Diario quotidiano dell’8 luglio 2014: è obbligatorio comunicare l’esito del controllo formale, altrimenti ruolo nullo

Pubblicato il 8 luglio 2014



enti non commerciali: modello di dichiarazione IMU/TASI in G.U.; ruolo nullo senza l’avviso bonario” scaturente dal controllo formale; fissazione semestrale dei tassi di interesse per il pagamento differito dei diritti doganali; modello 770/2014 Semplificato: circolare di Assonime; somme da detassare anche per il 2014; procedure e notifiche Inps erronee, o si cambia o si va verso lo sciopero; Inps: limiti alla fruizione di ammortizzatori in deroga per il 2014; nuova rateizzazione delle cartelle

 

Indice:

 1) Enti non commerciali: modello di dichiarazione IMU/TASI in G.U.

 2) Ruolo nullo senza l’avviso bonario” scaturente dal controllo formale

 3) Fissazione semestrale dei tassi di interesse per il pagamento differito dei diritti doganali

 4) Modello 770/2014 Semplificato: circolare di Assonime

 5) Somme da detassare anche per il 2014

 6) Procedure e notifiche Inps erronee, o si cambia o si va verso lo sciopero

 7) Inps: limiti alla fruizione di ammortizzatori in deroga per il 2014

 8) Nuova rateizzazione delle cartelle

 

 

1) Enti non commerciali: modello di dichiarazione IMU/TASI in G.U.

In Gazzetta il modello di dichiarazione IMU/TASI per gli enti non commerciali.

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 153 del 04 luglio 2014, è stato pubblicato il decreto del Ministero dell’Economia e delle finanze 26 giugno 2014, di approvazione del modello di dichiarazione IMU/TASI per gli enti non commerciali, con le relative istruzioni.

Adesso si attende la prassi ministeriale di riferimento, nonché il software di compilazione e controllo per l’invio telematico della dichiarazione di esenzione (totale o parziale) o di imponibilità ai fini IMU/TASI, per gli anni 2012 (ma per tale anno era già stata prevista una dichiarazione, adesso ci vorrebbe una precisazione per coloro che l’anno già presentata a suo tempo) e 2013, entro il prossimo mese di settembre.

 

2) Ruolo nullo senza l’avviso bonario” scaturente dal controllo formale

La Suprema Corte ha sancito che la cartella di pagamento derivante dal controllo formale delle dichiarazioni è nulla se non preceduta dal c.d. “avviso bonario”.La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15311 del 04 luglio 2014, ha stabilito che dopo il controllo formale l’Agenzia delle Entrate è tenuta a notificare la comunicazione sull’esito dell'attività svolta. Se ciò non avviene la successiva cartella è nulla. La nullità, infatti, consegue alla violazione del contraddittorio procedimentale obbligatorio a seguito dell’avvio del controllo. A seguito del controllo formale è la stessa legge che prevede un confronto preventivo con il contribuente e la comunicazione dell'esito di tale controllo, onde evitare la reiterazione di errori e beneficiare della riduzione delle sanzioni.Più garanzie al contribuente sul controllo formale della dichiarazione dei redditi. È infatti nulla la cartella di pagamento non preceduta dalla comunicazione sull’esito di tale controllo. Tra l'altro, è del tutto irrilevante che l’imprenditore abbia risposto alle domande su Unico.

La Cassazione ha, così, respinto il ricorso dell’Agenzia delle entrate. La sezione tributaria ha quindi confermato il verdetto emesso dalla Ctr pugliese che aveva annullato la cartella di pagamento emessa in seguito a un controllo formale sulla dichiarazione ai sensi dell’articolo 36-ter del dpr 600 del 1973, senza alcuna comunicazione sull’esito di tale controllo. Per i giudici è evidente dal mero dato testuale della norma, che al più incisivo «controllo» previsto dall'art. 36-ter, rispetto alla «liquidazione» ex art. 36-bis, il legislatore abbia fatto conseguire una fase procedimentale necessaria, di garanzia per il contribuente, laddove il comma 4 in esame prevede l’obbligo dell’Amministrazione di comunicare i motivi della rettifica operata in un apposita comunicazione da effettuare al contribuente. Obbligatorietà, peraltro, riconosciuta anche dalla prassi con la circolare 77/2001 la quale riconosce che la comunicazione dell’esito del controllo assolve alla duplice funzione di rendere edotto il contribuente delle motivazioni poste alla base dei recuperi d’imposta operati dall’ufficio e di consentire allo stesso la segnalazione di dati ed elementi non considerati o valutati erroneamente.

