Gerico 2014: la compilazione del quadro G

di Celeste Vivenzi

Pubblicato il 5 agosto 2014



a grande richiesta presentiamo una guida rigo per rigo alla compilazione dei dati contabili dello studio di settore per i liberi professionisti

Premessa generale

Gli esercenti attività professionali sono tenuti alla compilazione del modello studi di settore quadro G che contiene essenzialmente l'indicazione degli elementi strettamente contabili nel modello studi di settore. Di seguito viene fornita una descrizione utile alla compilazione pratica del quadro in oggetto tenendo in considerazione anche i dati contabili contenuti nel quadro RE di riferimento.



ANALISI DEL MODELLO QUADRO G

RIGO STUDIO G01: Compensi professionali percepiti al netto dei contributi dovuti alle rispettive casse di appartenenza. Rientrano anche i compensi rientranti nell'attività principale del Professionista (i.e. compensi per attività di sindaco /Amministratore).

I COMPENSI SONO DA INDICARSI AL LORDO DEL 4% PER GLI ISCRITTI ALLA GESTIONE SEPARATA. Rigo riferimento Quadro RE2.



RIGO STUDIO G02: MAGGIORI COMPENSI DERIVANTI DALL'ADEGUAMENTO AGLI STUDI. Rigo riferimento Quadro RE5. Non va indicata in questo rigo la maggiorazione del 3 % dovuta per la differenza da adeguamento agli studi superiore al 10 %.



RIGO STUDIO G03: Risarcimenti danni,proventi per maternità,interessi attivi verso clienti,interessi moratori; compensi per cessione clientela (se la cessione alla clientela risulta incassata tutta nell'esercizio è possibile optare per la tassazione separata e nel caso non rientra nel rigo G03). Rigo Quadro RE3.



RIGO STUDIO G04: Plusvalenze cessione beni mobili acquistati dopo il 04-07-2006 e cessione beni immobili acquistati nel triennio 2007-2009; vanno indicate anche le plusvalenze per i beni destinati al consumo personale. Le cessioni di beni mobili strumentali riferite a cespiti. Rigo Quadro RE 4.



RIGO STUDIO G05: Salari e stipendi, apprendisti, oneri sociali INPS e Inail, TFR, rimborsi a dipendenti,rimborsi indennità chilometriche, spese per la somministrazione di personale. Non sono da ricomprendersi le somme erogate al coniuge e ai figli minorenni o inabili in quanto costi non deducibili per il professionista (sono deducibili i soli contributi previdenziali e assistenziali dei familiari).



RIGO STUDIO G06: Compensi CO.CO.CO, rimborsi ai Co.co.co., compresi i 2-3 di Contributi INPS. Non sono deducibili i compensi erogati ai familiari del professionista (possono essere dedotti i soli contributi previdenziali). Rigo Quadro RE11.



RIGO STUDIO G07: Compensi a terzi inerenti l'attività professionale,spese per utilizzo strutture di terzi,quota spesa segreteria,spese attività in strutture polifunzionali. Sono da ricomprendere anche le somme corrisposte ai familiari con partita IVA. Rigo Quadro RE12.



RIGO STUDIO G08: Carburanti e lubrificanti (nel limite di un solo veicolo), energia elettrica,spese telefoniche, spese cellulari. Rigo Quadro RE14.



RIGO STUDIO G09: Abbuoni, cancelleria, carburanti ciclomotori nel limite del 20% del costo, manutenzione e riparazione, oneri bancari,assicurazioni professionali, assicurazioni auto nel limite del 20%, costi tenuta contabilità, spese, pubblicità, vigilanza, pulizie, spese legali, spese postali, rifiuti, imposte di bollo, IVA da pro-rata, tasse concessioni governative, spese ristoranti alberghi (75% nel limite del 2% dei compensi), spese convegni e aggiornamento professionale (nel limite del 50% delle spese sostenute), spese di rappresentanza (nel limite dell'1% dei compensi dichiarati), quota iscrizione ordine, sconti attivi, pedaggi autostrada,assicurazione RC, pubblicità, tassa rifiuti, Imu bene strumentale nel limite del 30% del costo, altre imposte. Righi Quadro RE 15-16-17-19.



RIGO STUDIO G10: Minusvalenze ordinarie relative a beni mobili acquistati dopo il 4 luglio 2006 e minusvalenze relative a beni immobili strumentali acquistati nel triennio 2007-2009. Rigo Quadro RE18.



RIGO STUDIO G11: Quote di Ammortamento e beni inferiori al milione. Rigo Quadro RE7.



