Reverse charge, acconti ed aliquota IVA applicabile (risposta pratica ad un quesito)

di Massimo Pipino

Pubblicato il 14 luglio 2014

una società gestisce in subappalto una serie di lavori per i quali riceve diversi acconti; si ha il dubbio su quale sia l'aliquota IVA da applicare tenuto conto che solo alla fine dei lavori il subappaltatore avrà a disposizione la contabilità del cantiere e conoscerà l'esatta ripartizione dei lavori soggetti alle diverse aliquote

QUESITO

Buongiorno,

sono con la presente a porvi un quesito in materia di reverse charge in edilizia.

Una società riceve in subappalto una serie di lavori per i quali riceve diversi acconti. In sede di reverse charge si ha il dubbio su quale sia l'aliquota da applicare tenuto conto che solo alla fine dei lavori il subappaltatore avrà a disposizione la contabilità del cantiere e conoscerà l'esatta ripartizione dei lavori soggetti alle diverse aliquote.



RISPOSTA

L’articolo 35, comma 5, del Decreto Legge 4 luglio 2006 n. 223, convertito, con modificazioni nella Legge 4 agosto 2006 n. 248, ha introdotto l’articolo 17, comma 6, lettera a) del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633, relativo al meccanismo dell’inversione contabile (cosiddetto reverse charge) nel settore edile, articolo che è stato successivamente riscritto e reso definitivamente operativo, a partire dal 1° gennaio 2007, dall’articolo 1, comma 44, della Legge 27 dicembre 2006 n. 296 (Legge Finanziaria 2007).

La norma, contenuta nell’attuale articolo 17, comma 6, lettera a), del D.P.R. 633/1972, dispone che il reverse charge si applica alle “prestazioni di servizi, compresa la prestazione di manodopera, rese nel settore edile da soggett