Diario quotidiano del 4 luglio 2014: l’esenzione IMU-TASI per gli immobili non commerciali

Pubblicato il 4 luglio 2014



esenzione IMU/TASI per gli enti non commerciali con tre criteri; aggiornamento tassi convenzione cessione quinto pensione; non è soggetto ad Irap il Commercialista che corrisponde importi elevati ad altri professionisti; accertamento induttivo: l’Ufficio deve tenere conto delle controdeduzione del contribuente; convenzioni Inps Federaziende; buoni lavoro e solidarietà; nuovi controlli automatizzati nelle operazioni di esportazione di sfarinati e paste alimentari; incentivi per l’assunzione dei lavoratori ammessi al sussidio WELFARE TO WORK 2012-2014

 

 Indice:

 1) Esenzione IMU/TASI per gli enti non commerciali con tre criteri

 2) Aggiornamento tassi convenzione cessione quinto pensione

 3) Non è soggetto ad Irap il Commercialista che corrisponde importi elevati ad altri professionisti

 4) Accertamento induttivo: l’Ufficio deve tenere conto delle controdeduzione del contribuente

 5) Convenzioni Inps Federaziende

 6) Buoni lavoro e solidarietà

 7) Nuovi controlli automatizzati nelle operazioni di esportazione di sfarinati e paste alimentari

 8) Incentivi per l’assunzione dei lavoratori ammessi al sussidio WELFARE TO WORK 2012-2014

 

 

1) Esenzione IMU/TASI per gli enti non commerciali con tre criteri

Oltre a definire le regole per l’Imu e la Tasi nelle scuole e università private (l’esenzione scatta quando le tariffe non superano il costo medio per studente), nella sanità (niente Imu e Tasi per le strutture convenzionate) e negli altri settori, il decreto con il modello di dichiarazione e le istruzioni Imu per gli enti non commerciali diffuso martedì dal ministero dell’Economia (si veda il diario fiscale del 02 luglio 2014) fissa anche i meccanismi di calcolo per gli immobili utilizzati da questi enti in parte per attività esenti e in parte per attività commerciali. Si tratta di meccanismi non semplici, che mirano a far pagare le imposte immobiliari solo sulla parte utilizzata con modalità commerciali ma, nonostante la complessità dei calcoli, non sembrano raggiungere lo scopo.Il problema scatta nei tanti casi in cui non è possibile accatastare autonomamente l’immobile.

Il decreto che ha approvato il modello di dichiarazione è valido anche per la Tasi

Contano spazio dell’immobile, frequentatori e tempo

Fissati i criteri per quantificare l’Imu e la Tasi nel caso in cui gli immobili posseduti dagli enti non commerciali sono destinati in parte a uso commerciale. Tre i riferimenti da considerare: spazi, quantità dei frequentatori, tempo.

Uno dei punti di maggior interesse del decreto del Mef del 26 giugno 2014 con cui è stato approvato il modello di dichiarazione Imu-Tasi è quello con cui si fissano i criteri per la determinazione del rapporto proporzionale a cui bisogna far riferimento per le unità immobiliari possedute dagli enti non commerciali destinate ad un'utilizzazione mista.

Si deve far ricorso a detto metodo nei casi in cui non sia possibile procedere all’individuazione degli immobili o delle porzioni di immobili adibiti esclusivamente allo svolgimento delle attività istituzionali con modalità non commerciali, come prescrive il comma 2 dell'art. 91-bis, del dl 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, che regola la materia.

A tal fine le istruzioni alla compilazione della dichiarazioni Imu-Tasi prendono le mosse dal dm 19 novembre 2012, n. 200, che è stato emanato ai sensi dell’art. 91-bis, comma 3, del citato del dl n. 1 del 2012, il cui art. 5 stabilisce che detto rapporto è determinato con riferimento:

- allo spazio;

- al numero dei soggetti nei confronti dei quali vengono svolte le attività con modalità commerciali ovvero non commerciali;

- al tempo.