RIGO STUDIO G12: Riscaldamento, gas, acqua, affitti passivi, spese condominiali, noleggi, canoni leasing, 10% IRAP, IRAP su costo del personale, interessi passivi, il 50% della rendita catastale. Non sono deducibili gli interessi pagati per l'Iva trimestrale. Rigo Quadro RE 8-9-10-13.



RG STUDIO G13: viene indicato il risultato contabile di periodo che in via generale coincide con i righi RE 23 UNICOPF (reddito o perdita)



RIGO STUDIO G14 – VALORE BENI STRUMENTALI: deve essere indicato: 1)il costo storico dei beni materiali e immateriali; 2) il costo di acquisto del concedente nel caso di contratti di leasing; 3) il valore normale del bene al momento di immissione nell'attività professionale dei beni detenuti in comodato o in locazione non finanziaria; 4) i beni strumentali posseduti per una sola parte dell'anno devono essere ragguagliati rispetto al periodo di possesso. Non si tiene conto del valore degli immobili, vanno considerati i beni di valore inferiore ai 516,46 euro, i beni strumentali promiscui vanno considerati al 50%, i beni a deducibilità limitata come le autovetture vanno considerate nel limite del 20 % del costo rilevante, nell'ipotesi di IVA totalmente indetraibile, ai sensi dell'art. 36-bis del DPR. 633-72, l'imposta si aggiunge al valore del bene mentre il pro-rata non rileva nel caso in cui non si tratti di attività totalmente esente. E' concesso non tener conto dei beni strumentali non utilizzati a patto che non siano state dedotte le relative quote di ammortamento.



RIGO STUDIO G15: va barrata la casella in caso di attività esente IVA.



RIGO STUDIO G 16: viene riportato il volume d'affari di cui al rigo VE 40 della dichiarazione IVA.



RIGO STUDIO G17: vanno indicate le operazioni fuori campo IVA e non vanno indicate le operazioni non soggetto ai sensi dell'art. Artt. 7 a 7-septies per mancanza del requisito territoriale in quanto comprese nel rigo GE 16.



RIGO STUDIO G18: va indicato l'ammontare complessivo dell'Iva a debito, l'Iva relativa ad operazioni dell'anno precedente ed esigibile nel periodo 2013, l'Iva relativa al 2013 ma esigibile nel 2014.



RIGO STUDIO G19: si indica l'Iva relativa a cessione di beni strumentali o a passaggi interni di beni e servizi.



RIGO STUDIO G20: vanno indicate le spese per canoni di locazione finanziaria e non finanziaria relativi a beni immobili adibiti all'esercizio della professione. Tale cifra è già inclusa nel rigo G12.



RIGO STUDIO G21: vanno indicate le spes per canoni di locazione finanziaria e non finanziaria relativi a beni mobili adibiti all'esercizio della professione. Tale cifra è già inclusa nel rigo G12.



RIGO STUDIO G22: vanno indicate le spese sostenute per beni strumentali inferiori ad euro 516,46. tali spese sono già indicate al rigo G11.



RIGO STUDIO G23: la casella deve essere barrata se in periodi precedenti il contribuente si è avvalso del regime dei minimi. La barratura ha lo scopo di evitare la segnalazione di divergenza tra il reddito indicato nel quadro RE del modello unico e il reddito indicato al rigo RG13 del modello studi di settore. Per la compilazione del quadro G le regole di compilazione devono essere prese in considerazione sia dai soggetti che nei periodi d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2011 e/o in quelli precedenti tale annualità, si sono avvalsi del regime dei contribuenti “minimi”e sia da coloro che si sono avvalsi del regime di vantaggio nel periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2012 (per i lavoratori autonomi non vi è una disposizione simile a quella prevista per le imprese che consente a tali soggetti di non essere sottoposti all’attività di accertamento da studi di settore nell’anno di cessazione del regime dei minimi). Nel caso di compilazione del quadro G (per i soggetti esercenti arti e professioni) occorre quindi barrare la casella in corrispondenza al rigo G23 “Applicazione del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità o del regime dei “minimiin uno o più periodi d’imposta precedenti” e, ai fini della compilazione del quadro , dovranno, ad esempio, essere individuate le quote di ammortamento relative ai beni strumentali di valore superiore ad euro 516,46 acquistate nei periodi d’imposta in cui il contribuente si è avvalso del regime dei minimi e dedotte interamente nell’esercizio di sostenimento della spesa (in buona sostanza i contribuentidevono provvedere alla compilazione del quadro G ignorando il sistema di contabilizzazione delle spese adottato in vigenza del precedente regime dei minimi). I professionisti infine non devono indicare nel quadro RE la causa di esclusione 12 ma sono soggetti ad applicare la congruità dello studio di settore.



Abbiamo a disposizione un'utilissima applicazione per la gestione contabile degli studi di settore



5 agosto 2014

Celeste Vivenzi