Interessi di mora: il tasso dell'8,15% è realistico?

la riduzione del tasso d’interesse di mora all’8,15% è una misura efficace per contrastare il fenomeno del ritardo dei pagamenti?

Come ogni semestre è stato pubblicato (G.U. n. 167 del 21 luglio 2014) il comunicato del MEF contenente il nuovo tasso di riferimento per la determinazione della percentuale degli interessi di mora da applicare nei casi di ritardi dei pagamenti nelle transazioni commerciali. Il nuovo tasso di riferimento è pari a 0,15% al quale vanno aumentati 8 punti percentuali per determinare il tasso annuale di mora: pertanto a far data dal 1° luglio scende all’8,15% (dal precedente 8,25%) la percentuale degli interessi di mora da applicare sui ritardati pagamenti.

Ricordiamo che tale interesse di mora è previsto per evitare il fenomeno del ritardo dei pagamenti commerciali rispetto alle scadenze. Un tasso superiore dell’8% rispetto alla media dei tassi di mercato dovrebbe scoraggiare il comportamento di finanziare le attività commerciali dilazionando i pagamenti ai fornitori.

Se l’intento della normativa è apprezzabile la realtà della situazione economica è ben diversa, in quanto lo stato di crisi economica che continua a vivere l’Italia non permette il rispetto dei tempi di pagamento previsti.

 

Secondo le più recenti statistiche elaborate dal Cerved la situazione finanziaria delle imprese a cavallo fra 2013 e 2014 è fosca. Ecco i principali indicatori di stress finanziario del sistema economico.

  • Previsione prestiti in sofferenza nel 2014: circa 26 mila (Settore più rischioso: logistica e trasporti)

  • Fallimenti: quasi 10mila nei primi nove mesi del 2013 (+12,1% rispetto allo stesso periodo del 2012)

  • Domande di concordato preventivo: circa 1600 nei primi nove mesi 2013 (+91% rispetto ai primi tre trimestri 2012)

  • Imprese puntuali con i fornitori: 47,6% nel secondo trimestre 2013

  • Imprese in grave ritardo: 7,9% nel secondo trimestre 2013

  • Settore con più imprese in grave ritardo: immobiliari, l’11,7% del totale ha accumulato ritardi superiori a due mesi nel secondo trimestre 2013

  • Protesti alle società: 22.000 nel terzo trimestre 2013, +6,8% rispetto al secondo trimestre 2012

 

In una situazione economica normale un tasso d’interesse dell’8,15% dovrebbe scoraggiare il ritardo dei pagamenti dovuti; in una situazione economica deteriorata invece il tasso prescritto per legge rischia di rimanere lettera morta per un motivo banale: se il debitore non riesce a far fronte ai propri impegni perchè non dispone di mezzi di pagamento, non è per legge che si può imporre un pagamento. Il patrimonio liquido e disponibile del debitore è un vincolo di fatto non superabile da nessuna norma di legge.

La situazione reale delle realtà imprenditoriali è che spesso è preferibile un pagamento (anche iperdilazionato) dei crediti vantati piuttosto che uno scontro per ottenere la soddisfazione del pagamento degli interessi moratori. Nella situazione di credit crunch che vive l’economia italiana (come dice eloquentemente il dato Cerved meno del 48% delle imprese a fine 2013 erano puntuali coi pagamenti) è prassi che le imprese in crisi di liquidità si finanzino con le dilazioni dei fornitori nell’impossibilità di accedere al mercato bancario dei capitali.

 

Come avviene dall’inizio della crisi economica, il tasso d’interesse di mora rischia di rimanere lettera morta di fronte alla reale situazione economico-finanziaria del sistema Italia.

Abbiamo a disposizione un ottimo software per il calcolo degli interessi di mora e per la gestioni di piani di rientro rateizzati

26 luglio 2014

Luca Bianchi

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