Spazio

La proporzione, come dispone la stessa norma, è prioritariamente determinata in base alla superficie destinata allo svolgimento delle attività diverse da quelle meritevoli che deve essere ovviamente rapportata alla superficie totale dell’immobile.

Ciò vuol dire che, se per esempio, nell'immobile dove viene svolta l’attività sanitaria (o altra attività esente) vi è un locale dove si svolge un'attività commerciale, comunque, e che tale locale non è suscettibile di accatastamento separato (come accade per i bar o le rivendite di giornali), per calcolare la quota esente occorre rapportare la superficie effettiva (e non a quella catastale) sulla quale si svolge l’attività commerciale alla superficie effettiva (e non catastale) dell’intera unità immobiliare.

La percentuale che deriva da tale rapporto deve essere, quindi, applicata alla rendita catastale dell’immobile, in modo da ottenere la base imponibile da utilizzare per determinare l’Imu dovuta.

Allo stesso modo si deve procedere se nell’immobile vi è un locale che è dedicato allo svolgimento di un’attività esente (ancorché non suscettibile di accatastamento separato). In tal caso, infatti, per calcolare la quota esente si deve rapportare la superficie effettiva (e non catastale) sulla quale si svolge l’attività agevolata alla superficie dell’intera unità catastale.

La percentuale derivante da tale rapporto deve essere applicata alla rendita catastale destinata all’attività meritevole, così da escludere dalla base imponibile Imu la quota parte della rendita proporzionalmente riferibile agli spazi esclusivamente dedicati all’attività per la quale compete l'esenzione.

Numero dei soggetti nei confronti dei quali vengono svolte le attività con modalità commerciali ovvero non commerciali.

Gli altri criteri necessari per definire l’ambito di applicazione dell’esenzione sono dettati dallo stesso dm n. 200 del 2012, che passa innanzitutto a stabilire la proporzione in relazione al numero dei soggetti nei confronti dei quali le attività sono svolte con modalità commerciali, rapportato al numero complessivo dei soggetti nei confronti dei quali è svolta l’attività.

Tempo

L’ultimo criterio stabilito dal dm n. 200 del 2012 riguarda il caso in cui l’utilizzazione mista è effettuata limitatamente a specifici periodi dell’anno, per cui la proporzione deve essere determinata in base ai giorni durante i quali l’immobile è utilizzato per lo svolgimento delle attività diverse da quelle meritevoli.

Nelle istruzioni viene precisato che per quanto riguarda le attività sanitarie il numero dei soggetti deve considerarsi quale numero di prestazioni effettuate escludendo dal conteggio quelle relative ad adempimenti obbligatori per legge (come, per esempio, le visite mediche di controllo per i dipendenti o le campagne preventive gratuite), giacché computarle equivarrebbe ad inficiare la significatività della percentuale.

Una volta determinate le percentuali per ciascuna unità immobiliare, queste vanno applicate alla rendita catastale, così da ottenere la base imponibile da utilizzare ai fini della determinazione dell'Imu dovuta e della Tasi.

Le stesse percentuali si applicano anche per il calcolo della misura dell’esenzione spettante per le unità immobiliari destinate ad attività strumentali promiscuamente e indistintamente sia all’attività per la quale spetta l’esenzione, sia all’attività per la quale non spetta (come, per esempio, per gli spazi destinati ai servizi amministrativi o comunque ausiliari comuni).

Viene, infine, precisato che l’esenzione non spetta con riferimento alle unità immobiliari di fatto non utilizzate, che devono essere dichiarate.

Tutte queste informazioni devono essere riportate nel quadro B della dichiarazione, relativo appunto agli immobili parzialmente imponibili o totalmente esenti, che deve essere compilato per ciascun immobile in cui si svolge l’attività meritevole e posseduto dallo stesso soggetto passivo.

Esso si compone di tre riquadri:

- il primo è quello relativo all’identificazione catastale dell'immobile e alla tipologia di attività che in esso viene svolta;

- il secondo è riservato alla sola attività didattica;

- il terzo è dedicato alle attività diverse da quella didattica.

