Diario quotidiano del 7 agosto 2014: l’aggiornamento dei principi contabili

Pubblicato il 7 agosto 2014



OIC pubblica i Principi contabili aggiornati; aggiornato software di compilazione modello Unico Persone fisiche 2014; procedimento semplificato di cancellazione delle ipoteche;entrate tributarie stabili nel periodo gennaio-giugno 2014 (-0,8%); modifiche al Regolamento AIM Italia; criteri di calcolo del part time: criticità risolte; ravvedimento operoso 770/2014 slitta al 19 settembre; redditometro: l’onere della prova contraria spetta al contribuente

 

Indice:

 1) OIC pubblica i Principi contabili aggiornati

 2) Aggiornato software di compilazione modello Unico Persone fisiche 2014

 3) Procedimento semplificato di cancellazione delle ipoteche

 4) Entrate tributarie stabili nel periodo gennaio-giugno 2014 (-0,8%)

 5) Modifiche al Regolamento AIM Italia

 6) Criteri di calcolo del part time: criticità risolte

 7) Ravvedimento operoso 770/2014 slitta al 19 settembre

 8) Redditometro: l’onere della prova contraria spetta al contribuente

 

 

1) OIC pubblica i Principi contabili aggiornati

L’organismo italiano di contabilità ha approvato le nuove regole. In vigore dal 31/12/14. I dati seguono stato patrimoniale e conto economico.

Pronti i nuovi principi contabili: l’Organismo italiano di contabilità ha, infatti, approvato il 5 agosto 2014 le nuove regole, applicabili dal 31 dicembre 2014, per i conti annuali e consolidati redatti secondo le disposizioni civilistiche. Le numerose novità, frutto dell'evoluzione normativa e ispirate alla migliore prassi internazionale, riguardano sia gli schemi che la valutazione delle singole poste di bilancio.

Cambiano nota integrativa e rendiconto finanziario. L’Oic 12, dedicato agli schemi di bilancio, prevede un nuovo layout per il primo prospetto: anticipando quanto previsto dalla nuova direttiva sui bilanci, si adotta un ordinamento delle informazioni basato sulla sequenza delle voci di stato patrimoniale e conto economico. Non sarà più possibile seguire, quindi, la numerazione prevista dall’art. 2427 c.c. Il rendiconto finanziario, raccomandato dall’Oic 10 a prescindere dal tipo di conti o dalla forma societaria, si fonda ora su di una sola risorsa di riferimento: le disponibilità liquide. Viene eliminata, quindi, la possibilità di ricorrere all’ormai obsoleto capitale circolante netto.

Anche le società di persone e le imprese individuali, purché svolgano attività commerciale (ai sensi dell'art. 2195 c.c.), dovrebbero comunque redigere il bilancio d’esercizio applicando, in quanto compatibili, le semplificazioni previste per quello in forma abbreviata.

Le novità più significative in tema di valutazione riguardano l’impairment degli asset durevoli, le immobilizzazioni materiali, le rimanenze e i debiti.

L’Oic 29 affronta la tematica delle svalutazioni per perdite durevoli di valore fondandola su un modello generale derivato dai principi contabili internazionali: la determinazione del valore recuperabile attraverso l’attualizzazione dei flussi di cassa attesi dall’asset oggetto di impairment. Viene però consentito alle Pmi, riducendo così i loro oneri amministrativi, di optare per la più semplice capacità d’ammortamento ossia la mera differenza tra i ricavi e i costi ritraibili dall’elemento valutato.

Con riferimento alla valutazione del magazzino, viene ammesso il metodo dei prezzi al dettaglio. Sempre l’Oic 13 precisa che i contributi in conto esercizio per l’acquisto di rimanenze sono portati in deduzione del loro costo così da sospenderlo per quanto effettivamente sostenuto.

Riformulata, inoltre, la disciplina sugli oneri finanziari: come per le immobilizzazioni materiali, se ne consente la capitalizzazione, sia per quelli specifici che quelli generici, in proporzione alla durata del periodo di fabbricazione purché significativa.

