Diario quotidiano dell’8 agosto 2014: le linee guida 2014 dell’agenzia per contrastare l’evasione fiscale

Pubblicato il 8 agosto 2014



le linee guida 2014 dell'agenzia per contrastare l’evasione fiscale; assunzioni 2012 di disoccupati over 50: proroga benefici; riforma della Pubblica Amministrazione: è legge il provvedimento; senza coperture il taglio alle detrazioni scatterà da gennaio 2015; dall'1 luglio è obbligatoria la presentazione telematica delle domande di intervento all’Autorità doganale italiana; ok alle dichiarazioni dei lavoratori nel processo tributario; inventario irregolare: al via l’accertamento induttivo; tre automobili: occorre provare di poterne avere la disponibilità economica/finanziaria

 

Indice:

 1) Le linee guida 2014 dll'Agenzia per contrastare l’evasione fiscale

 2) Assunzioni 2012 di disoccupati over 50: proroga benefici

 3) Riforma della Pubblica Amministrazione: è legge il provvedimento

 4) Senza coperture il taglio alle detrazioni scatterà da gennaio 2015

 5) Dal 1° luglio è obbligatoria la presentazione telematica delle domande di intervento all’Autorità doganale italiana

 6) Ok alle dichiarazioni dei lavoratori nel processo tributario

 7) Inventario irregolare: al via l’accertamento induttivo

 8) Tre automobili: occorre provare di poterne avere la disponibilità economica/finanziaria

 

 

1) Linee guida 2014 per contrastare l’evasione fiscale

L’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 25/E del 06 agosto 2014, ha diramato la strategia per la prevenzione e il contrasto all’evasione, chiedendo agli uffici di orientare l’azione di controllo alla massima correttezza e proporzionalità, in un contesto di leale collaborazione e buona fede. Tutti i controlli devono basarsi su approfondite analisi del rischio “tarate” in base alle tipologie dei contribuenti. Per i grandi, cioè quelli con volume d’affari sopra i 100 milioni di euro, l’Agenzia punta l’attenzione sui fenomeni di reale evasione, come per esempio la delocalizzazione dei redditi verso paesi a fiscalità più favorevole e la pianificazione fiscale aggressiva. Sempre con riferimento ai “big” continua la sperimentazione del “regime di adempimento collaborativo”. Si accelera, quindi, sulle frodi che possono avere una forte ricaduta sulla competitività e nascondono fenomeni di corruzione: dalle false lettere d’intento alle compensazioni di crediti erariali inesistenti. Grande cautela per gli accertamenti basati su presunzioni. Le indagini finanziarie devono essere utilizzate evitando richieste di dettaglio su importi poco rilevanti e chiaramente riferibili alle normali spese personali o familiari. Il redditometro scatta soltanto nei confronti di coloro che presentano scostamenti significativi tra reddito dichiarato e spese sostenute.

Grandi contribuenti

L’Agenzia chiede alle proprie strutture regionali di concentrare la capacità di indagine sulle situazioni che possono rappresentare una reale evasione o elusione tributaria, come, per esempio, la delocalizzazione dei redditi verso paesi a fiscalità più favorevole e i fenomeni di pianificazione fiscale aggressiva. Sempre con riguardo ai grandi contribuenti, trovano ampia conferma sia lo strumento del tutoraggio sia il progetto pilota “Regime di adempimento collaborativo” avviato a giugno 2013, in collaborazione col mondo delle imprese, con l’obiettivo di analizzare i sistemi di controllo interno orientati alla gestione del rischio fiscale.

Imprese di medie dimensioni

Più coordinamento con gli altri organi dell’Amministrazione finanziaria e sperimentazione del tutoraggio anche per i “medi”. Per questa platea, le analisi di rischio da parte delle strutture provinciali dell’Agenzia acquistano nuovo impulso e la supervisione delle Direzioni regionali soprattutto con riferimento alle imprese medio-grandi (con fatturato superiore ai 25 milioni di euro), ai fenomeni di evasione o di elusione che possono coinvolgere realtà appartenenti a gruppi societari e al turn-over delle imprese di medie dimensioni nei singoli ambiti provinciali. Lente puntata, infine, sui casi di “migrazione” dalla platea dei grandi contribuenti a quella dei medi, anche attraverso specifiche operazioni societarie finalizzate a contrarre le dimensioni.

