Diario quotidiano del 14 luglio 2014: nuovo sistema di gestione del Durc interno

al via la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale; prorata Iva: sentenza della Corte di giustizia Ue sulle spese promiscue; impresa esclusa dall’appalto pubblico se non ha versato 100 euro di contributi; bonus Irpef: chiarimenti delle Entrate sul recupero del credito erogato ai lavoratori; illegittimità costituzionale di alcune sanzioni in materia di orario di lavoro; nuovo sistema di gestione del Durc interno: annullamento PEC; prestazione a favore di lavoratori iscritti alla gestione ex Enpals prossimi alla pensione al fine di incentivarne l’esodo; fondo di solidarietà per il sostegno del reddito: proroga della sospensione del contributo ordinario al finanziamento per l’anno 2014

 

Indice:

1) Al via la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale

2) Prorata Iva: sentenza della Corte di giustizia Ue sulle spese promiscue

3) Impresa esclusa dall’appalto pubblico se non ha versato 100 euro di contributi

4) Bonus Irpef: chiarimenti delle Entrate sul recupero del credito erogato ai lavoratori

5) Illegittimità costituzionale di alcune sanzioni in materia di orario di lavoro

6) Nuovo sistema di gestione del Durc interno: annullamento PEC

7) Prestazione a favore di lavoratori iscritti alla gestione ex Enpals prossimi alla pensione al fine di incentivarne l’esodo

8) Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito: proroga della sospensione del contributo ordinario al finanziamento per l’anno 2014

 

1) Al via la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale

Il Consiglio dei Ministri, il 10 luglio 2014, ha approvato un disegno di legge delega per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale.

Il testo del disegno di legge attribuisce al Governo la delega ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di delega, uno o più decreti legislativi recanti il riordino e la revisione organica della disciplina degli enti privati del Terzo settore e delle attività che promuovono e realizzano finalità solidaristiche e di interesse generale, anche attraverso la produzione e lo scambio di beni e servizi di utilità sociale in attuazione del principio di sussidiarietà, al fine di sostenere la libera iniziativa dei cittadini associati per perseguire il bene comune, elevare i livelli di cittadinanza attiva, coesione e protezione civile, favorendo la partecipazione, l’inclusione e il pieno sviluppo della persona e valorizzando al contempo il potenziale di crescita ed occupazione del settore.

Nello specifico, i decreti attuativi dovranno disciplinare la costituzione, le forme organizzative e di amministrazione e le funzioni degli enti privati che, con finalità ideale e senza scopo di lucro, promuovono e realizzano attività d’interesse generale, di valorizzazione della partecipazione e di solidarietà sociale, ovvero producono o scambiano beni o servizi di utilità sociale, anche attraverso forme di mutualità con fini di coesione sociale.

Di seguito i principi e criteri direttivi generali.

I decreti legislativi dovranno:

– riconoscere e garantire il più ampio esercizio del diritto di associazione e il valore delle formazioni sociali liberamente costituite quale strumento di promozione e di attuazione dei principi di partecipazione, solidarietà, sussidiarietà e pluralismo.

– riconoscere e favorire l’iniziativa economica privata, svolta senza finalità lucrative, diretta a realizzare in via principale la produzione o lo scambio di beni o servizi di utilità sociale o d’interesse generale;

– individuare le finalità non lucrative e le attività solidaristiche e di interesse generale che caratterizzano gli enti del Terzo settore;

– riorganizzare e semplificare il procedimento per il riconoscimento della personalità giuridica;

– definire forme e modalità di organizzazione e amministrazione degli enti ispirate ai principi di democrazia, uguaglianza, pari opportunità, partecipazione degli associati e dei lavoratori e trasparenza, nonché ai princìpi di efficienza, di correttezza e di economicità della gestione degli enti;

– prevedere il divieto di distribuzione, anche in forma indiretta, degli utili e del patrimonio dell’ente, anche in caso di scioglimento del vincolo associativo e di estinzione;

– definire criteri e vincoli di strumentalità dell’attività d’impresa rispetto alla realizzazione degli scopi istituzionali e introdurre un regime di contabilità separata finalizzato a distinguere la gestione istituzionale da quella imprenditoriale;

– individuare specifiche modalità di verifica e controllo dell’attività svolta;

– disciplinare le modalità e i criteri dell’attività volontaria degli aderenti, nonché i limiti e gli…

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