 

3) Fissazione semestrale dei tassi di interesse per il pagamento differito dei diritti doganali

Il saggio di interesse per il pagamento differito effettuato oltre il periodo di trenta giorni è stabilito nella misura dello 0,213% annuo per il periodo dal 13 gennaio 2014 al 12 luglio 2014.

Lo ha stabilito il Decreto del 30 maggio 2014 - Min. Economia e Finanze, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 153 del 4 luglio 2014, recante “fissazione semestrale dei tassi di interesse per il pagamento differito dei diritti doganali (periodo 13 gennaio 2014 – 12 luglio 2014)”.

Ciò poiché per il pagamento differito effettuato oltre il periodo di trenta giorni, si rende applicabile un interesse fissato semestralmente con decreto del Ministro delle finanze sulla base del rendimento netto dei buoni ordinari del Tesoro a tre mesi.

 

4) Modello 770/2014 Semplificato: circolare di Assonime

Assonime, con la circolare n. 22 del 04/07/2014, illustra le principali novità che interessano la compilazione del modello 770/S/2014 che i sostituti di imposta dovranno trasmettere entro il 31 luglio 2014.

Difatti, i sostituti d’imposta (datori di lavoro e enti pensionistici, amministrazioni dello Stato, ecc.) devono comunicare all’Agenzia delle entrate, mediante una dichiarazione annuale, i dati relativi alle ritenute effettuate in ciascun periodo d’imposta, quelli relativi ai versamenti eseguiti, i crediti, le compensazioni operate e i dati contributivi e assicurativi.

La dichiarazione si compone di due modelli: il 770 Semplificato e il 770 Ordinario. In relazione ai dati da comunicare e ai quadri del modello da compilare, i soggetti tenuti a presentare la dichiarazione devono trasmettere uno o entrambi i modelli

Nel modello 770 Semplificato vanno indicati:

dati relativi alle certificazioni rilasciate ai contribuenti ai quali sono stati corrisposti:

- redditi di lavoro dipendente, equiparati (per esempio, le pensioni e i crediti di lavoro riconosciuti in sentenza) e assimilati (per esempio, compensi percepiti da soci di cooperative di produzione e lavoro, remunerazioni dei sacerdoti, assegni periodici corrisposti al coniuge);

- indennità di fine rapporto;

- prestazioni in forma di capitale erogate da fondi pensione;

- redditi di lavoro autonomo;

- provvigioni e redditi diversi;

- i dati contributivi, previdenziali, assicurativi e quelli relativi all’assistenza fiscale prestata per il periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione;

- i dati dei versamenti effettuati, dei crediti e delle compensazioni operate (solo quando il sostituto d’imposta non è obbligato a presentare anche il modello 770 Ordinario);

- i dati relativi alle somme liquidate a seguito di procedure di pignoramento presso terzi nonché le ritenute operate sui bonifici disposti dai contribuenti per usufruire di oneri deducibili o per i quali spetta la detrazione d’imposta.

Chi deve presentare il modello 770 Semplificato

Devono presentare il 770 semplificato i sostituti d’imposta che hanno corrisposto somme e valori per i quali hanno trattenuto: la ritenuta alla fonte, i contributi previdenziali e assistenziali, i premi assicurativi dovuti all’Inail.