Piccole imprese e autonomi

Azione di controllo orientata alla massima ragionevolezza e proporzionalità anche nei confronti delle imprese di minori dimensioni e dei lavoratori autonomi. In particolare, il documento di prassi sottolinea che lo strumento delle indagini finanziarie deve essere utilizzato solo dopo un’attenta analisi del rischio dalla quale emergano significative anomalie e che vanno in ogni caso evitate richieste di dettaglio su importi poco rilevanti e chiaramente riferibili alle normali spese personali o familiari. Priorità, in ogni caso, alla collaborazione con il contribuente, chiamato a fornire eventuali giustificazioni in

merito alle operazioni sotto osservazione. Importante il contraddittorio soprattutto nelle ipotesi di utilizzo delle presunzioni, da applicare secondo logiche di proporzione e ragionevolezza, senza automatismi.

Sotto la lente pure i requisiti per fruire del regime premiale, la disciplina che prevede una serie di vantaggi per i contribuenti congrui, coerenti e che hanno assolto correttamente l’obbligo di comunicazione dei dati rilevanti (art. 10, commi 9-13, D.L. n. 201/2011).

Altro punto messo in evidenza dalla circolare è l’utilizzo delle “indagini finanziarie” per l’attività di controllo. Tale strumento deve essere utilizzato solo a seguito di un’attenta attività di analisi del rischio che faccia emergere significative anomalie dichiarative, preferibilmente quando è già in corso un’attività istruttoria dell’ufficio.

Ugualmente, nei controlli agli esercenti arti e professioni, sarà utilizzato lo strumento delle indagini finanziarie solo quando la posizione fiscale è difficilmente riscontrabile con altre modalità istruttorie. In tale ambito, l’Agenzia ricorda che scopo delle indagini finanziarie è quello di ricostruire l’effettiva disponibilità reddituale del soggetto sottoposto a controllo e che le presunzioni previste dalla norma (art. 32, comma 1, n. 2, secondo periodo, Dpr 600/1973) devono essere applicate dall’ufficio con criteri di buon senso e di ragionevolezza, anche avvalendosi della collaborazione del contribuente.

Enti non commerciali e Onlus

Nell’ambito degli Enti non commerciali, restano sorvegliati speciali i soggetti che si presentano come non profit, ma che in realtà svolgono vere e proprie attività commerciali. Anche in questo comparto, l’attività di controllo deve comunque essere ispirata al massimo equilibrio: le linee guida delle Entrate raccomandano infatti di evitare di perseguire le situazioni di minima rilevanza. Stessa filosofia nei confronti delle Onlus.

Il redditometro scatta solo per i contribuenti ad alto rischio

Nell’ambito dell’attività di controllo nei confronti delle persone fisiche, nel 2014 è stata data attuazione alla normativa relativa allo strumento del redditometro. La circolare ricorda che la fase preliminare di selezione dei contribuenti “a rischio evasione” va particolarmente curata, così da far scattare l’accertamento soltanto nei confronti di coloro che presentano scostamenti significativi tra reddito dichiarato e spese sostenute.

La circolare ribadisce poi come, a tutela del cittadino, durante il momento di confronto con l’Amministrazione finanziaria deve essere garantita un’attenta valutazione delle prove e dei chiarimenti forniti dai contribuenti.

Frodi intracomunitarie e indebite compensazioni

La circolare spinge sul fronte del contrasto ai fenomeni di frode intracomunitaria, alle false lettere d’intento e alle compensazioni di crediti erariali inesistenti. Il documento di prassi, inoltre, ribadisce l’opportunità di seguire nel tempo le attività che i soggetti coinvolti nelle frodi intraprendono successivamente poiché spesso, utilizzando gli stessi schemi societari, tendono a riprodurre i fenomeni fraudolenti.