 

2) Aggiornamento tassi convenzione cessione quinto pensione

Con decreto del 25 giugno 2014 il Ministero dell’economia e delle finanze - Dipartimento del Tesoro - ha indicato i tassi effettivi globali medi (TEGM) praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari, determinati ai sensi dell’articolo 2, comma 1, della legge n. 108/1996 recante disposizioni in materia di usura, come modificato dal decreto legge n. 70/2011 convertito con modificazioni dalla legge n. 106/2011, rilevati dalla Banca d’Italia e in vigore per il periodo di applicazione 1° luglio – 30 settembre 2014.

In particolare, per i prestiti contro cessione del quinto dello stipendio e della pensione:

VALORI DEI TASSI APPLICATI NEL PERIODO 01/07/2014 - 30/09/2014

Classi di importo in euro:

Tassi medi

Tassi soglia usura

fino a 5.000,00

12,19

19,2375

oltre 5.000,00

11,69

18,6125

Ne consegue che i tassi soglia TAEG da utilizzare per i prestiti con cessione del quinto della pensione, di cui all’articolo 10 della convenzione INPS, approvata con determina n. 76 del 5 aprile 2013, finalizzata alla concessione di prodotti di finanziamento a pensionati, variano come segue:

TASSI SOGLIA CONVENZIONALI PER CLASSE DI ETA' DEL PENSIONATO E CLASSE DI IMPORTO DEL PRESTITO

 

 

Classi di età del pensionato (*)

Fino a 5.000 euro

Oltre 5.000 euro

fino a 59 anni

9,08

9,17

60-69

10,68

10,77

70-79

13,28

13,37

(*) Le classi di età comprendono il compleanno dell’età minima della classe; l’età si intende a fine piano.

Le suddette modifiche sono operative con decorrenza 1° luglio 2014.

(Inps, messaggio n. 5765 del 02 luglio 2014)

 

3) Non è soggetto ad Irap il Commercialista che corrisponde importi elevati ad altri professionisti

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15020 del 02 luglio 2014, ha stabilito che non è soggetto ad Irap il Commercialista che percepisce alti compensi o corrisponde importi elevati ad altri professionisti, poiché non sono questi elementi di per sé rilevanti per la valutazione dell'autonoma organizzazione. Un commercialista che operava da solo senza l’ausilio di dipendenti o collaboratori aveva richiesto la restituzione dell’Irap versata ritenendo che nello svolgimento della sua professione non sussistesse il requisito dell'autonoma organizzazione. Saltuariamente si avvaleva di altri professionisti con studio separato e diverso dal proprio. L’Agenzia delle entrate respingeva la richiesta di rimborso. La questione è per ultimo finita in Cassazione dove i giudici di legittimità hanno escluso l’Irap per il professionista.

Il professionista che opera da solo, senza dipendenti e collaboratori, servendosi soltanto di alcuni beni, come ad es. un pc, il mobilio d'ufficio ed un'autovettura che ricorre saltuariamente, per le competenze estranee al proprio lavoro, ad altri professionisti con proprio studio separato e diverso dal proprio, non per questo può essere assoggettato ad Irap.

La ratio decidendi della sentenza della CTR impugnata dal professionista, secondo cui “comunque sussiste il requisito dell’autonoma organizzazione, non essendo l’attività professionale in questione vincolata a coordinamento e controllo altrui; di talché, trattandosi di prestazioni prettamente intellettuali che richiedono comunque l’utilizzo di immobilizzazioni tecniche, esse vanno razionalmente organizzate, di guisa che non può disconoscersi l’assoggettamento ad IRAP”, e secondo cui, a “far pensare che di certo il contribuente si avvaleva di una sia pur minima organizzazione, che costituisce il presupposto indispensabile per procedere all’applicazione dell’imposta” sono l’entità di voci come “gli importi dei compensi dichiarati”, il valore complessivo dei beni strumentali utilizzati e l’elevato importo dei compensi corrisposti a terzi - non è stato ritenuto conforme al consolidato principio affermato dalla suprema Corte in materia, secondo cui, a norma del combinato disposto degli artt. 2, comma 1, primo periodo, e 3, comma 1, lettera c), del d.lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, l’esercizio delle attività di lavoro autonomo di cui all’art. 49, comma primo, del Tuir, è escluso dall’applicazione dell’imposta soltanto qualora si tratti di attività non autonomamente organizzata: il requisito della “autonoma organizzazione”, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente: a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione, e non sia quindi inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui; costituisce poi onere del contribuente che richieda il rimborso fornire la prova dell'assenza delle condizioni anzidette (ex plurimis, Ne consegue che l’accertata collaborazione occasionale di altri studi professionali non consente l’assoggettamento ad imposta. Accolte quindi le doglianze del contribuente.

