I chiarimenti per i revisori degli enti locali

Revisori degli enti locali

Il comma 1-bis dell’articolo 19 introduce alcune mirate modifiche ufficialmente volte ad aggiornare le disposizioni del TUEL ai nuovi meccanismi di nomina dei componenti dell’Organo di revisione degli enti locali, che sono stati introdotti dall’articolo 16, comma 25 del D.L. n. 138/2011, convertito dalla Legge n. 148/2011 (Manovra di Ferragosto 2011). La disciplina vigente contempla una scelta dei Revisori affidata all’estrazione a sorte da un elenco nel quale possono essere inseriti, a richiesta, i soggetti iscritti nel Registro dei Revisori legali di cui al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 3945, nonché gli iscritti all’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.

Nello specifico il legislatore approfitta dell’occasione per introdurre ulteriori misure volte a scongiurare possibili ipotesi di reincarico dei medesimi soggetti e a limitare le spese connesse all’esercizio delle funzioni dell’Organo di revisione.

Divieto di terzo mandato

La lettera a) del comma 1-bis modifica l’articolo 235 del TUEL in cui introduce il divieto per i componenti dell’Organo di revisione di svolgere l’incarico per più di due volte nello stesso ente locale. Con la norma, secondo quanto scritto nella relazione di accompagnamento dell’emendamento, si persegue il fine di agevolare ulteriormente il ricambio dei soggetti chiamati ad assumere un ruolo particolarmente delicato come quello dell’attività di verifica e vigilanza della gestione economico-finanziaria dell’ente. Ricambio che invero già poteva considerarsi sufficientemente assicurato dall’estrazione a sorte dei componenti dell’Organo di revisione introdotta dalla Manovra di Ferragosto 2011.

Dimissioni volontarie

La lettera b) interviene sul comma 3 del citato articolo 235 TUEL stabilendo che in caso di dimissioni volontarie del revisore, di un preavviso, di almeno quarantacinque giorni. Le dimissioni, inoltre, non sono sottoposte all’accettazione da parte dell’ente. Si sottolinea che la disposizione di fatto costringerà i Revisori estratti in un ente che non gradiscono a restare comunque in carica per almeno 45 giorni.

Limite ai rimborsi delle trasferte dei Revisori

La lettera c) infine aggiunge all’articolo 241 TUEL il nuovo comma 6-bis che impone al rimborso annuo delle spese di viaggio e per vitto e alloggio ai componenti dell’Organo di revisione – riconosciute nel caso in cui i Revisori dei conti siano residenti al di fuori della sede dell’ente – una soglia massima pari al 50 per cento del compenso annuo attribuito ai componenti stessi, al netto degli oneri fiscali e contributivi.

22 luglio 2014

Marco Castellani

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