In particolare:

- società di capitali ed enti commerciali a esse equiparate (enti pubblici e privati) che risiedono nel territorio dello Stato;

- enti non commerciali, compresi gli enti pubblici (Università statali, Regioni, Province, Comuni) e gli enti privati residenti nel territorio dello Stato;

- associazioni non riconosciute, consorzi, aziende speciali;

- società ed enti di ogni tipo, con o senza personalità giuridica, non residenti nel territorio dello Stato;

- trust;

- condomìni;

- società di persone, di armamento e di fatto o irregolari residenti nel territorio dello Stato;

- società o associazioni senza personalità giuridica costituite tra persone fisiche per l’esercizio in forma associata di arti o professioni residenti nel territorio dello Stato;

- aziende coniugali, se l’attività è esercitata in forma societaria tra coniugi residenti nel territorio dello Stato;

- gruppi europei d’interesse economico (Geie);

- persone fisiche che esercitano arti e professioni, imprese commerciali e imprese agricole;

- curatori fallimentari, commissari liquidatori, eredi che non proseguono l’attività del sostituto d’imposta deceduto;

- soggetti che corrispondono redditi esenti da Irpef ma che sono assoggettati a contribuzione Inps (per esempio, le aziende straniere che occupano lavoratori italiani all’estero assicurati in Italia);

- amministrazioni dello Stato;

- intermediari e altri soggetti che intervengono in operazioni fiscalmente rilevanti tenuti alla comunicazione di dati;

- soggetti che hanno corrisposto compensi a esercenti prestazioni di lavoro autonomo che hanno optato per il regime agevolato relativo alle nuove iniziative produttive (articolo 13 della Legge 23 dicembre 2000, n. 388) e non hanno, per espressa previsione normativa, effettuato ritenute alla fonte;

- titolari di posizione assicurativa Inail che hanno l’obbligo di comunicare i dati relativi al personale assicurato.

Come e quando si presenta

Il modello 770 Semplificato deve essere presentato telematicamente entro il 31 luglio, direttamente o tramite un intermediario abilitato (professionisti, associazioni di categoria, Caf, ecc.).

I soggetti momentaneamente all’estero non possono presentare la dichiarazione presso banche convenzionate o uffici postali, né tramite raccomandata.

Per la trasmissione telematica diretta occorre utilizzare:

- il servizio telematico Fisconline, se la dichiarazione riguarda un numero di soggetti non superiore a 20;

- il servizio telematico Entratel, se la dichiarazione riguarda un numero di soggetti superiore a 20.

Per il calcolo dei soggetti da considerare, va fatto riferimento al numero di comunicazioni indicate nel riquadro “Redazione della dichiarazione” presente nel frontespizio.

Se il sostituto d’imposta deve presentare il modello 770 Semplificato per un numero di soggetti non superiore a 20, ma è anche tenuto a presentare il modello 770 Ordinario per un numero di soggetti superiore a 20, deve utilizzare il servizio telematico Entratel per la trasmissione telematica di entrambi i modelli.

Chi è già abilitato al servizio telematico Entratel deve in ogni caso continuare ad avvalersi di questo canale.

La dichiarazione si considera presentata nel giorno in cui è conclusa la ricezione dei dati da parte dell’Agenzia delle Entrate. La prova della presentazione è data dalla comunicazione rilasciata per via telematica dall’Agenzia che attesta di aver ricevuto la dichiarazione.

 

5) Somme da detassare anche per il 2014

Rinnovate, con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 19 febbraio 2014, le misure sperimentali per l’incremento della produttività del lavoro per l’anno 2014.

Il sistema della c.d. “detassazione” 2014 presenta caratteri pressoché identici rispetto alla gestione vigente lo scorso anno.

Innanzitutto, chiariamo di che cosa si tratta: è una misura fiscale a favore dei lavoratori, che consente l’applicazione dell’aliquota sostitutiva del 10% dell’Irpef e delle addizionali regionali, in capo a quei soggetti che nel corso dell’anno d’imposta 2013 non abbiano percepito un reddito da lavoro dipendente superiore a 40mila euro lordi, nel limite massimo detassabile di euro 3.000 lordi nel 2014.

Per poter usufruire del beneficio, alla base deve sempre esistere un accordo collettivo aziendale o territoriale, il cui obiettivo sia l’incremento della produttività. In caso di accordo aziendale, lo stesso può essere sottoscritto dalle rappresentanze sindacali presenti in azienda (Rsa o Rsu), ovvero – per le aziende che ne sono prive – dalle associazioni dei lavoratori a livello territoriale, in possesso del grado di rappresentatività richiesto dalla norma.