L’Oic 23 concede più spazio, infine, al criterio della percentuale di completamento chiarendo definitivamente la sua applicabilità anche per i lavori in corso su ordinazione a breve termine.

In tema di debiti, l’Oic 19 rivede la disciplina sullo scorporo degli interessi passivi impliciti nei debiti di natura commerciale: gli interessi passivi debbono essere scorporati al momento della rilevazione iniziale della passività per poi essere ripartiti, attraverso un risconto attivo, lungo l’intera durata del rapporto obbligatorio la cui scadenza, in ogni caso, deve superare l’esercizio successivo.

Maggiore attenzione, inoltre, in tema di finanziamenti soci: il principio contabile lega la loro qualificazione, in modo da evitare ogni possibile e strumentale equivoco con le risorse trasferite a patrimonio netto, all’effettiva previsione dell’obbligo del loro rimborso.

Ammortamento anche per i cespiti inutilizzati, adozione del «component approach» e riformulazione della disciplina sulla capitalizzazione degli oneri finanziari. Sono queste le tre principali novità contenute nell’Oic 16 dedicato alla rappresentazione in bilancio delle immobilizzazioni materiali.

Lo standard aggiornato elimina la previsione secondo cui il processo d’ammortamento andava sospeso per i cespiti non utilizzati per lungo tempo: una soluzione incompatibile con la rappresentazione veritiera e corretta della situazione aziendale visto che, anche in tale lasso temporale, il cespite è pur sempre soggetto a senescenza e obsolescenza. Il nuovo orientamento è particolarmente importante in un momento di crisi come l’attuale, caratterizzato da una riduzione del tasso d’impiego delle immobilizzazioni materiali: particolare attenzione dovrà essere rivolta alla definizione della corretta quota d’ammortamento, in modo da rispettare i dettami del principio contabile senza appesantire il conto economico. La seconda novità riguarda il cosiddetto «component approach», soluzione derivata dal corrispondente principio contabile internazionale. Si tratta di suddividere, quando ciò sia praticabile e significativo, il cespite nei suoi componenti aventi vita utile differente (per esempio: per gli aerei, l’avionica, la fusoliera e i motori; per un fabbricato, l'ascensore, gli impianti e lo stabile; per un altoforno, la struttura portante, il forno e i condotti di alimentazione e scarico) in modo da procedere al calcolo del loro ammortamento in modo separato. L’Oic 16 prevede, inoltre, che il processo d’ammortamento cessi qualora il valore residuo stimato del cespite risulti pari o superiore a quello netto contabile. Il nuovo Oic 16 aggiorna le disposizioni sulla capitalizzazione degli oneri finanziari relativi alla fabbricazione delle immobilizzazioni materiali semplificandone la comprensione e l’applicazione. L’addebito di interessi passivi sul valore di queste ultime è possibile solo con riguardo a oneri effettivamente sostenuti, oggettivamente determinabili ed entro il limite del valore recuperabile dei beni; posso essere considerati sia gli oneri finanziari specifici (da finanziamenti di scopo) che quelli generici, ma solo in proporzione alla durata del periodo di fabbricazione purché significativa. Gli interessi rimarranno comunque contabilizzati nella voce C17 del conto economico dell'esercizio di competenza, la capitalizzazione avverrà indirettamente ponendo quale contropartita dell'’asset la voce A4 «incrementi di immobilizzazioni per lavori interni».

 

2) Aggiornato software di compilazione modello Unico Persone fisiche 2014

Il software UnicOnLine Pf 2014, versione 1.0.4 del 05/08/2014, consente la compilazione del modello Unico Persone fisiche e permette la generazione del modello di versamento F24 (plug-in F24 da Unico Pf 2014).

Il prodotto consente inoltre di precompilare il modello Unico Persone fisiche 2014 con alcune informazioni della dichiarazione presentata per il precedente periodo d’imposta (Unico/2013 o 730/2013).

