Ristrutturazione della seconda casa ed IVA agevolata

QUESITO
Buongiorno.
Sto ristrutturando come privato un appartamento (2′ casa) adibita ad abitazione di mio figlio, che trasferirà qui la sua residenza l’anno prossimo
L’impresa di costruzioni ha effettuato operazioni di demolizione bagno con sostituzione tubazioni, fornitura e posa pavimenti e rivestimenti (senza fornitura sanitari) oltre che fornitura e posa pavimentazione nelle due camere e in cucina.
La fattura dell’impresa non distingue importi tra manodopera e materiali.
Si chiede se in questo caso l’IVA è al 10%?

RISPOSTA
Da quanto si può evincere dal quesito posto risulterebbe che gli interventi prospettati siano complessivamente qualificabili (con l’eventuale esclusione della fattispecie costituita dalla sostituzione delle tubature del bagno) come opere di manutenzione ordinaria, secondo quanto viene previsto dall’articolo 31, comma 1, lettera a) della Legge 457/1978, così come trasfuso nell’articolo 3, lettera a) del DPR 380/2001 (Testo Unico edilizia) secondo cui possono essere definiti come “interventi di manutenzione ordinaria, quelli che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. In proposito alla qualificazione urbanistica delle opere poste in essere giova anche tenere presente quanto viene indicato dalla Circolare n. 57 del 1998 dell’Agenzia delle Entrate ove è possibile reperire un elenco puntuale di opere edili, classificate per tipologia, in base a come vengono interpretate dal Fisco le norme urbanistiche. Il documento di prassi richiamato, in riferimento al significato da attribuire al termine “manutenzione ordinaria”, si esprime nel senso di ricomprendere, a titolo di esempio, in tale dizionei seguenti interventi:

la sostituzione integrale o parziale di pavimenti e le relative opere di finitura e conservazione;

la riparazione di impianti per servizi accessori (impianto idraulico, impianto per lo smaltimento delle acque bianche e nere);

il rifacimento di intonaci interni e tinteggiatura;

sostituzione di elementi di impianti tecnologici.

Come già accennato, diversa può essere la classificazione relativa agli interventi di sostituzione delle tubazioni relative all’impianto idraulico del bagno che, sempre a mente di quanto indicato dall’Agenzia delle Entrate nella citata Circolare n. 57 del 1998, potrebbe essere fatta rientrare nella categoria della manutenzione straordinaria in considerazione del fatto che il citato documento di prassi faceva rientrare in tale categoria gli interventi, anche di carattere innovativo, di natura edilizia ed impiantistica finalizzati a mantenere in efficienza ed adeguare all’uso corrente l’edificio e le singole unità immobiliari, individuando come caratteristica fondamentale della manutenzione straordinaria il criterio dell’innovazione nel rispetto dell’immobile esistente.
Fatte queste considerazioni preliminari e passando al quesito in materia di aliquota IVA applicabile sarà opportuno ricordare che la Legge Finanziaria 2010 ha reso permanente l’IVA al 10% sia per gli interventi di manutenzione ordinaria che per quelli di manutenzione straordinaria delle abitazioni a patto che le fatture siano state emesse a fronte di un contratto d’appalto relativo all’esecuzione dei lavori in parola (è da notare che ai sensi della definizione di contratto d’appalto desumibile dal Codice civile è senz’altro riconoscibile come tale un accordo, anche verbale, per mezzo del quale le parti pattuiscono una serie di di prestazioni in cui l’aspetto di “fare” prevale su quello di “fornire”). A tal riguardo, resta fermo quanto è stato chiarito dalla Circolare n. 12/E/2008, in base alla quale per le fatture emesse dal 1° gennaio 2008, non è più …

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