Diario quotidiano del 28 agosto 2014: attenzione alla sanzionabilità dell’intermediario telematico

Pubblicato il 28 agosto 2014

va bene il compenso all’amministratore di società di persone anche senza autorizzazione assembleare; sostituzione delle DRL: regolamento in G.U.; INAIL: nuovo modello OT/24 per chi ha migliorato le condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro; pensioni delle gestioni private e dello sport/spettacolo e prestazioni assistenziali; quando l’intermediario è sanzionabile per l’invio tardivo delle dichiarazioni fiscali; niente redditometro sul giovane che conduce un alto tenore di vita a spese di papà

 

 Indice:

 1) Va bene il compenso all’amministratore di società di persone anche senza autorizzazione assembleare

 2) Sostituzione delle DRL: regolamento in G.U.

 3) INAIL: nuovo modello OT/24 per chi ha migliorato le condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

 4) Pensioni delle gestioni private e dello sport/spettacolo e prestazioni assistenziali

  5) Quando l’intermediario è sanzionabile per l’invio tardivo delle dichiarazioni fiscali

 6) Niente redditometro sul giovane che conduce un alto tenore di vita a spese di papà

 

 

 1) Va bene il compenso all’amministratore di società di persone anche senza autorizzazione assembleare

Non commette delitto l’amministratore di società di persone che si accantona i compensi.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 36030 del 20 agosto 2014, che ha escluso l’integrazione della fattispecie di cui all’art. 2634 c.c. anche in assenza di indicazioni statutarie o decisioni dei soci sui compensi.

Dunque, non integra la fattispecie di infedeltà patrimoniale (art. 2634 c.c. ) l’amministratore di una società di persone che, in assenza di indicazioni statutarie e di decisioni in materia dei soci, accantoni in bilancio somme ad esso stesso spettanti a titolo di compenso per l’attività di gestione.

Nel caso di specie, l’amministratore unico di una società di persone accantonava in bilancio, sia per l’anno 2005 sia per l’anno 2006, la somma di 18.000 euro a titolo di compensi per la propria attività di gestione. Né l’atto costitutivo, né una qualsiasi decisione degli altri consociati, peraltro, disponeva alcunché in materia. Il silenzio costava all’amministratore un’accusa ed un processo per infedeltà patrimoniale ex art. 2634 c.c. In base al primo comma di tale disposizione, infatti, sono puniti con la reclusione da sei mesi a tre anni gli amministratori che, avendo un interesse in conflitto con quello della società, al fine di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto o altro vantaggio, compiono o concorrono a deliberare atti di disposiz