I controlli, anche quest’anno, devono essere indirizzati, principalmente, al contrasto dei fenomeni di illeciti intracomunitari. In primo piano, le false lettere d’intento e le compensazioni di crediti erariali inesistenti.

Le indebite compensazioni, è stato accertato, sono particolarmente riscontrabili nel settore del facility management, ovvero delle aziende che offrono determinati servizi (gestione degli edifici, impianti elettrici, eccetera) ad altre imprese. Anche in questo caso, il monitoraggio territoriale e un’azione coordinata con gli uffici provinciali è fondamentale per ostacolare il fenomeno e mettere a fuoco gli ambiti societari da controllare.

Altre operazioni sui cui vigilare sono le immatricolazioni delle auto e, in particolare, quelle con deroga al pagamento dell’Iva, per applicazione del regime del margine o perché relative a veicoli considerati “beni strumentali”.

Massima attenzione, poi, agli operatori intracomunitari. L’Agenzia delle entrate, ricorda la circolare, ha la facoltà di escludere dall’archivio Vies sia i soggetti a rischio sia quelli che si sono resi colpevoli di fenomeni fraudolenti.

Evasione internazionale

Per quanto riguarda lo spostamento fittizio della residenza fuori confine, con l’unico fine di evitare la tassazione in Italia, la circolare pone l’accento sull’applicativo “So.No.Re”, che consente di far emergere situazioni di persone con residenza estera, ma interessi e affari nello Stato. La stessa applicazione segnala anche i casi di stranieri fiscalmente residenti in Italia, ma che non hanno mai regolarizzato la loro posizione.

Infine, informa il documento di prassi, è stato assegnato all’Ucifi (Ufficio centrale per il contrasto agli illeciti fiscali internazionali) il compito di coordinare la collaborazione tra Agenzia e contribuenti che volontariamente scelgono di rientrare nella legalità (anche in prospettiva delle nuove misure allo studio del Parlamento), dichiarando attività economiche e finanziarie illecitamente detenute all’estero.

 

2) Assunzioni 2012 di disoccupati over 50: proroga benefici

Inps: Entro il 30 settembre 2014 le domande per i benefici per l’occupazione 2012.

L’Inps, con la circolare n. 98 del 06 agosto 2014, si pronuncia sui benefici per l’occupazione relativi all’assunzione di disoccupati over 50 e prosecuzione di rapporto di lavoro con soggetti che abbiano almeno 35 anni di anzianità contributiva.

Proroga dei benefici per l’occupazione previsti in via sperimentale dalla legge 191/2009, art. 2, commi 134, 135 e 151. Indicazioni per l’anno 2012. La legge n. 183 del 12 novembre 2011 ha prorogato per l’anno 2012 i benefici previsti dalla legge n. 191 del 23 dicembre 2009, per l’assunzione di lavoratori disoccupati, che versino in situazioni particolari.

Per i datori di lavoro che abbiano originariamente assunto lavoratori in mobilità il beneficio spetta se:

- è meramente proseguito durante il 2012 il rapporto di lavoro, per il quale sono scadute – il 31 dicembre 2011 o nel corso del 2012 - le riduzioni contributive previste dalla legge 223/1991, articoli 8, comma 2, o 25, comma 9;

- è stato prorogato, nel corso del 2012, un rapporto di lavoro a termine oltre i dodici mesi previsti dall’articolo 8, comma 2, della legge 223/1991.

