I correttivi alla Riforma Delrio

di Marco Castellani

Pubblicato il 11 luglio 2014



all'interno del decreto che istitutisce il Bonus IRPEF in busta paga, il Governo Renzi ha nascosto alcuni correttivi alla Riforma Delrio per ridurr eulteriormente il costo delle amminsitrazioni perifieriche

Correttivi alla Riforma Delrio

L’articolo 19 della Legge di conversione del Decreto apporta alcuni correttivi alle norme della Legge n. 56/2014 (Legge Delrio) che introduceva una riforma organica degli enti locali. Il comma 01 abroga il comma 13 dell’articolo 1 della Legge Delrio, cancellando la previsione, nell’ambito del procedimento di istituzione delle Città metropolitane, di una conferenza statutaria, incaricata di redigere una proposta di statuto del nuovo ente. La relazione illustrativa dell’emendamento accolto nel testo della Legge di conversione del Decreto motiva la soppressione della conferenza statutaria con il venir meno dell’ipotesi di consentire ai Comuni di esercitare la scelta di far parte o meno della Città metropolitana.



Gratuità delle cariche e relativi oneri e permessi

Alle lettere b) e c) del comma 01 si interviene sulla disciplina della gratuità degli incarichi di Sindaco metropolitano, di Consigliere metropolitano e di componente della Conferenza metropolitana, stabilendo che gli oneri connessi con le attività in materia di status degli amministratori, relativi ai permessi retribuiti e agli oneri previdenziali, assistenziali ed assicurativi di cui agli articoli 80 e 86 TUEL (D.Lgs. n. 267/2000), restano a carico della Città metropolitana. La medesima disciplina viene dettata anche per le Province per il Presidente della provincia e i componenti della Giunta provinciale, che, secondo quanto previsto al comma 14 della Legge Delrio, restano in carica a titolo gratuito nella fase transitoria di istituzione della Città metropolitana. Anche in tal caso gli oneri per i permessi retribuiti e gli oneri previdenziali, assistenziali ed assicurativi di cui agli articoli 80 e 86 TUEL restano a carico dell’ente.

L’intervento del legislatore si è reso necessario all’indomani della pubblicazione della circolare del Ministero dell’interno n. 6508 del 24 aprile 2014, che, con riferimento alla gratuità degli incarichi di presidente della provincia, consigliere provinciale, componente dell’assemblea dei sindaci, sindaco metropolitano, consigliere metropolitano e componente della conferenza metropolitana, precisava che restano a carico dei rispettivi enti gli oneri previdenziali, assistenziali ed assicurativi. La circolare tuttavia non forniva chiare indicazioni in merito al trattamento dei permessi retribuiti.



Oneri di consiglieri e assessori e invarianza della spesa

Il comma 01 interviene infine sull’obbligo imposto ai Comuni, per i quali la stessa Legge Delrio ha introdotto un aumento del numero dei consiglieri e degli assessori, di rideterminare gli oneri connessi allo status degli amministratori locali al fine di assicurare l’invarianza di spesa. Sull’obbligo era nel frattempo intervenuto il Ministero dell’Interno che nella già citata circolare del 24 aprile 2014 aveva ribadito che la rideterminazione degli oneri riguarda anche i Comuni che non avevano ancora potuto applicare le riduzioni previste dal D.L. n. 138/2011, convertito dalla Legge n. 148/2011 (Manovra di Ferragosto 2011), perché non ancora richiamati al voto. La lettera d) attribuisce valore di legge alle posizioni già assunte dal Ministero dell’Interno nella circolare del 24 aprile 2014, chiarendo che ai fini del rispetto dell’invarianza di spesa, sono esclusi dal computo degli oneri connessi con le attività in materia di status degli amministratori, gli oneri relativi ai permessi retribuiti e agli oneri previdenziali, assistenziali ed assicurativi, di cui agli artt. 80 e 86 TUEL. Restano a questo punto incluse nel computo degli oneri da considerare ai fini dell’invarianza della spesa le indennità e i gettoni, i rimborsi per le spese di viaggio e per la partecipazione alle associazioni rappresentative degli enti locali.



Risparmi della Riforma Delrio e contributo alla finanza pubblica

Il successivo comma 1 dell’articolo 1 quantifica e avoca allo Stato, in termini di contributo alla finanza pubblica, i risparmi realizzati da Province e Città metropolitane a seguito della sopravvenuta gratuità dei loro organi e del venir meno dell'elettività diretta dei Consigli provinciali, per effetto delle norme introdotte dalla Legge Delrio. Il comma 1, per effetto dell’inserimento del nuovo comma 150-bis nell’articolo unico della Legge Delrio , quantifica il contributo nella somma di 100 milioni di euro per il 2014, 60 milioni di euro per il 2015 e 69 milioni a decorrere dal 2016. “Teoricamente” la partita di giro dei risparmi realizzati con la Riforma Delrio dovrebbe risolversi in favore delle Province, se si considera che la relazione tecnica allegata al testo del DDL di origine della Legge n. 56/2014 stimava in 111 milioni di euro la spesa sostenuta per gli amministratori provinciali nel 2011. Il riparto del contributo fra le singole Province e Città metropolitane è demandato ad un Decreto del Ministero dell'interno, da adottare di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze.

Ai sensi del nuovo comma 150-ter, introdotto dallo stesso comma 1 dell’articolo 19 del Decreto Irpef, le modalità di recupero delle somme oggetto del contributo, verranno stabilite dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, a cui, secondo quanto previsto al comma 92 della Legge n. 56/2014, è affidata la definizione dei criteri generali per l'individuazione dei beni e delle risorse finanziarie, umane, strumentali e organizzative connesse all'esercizio delle funzioni che devono essere trasferite dalle province ad altri enti. Il DPCM deve essere emanato entro il termine – che a questo punto occorre necessariamente considerare ordinatorio, anche perché ampiamente scaduto – del 8 aprile 2014.



11 luglio 2014

Marco Castellani