Diario quotidiano dell’1 agosto 2014: tante novità sulla TASI e sul registro imprese

Pubblicato il 1 agosto 2014



dichiarazione esenzione IMU enti non commerciali da differire; novità in materia di Registro delle Imprese; il Fisco scrive ai contribuenti: rimborsi più veloci; TASI: chiarimenti in materia di applicazione della maggiorazione dello 0,8 per mille; trattamento fiscale del gas naturale; controversie in materia di trattamenti pensionistici e di adempimento delle prestazioni riconosciute solo in parte; elenchi dei soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio del 5 per mille dopo i termini per l’iscrizione; indicazioni operative per il contratto a termine e l’apprendistato dopo il Jobs Act; nullità dell’avviso di accertamento anticipato; credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura - “ART-BONUS”

 Indice:

 1) Dichiarazione esenzione IMU enti non commerciali da differire

 2) Novità in materia di Registro delle Imprese

 3) Il fisco scrive ai contribuenti: rimborsi più veloci con l’accredito diretto sul conto corrente

 4) TASI: chiarimenti in materia di applicazione della maggiorazione dello 0,8 per mille

 5) Trattamento fiscale del gas naturale impiegato presso le aziende ospedaliere

 6) Decadenza dall’azione giudiziaria per le controversie in materia di trattamenti pensionistici e di adempimento delle prestazioni riconosciute solo in parte

 7) Pubblicati gli elenchi dei soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio del 5 per mille dopo i termini per l’iscrizione

 8) Indicazioni operative per il contratto a termine e l’apprendistato dopo il Jobs Act

 9) Nullità dell’avviso di accertamento anticipato

 10) Credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura - “ART-BONUS”

 

 

1) Dichiarazione esenzione IMU enti non commerciali da differire

Assosoftware, con il comunicato del 30 luglio 2014, ha evidenziato che la dichiarazione IMU degli enti non commerciali, la cui scadenza per l’invio telematico è prevista per il 30 settembre 2014, difficilmente potrà essere gestita in modo informatizzato dai propri associati. Tale modello dichiarativo istituito con decreto dell’Economia il 26 giugno 2014, non ha ancora visto la pubblicazione delle specifiche tecniche telematiche, inoltre in atto permangono numerosi dubbi e richieste di chiarimento anche in merito alla individuazione dei soggetti obbligati e della determinazione dell’imposta.

Con la chiusura estiva del mese di agosto oramai alle porte per molte software house e il groviglio di scadenze ed adempimenti che già si intersecano nei mesi di settembre e ottobre (invio telematico di UNICO, 770, versamento TASI, ecc.) è evidente che questo ulteriore impegno mette in grave difficoltà tutti gli addetti ai lavori e rende praticamente impossibile rispettare il termine del 30 settembre 2014.

 

2) Novità in materia di Registro delle Imprese

Iscrizione immediata dell’atto per agevolare le procedure per l’avvio delle attività economiche, nonché le procedure per l’iscrizione nel Registro delle imprese.

L’Assemblea del Senato, lo scorso 25 luglio scorso, ha approvato il maxiemendamento interamente sostitutivo del Disegno di Legge n. 1541 di conversione in legge del D.L. n. 91/2014 in materia di competitività, sul quale il Governo aveva posto la questione di fiducia.

Il provvedimento è poi passato alla Camera che dovrà pronunciarsi su un testo denso di novità riguardo le norme in materia di quotazione delle imprese e in materia di diritto societario (artt. 20 e 21).

Tra le novità emerge la norma introdotta dal nuovo comma 7-bis, dell’art. 20, con cui si prevede che, al fine di facilitare e accelerare le procedure per l’avvio delle attività economiche, nonché le procedure per l’iscrizione nel Registro delle imprese, quando l’iscrizione è richiesta sulla base di un atto pubblico, o di una scrittura privata autenticata, il Conservatore del Registro procederà all’iscrizione immediata dell’atto.