Per i datori di lavoro che hanno originariamente assunto nel corso del 2010 o del 2011 lavoratori con almeno 50 anni di età, che godevano di indennità di disoccupazione non agricola con requisiti normali, il beneficio spetta se:

- è meramente proseguito, durante il 2012, il rapporto di lavoro, per il quale sono scadute – il 31 dicembre 2011 - le riduzioni contributive previste dall’articolo 2, comma 134, 1° periodo, della legge 191/2009;

- è stato prorogato, con decorrenza 1° gennaio 2012, un rapporto di lavoro a termine per il quale il 31 dicembre 2011 erano scadute le riduzioni contributive previste dall’articolo 2, comma 134, 1° periodo, della legge 191/2009;

- è stato trasformato a tempo indeterminato, con decorrenza 1° gennaio 2012, un rapporto di lavoro a tempo determinato instaurato nel corso del 2010 o del 2011 per il quale il 31 dicembre 2011 erano scadute le riduzioni contributive previste dall’articolo 2, comma 134, 1° periodo, della legge 191/2009.

Allo scopo di accedere ai benefici, i datori di lavoro interessati dovranno presentare apposita domanda, contenente una dichiarazione di responsabilità in ordine alla sussistenza delle condizioni di legge. La domanda dovrà essere presentata esclusivamente in modalità telematica, avvalendosi dell’applicazione “DiResCo - Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente” disponibile presso il sito internet dell’Istituto www.inps.it, seguendo il percorso “servizi on line”, “per tipologia di utente”, “aziende, consulenti e professionisti”, “servizi per le aziende e consulenti” (autenticazione con codice fiscale e pin), “dichiarazioni di responsabilità del contribuente”.

L’inoltro dovrà essere effettuato entro la fine del mese successivo alla data di pubblicazione della presente circolare (30 settembre 2014); è necessario che i datori di lavoro presentino le domande nel termine indicato, anche qualora le stesse fossero già state erroneamente presentate.

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, nota del 07 agosto 2014)

 

3) Riforma della Pubblica Amministrazione: è legge il provvedimento

Approvato in via definitiva il decreto sulla Pubblica Amministrazione. La Camera, dopo aver votato la questione di fiducia con 346 voti favorevoli e 177 contrari e aver svolto la trattazione degli ordini del giorno, ha approvato in via definitiva il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, recante misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari (C. 2486-B) nel testo già approvato dalla Camera e come modificato dal Senato.

A seguire l’esame dei disegni di legge: Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2013 (C. 2541) e Disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle Amministrazioni autonome per l’anno finanziario 2014 (C. 2542-A); la discussione della relazione della Giunta per le autorizzazioni sulla domanda di autorizzazione all'utilizzazione di intercettazioni di conversazioni e comunicazioni nei confronti del deputato Genovese.

Da ultimo esame e votazione delle questioni pregiudiziali riferite al disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 1° agosto 2014, n. 109, recante proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia, iniziative di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione, nonché disposizioni per il rinnovo dei comitati degli italiani all'estero (C. 2598).

Camere di commercio

Le tariffe delle segreterie saranno definiti in base ai costi standard, che verranno fissati dal ministero dello Sviluppo economico, dopo aver consultato la società per gli studi di settore e Unioncamere. Inoltre il taglio degli importi dovuti alle camere di commercio sarà graduale nei prossimi tre anni ( -35% nel 2015, -40% nel 2016 e -50% nel 2017).

 

4) Senza coperture il taglio alle detrazioni scatterà da gennaio 2015

Padoan: senza coperture il taglio alle detrazioni scatterà da gennaio 2015. Senza nuove risorse da tagli spesa o maggiori entrare scatterà da gennaio il taglio alle detrazioni fiscali come previsto dalla scorsa legge di stabilità.

Lo ha ricordato il Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, intervenendo nell’Aula alla Camera. La legge di stabilità del 2014 prevede infatti che si proceda con Dpcm da emanarsi entro il 15 gennaio 2015 alla revisione delle agevolazioni e detrazioni fiscali in misura tale da garantire 3 miliardi nel 2015, 7 nel 2016 e 10 nel 2017. “Tale revisione non sarà tuttavia applicata”, ha ribadito il ministro, “qualora entro la data del primo gennaio siano approvati provvedimenti che assicurino, in tutto o in parte, maggiori entrate e/o risparmi di spesa, da conseguire mediante interventi di razionalizzazione e di revisione della spesa”.