Aggiornamenti

È stata eliminata la soglia di esenzione per il comune di San Sperate

È stata rimossa la segnalazione errata relativa ai mesi a carico per i figli di età inferiore a 3 anni

È stata rimossa la segnalazione relativa all’assenza dello Stato in caso di compilazione della sezione Residenti all’estero

E’ stata aggiornata la soglia di esenzione relativa all’addizionale comunale di Trani

E’ stato aggiornato il controllo relativo ai “Giorni” del quadro RW

E’ stato aggiornato il calcolo del rigo RN62 in caso di redditi prodotti all’estero

il calcolo delle rate da versare relative ai righi RQ77 e RQ79 è stato aggiornato per tener conto delle modifiche intervenute a seguito della conversione in legge del dl 66/2014

è stato aggiornato il calcolo dell’acconto relativo alla cedolare secca in caso di Totale Imposta compresa tra 50 e 257 euro

è stata eliminata la segnalazione errata relativa al rigo RG23

nel quadro RN è stata inserita una casella per consentire, in determinate fattispecie, l’indicazione di acconti in misura superiore a quelli determinati ordinariamente

è stato aggiornato il calcolo della cedolare secca in caso di aliquota agevolata

è stato aggiornato il controllo del rigo RN7 in caso di assegni periodici percepiti dal coniuge

è stato aggiornato il calcolo del rigo RP15 in caso di rateizzazione

sono state risolte alcune anomalie di stampe

(Agenzia delle entrate, nota del 06 agosto 2014)

 

3) Procedimento semplificato di cancellazione delle ipoteche

Dal 1° gennaio 2015 sono obbligatorie nuove procedure, facoltative dal 1° settembre 2014.

Al via le nuove procedure online per il procedimento semplificato di cancellazione delle ipoteche. Dal 1° gennaio 2015, infatti, banche, enti previdenziali e intermediari finanziari “concedenti” dovranno utilizzare obbligatoriamente le nuove modalità per inviare la comunicazione telematica attestante l’avvenuta estinzione del mutuo ai fini della cancellazione delle ipoteche.

Termini e modalità della nuova procedura, relativa anche alle comunicazioni di

cancellazione di ipoteche frazionate o iscritte da oltre venti anni e non rinnovate, art. 2847 c.c., e all’introduzione di nuove funzionalità connesse alla conservazione sostitutiva delle singole comunicazioni e del relativo registro, sono contenuti in un Provvedimento siglato di recente dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate.

Tempistica della nuova procedura

Riguardo i termini e le scadenze, questa nuova procedura potrà essere utilizzata già dal prossimo 1° settembre 2014 in via facoltativa, mentre diverrà obbligatoria a partire dal 1° gennaio 2015.

Niente più spese aggiuntive a carico del debitore

Si ricorda che la nuova normativa sulla cancellazione d’ipoteca legata all’estinzione dei mutui immobiliari prevede che la stessa sia rimossa d’ufficio e senza alcun onere aggiuntivo a carico del debitore, con una semplice comunicazione del creditore alla conservatoria dei registri immobiliari.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 101 del 6 agosto 2014)

 

4) Entrate tributarie stabili nel periodo gennaio-giugno 2014 (-0,8%)

A giugno, per il secondo mese consecutivo, l’IVA da importazioni dai Paesi extra-UE aumenta del 2,6%.

Nel periodo gennaio-giugno 2014 le entrate tributarie erariali, accertate in base al criterio della competenza giuridica, ammontano a 194.797 milioni di euro, sostanzialmente stabili (–0,8% pari a –1.549 milioni di euro), rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

IMPOSTE DIRETTE

Registrano un gettito complessivamente pari a 105.291 milioni di euro e una diminuzione del 4,7% (–5.191 milioni di euro), rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno.

L’IRPEF è sostanzialmente stabile rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. La leggera variazione negativa dello 0,2%, (–175 milioni di euro) che riflette gli andamenti delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore privato (–0,7%), delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore pubblico (–0,2%) e dei lavoratori autonomi (–2,9%), risulta parzialmente compensata dall’aumento dei versamenti in autoliquidazione (+11,8%).