L’accertamento delle condizioni richieste dalla legge per l’iscrizione rientra nella esclusiva responsabilità del pubblico ufficiale che ha ricevuto o autenticato l’atto. Resta ferma la cancellazione d’ufficio ai sensi dell’art. 2191 c.c.. Tale disposizione non si applicherà alle società per azioni.

 

3) Il fisco scrive ai contribuenti: rimborsi più veloci con l’accredito diretto sul conto corrente

L’Agenzia scrive ai contribuenti e spiega come fornire l’Iban. Per velocizzare l’erogazione dei rimborsi, l’Agenzia delle Entrate sta chiedendo ai contribuenti, attraverso la posta elettronica certificata (Pec) o la posta ordinaria, di comunicare il proprio codice Iban per ricevere le somme direttamente sul conto corrente.

Le persone fisiche interessate da questa nuova tornata di rimborsi sono circa 105mila; tra queste ci sono coloro che hanno presentato il modello 730 in mancanza di un sostituto d’imposta tenuto a effettuare i conguagli (come, per esempio, chi ha perso il lavoro), cui si aggiungono circa 50mila società, che hanno richiesto il rimborso dell’Ires con la dichiarazione annuale dei redditi o con la domanda telematica legata all’indeducibilità forfetaria dell’Irap (art. 6 Dl n. 185/2008).

L’invito indirizzato alle persone fisiche arriva nella cassetta delle lettere, mentre quello rivolto alle aziende viaggia, tramite posta elettronica certificata, all’indirizzo Pec della società presente nel registro delle imprese.

Due opzioni per fornire l’Iban: i servizi telematici o gli uffici dell’Agenzia

Comunicare l’Iban è necessario per poter ricevere le somme con accredito sul proprio conto corrente. Per evitare il rischio di phishing, l’Agenzia non accetta Iban per posta, email o via Pec. Questi canali sono invece utilizzati dalle Entrate per informare i cittadini sulle uniche due modalità ammesse per comunicare il codice Iban del conto corrente bancario o postale:

- utilizzando i servizi online disponibili sul sito www.agenziaentrate.it. Per comunicare il codice (o modificare quello precedentemente fornito) basta accedere alla propria area autenticata, riservata agli utenti abilitati ai servizi telematici;

- rivolgendosi agli uffici territoriali dell’Agenzia delle entrate e presentando il modello per la richiesta di accreditamento disponibile presso gli stessi uffici o sul sito www.agenziaentrate.it, al percorso: Home > Cosa devi fare > Richiedere > Rimborsi > Accredito rimborsi su conto corrente.

Sempre per motivi di sicurezza, l’Agenzia non invia mail o messaggi cui sono allegati file da compilare e trasmettere, né software e applicazioni da scaricare su computer o dispositivi mobili.

Con l’Iban, rimborsi più veloci e sicuri

Fornire all’Agenzia l’Iban è il modo migliore per accelerare i tempi del rimborso: anziché impiegare alcuni mesi per arrivare a destinazione, arriva sul conto del beneficiario in maniera veloce e sicura, senza alcun aggravio economico per il contribuente. Un’opportunità sempre valida per cittadini e società, anche in assenza di una esplicita richiesta da parte dell’Agenzia.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 98 del 31 luglio 2014)

 

4) TASI: chiarimenti in materia di applicazione della maggiorazione dello 0,8 per mille

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con la circolare n. 02 del 29 luglio 2014, ha fornito dei chiarimenti in materia di TASI in relazione all’applicazione della maggiorazione dello 0,8 per mille prevista per il 2014.

Come è noto, il comma 677 dell’art. 1 della Legge n. 147/2013 prevede due limiti di aliquote per la TASI:

- La somma delle aliquote della TASI e dell’IMU per ciascuna tipologia di immobile non può superare l’aliquota massima consentita dalla legge statale per l’IMU al 31 dicembre 2013 (10,6 per mille ed altre minori aliquote, 6 per mille per l’abitazione principale);

- l’aliquota massima TASI per il 2014 non può eccedere il 2,5 per mille.

Se il Comune vuole utilizzare l’intera maggiorazione per aumentare uno dei limiti si possono verificare le seguenti ipotesi.