 

4) Accertamento induttivo: l’Ufficio deve tenere conto delle controdeduzione del contribuente

E’ illegittimo l’accertamento induttivo che non tiene conto delle controdeduzioni prodotte dal contribuente in appello. Nel caso di specie si trattava, infatti, di documenti che potevano essere esibiti in appello come previsto dal D.Lgs. 546/1992.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15041 del 02 luglio 2014.

Accertamento

Sbaglia la CTR a non considerare con la dovuta attenzione la documentazione extracontabile emersa durante la verifica e consistente in preventivi con indicazione dei nominativi dei clienti, del materiale da utilizzare, del lavoro da eseguire e altro (Cassazione, sentenza n. 15031 del 02 luglio 2014).

L’impiego della locuzione generica come verbale di chiusura delle operazioni è sufficiente a far decorrere i 60 giorni (Cassazione, ordinanza n. 15010 del 02 luglio 2014).

Agevolazioni fiscali

Non sono deducibili i costi o le spese dei beni o delle prestazioni di servizio direttamente utilizzati per il compimento di un reato. Qualora tuttavia successivamente una sentenza pro reo di non luogo a procedere il contribuente ha il diritto al rimborso delle maggiori imposte versate e dei relativi interessi (Cassazione, sentenza n. 15044 del 02 luglio 2014).

 

5) Convenzioni Inps Federaziende

A seguito delle convenzioni stipulate in data 9 maggio scorso con la Confederazione delle Piccole e Medie Imprese, dei Lavoratori Autonomi e dei Pensionati (Federaziende), l’Inps illustra, nella circolare 84 del 3 luglio 2014 le disposizioni in materia di gestione delle deleghe, riscossione e trasferimento alla Federaziende dei contributi associativi delle aziende che assumono manodopera e dei piccoli coloni e compartecipanti familiari. Nella circolare 85 del 3 luglio 2014 sono illustrate, inoltre, le modalità operative per la riscossione e il trasferimento dei contributi associativi degli imprenditori agricoli e dei coltivatori diretti.

 

6) Buoni lavoro e solidarietà

La Compagnia di San Paolo, con il Progetto “Reciproca solidarietà e lavoro accessorio”, ha previsto quest’anno uno stanziamento di euro 2.500.000, per sostenere i cittadini colpiti dalla crisi, residenti a Torino e in altri 35 comuni della provincia, finanziando progetti, promossi da Enti senza fini di lucro, che abbiano come riferimento la cura della comunità e che prevedano lo svolgimento di attività retribuite esclusivamente attraverso lo strumento dei voucher per il lavoro accessorio. Alla realizzazione dell’iniziativa ha collaborato, sin dal 2010, la Direzione Regionale Inps Piemonte, partecipando alle fasi organizzative del Progetto e garantendo la tempestiva fornitura dei buoni lavoro.A tale proposito l’Inps ricorda che attraverso il servizio internet banking di Intesa San Paolo, è ora possibile acquistare i buoni lavoro on line. La riscossione, in contanti, potrà avvenire presso le tabaccherie convenzionate con Banca ITB, grazie all’accordo con la Federazione Italiana Tabaccai.