L’IRES mostra un calo del 26% (–3.449 milioni di euro) essenzialmente riconducibile ai minori versamenti a saldo 2013 e in acconto 2014 effettuati da banche e assicurazioni a seguito dell’incremento della misura dell’acconto 2013 fissato, per questi contribuenti, al 130% dal D.L. n. 133 del 30 novembre 2013. Per i contribuenti non interessati da questa misura, i primi dati relativi ai versamenti IRES del mese di luglio mostrano un andamento favorevole in proiezione annua per effetto di un aumento delle frequenze, di maggiori importi medi versati e del ricorso alla rateazione.

Tra le altre imposte dirette, si riducono del 12,4% (–730 milioni di euro) l’imposta sostitutiva su interessi e altri redditi di capitale e del 35,9% (–496 milioni di euro) l’imposta sostitutiva sul risparmio gestito e amministrato. Cresce invece il gettito derivante dalle ritenute sugli utili distribuiti dalle persone giuridiche del 49,5% (+107 milioni di euro) e dall’imposta sostitutiva sul valore dell’attivo dei fondi pensione del 6,7% (+36 milioni di euro). Registra un gettito di 1.692 milioni di euro l’imposta sostitutiva sui maggiori valori delle quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia (art. 1 comma 148 Legge di stabilità 2014), mentre ammonta a 1.912 milioni di euro (+79 milioni di euro, pari a +4,3%) l’IMU, riservata all’erario, derivante dagli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D.

IMPOSTE INDIRETTE

Si registra un gettito pari a 89.506 milioni di euro con un incremento del 4,2% (+3.642 milioni di euro), rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno.Si conferma in crescita il gettito IVA che aumenta del 3,1% (+1.486 milioni di euro). In particolare, continua l’andamento positivo dell’IVA sugli scambi interni in aumento del 4,4% (+1.791 milioni di euro), nonostante il calo della produzione industriale rilevato dall’Istat nel mese di maggio (–1,8%), abbia segnato un rallentamento del trend di crescita di 0,9 p.p. rispetto al periodo precedente. Cresce inoltre nel mese di giugno, per il secondo mese consecutivo, il gettito della componente dell’IVA sulle importazioni da Paesi extra-UE ( +2,6%, pari a +27 milioni di euro), che contribuisce a ridurre il differenziale negativo nei primi sei mesi del 2014 rispetto all’analogo periodo dello scorso anno a -4,6% (risultava pari a –5,3% nel periodo gennaio-maggio).L’imposta di bollo cresce dell’8,4% (+414 milioni di euro) per effetto dei versamenti affluiti nel mese di aprile a titolo di acconto su quanto dovuto dai contribuenti per l’anno 2015. L’andamento positivo risente inoltre dell’aumento dall’1,5 al 2 per mille dell’imposta di bollo sulle comunicazioni relative ai prodotti finanziari previsto dalla legge di Stabilità 2014, dell’eliminazione del limite minimo di 34,20 euro e del contestuale incremento del limite massimo dell’imposta di bollo, passato da 4.500 euro a 14.000 euro.

Tra le altre imposte indirette si segnala l’incremento del gettito dell’accisa sui prodotti energetici (oli minerali), pari all’8,7% (+925 milioni di euro), principalmente per effetto dell’abolizione della riserva destinata alle regioni a statuto ordinario, che dal mese di dicembre 2013 viene contabilizzata tra le imposte erariali. Cresce il gettito dell’accisa sul gas naturale per combustione (+23,8% pari a +426 milioni di euro) e quello dell’accisa sull’energia elettrica e addizionali, che segnala un aumento del 20,4% (+233 milioni di euro).

ENTRATE DA GIOCHI

Le entrate relative ai giochi presentano, nel complesso, un calo del 2,3% (–135 milioni di euro).