Se viene utilizzata tutta la maggiorazione per aumentare il primo limite:

- La somma tra IMU e TASI sarà pari all’11,4 per mille (10,6 + 0,8) per gli altri immobili e 6,8 per mille (6 + 0,8) per l’abitazione principale;

- l’aliquota TASI non potrà essere superiore al 2,5 per mille.

Se viene utilizzata tutta la maggiorazione per aumentare il secondo limite:

- L’aliquota TASI sarà pari al 3,3 per mille;

- la somma IMU e TASI non potrà superare il 10,6 per mille per gli altri immobili e il 6 per mille per l’abitazione principale.

Se il Comune vuole distribuire la maggiorazione tra i due limiti aumentandoli entrambi, ad esempio, dello 0,4 per mille:

- Il primo limite sarà pari all’11 per mille per gli altri immobili e 6,4 per mille per l’abitazione principale;

- il secondo limite sarà al 2,9 per mille.

 

5) Trattamento fiscale del gas naturale impiegato presso le aziende ospedaliere

Per la natura imprenditoriale dell’attività svolta dalle aziende ospedaliere, sono ricompresi tra gli usi industriali di cui all’art. 26 del D.Lgs. n. 504/1995 gli impieghi del gas naturale destinato alla combustione negli enti ospedalieri e in tutte le altre strutture operative delle aziende dei servizi sanitari regionali.

Lo ha precisato l’Agenzia delle Dogane, con la nota n. 77415/RU del 30 luglio 2014, emessa a seguito di richieste di parere concernenti la problematica in oggetto.

E’ stato anche tracciato un quadro dell’excursus normativo che ha portato la giurisprudenza a ricomprendere l’attività ospedaliera, all’interno del Sistema Sanitario Nazionale, tra le attività industriali produttive di servizi di assistenza sanitaria e ricettiva.

Infatti, con il D.lgs. n. 502/1992, le Unità sanitarie locali, istituite con Legge 23/12/1978, n. 833, vengono per la prima volta concepite secondo un modello imprenditoriale di tipo privatistico, attraverso la loro trasformazione in Aziende sanitarie locali dotate di autonomia patrimoniale, contabile e tecnica, la cui organizzazione e il cui funzionamento sono disciplinati con atto aziendale di diritto privato: ciò comporta che la struttura organizzativa e il piano strategico dell’azienda sono adottati secondo norme del codice civile e non più sulla base di regole e modalità tipiche della pubblica amministrazione.

Inoltre, grazie alla riforma introdotta dal D.lgs. n. 229/1999, alle aziende ospedaliere pubbliche è stata attribuita una piena autonomia imprenditoriale, con l’equiparazione del loro regime giuridico a quello delle aziende sanitarie locali; il fabbisogno sanitario è finanziato anche da entrate proprie delle aziende (ticket e ricavi derivanti dall’attività intramoenia dei dipendenti) e le stesse sono tenute al rispetto dei vincoli di bilancio.

Tali argomentazioni sono state condivise dall’Avvocatura Generale dello Stato, che ha sostenuto l’applicabilità del regime fiscale previsto dall’art. 26 DLgs n. 504/1995 per gli usi industriali al gas naturale impiegato per la combustione presso le aziende ospedaliere.

 

6) Decadenza dall’azione giudiziaria per le controversie in materia di trattamenti pensionistici e di adempimento delle prestazioni riconosciute solo in parte

Il comma 6 dell’art. 47 del D.P.R. 639/1970 introduce un termine di decadenza triennale entro il quale proporre azione giudiziaria avverso il riconoscimento parziale della prestazione pensionistica o il pagamento di accessori del credito. Per effetto del decorso del suddetto termine non sono più dovuti gli accessori del credito e non può essere ricalcolato l’importo della pensione in pagamento. Recenti orientamenti giurisprudenziali hanno delineato l’ambito di applicazione del comma 2 dell’art. 47 D.P.R.639/1970; pertanto sono modificate le istruzioni applicative fornite nel corso del tempo in relazione alla suddetta disposizione.

