UNICO persone fisiche: il reddito da fabbricati

di Celeste Vivenzi

Pubblicato il 16 luglio 2014

l'imposizione fiscale sui fabbricati ha subito tantissime evoluzioni in breve tempo; facciamo il punto su tutte le novità: cedolare secca, tassazione IRPEF, il caso dell'inquilino moroso

Premessa generale

Come noto nel quadro RB del modello Unico vanno dichiarati i redditi percepiti dal contribuente a titolo di locazione. Dal periodo d'imposta 2013 la tassazione avviene con la modalità ordinaria ovvero tramite l'opzione della cedolare secca. Si ricorda che dal 3 febbraio 2014 per la registrazione dei contratti di locazione e per gli adempimenti successivi deve essere utilizzato il modello RLI che ha sostituito il modello 69 in relazione ai seguenti adempimenti: richieste di registrazione dei contratti di locazione ed affitto di beni immobili;  proroghe, cessioni e risoluzioni dei contratti di locazione ed affitto di beni immobili;- comunicazione dei dati catastali ai sensi dell’art. 19, c. 15, del D.L. 31 maggio 2010, n. 78;  esercizio o revoca dell’opzione per la cedolare secca; denunce relative ai contratti di locazione non registrati, ai contratti di locazione con canone superiore a quello registrato o ai comodati fittizi.

 

METODO ORDINARIO

Con la presenta modalità dal 2013 il canone di affitto da dichiarare dal Contribuente gode di una delle seguenti deduzioni forfetarie ovvero:

- per le locazioni di fabbricati spetta in via generale la deduzione forfetaria è stabilita nel limite del 5%;

- deduzione del 5% per i contratti a canone convenzionato (più ulteriore 30%);

- per le locazioni di fabbricati siti nelle isole veneziane la deduzione è stabilita al 25%;

- per gli immobili storici è prevista una deduzione forfetaria del canone pari al 35%.

 

ESEMPIO PRATICO

Come stabilito dalla legge n. 92 del 28 giugno 2012 (riforma Fornero) per determinare il reddito imponibile degli immobili locati occorre indicare il canone di locazione dell’unità immobiliare ridotto del 5% se superiore alla rendita catastale ovvero, in caso contrario, invece, si tiene conto della rendita catastale. Il reddito da dichiarare è pertanto pari al 95% del canone di locazione (per i fabbricati situati nella città di Venezia centro e nelle isole di Giudecca, di Murano e di Burano il 75% del canone). Si ricorda che in precedenza la deduzione forfettaria era pari al 15%. Per fare un esempio in presenza di un reddito da locazione pari a 5.000 Euro, il locatore, in virtù della deduzione del 15%, avrebbe dichiarato 4.250 euro (sempre che i 5.000 Euro fossero superiori alla rendita catastale dell’immobile rivalutata del 5%,); con decorrenza Gennaio 2013 ,invece ,a fronte di un affitto pari ad euro 5.000 senza applicazione della cedolare secca ,il reddito da dichiarare è pari a euro 4.750 (anche in questo caso tenendo in considerazione se l'affitto è superiore alla rendita rivalutata).

 

IL PRINCIPIO GENERALE IN VIGORE: Il reddito da locazione non può comunque essere inferiore alla rendita catastale rivalutata del 5