Il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi


1. Ai soggetti titolari di reddito d'impresa che effettuano investimenti in beni 
strumentali nuovi compresi nella divisione 28 della tabella ATECO, di cui al
provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate 16 novembre 2007,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 296 del 21 dicembre 2007, destinati a
strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, a decorrere dalla data
di entrata in vigore del presente decreto e fino al 30 giugno 2015, è attribuito
un credito d'imposta nella misura del 15 per cento delle spese sostenute in
eccedenza rispetto alla media degli investimenti in beni strumentali compresi
nella suddetta tabella realizzati nei cinque periodi di imposta precedenti,
con facoltà di escludere dal calcolo della media il periodo in cui l'investimento
è stato maggiore.
2. Il credito d'imposta si applica anche alle imprese in attività alla data di entrata
in vigore del presente decreto-legge, anche se con un'attività d'impresa inferiore
ai cinque anni. Per tali soggetti la media degli investimenti in beni strumentali nuovi
compresi nella divisione 28 della tabella ATECO da considerare è quella risultante
dagli investimenti realizzati nei periodi d'imposta precedenti a quello in corso alla
data di entrata in vigore del presente decreto-legge o a quello successivo, con facoltà
di escludere dal calcolo della media il periodo in cui l'investimento è stato maggiore.
Per le imprese costituite successivamente alla data di entrata in vigore del presente
decreto-legge il credito d'imposta si applica con riguardo al valore complessivo
degli investimenti realizzati in ciascun periodo d'imposta.
3. Il credito d'imposta non spetta per gli investimenti di importo unitario inferiore a
10.000 euro.
4. Il credito d'imposta va ripartito nonchè utilizzato in tre quote annuali di pari importo
e indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta di riconoscimento
del credito e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d'imposta successivi nei
quali il credito è utilizzato. Esso non concorre alla formazione del reddito né della base
imponibile dell'imposta regionale sulle attività produttive e non rileva ai fini del rapporto
di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive
modificazioni. Il credito d'imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai
sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni,
e non è soggetto al limite di cui al comma 53 dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
La prima quota annuale è utilizzabile a decorrere dal 1' gennaio del secondo periodo di imposta
successivo a quello in cui è stato effettuato l'investimento. I fondi occorrenti per la regolazione
contabile delle compensazioni esercitate ai sensi del periodo precedente sono stanziati su
apposito capitolo di spesa nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze,
per il successivo trasferimento sulla contabilità speciale n. 1778 "Agenzia delle Entrate - Fondi di bilancio.
5. I soggetti titolari di attività industriali a rischio di incidenti sul lavoro, individuate ai sensi del
decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, come modificato dal decreto legislativo 21 settembre
2005, n. 238, possono usufruire del credito d'imposta solo se è documentato l'adempimento
degli obblighi e delle prescrizioni di cui al citato decreto.
6. Il credito d'imposta è revocato: a) se l'imprenditore cede a terzi o destina i beni oggetto degli investimenti a finalità estranee all'esercizio
di impresa prima del secondo periodo di imposta successivo all'acquisto;
b) se i beni oggetto degli investimenti sono trasferiti, entro il termine di cui all'articolo 43, comma 1,
del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, in strutture produttive situate
al di fuori dello Stato, anche appartenenti al soggetto beneficiario dell'agevolazione.
7. Il credito d'imposta indebitamente utilizzato ai sensi del comma 6 è versato entro il termine per
il versamento a saldo dell'imposta sui redditi dovuta per il periodo d'imposta in cui si verificano le
ipotesi ivi indicate.
8. Qualora, a seguito dei controlli, si accerti l'indebita fruizione, anche parziale, del credito d'imposta
per il mancato rispetto delle condizioni richieste dalla norma ovvero a causa dell'inammissibilità dei
costi sulla base dei quali è stato determinato l'importo fruito, l'Agenzia delle entrate provvede al
recupero del relativo importo, maggiorato di interessi e sanzioni secondo legge.
9. Agli oneri derivanti dal presente articolo, valutati in 204 milioni di euro per il 2016, 408 milioni
di euro per gli anni 2017 e 2018, e 204 milioni di euro per l'anno 2019, si provvede mediante
corrispondente riduzione della quota nazionale del Fondo per lo sviluppo e la coesione, programmazione
2014-2020, di cui all'articolo 1, comma 6, della legge 27 dicembre 2013, n. 147.
Ai sensi dell'articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il Ministro dell'economia
e delle finanze provvede al monitoraggio degli oneri di cui al presente articolo. Nel caso si verifichino
o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni, il Ministro dell'economia e delle finanze,
con proprio decreto, provvede alla riduzione della dotazione del Fondo per lo sviluppo e la coesione in
modo da garantire la compensazione degli effetti dello scostamento finanziario riscontrato, su tutti i saldi
di finanza pubblica e, conseguentemente, il CIPE provvede alla riprogrammazione degli interventi finanziati
a valere sul Fondo. Il Ministro dell'economia e delle finanze riferisce alle Camere con apposita relazione in
merito alle cause degli scostamenti e all'adozione delle misure di cui al precedente periodo.

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