ENTRATE DA ACCERTAMENTO E CONTROLLO

Continua l’andamento favorevole del gettito relativo alle entrate tributarie derivanti dall’attività di accertamento e controllo, che risulta in crescita del 10,9% (+398 milioni di euro).

(Ministero dell’Economia e Finanze, comunicato stampa n. 191 del 05 agosto 2014)

 

5) Modifiche al Regolamento AIM Italia

Borsa Italiana, con avviso n. 14177 dell’1 agosto 2014, ha comunicato le modifiche al Regolamento AIM Italia che entreranno in vigore il 15 settembre 2014.

Le modifiche principali riguardano: i) il Nomad la cui qualifica potrà essere assunta solo da soggetti sottoposti a vigilanza di autorità pubbliche (banche e imprese di investimento) e imprese appartenenti a una rete di società di revisione a condizione che queste ultime siano sottoposte a vigilanza Consob, in considerazione degli incarichi conferiti da enti di interesse pubblico. In conseguenza di tale previsione, i Nomad attualmente iscritti nel Registro che non rientrano nelle categorie sopramenzionate non possono assumere nuovi incarichi e non possono continuare a svolgere tale attività. È inoltre richiesto che l’attività di collocamento in fase di ammissione sia effettuata dal proprio Nomad; ii) alcuni obblighi in tema di governo societario; nelle linee guida si considera appropriato evitare l’attribuzione ad amministratori esecutivi o dirigenti del gruppo della controllante di deleghe operative nel Gruppo dell’emittente e viceversa e limitare le eventuali sovrapposizioni tra i membri dei consigli di amministrazione del gruppo della società emittente e del gruppo della controllante. Le linee guida considerano inoltre di prestare attenzione anche a situazioni di soggezione ad attività di direzione e coordinamento; iii) la documentazione di ammissione ove è stato previsto che in fase di ammissione le società risultanti da operazioni straordinarie o che abbiano subito, nel corso dell’esercizio precedente a quello di presentazione della domanda o successivamente, modifiche sostanziali nella loro struttura patrimoniale devono produrre documenti contabili pro-forma relativi all’ultimo esercizio; iv) la disciplina del reverse take over da cui è stata eliminata la previsione che richiedeva la revoca dalle negoziazioni degli strumenti dell’emittente e la nuova quotazione della società risultante dall’operazione, alla luce dell’opportunità di prevedere continuità, in analogia a quanto previsto nei mercati regolamentati; v) l’acquisto di azioni proprie ove è stato previsto il rispetto del principio della parità di trattamento, in analogia a quanto previsto per le società quotate sui mercati regolamentati; vi) l’esclusione della possibilità di avvalersi dei casi di esonero dalla pubblicazione del bilancio consolidato di cui all’art. 27 del d.lgs. n. 127/1991; vii) la specificazione per cui la nozione di azionista significativo include anche le azioni conferite in un patto parasociale avente per oggetto l’esercizio del diritto di voto nell’emittente AIM Italia; viii) la disciplina delle società di revisione per cui è stato previsto che gli emittenti devono conferire incarico a una società di revisione iscritta nel registro gestito dal Ministero dell’economia e delle finanze che abbia già incarichi presso gli enti di interesse pubblico, come definiti all’art. 16 del d.lgs. n. 39/2010. Le società di revisione che non abbiano incarichi presso società con azioni quotate in mercati regolamentati non possono assumere nuovi incarichi finché non rispettino il requisito previsto. Per quanto concerne gli incarichi di revisione relativi a società che abbiano avviato il processo di ammissione sull’AIM Italia, questi possono essere mantenuti a condizione che siano prontamente comunicati a Borsa Italiana dal Nomad al più tardi entro il 15 settembre 2014.

Efficienza energetica: recepita la direttiva 2012/27/UE

Il decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 165 del 18 luglio 2014, recepisce nell’ordinamento nazionale le disposizioni della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica. In coerenza con la Strategia energetica nazionale (SEN), approvata con decreto interministeriale l’8 marzo 2013, il decreto fissa l’obiettivo nazionale indicativo di risparmio energetico da conseguire entro il 2020 nella riduzione di 20 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio dei consumi di energia primaria, pari a 15,5 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio di energia finale conteggiati a partire dal 2010 (articolo 3).