(Inps, circolare n. 95 del 31 luglio 2014)

 

7) Pubblicati gli elenchi dei soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio del 5 per mille dopo i termini per l’iscrizione

Il 31 luglio 2014 sono stati pubblicati gli elenchi dei soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio del 5 per mille dopo i termini per l’iscrizione.

Dunque, sul sito dell’Agenzia delle entrate sono disponibili, in tre distinti elenchi, i dati degli enti del volontariato, delle associazioni sportive dilettantistiche e degli enti della ricerca scientifica che hanno presentato la domanda di iscrizione al 5 per mille dopo i termini. Per gli enti del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche la scadenza è stata fissata al 7 maggio 2014; per gli enti della ricerca scientifica del Miur, invece, al 30 aprile 2014.

I soggetti interessati possono regolarizzare la loro posizione entro il 30 settembre 2014 ai sensi dell’art. 2, comma 2, del D.L. 16/2012 inviando la documentazione integrativa (Onlus e volontariato alle Direzioni Regionali; associazioni sportive dilettantistiche agli uffici territoriali del Coni ed enti della ricerca scientifica al Miur) e versando una sanzione di importo pari a 258 euro tramite il modello F24 con codice tributo 8115.

 

8) Indicazioni operative per il contratto a termine e l’apprendistato dopo il Jobs Act

Il Ministero del Lavoro, con la circolare n. 18 del 30 luglio 2014, fornisce le indicazioni operative al proprio personale ispettivo relativamente alle nuove disposizioni previste per il contratto a tempo determinato, la somministrazione di lavoro ed il contratto di apprendistato, dopo la vigenza del c.d. Jobs Act (Legge n. 78/2014 di conversione del Decreto Legge n. 34/2014).

In particolare, il Ministero pone l’attenzione ai limiti quantitativi per l’assunzione di personale a tempo determinato, all’applicazione del regime sanzionatorio e alla disciplina della proroga. In tema di apprendistato, il Ministero fornisce indicazioni operative in merito alla forma scritta del Piano Formativo Individuale, alla nuova clausola di stabilizzazione legale, all’obbligo, in capo alle Regioni di comunicare al datore di lavoro che assume con contratto di apprendistato professionalizzante le modalità di svolgimento dell'offerta formativa pubblica.

INAIL: invio denunce di infortunio anche tramite PEC per il mese di agosto

L’Inail informa che in considerazione di alcuni significativi interventi sui sistemi informativi dell’Istituto che potrebbero determinare possibili ricadute sulla disponibilità del servizio per l’invio delle denunce di infortunio e malattia professionale, le strutture territoriali Inail, per il prossimo mese di agosto 2014, potranno accettare anche le denunce cartacee (modelli 4 bis Prest e 101 Prest.) inviate con il canale PEC (posta elettronica certificata)indipendentemente dalla documentazione che attesta l’assenza del servizio informatico.

Omesso versamento ritenute Inps fuori dalla sfera penale se inferiore a 10.000 euro

L’art. 2 della Legge n. 67/2014 conferisce “Delega al Governo per la riforma della disciplina sanzionatoria”, e nello specifico per “trasformare in illecito amministrativo il reato di cui all’art. 2 comma 1 bis, del D.L. 12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni dalla legge 11 novembre 1983 n 638, purchè l’omesso versamento non ecceda il limite complessivo di 10.000 euro annui […]”.

Da quanto precede deriva che il contenuto di delega della Legge n. 67/2014, se certamente non ha provveduto ad una formale depenalizzazione dell’art. 2 D.L. 463/1983, possiede tuttavia, con certezza, l’attitudine ad orientarne l’interpretazione.

(Tribunale di Asti, sezione penale, Sentenza 20-27 giugno 2014)

 

9) Nullità dell’avviso di accertamento anticipato

L’avviso d’accertamento emesso prima di 60 giorni se l’Ufficio é nullo, tranne che l’Ufficio proceda ad indicare la ragione che ha comportato l’urgenza.

Lo ha ribadito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16336 del 17 luglio 2014, che ha accolto il ricorso proposto da un imprenditore per violazione dell’art. 12, comma 7, della Legge n. 212/2000 (Statuto del contribuente).

