Diario fiscale del 29 luglio 2014: concordato preventivo e credito IVA, il parere della Consulta

Pubblicato il 29 luglio 2014

per il modello 770/2014 é proroga al 19 settembre; consulta: ok all’indisponibilità del credito Iva nel concordato preventivo; modifiche al Regolamento e alle Istruzioni di Borsa; raccomandazione della Commissione europea sul principio del comply or explain; ipotecabile il bene anche se appartiene al fondo patrimoniale; condanna penale per chi compensa finti crediti Iva; trasferimento d’azienda: base imponibile imposte ipotecarie e catastali; ricalcolo dei ricavi con il metodo “induttivo puro”

 Indice:

 1) Per il modello 770/2014 la proroga al 19 settembre ci sarà ma non è ancora arrivata

 2) Consulta: ok all’indisponibilità del credito Iva nel concordato preventivo

 3) Modifiche al Regolamento e alle Istruzioni di Borsa

 4) Raccomandazione della Commissione europea sul principio del comply or explain

 5) Ipotecabile il bene anche se appartiene al fondo patrimoniale

 6) Condanna penale per chi compensa finti crediti Iva

 7) Trasferimento d’azienda: base imponibile imposte ipotecarie e catastali

 8) Ricalcolo dei ricavi con il metodo “induttivo puro”

 

 

 

1) Per il modello 770/2014 la proroga ufficiale al 19 settembre tarda ad arrivare

Slitteranno i termini per la presentazione del modello 770. Dal 31 luglio si passa al 19 settembre. La proroga, chiesta a gran voce dai professionisti, è in arrivo.

La decisione - ha detto il presidente dei consulenti del lavoro, Marina Calderone - giunge dopo i colloqui dei giorni scorsi con il direttore generale delle Finanze del Ministero dell’Economia, Fabrizia Lapecorella e il direttore dell’Agenzia delle entrate, Rossella Orlandi.

Come evidenziato dall’Ordine nazionale dei Consulenti del lavoro, tramite una nota, ai sostituti d’imposta sarà così dato più tempo per la predisposizione e l’invio telematico delle dichiarazioni relative alle ritenute effettuate nel periodo d’imposta 2013.

 

2) Consulta: ok all’indisponibilità del credito Iva nel concordato preventivo

Lo scopo del concordato preventivo è di consentire all’impresa di continuare la propria attività previa approvazione di un piano di ristrutturazione dei debiti da parte dei creditori: In questo caso, l’indisponibilità del credito IVA risponde alla ratio di evitare che l’Erario sia soggetto all’arbitrio dei creditori.

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 225 del 25 luglio 2014, ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale del disposto degli artt. 160 e 182-ter del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell’amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa), nel testo modificato dal decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35 sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 97 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Verona, sezione fallimentare.

Consulta: patti a termine, danni a forfait

Il risarcimento al lavoratore in caso di conversione del contratto a termine, quantificato tra 2,5 e 12 mensilità supera il vaglio della Consulta. Con la sentenza 226/2014 la Corte Costituzionale ritiene non fondata la questione di legittimità dell'art. 32, comma 5, della legge 183/2010, come interpretato autenticamente dall'art. 1, comma 13