Per il conseguimento di tale obiettivo e al fine di rimuovere gli ostacoli sul mercato dell’energia e superare le carenze dello stesso mercato che limitano l’efficienza nella fornitura e negli usi finali dell’energia, il decreto definisce un quadro normativo che si articola in tre tipologie di misure: (i) misure per l’efficienza nell’uso dell’energia; (ii) misure per l’efficienza nella fornitura dell’energia; (iii) disposizioni di carattere orizzontale.

Misure per l’efficienza nell’uso dell’energia

Il decreto affida all’ENEA il compito di elaborare, nel quadro dei piani di azione nazionali per l’efficienza energetica, una proposta di interventi per la riqualificazione energetica degli edifici residenziali e commerciali, sia pubblici che privati (articolo 4).

È affidato, inoltre, al Ministero dello Sviluppo economico il compito di predisporre entro il 30 novembre di ogni anno, a partire dal 2014 e fino al 2020, un programma di interventi per il miglioramento della prestazione energetica degli immobili della PA centrale (articolo 5).

Per favorire acquisti efficienti sotto il profilo energetico da parte delle PA centrali, il decreto stabilisce l’obbligo delle stesse di rispettare, nella stipula di contratti di acquisto/locazione di immobili ovvero di acquisto di prodotti e servizi, requisiti di minimi di efficienza energetica, salvo che l’acquisto sia finalizzato ad intraprendere una ristrutturazione profonda o una demolizione o alla salvaguardia di un immobile protetto o di particolare valore storico o architettonico. Viene chiarito che l’obbligo può considerarsi assolto nel caso in cui siano rispettati i “criteri ambientali minimi” predisposti, per categorie di prodotti, nel Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della PA (articolo 6).

È stabilito che l’obiettivo di risparmio nazionale cumulato per il periodo 2014-2020 sia conseguito, per almeno il sessanta per cento, mediante il meccanismo dei certificati bianchi di cui ai decreti legislativi n. 79/1999 e n. 164/2000 (articolo 7).

È previsto l’obbligo per le grandi imprese e per le imprese a forte consumo di energia, indipendentemente dalla loro dimensione, di eseguire diagnosi energetiche nei siti localizzati sul territorio nazionale entro il 5 dicembre 2015 e successivamente ogni 4 anni (articolo 8).

Il decreto contiene infine una serie di disposizioni relative alla misurazione e fatturazione del consumo energetico individuale (articolo 9).

Misure per l’efficienza nella fornitura di energia

Al fine di promuovere l’efficienza per il riscaldamento e il raffreddamento, il decreto affida al GSE il compito di compilare, sulla base di un’analisi costi-benefici, un rapporto contenente una valutazione del potenziale nazionale di applicazione della cogenerazione ad alto rendimento nonché del teleriscaldamento e teleraffreddamento efficienti. In base ai risultati del rapporto, con decreto del Ministero dello Sviluppo economico saranno individuate le misure da adottare entro il 2020 e il 2030 per sfruttare il potenziale di aumento della cogenerazione ad alto rendimento e del teleriscaldamento/ teleraffreddamento efficienti nonché definite le soglie per l’esenzione di alcuni impianti o reti dall’analisi costi-benefici (articolo 10).