Questa decisione conferma quanto già stabilito dalla Suprema Corte a sezioni unite, con la sentenza n. 18184/13.

Difatti, mancando indicazione nell’atto delle ragioni d’urgenza, l’Amministrazione è onerata “della prova dell’effettiva esistenza al tempo della notifica dell’avviso di accertamento o rettifica di specifici motivi d’urgenza, in difetto della quale l’atto impositivo deve essere annullato in quanto affetto dal vizio di legittimità denunciato”.

 

10) Credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura - “ART-BONUS”

L’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 24/E del 31 luglio 2014, spiega le regole per potere fruire del credito d’imposta che favorisce le donazioni a sostegno della cultura.

Il nuovo regime fiscale agevolato, Art-Bonus, che è stato introdotto dal D.L. n. 83 del 2014, prevede per le persone fisiche e giuridiche che effettuano erogazioni liberali in denaro a favore di cultura e spettacolo, un credito di imposta pari al 65% delle erogazioni fatte tra il 2014 e il 2015 e al 50% di quelle eseguite nel 2016.

Il documento di prassi, fa, dunque il punto sul bonus e specifica quali sono le modalità di effettuazione delle liberalità e di utilizzo dell’agevolazione. Sul primo versante, le erogazioni possono essere realizzate tramite banca, ufficio postale, carte di debito o di credito e prepagate, assegni bancari e circolari. Sul secondo fronte, la circolare spiega che le persone fisiche e gli enti non commerciali possono sfruttare il bonus in dichiarazione, mentre le imprese con la compensazione in F24.

Quanto alla “misura” del bonus, le persone fisiche e gli enti che non svolgono attività commerciale possono contare su un credito che arriva fino al 15% del reddito imponibile. Per i titolari di reddito d’impresa, invece, il credito massimo riconosciuto è pari al 5 per mille dei ricavi. Le agevolazioni sono riconosciute anche ai non residenti.

Danno diritto al bonus le erogazioni in denaro destinate alla manutenzione, alla protezione e al restauro di beni culturali pubblici (anche nel caso in cui tali beni siano gestiti da soggetti concessionari o affidatari), oltre che al sostegno di istituti e luoghi della cultura pubblici. Determinano, inoltre, un credito d’imposta le erogazioni fatte per realizzare nuove strutture e restaurare o potenziare quelle esistenti, sia se appartenenti a fondazioni lirico-sinfoniche, sia se di proprietà di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo.

Il credito, che non ha alcuna rilevanza ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap, è ripartito in tre quote annuali di pari importo. Persone fisiche e enti non commerciali possono fruire della prima quota nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui hanno effettuato l’erogazione, ai fini del versamento delle imposte sui redditi. Le imprese possono invece utilizzare il credito, nell’ambito dei pagamenti dovuti tramite modello F24, a partire dal primo giorno del periodo d’imposta successivo a quello in cui hanno eseguito le erogazioni.

L’Art-Bonus, che deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi, può essere fruito annualmente senza alcun limite quantitativo, quindi anche per importi superiori al tetto dei 250.000 euro solitamente previsto per i crediti d’imposta agevolativi. Al credito, inoltre, non si applica il limite generale di compensabilità di crediti d’imposta e contributi, pari a 700.000 euro a decorrere dal primo gennaio 2014.

Nessun limite all’utilizzo del bonus neanche sul versante temporale, eccetto la ripartizione in 3 anni; la quota annuale non utilizzata può essere portata agli anni successivi se non “sfruttata” per intero. Le persone fisiche e gli enti non commerciali, infatti, possono riportare la quota annuale non utilizzata nelle dichiarazioni degli anni successivi, mentre i titolari di reddito d’impresa possono compensarlo nei periodi d’imposta successivi, secondo le modalità proprie del credito.

I beneficiari delle erogazioni devono comunicare ogni mese al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo l’ammontare delle erogazioni ricevute. Sono inoltre tenuti a dare pubblica comunicazione di tale ammontare, oltre che del suo utilizzo, anche attraverso un’apposita sezione nei propri siti web istituzionali.

 

Vincenzo D’Andò