Con riferimento al concetto di retribuzione di produttività che forma oggetto delle intese suddette ricordiamo che – in occasione del Forum Lavoro organizzato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro – il Ministero del lavoro ha chiarito che possono rientrarvi anche gli straordinari, purché volti a sollecitare un’effettiva “efficientazione” aziendale.

Inoltre, come già previsto lo scorso anno, gli accordi devono essere depositati presso le Direzioni territoriali del lavoro, entro 30 giorni dalla loro sottoscrizione.

All’atto del deposito, ovvero nel corpo degli accordi, il datore di lavoro dovrà altresì allegare un’autodichiarazione di conformità volta a confermare la rispondenza dei contenuti del contratto con le condizioni stabilite dal decreto attuativo della Presidenza del Consiglio dei ministri.

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, nota del 07 luglio 2014)

 

6) Procedure e notifiche Inps erronee, o si cambia o si va verso lo sciopero

A due mesi dall’avvio delle nuove procedure Inps per il Durc interno e l’invio delle note di rettifica arretrate, la Commissione Inps del CNO e l’Ancl hanno segnalato al Direttore dell’Inps alcune criticità rimaste irrisolte, minacciando l’astensione dalle attività in caso di mancata revisione del sistema, in virtù del codice di autoregolamentazione dello sciopero appena approvato dalla Commissione di garanzia.

La Categoria minaccia l’astensione dalle attività in caso di mancata revisione delle procedure INPS

Proseguono gli invii di note di rettifica errate da parte dell'Inps. Errori che si ripercuotono sulla gestione delle imprese e dei rapporti di lavoro, generando confusione e disguidi burocratici a tutto danno di imprenditori, lavoratori e consulenti del lavoro. In sostanza, questi errori dell'Istituto fanno scaturire una condizione di irregolarità della posizione aziendale che non corrisponde al vero ma che blocca tutte le attività per cui c'è bisogno del ripascio del Durc. Con le note conseguenze sui rapporti con creditori, gare di appalto e quant'altro. Dunque, dopo due mesi dall'avvio delle nuove procedure Inps per il Durc interno e l'invio delle note di rettifica arretrate, sono state segnalate all'Istituto alcune criticità rimaste ancora irrisolte e che se non troveranno soluzione immediata faranno scattare azioni di sciopero.

Per quanto riguarda il Durc interno, non si è tenuto conto di eventuali dilazioni amministrative o di pagamenti effettuati direttamente al concessionario, riportando negli invii degli avvisi PEC per il mese di giugno le stesse presunte irregolarità che erano state già segnalate con l'invio di maggio. Alcuni errori nelle cartelle esattoriali hanno messo sulla falsa strada diversi soggetti interessati, mentre per le note di rettifica la situazione è risultata ancor più complessa tanto da impedire alle sedi territoriali di operare in fase propedeutica, perché impossibilitate dalle stesse procedure messe loro a disposizione. Ne è esempio la procedura sui VIG che da due anni non consente l'abbinamento dei pagamenti con la conseguenza paradossale che chi aveva regolarizzato la sua situazione per tempo, si è visto recapitare in ogni caso la nota di rettifica.

Per questi motivi i Consulenti del Lavoro hanno chiesto di rivedere tutte le fasi di costruzione dei preavvisi che, come dimostrato, non tengono conto delle variazioni che nel frattempo sono state messe a sistema. L'Istituto si è impegnato a emettere un messaggio nel quale preannuncia l'invio di una PEC che annulla l'efficacia di tutti i preavvisi relativi al mese di giugno. La sua emissione avvenuta nella giornata del 4 luglio scorso (allegato in copia) è un segnale positivo ma non bastevole a risolvere i problemi creatisi nelle posizioni aziendali. Nei mesi di luglio e agosto le sedi, centrale e territoriali, provvederanno ad abbinare tutti i pagamenti e le variazioni che permetteranno di azzerare le note di rettifica regolarizzate e rimettere a luce verde quei semafori erroneamente accesi col rosso e il lucchetto.

