Diario quotidiano del 16 luglio 2014: INPS in arrivo sul cassetto previdenziale migliaia di avvisi bonari ai commercianti

 

Indice:
 1) Niente bonus casa per il coniuge separato che non trasferisce la residenza in tempo
 2) Errori contabili: circolare di Assonime
 3) Digitalizzazione Accise: nuove funzionalità per la gestione automatizzata dei dati delle contabilità dei Contrassegni di Stato
 4) Aiuti di Stato: nuovo regolamento generale di esenzione
 5) Diritto d’autore: misura del compenso per copia privata nel triennio 2014-2016
 6) Recepita la direttiva europea sui ritardi di pagamento
 7) Sicurezza sul lavoro: chiarimenti dal Ministero
 8) In G.U. l’accordo per la semplificazione dei moduli Scia

 
 
1) Niente bonus casa per il coniuge separato che non trasferisce la residenza in tempo
Perde il beneficio “prima casa” chi non sposta la residenza. Non costituisce causa di forza maggiore l’intervenuta separazione e la cessione dell’immobile in favore del coniuge.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 16082 del 14 luglio 2014. Tutto ha inizio da un avviso di liquidazione con cui le Entrate recuperavano le maggiori imposte sul mutuo ipotecario relativo ad un acquisto “prima casa”. Il contribuente non aveva trasferito la residenza nell’immobile acquistato entro il termine di 18 mesi. Ciò era dipeso dalla separazione consensuale intervenuta nel frattempo e dall’accordo sull’immobile. Ma l’orientamento della Suprema corte non è univoco; con l’ordinanza n. 3752/2014 afferma che l’accordo non è un’alienazione rilevante ai fini della decadenza dal beneficio, ma una forma di utilizzazione dello stesso.
L’Agenzia delle entrate riteneva configurata la decadenza dall’agevolazione e richiedeva le maggiori imposte di registro, ipotecaria e catastale, ma il contribuente ricorreva in giudizio, sostenendo che la decadenza fosse stata impedita dal verificarsi di una situazione di forza maggiore che non gli aveva permesso il trasferimento della residenza. In particolare – affermava l’acquirente – nel caso di specie la “forza maggiore” si era manifestata nella separazione dal coniuge, cui era conseguita anche la successiva cessione dell’immobile agevolato, in esecuzione dell’accordo di separazione.
Perché possa trattarsi di “forza maggiore”, l’evento deve essere:
– oggettivo;
– non prevedibile;
– tale da non poter essere evitato;
– caratterizzato dalla non imputabilità alla parte obbligata.
Adesso, la Corte di Cassazione ha affermato che non configura “forza maggiore” la separazione dal coniuge, con trasferimento dell’immobile al coniuge per effetto dell’accordo raggiunto in sede di separazione, in quanto l’accordo sarebbe comunque riconducibile alla volontà del coniuge.
 
2) Errori contabili: circolare di Assonime
E’ dedicata alla rilevanza fiscale degli elementi di reddito e alle modalità di correzione di errori di natura contabile la circolare n. 20 del 12 giugno 2014 di Assonime. Per la correzione derivante dal mancato rispetto della competenza contabile si ipotizza la possibilità di presentare un’istanza di rimborso in luogo della presentazione di una dichiarazione rettificativa. E, se l’errore è stato rilevato prima della presentazione della dichiarazione dei redditi, riferibile al periodo in cui il componente di reddito non è stato imputato, si ritiene possibile evitare la presentazione della dichiarazione integrativa, anche in assenza dell’imputazione a conto economico dello stesso componente. Tali precisazioni si aggiungono a quelle fornite dall’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 31/E del 24 settembre 2013, la quale pur prevedendo modalità complesse nello sviluppo delle correzioni, ha avuto il pregio di presentare alcune …

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