Diario quotidiano del 17 luglio 2014: chiesto il rinvio per il 770

Pubblicato il 17 luglio 2014

dopo la risposta con l’interpello, il Fisco poi non può cambiare idea; partiti finanziati con il 2 per mille: in G.U. il DPCM; Unagraco: chiesto il rinvio dei modelli 770/2014; TFR: aggiornato il coefficiente di rivalutazione per il mese di giugno 2014; rapporto sulle entrate tributarie e contributive di gennaio-maggio 2014 e Report delle entrate tributarie internazionali; cessione debiti della Pubblica Amministrazione; le modifiche ai limiti all’emissione del prestito obbligazionario; aggiornato il software di compilazione dell’istanza per l’attribuzione del credito d'imposta per l’acquisto di apparecchiature informatiche; ammesse come prova le dichiarazioni dei fornitori

 Indice:

 1) Dopo la risposta con l’interpello, il fisco poi non può cambiare idea

 2) Partiti finanziati con il 2 per mille: in G.U. il DPCM

 3) Unagraco: chiesto il rinvio dei Modelli 770/2014

 4) TFR: aggiornato il coefficiente di rivalutazione per il mese di giugno 2014

 5) Rapporto sulle entrate tributarie e contributive di gennaio - maggio 2014 e Report delle entrate tributarie internazionali

 6) Cessione debiti della Pubblica Amministrazione: DM in Gazzetta Ufficiale

 7) Le modifiche ai limiti all’emissione del prestito obbligazionario: un nuovo studio del Notariato

 8) Aggiornato il software di compilazione dell’istanza per l’attribuzione del credito d'imposta per l’acquisto di apparecchiature informatiche

 9) Ammesse come prova le dichiarazioni dei fornitori

 

 

1) Dopo la risposta con l’interpello, il fisco poi non può cambiare idea

L’abuso di diritto non giustifica che il fisco cambi la propria idea. L’interpello batte l’elusione fiscale. Infatti, quando l'amministrazione finanziaria risponde al contribuente positivamente sul diritto alla detrazione Iva non può poi negarla, né può farlo il giudice, sulla base di un presunto abuso di diritto. Ma non basta. L’imprenditore può comunque ottenere i benefici con presunzioni anche in assenza di istanze di chiarimenti all’ufficio.

Ciò sulla base di quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 16183 del 15 luglio 2014.

La Suprema Corte ha chiarito che la procedura di interpello con cui all’art. 37 bis comma 8 del DPR n. 600 del 1973, costituisce per il contribuente una facoltà che consente di conseguire (in caso di risposta positiva dell’Ufficio) una «certezza» nei rapporti con l’Amministrazione. Tuttavia, precisa più avanti il Collegio di legittimità, l’utilizzo di tale strumento non costituisce una via obbligata per il superamento della presunzione posta a carico del c