Per migliorare l’efficienza energetica della trasformazione, trasmissione e distribuzione di energia, il decreto affida all’AEEG il compito di: (i) aggiornare le regole per la remunerazione delle attività di sviluppo e gestione delle reti dell’energia elettrica e del gas al fine di eliminare gli ostacoli all’incremento dell’efficienza energetica delle reti; (ii) sostenere la diffusione efficiente delle fonti rinnovabili e della generazione distribuita; (iii) adottare disposizioni volte a stabilire priorità di dispacciamento all’energia prodotta da fonti rinnovabili e impianti di cogenerazione ad alto rendimento; (iii) regolare l’accesso e la partecipazione della domanda ai mercati dell’energia. Per stimolare comportamenti virtuosi da parte dei consumatori e favorire il conseguimento degli obiettivi di efficienza energetica, è demandato infine all’AEEG l’adeguamento delle componenti della tariffa elettrica, con l’obiettivo di superare la struttura progressiva rispetto ai consumi e di adeguare le componenti ai costi dell’effettivo servizio secondo criteri di gradualità (articolo 11).Disposizioni orizzontali

Il decreto detta altresì regole relative ai regimi di qualificazione, accertamento e certificazione dei soggetti operanti nel settore dei servizi energetici (articolo 12) e prevede l’elaborazione di programmi di informazione e formazione finalizzati a sensibilizzare le imprese, le PA e gli utenti finali sull’uso efficiente dell’energia (articolo 13).

Sono inoltre introdotte alcune misure di semplificazione volte a promuovere l’efficienza energetica. In particolare è previsto che, con decreto interministeriale, siano emanate apposite linee guida per semplificare e armonizzare le procedure autorizzative per l’installazione di impianti o dispositivi tecnologici per l’efficienza energetica e per lo sfruttamento delle fonti rinnovabili nonché per armonizzare le regole sull’attestazione della prestazione energetica degli edifici, i requisiti dei certificatori e il sistema dei controlli e delle sanzioni (articolo 14).

Infine è istituito, presso il Ministero dello Sviluppo economico, il Fondo nazionale per l’efficienza energetica, che ha natura rotativa e si articola in due sezioni dedicate, rispettivamente, alla concessione di garanzie e all’erogazione di finanziamenti. Il fondo è destinato a finanziare interventi di efficienza energetica (articolo 15).

(Assonime, note del 06 agosto 2014)

 

6) Criteri di calcolo del part time: criticità risolte

Legge 78/2014: criteri di calcolo del part time. Risolte le criticità. La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, con il parere n. 02 del 06 agosto 2014, torna ad affrontare alcune novità introdotte dalla legge 78/2014 con particolare riferimento ai criteri di calcolo del limite di contingentamento dei lavoratori a termine.

La questione sottoposta a parere riguarda in modo specifico le modalità di computo dei lavoratori part-time sia nella base di calcolo del 20% sia nel numero dei lavoratori che possono essere assunti. La Fondazione, attraverso una puntuale ricostruzione giuridica della legge, giunge alla conclusione che i lavoratori a tempo parziale devono essere computati sempre in proporzione all’orario svolto. Pertanto per le aziende fino a 5 dipendenti in cui è possibile assumere un lavoratore a termine, secondo la Fondazione la norma consentirebbe anche l’avvio di due part-time al 50%.

 

7) Ravvedimento operoso 770/2014 slitta al 19 settembre

La proroga al 19 settembre della scadenza di presentazione del modello 770/14 (GU n. 179 del 4 agosto 2014) fa slittare anche i ravvedimenti operosi relativi al 2013.

Con il DPCM del 31 luglio 2014, infatti, è stata disposta la proroga al 19 settembre 2014 del termine per la presentazione in via telematica della dichiarazione modello 770 /2014 relativa all'anno 2013.

Anche se il DPCM non contiene uno specifico riferimento al termine entro cui avvalersi del ravvedimento operoso relativamente alle ritenute non versate, il Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro ritiene che anche quest’ultimo sia automaticamente prorogato. Ciò in quanto l’art. 13, comma 1, lett. b) del DLgs n. 472/97 prevede che, in caso di omesso versamento, i termini per ravvedersi sono quelli entro i quali è possibile presentare la dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale è stata commessa la violazione.

Rifinanziati gli ammortizzatori sociali in deroga per il 2014, ma i professionisti restano ancora esclusi

Ad esprimere il dissenso per l’esclusione dei professionisti dalla cassa integrazione in deroga è la Presidente del CUP e del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro Marina Calderone, che da molti mesi contesta i provvedimenti approvati dalle Commissioni e dai vari rami del Parlamento, per la parte in cui non prevedono per tutti tale possibilità di accesso alla CIGD.