“La revisione della spesa”, ha sottolineato Padoan, “è e resta al centro della strategia del governo, è indispensabile per il raggiungimento degli obiettivi di crescita e della sostenibilità della finanza pubblica”.

E comunque “è compito del governo” decidere sulla spending review.

“I tagli lineari offrono una copertura ma non sono coerenti con la logica della revisione della spesa, né con la legge di stabilita”, ha precisato il ministro. “Essi peraltro riducendo l’area delle uscite da sottoporre a una approfondita analisi rendono più complesso lo svolgimento stesso di un processo di revisione della spesa per le modalità con cui sono adottati, spesso in condizioni di urgenza e attraverso misure da approntare in corso di gestione, determinano effetti su quelle spese che più facilmente possono essere ridotte ma che non rappresentano necessariamente le correzioni per assicurare una migliore efficienza della spesa pubblica”.

Il Ministro ha poi aggiunto che “la prossima legge di stabilità dovrà tenere conto del contesto, europeo e non solo italiano, di crescita e di inflazione contenute e inferiori alle attese, per quanto riguarda l’anno in corso”.

In ogni caso, “le più recenti previsioni macroeconomiche collocano nel 2015, e oltre, una fase di ripresa più decisa e sostenuta. È in questo contesto di medio periodo che si pone la politica economica del governo”.

Infine, secondo Padoan, “è prematuro abbandonarsi a valutazioni sull’impatto dell’introduzione del bonus fiscale a soli tre mesi dalla effettiva ricezione da parte delle famiglie”.

 

5) Dal 1° luglio è obbligatoria la presentazione telematica delle domande di intervento all’Autorità doganale italiana

Dal 1° luglio 2014 è diventata obbligatoria la presentazione in modalità telematica delle domande di intervento all’Autorità doganale italiana.

Lo precisa l’Agenzia delle Dogane, con la nota n. 79094/RU del 04 agosto 2014, sull’intervento dell’autorità doganale nei confronti di merci sospettate di violare diritti di proprietà intellettuale. Regolamento UE 608/2013 che abroga il Regolamento 1383/2003. Regolamento di applicazione UE n. 1352/2013 che abroga il Regolamento 1891/2004. Obbligo di utilizzo della procedura telematica dal 1° luglio 2014.

La trasmissione e compilazione delle domande avviene utilizzando il servizio Istanze on line del sistema FALSTAFF secondo le disposizioni già emanate dalle Dogane con la nota prot. n. 22965 del 28 febbraio 2014.

Con la citata nota, i titolari e i loro rappresentanti sono stati invitati ad effettuare con ogni sollecitudine invii di test nell’ambiente di prova - messo a disposizione dall’Agenzia - al fine di intercettare, per tempo, ogni possibile criticità derivante dalla necessaria familiarizzazione con il nuovo servizio.

In considerazione delle difficoltà segnalate da alcuni utenti, in merito soprattutto alle modalità operative cui attenersi per l’accreditamento alle procedure telematiche per la compilazione e la trasmissione dell’istanza di tutela, l’Agenzia ha organizzato il 5 giugno 2014 un workshop operativo al quale hanno aderito un rilevante numero di aziende e di studi legali.

Così come condiviso nel corso dell’incontro adesso le Dogane forniscono con la presente nota ulteriori istruzioni operative che sostituiscono integralmente quelle già diramate con la nota prot. n. 22965 del 28 febbraio 2014.

 

6) Ok alle dichiarazioni dei lavoratori nel processo tributario

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16462 del 18 luglio 2014, ha ritenuto legittimo il fatto che le testimonianze dei lavoratori, acquisite dalla Guardia di Finanza e trasferite nel processo verbale di constatazione, possano essere recepite nell’avviso di accertamento, con valore indiziario e come tali pienamente utilizzabili per il recupero delle ritenute fiscali sui compensi per lavoro dipendente corrisposti ai medesimi lavoratori, non iscritti nei libri obbligatori.

