifiuto, ricezione, contabilizzazione, e comunicazione di pagamento. Le fatture possono essere state caricate dall'amministrazione o dal fornitore ovvero, se elettroniche, possono essere già presenti in quanto inviate mediante il Sistema di Interscambio SID.



OpenCivitas e fabbisogni standard

Dallo scorso 16 giugno è disponibile per i Comuni e le Province appartenenti alle Regioni a Statuto Ordinario la banca dati OpenCivitas sui Fabbisogni Standard, in attuazione della Legge 5 maggio 2009 n. 42 (Delega in materia di Federalismo Fiscale) e dei successivi Decreti Legislativi. La "Business Intelligence" dei Fabbisogni Standard "OpenCivitas" è uno strumento di esplorazione, benchmarking e simulazione dei dati dei Comuni, delle Unioni di Comuni e delle Province raccolti ed elaborati per la determinazione dei Fabbisogni standard.

La banca dati è consultabile inizialmente solo da Comuni e Province all’indirizzo www.opencivitas.it, con la prospettiva di estendere in seguito la possibilità di accesso a tutti i cittadini.

Pur non nascondendo l’indubbio valore di questa banca dati, che costituisce il primo risultato concreto del lungo e complesso processo di monitoraggio dei fabbisogni standard e degli indicatori di gestione delle amministrazioni locali, si sottolineano le evidenti criticità che attualmente limitano la rilevanza dello strumento.

Si evidenzia innanzitutto la scarsa attualità dei dati forniti dagli enti nel processo di monitoraggio su cui si basa la banca dati, che risalgono al 2010 e non riflettono i forti tagli alle finanze locali operati da numerosi interventi legislativi nel corso del triennio 2011-2013. Viene inoltre segnalata la parzialità dei dati di OpenCivitas, che monitora solo le funzioni fondamentali e non tutte quelle che gravano effettivamente sui Comuni.

Il forte impulso impresso dal Governo al processo di definizione dei fabbisogni standard è comunque evidente ed è testimoniato dalla recente approvazione dei tre DPCM. Il più datato dei DPCM approvati riguarda la definizione degli indicatori della spesa delle funzioni generali di amministrazione, di gestione e di controllo con le annesse note metodologiche; dopo questo passaggio il provvedimento ha di fatto completato il suo iter ed attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Restano a questo punto in itinere gli altri due DPCM, relativi rispettivamente alle funzioni comunali nei campi dell’istruzione pubblica, della viabilità, dei trasporti, della gestione del territorio e dell’ambiente, del settore sociale e del servizio degli asili nido e alle funzioni provinciali relative all’istruzione pubblica e al territorio, il cui percorso di approvazione è ancora agli inizi.

Una volta approvati definitivamente anche questi due provvedimenti, per completare l’operazione di rilevazione dei fabbisogni standard mancheranno solo i DPCM sulle restanti funzioni delle Province: trasporti, tutela ambientale e polizia provinciale. Va detto che anche nel caso in cui questi ultimi due decreti vedessero la luce nei prossimi giorni e arrivassero al traguardo della pubblicazione in Gazzetta entro il 2014, i tempi non sarebbero così ampi da ipotizzare già una piena operatività dei fabbisogni standard nel 2015.

L’intento acceleratore del Governo sui fabbisogni standard è comunque indubbio e mira, oltre che all’aggiornamento dei dati, ad utilizzare questo strumento per modulare i futuri interventi dell’Erario sulla finanza locale e per superare in prospettiva il vituperato Patto di stabilità interno.

Schemi di DPCM approvati in Consiglio dei Ministri



Pagamenti eseguiti dai Comuni con contributi delle Regioni

In applicazione dell’articolo 2, comma 6-bis del Decreto-Legge 8 aprile 2013 n. 35, convertito dalla Legge 6 giugno 2013 n. 64, introdotto dall’articolo 28, comma 1, lettera b) del Decreto Irpef, è stato emanato dal Ministero dell’Economia e delle finanze il DM del 15 luglio 2014 in cui si definiscono le modalità e la tempistiche di certificazione e raccolta dei dati relativi ai pagamenti effettuati dalle pubbliche amministrazioni con le risorse trasferite dalle Regioni, a seguito dell’estinzione dei debiti elencati nei piani di pagamento regionali, alle stesse pubbliche amministrazioni.

I Comuni sono tenuti a trasmettere le certificazioni (il cui schema è disponibile all’indirizzo http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/Utilit/Selezione_normativa/D-M-/CertificazioneCrediti/DM15072014/index.html) entro 30 giorni dall’erogazione dei trasferimenti.