Il decreto interministeriale n. 83473 del 1° agosto 2014, nel ridisegnare i criteri di accesso per la cassa integrazione in deroga, esclude i datori di lavoro non imprenditori, tra i quali rientrerebbero i titolari di studi professionali.(Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, note del 06 agosto 2014)

 

8) Redditometro: l’onere della prova contraria spetta al contribuente

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16464 del 18 luglio 2014, ha stabilito che nel caso l’Amministrazione finanziaria abbia individuato con certezza i beni posseduti dal contribuente che motivano un maggior reddito imponibile, rimane a carico del contribuente stesso l’onere di provare la diversa situazione reddituale. Rileva la Corte suprema che “in tema di accertamento delle imposte sui redditi, l’art. 38, quarto comma, del D.P.R. n. 600/73, prevede (al primo periodo) che gli uffici finanziari, in base ad elementi e circostanze di fatto certi, possano "determinare sinteticamente il reddito complessivo netto del contribuente in relazione al contenuto induttivo di tali elementi e circostanze quando il reddito complessivo netto accertabile si discosta per almeno un quarto da quello dichiarato”. L'utilizzazione dei coefficienti di redditività, fissati con decreto ministeriale, prevista dallo stesso art. 38, quarto comma (al secondo periodo), è chiaramente strumentale allo svolgimento di una siffatta attività accertativa (“a tal fine, sono stabilite le modalità in base alle quali l’ufficio può determinare induttivamente il reddito o il maggior reddito in relazione ad elementi indicativi di capacità contributiva individuati con lo stesso decreto, quando il reddito dichiarato non risulta congruo rispetto ai predetti elementi per due o più periodi d'imposta”), e non cronologicamente successiva ad essa, di talché “non è prospettabile un’interpretazione delle dette disposizioni in base alla quale l’ufficio prima dovrebbe dimostrare, con valide presunzioni, tratte da elementi e circostanze di fatto certi un maggior reddito che si discosti per almeno un quarto da quello dichiarato e, solo dopo tale dimostrazione, potrebbe utilizzare le tabelle ministeriali per quantificare il reddito da accertare, tanto più ove si consideri che, secondo tale tesi, il ricorso alle tabelle dovrebbe servire a quantificare il reddito da accertare, che però dovrebbe essere stato già quantificato per calcolare la percentuale di "scostamento" dal reddito dichiarato”.

In sostanza, il dettato del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38, prevede che il controllo della congruità dei redditi dichiarati venga effettuato partendo da dati certi ed utilizzando gli stessi come indici di capacità di spesa, per dedurne, avvalendosi di specifici e predeterminati parametri di valorizzazione (cd. redditometro), il reddito presuntivamente necessario a garantirla.

Quando il reddito determinato in tal modo si discosta da quello dichiarato per almeno due annualità, l'ufficio può procedere all'accertamento con metodo sintetico, determinando il reddito induttivamente e quindi utilizzando i parametri indicati, a condizione che il reddito così determinato sia superiore di almeno un quarto a quello dichiarato. Nel caso esaminato dalla suprema Corte, l’Ufficio erariale ha assolto l’onere di individuare elementi certi indicatori di capacità di spesa (nella fattispecie, avendo fornito l’elenco dei beni nella disponibilità del contribuente: “auto, abitazione principale, abitazioni secondarie”), non avendo invece il contribuente assolto all'onere, sullo stesso

gravante, oltre che, ovviamente, di contestare il possesso degli indicatori di capacità di spesa, di provare, con idonea documentazione, che il maggior reddito determinato o determinabile sinteticamente è costituito in tutto o in parte “da redditi esenti o da redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta”, così restando esposto alle conseguenze, in tema di accertamento presuntivo del reddito della propria dichiarazione.

 

Vincenzo D’Andò