“…benché nell’ambito del processo tributario vi sia il divieto di produrre prove testimoniali, ciò non si applica nel caso in cui le dichiarazioni dei testimoni vengano trasfuse nel verbale redatto dalla G.d.F” trova applicazione anche nella questione inerente l’omesso versamento di ritenute d’acconto. In tal senso la sentenza della Suprema Corte.

L’Agenzia delle entrate proponeva ricorso per cassazione nei confronti di una srl avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale con la quale - in una controversia concernente l’impugnazione di un avviso di accertamento emesso, in relazione a maggiore IRPEF dovuta dalla società, quale sostituto d'imposta, per omesse ritenute d'acconto su compensi per lavoro dipendente corrisposti a 32 soggetti, non iscritti nei libri obbligatori - è stata riformata la decisione di primo grado, che aveva respinto il ricorso della società contribuente. In particolare, i giudici d’appello hanno sostenuto che, rappresentando l'art.7 d.lgs. 546/1992, con il quale si dispone “l’inammissibilità della prova sostanziale nel processo tributario”, una norma sostanziale, non meramente processuale, “limitando non solo la prova in giudizio, ma altresì il potere di accertamento degli uffici tributari”, di natura meramente cartolare, le dichiarazioni dei terzi raccolte in sede di verifica fiscale dovevano ritenersi “sfornite ex se di una qualsiasi efficacia probatoria”, occorrendo un loro riscontro con altri elementi di prova, documentali. Nella fattispecie, invece, l’Amministrazione non aveva offerto prova documentale dei rapporti di lavoro dipendente e quindi dell’inadempimento agli obblighi del sostituto d'imposta, stante la mancata produzione in giudizio del “verbale della Guardia di Finanza” e di qualsiasi documento “che rinviasse a tali rapporti” ed essendo l’accertamento esclusivamente basato sulle “dichiarazioni dei presunti lavoratori e sull'esame di provvedimenti giudiziari civili, di dubbia interpretazione sotto il profilo fiscale”. L’Agenzia delle entrate ricorrente impugnava tale decisione avendo i giudici ritenuto inammissibili ai sensi dell’art. 7 suddetto le dichiarazioni rese dai terzi, a sostegno delle contestazioni in materia dì omessa ritenuta alla fonte su compensi a lavoratori, non registrati nei libri contabili obbligatori, mentre la norma intende soltanto colpire le prove testimoniali formate nel processo tributario ed avendo i giudici d’appello negato alle suddette informative raccolte dai verbalizzanti anche la valenza di semplici indizi da vagliare circa la loro fondatezza. Ha precisato quindi la suprema Corte che nel processo tributario, le dichiarazioni del terzo, acquisite dalla G.d.F. e trasfuse nel processo verbale di constatazione, a sua volta recepito dall’avviso di accertamento, hanno valore indiziario, concorrendo a formare il convincimento del giudice unitamente ad altri elementi. Il tutto, se riveste i caratteri all’art. 2729 cod. civ., da luogo a presunzioni semplici (D.P.R. n. 600/1973, art. 39), generalmente ammissibili nel contenzioso tributario, nonostante il divieto di prova testimoniale. La disposizione contenuta nell’art. 7, comma 4 d.lgs. 546/1992 (“non sono ammessi il giuramento e la prova testimoniale”) limita i poteri del giudice tributario e non pure i poteri degli organi di verifica. Pertanto, la limitazione vale soltanto per la diretta assunzione, da parte del giudice stesso, della narrazione dei fatti della controversia compiuta da un terzo, ovverosia per quella narrazione che, in quanto richiedente la formulazione di specifici capitoli e la prestazione di un giuramento da parte del terzo assunto quale teste, acquista un particolare valore probatorio. Le dichiarazioni, invece, dei terzi raccolte da verificatori o finanzieri e inserite, anche per riassunto, nel processo verbale di constatazione, hanno natura di mere informazioni acquisite nell’ambito di indagini amministrative e sono, pertanto, pienamente utilizzabili quali elementi di convincimento.