Monitoraggio delle opere pubbliche

Il MEF comunica che al fine di effettuare un monitoraggio all’1 ottobre 2014 sulla spesa in opere pubbliche, i suoi uffici stanno provvedendo ad inviare e-mail a circa 13.000 destinatari fra pubbliche amministrazioni, società concessionarie di pere pubbliche o titolari di interventi infrastrutturali, al fine di reperire informazioni relative allo stato di avanzamento dei lavori, agli affidamenti ed ai pagamenti effettuati. Il monitoraggio conterà in seguito su aggiornamenti trimestrali.

Si raccomanda ai titolari delle opere destinatari delle comunicazioni di fornire al MEF solo le informazioni non ancora in possesso del Ministero. A tal fine il MEF nella sua comunicazione fornisce le credenziali di accesso alla Banca dati delle amministrazioni pubbliche della Ragioneria Generale dello Stato dove, a partire dall’1 settembre 2014 le amministrazioni possono verificare direttamente i dati già reperiti dagli uffici del Ministero attraverso canali alternativi.



Anticipazioni di liquidità vincolate

La Corte dei Conti, Sezione autonomie, ha pubblicato la Delibera n. 19/2014/SEZAUT del 18 luglio 2014 in cui si ribadisce che le somme ricevute dagli enti locali a titolo di anticipazioni di liquidità, ai sensi del D.L. n. 35/2013, convertito dalla Legge n. 64/2013 (cosiddetto Decreto Pagamenti PA) non possono essere destinati al finanziamento di una nuova spesa, dovendosi escludere che possano confluire nel risultato di amministrazione dell’ente.

https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/doDettaglio.do?id=2827-18/07/2014-SEZAUT



Fondo di solidarietà 2014. In arrivo il riparto del contributo di 625 milioni di euro

La Conferenza Stato-Città ed autonomie locali nella seduta del 30 luglio 2014 ha dato parere favorevole alla metodologia di riparto, con Decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze, tra i Comuni del contributo di 625 milioni di euro previsto dall’articolo 1 comma 1 lett. d) D.L. n. 16/2014 (cosiddetto Salva Roma-ter), pubblicata sul sito del Dipartimento per gli Affari interni e territoriali all’indirizzo http://finanzalocale.interno.it/docum/comunicati/com310714_nota_metodologica.pdf, assieme all’elenco delle relative attribuzioni ai singoli Comuni (http://finanzalocale.interno.it/docum/comunicati/com310714all_A.pdf).

Il contributo di 625 milioni era stato riconosciuto ai Comuni per consentire loro di disporre delle risorse necessarie per fare quadrare i propri bilanci, superando i problemi di gettito che si sarebbero potuti verificare con l’introduzione della TASI, il nuovo tributo sui servizi indivisibili, nei Comuni che avessero optato per una tassazione ai fini IMU di alcune categorie di immobili oltre il 9,6 per mille (in alcuni casi anche fino al 10,6 per mille). In tali circostanze infatti, se si considera che ai sensi del comma 677 dell’articolo unico della Legge n. 147/2013 (Legge di stabilità 2014) la tassazione cumulativa sul medesimo immobile fra TASI e IMU non può eccedere il limite massimo del 10,6 per mille, necessariamente l’ente sarà stato costretto ad applicare ad esso aliquote TASI inferiori all’aliquota base dell’1 per mille, utilizzata dalla Ragioneria Generale dello Stato per la decurtazione a titolo di TASI del Fondo di solidarietà 2014.

I parametri da utilizzare nel riparto del contributo non sono condivisi da tutti gli addetti ai lavori. Oltre al gettito standard ed effettivo di IMU e TASI dei singoli Comuni vengono infatti considerati anche il fabbisogno "teorico" di detrazioni, che dipende dalle caratteristiche delle basi imponibili di ogni Comune. Inoltre una parte delle risorse viene dedicata ai Comuni che nella disciplina Imu hanno concentrato gli aumenti sugli immobili diversi dall'abitazione principale, mantenendo per quest'ultima l'aliquota ordinaria del 4 per mille.

Da un’analisi degli valori delle attribuzioni pubblicati dal Dipartimento si nota come di fatto i riparti del contributo si concentrino principalmente in favore delle grandi città, lasciando importi modesti ai piccoli Comuni. Rese pubbliche anche le quote di riparto del contributo di 625 milioni, a questo punto per arrivare a conoscere i valori definitivi delle quote del Fondo di solidarietà comunale 2014 spettanti ai singoli Comuni, occorrerà attendere la definizione dei riparti di queste ulteriori componenti:

il taglio imposto dal D.L. n.66/2014 (Decreto Irpef);

il taglio per maggiore IMU a seguito dalla ridefinizione dei Comuni mon-tani e collinari ai sensi dell’articolo 22 del Decreto Irpef,

il ristoro per minore gettito 2014 IMU sugli immobili agricoli previsto dall'articolo 1, comma 711 della Legge di stabilità 2014.



26 agosto 2014

Marco Castellani