Inoltre, è stata richiesta dalla Categoria, ela sospensione nei mesi di luglio e agosto delle notifiche sia di PEC che di avvisi di altra natura. Sempre su richiesta della Commissione Inps - formata da rappresentanti del Consiglio Nazionale e dell'Ancl - nel mese di settembre sarà effettuata una verifica congiunta sull'effettiva sistemazione delle partite regolarizzate. Ove non dovessero realizzarsi i suddetti impegni assunti dall'Istituto, saranno attivate le procedure per lo stato di agitazione della Categoria in virtù del recente codice di autoregolamentazione dello sciopero, appena approvato dalla Commissione di garanzia, a garanzia dei diritti di imprenditori e lavoratori e a tutela della dignità professionale dei Consulenti del Lavoro.

(Ordine nazionale dei Consulenti del lavoro e Associazione Nazionale, comunicato stampa congiunto del 07 luglio 2014)

 

7) Inps: limiti alla fruizione di ammortizzatori in deroga per il 2014

L’Inps, con il messaggio n. 5787 del 3 luglio 2014, riprendendo una comunicazione che il Ministero del Lavoro ha inviato agli assessori delle Regioni e delle Provincie autonome a non concedere trattamenti di cassa integrazione in deroga per periodi superiori ad 8 mesi, comunica i limiti per la fruizione degli ammortizzatori in deroga per l’anno 2014.

Infatti, il Ministero ha ripreso una nota del dicembre 2013 con la quale «al fine di garantire la continuità dell’intervento del sostegno al reddito nelle crisi occupazionali territoriali» ha invitato le Regioni e le province autonome a «provvedere nel 2014 a concessioni di ammortizzatori in deroga limitati nel tempo e comunque non superiori a 6 mesi nel limite delle risorse finanziarie disponibili, nelle more dell’entrata in vigore dei nuovi criteri per il riconoscimento degli interventi». «Considerato che l’iter di emanazione del decreto non si è ancora concluso – si legge nella comunicazione ministeriale – e in considerazione della necessità di non pregiudicare l’efficacia dei limiti quantitativi di durata in esso previsti, si invitano le Regioni e le province autonome a non stipulare accordi o concedere prestazioni di cassa integrazione in deroga per periodi superiori a 8 mesi nell’anno 2014».

Con riferimento ai periodi concedibili di mobilità in deroga, allo stesso modo gli enti regionali non devono superare i limiti previsti per l’anno 2014 pari per i lavoratori che alla data di decorrenza del trattamento abbiano già beneficiato di prestazioni di mobilità in deroga per almeno tre anni, anche non continuativi, complessivamente a cinque mesi nell’anno 2014, non ulteriormente prorogabili, più ulteriori tre mesi nel caso di lavoratori residenti nelle aree di cui al testo unico approvato con D.P.R. 6 marzo 1978, n. 218; per i lavoratori che alla data di decorrenza del trattamento abbiano beneficiato di prestazioni di mobilità in deroga per un periodo inferiore a tre anni, a ulteriori sette mesi, non ulteriormente prorogabili, più ulteriori tre mesi nel caso di lavoratori residenti nelle aree di cui al testo unico approvato con d.P.R. 6 marzo 1978, n. 218.

Complessivamente, per tali lavoratori, il periodo di fruizione non può comunque eccedere il periodo massimo di tre anni e cinque mesi, più ulteriori tre mesi nel caso di lavoratori residenti nelle aree di cui al citato testo unico approvato con D.P.R. 6 marzo 1978, n. 218.

 

8) Nuova rateizzazione delle cartelle

Domande da presentare entro il 31 luglio 2014. Le rateizzazioni si confermano la soluzione più adottata da famiglie e imprese per pagare le cartelle di Equitalia.

Ad oggi ne risultano attive 2,3 milioni per un importo di oltre 25 miliardi di euro.

Oltre alle consuete modalità di richiesta, adesso esiste anche una nuova possibilità riservata a chi per legge ha perso il beneficio della rateizzazione perché non in regola con i pagamenti alla data del 22 giugno 2013.

Secondo quanto stabilito dal Decreto Irpef (D.L. 66/2014, convertito con modificazioni dalla Legge 89/2014) i contribuenti interessati potranno richiedere fino a un massimo di 72 rate (6 anni) presentando la domanda entro il prossimo 31 luglio (i moduli sono disponibili sul sito internet www.gruppoequitalia.it nella sezione “Rateizzare”).

 

Vincenzo D’Andò