Alla luce dei principi che precedono è inesatto pretendere, come sostenuto nella sentenza, che gli indizi possano assurgere a fonte di prova solo se confortati da ulteriori indagini, da eseguire necessariamente da parte dell'Ufficio per provare la fondatezza delle informazioni rese fornite dal terzo.

Il giudice “a quo” avrebbe dovuto procedere all’esame degli indizi disponibili (le risposte date dai terzi ai questionari inviati nonché quelle fornite dai lavoratori presenti in loco al momento dell'accesso), posti a fondamento e motivazione dell'avviso, al fine di stabilire, con giudizio di merito, logicamente e congruamente motivato, l’eventuale sussistenza dei caratteri di gravità, precisione e concordanza, in presenza dei quali la pretesa erariale sarebbe fondata. Per tutto quanto sopra esposto, il ricorso dell’Agenzia è stato accolto.

 

7) Inventario irregolare: al via l’accertamento induttivo

Legittimo l’accertamento induttivo se l’inventario è irregolare. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16477 del 18 luglio 2014, ha stabilito che è legittimo l’accertamento induttivo qualora la contabilità dell’azienda presenti un inventario “irregolare”, giacché privo dell’indicazione della consistenza dei beni oggetto delle rimanenze.

In particolare, secondo i giudici, “l’incompletezza della documentazione contabile ……. rende non attendibili le scritture e autorizza l’accertamento in via induttiva”.

Inoltre, il riferimento al bilancio e relativa nota integrativa non è sufficiente a compensare tale irregolarità, poiché, ai sensi dell’art. 15, D.P.R. n. 600/1973, l’inventario e il bilancio sono documenti contabili distinti e aventi contenuto e finalità diverse.

 

8) Tre automobili: occorre provare di poterne avere la disponibilità economica/finanziaria

È necessario dimostrare almeno che i mezzi di locomozione sono nella disponibilità anche di altri o che se ne sopportino le spese solo in parte.

In mancanza di prova contraria da parte del contribuente, il certificato del Pubblico registro automobilistico (Pra), dal quale risulta la disponibilità di tre auto, può costituire elemento idoneo a giustificare l’accertamento di un maggior reddito e anche una diversa decisione del giudice tributario che non ha precisato gli elementi concreti che ha utilizzato per negare rilevanza ai beni indicatori di capacità contributiva.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 15931 del 11 luglio 2014.

Un contribuente ha proposto ricorso avverso un avviso di accertamento con il quale l’ufficio aveva determinato una maggiore Irpef per l’anno d’imposta 2003, sulla base della disponibilità, tra i beni, anche di tre auto.

In entrambi i gradi di merito, i giudici hanno ritenuto non fondata la pretesa fiscale. In particolare, la Commissione tributaria regionale ha respinto l’appello dell’Agenzia delle Entrate e ha confermato la sentenza di primo grado, ritenendo e dichiarando illegittimo l’avviso di accertamento.

Di diverso avviso la Cassazione, innanzi alla quale la decisione di appello è stata censurata, per violazione e falsa applicazione dell’articolo 38, Dpr 600/1973, e degli articoli 2697 e 2728 del codice civile, nonché per insufficiente motivazione su fatti controversi e decisivi.

La Corte, infatti, ha affermato che la sentenza impugnata non ha indicato, tra l’altro, “i concreti elementi utilizzati per negare rilevanza agli elementi indicatori di capacità contributiva”, né ha esplicitato “i concreti dati e l’iter logico giuridico seguiti per affermare… la indisponibilità di tre auto, oltretutto, pretermettendo l’esame delle risultanze del P.R.A., idonei a giustificare una diversa decisione…”.

vedi anche: tre auto fanno un sintetico (a cura Dott. Gianfranco Antico)

 

 

Vincenzo D’Andò