(Inps, nota del 03 luglio 2014)

 

7) Nuovi controlli automatizzati nelle operazioni di esportazione di sfarinati e paste alimentari

Nuovi controlli automatizzati nelle operazioni di esportazione di sfarinati e paste alimentari finalizzati alla corretta indicazione della “comunicazione” prevista dall’art. 12, comma 1 del DPR n.187 del 2001 e dal Decreto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali del 17 dicembre 2013

L’Agenzia delle dogane comunica è stata inserita una nuova misura di controllo nella banca dati Taric per la voce 1902 “Paste alimentari, anche cotte o farcite (di carne o di altre sostanze) oppure altrimenti preparate, quali spaghetti, maccheroni, tagliatelle, lasagne, gnocchi, ravioli, cannelloni;…etc”.

I controlli suddetti sono previsti nell’ambito del progetto di interoperabilità tra l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali in attuazione dello sportello unico doganale.

I controlli automatizzati di cui sopra saranno attivi dal 9 luglio 2014. Si riportano di seguito le indicazioni per la corretta indicazione della “comunicazione” in parola nella casella 44 del DAU:

Codice documento: 02AO “Comunicazione dei produttori ai sensi del DM 17/12/2013” Paese di emissione: IT (codice ISO);

Anno di emissione: l’anno di emissione nel formato AAAA; ad esempio: 2014.

Identificativo: numero identificativo della comunicazione .

Se il prodotto esportato non è sottoposto alla “comunicazione si dovrà indicare il codice documento: 09YY ”Prodotto non sottoposto a comunicazione”.

Maggiori informazioni potranno essere acquisite consultando la TARIC dal sito

dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

La base giuridica di riferimento nonché le istruzioni per la corretta compilazione del DAU sono disponibili consultando la sezione “Istruzioni per la corretta compilazione del DAU nella sezione “istruzioni per l’uso” del sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli dedicata allo sportello unico doganale:

http://www.agenziadogane.it/wps/wcm/connect/internet/ed/operatore/aree+tematiche/sportellounicodoganale

Nella stessa sezione saranno pubblicati tutti gli aggiornamenti senza ulteriori comunicazioni.

(Agenzia delle dogane, comunicazione del 03 luglio 2014)

 

8) Incentivi per l’assunzione dei lavoratori ammessi al sussidio WELFARE TO WORK 2012-2014

Incentivi per l’assunzione dei lavoratori ammessi al sussidio previsto dal Piano di intervento nazionale “Azione di Sistema WELFARE TO WORK 2012-2014”. Istruzioni amministrative, procedurali e contabili.

A scioglimento della riserva contenuta nel messaggio n. 4802 del 20/5/2014 ed in conformità allo schema di Convenzione ivi allegato, l’Inps fornise le istruzioni per la richiesta e la fruizione degli incentivi per l’assunzione dei lavoratori ammessi al sussidio, previsto dal Piano di intervento nazionale “Azione di Sistema WELFARE TO WORK 2012-2014”.

L’incentivo è pari agli importi mensili del sussidio non ancora maturati dal lavoratore alla data di assunzione ed è corrisposto dall’Istituto in un’unica soluzione in sede di conguaglio dei contributi dovuti dall’impresa relativamente ai propri lavoratori dipendenti.

L’incentivo è riconosciuto all’impresa che, nell’arco temporale del percorso di reinserimento, assume il lavoratore destinatario del sostegno del reddito con contratto a tempo indeterminato o a tempo determinato superiore a 12 mesi, anche part time, purché con orario di lavoro non inferiore alle venti ore settimanali; l’incentivo spetta anche in caso di proroga di un precedente rapporto a tempo determinato, di durata inferiore a sei mesi, se la durata complessiva supera i dodici mesi, nonché in caso di trasformazione a tempo indeterminato, intervenuta entro i primi sei mesi.

L’impresa che assume un lavoratore titolare del sussidio non inoltrerà la richiesta dell’incentivo a questo Istituto, ma ad un ufficio indicato dalla Regione; la Regione effettuerà gli accertamenti istruttori ed adotterà la decisione finale di ammissione/non ammissione all’incentivo.Tale richiesta, ove accolta, vale anche come istanza all’Istituto di conguagliare il beneficio con i contributi dovuti.

A questo scopo l’impresa indicherà nella richiesta:

- la posizione contributiva (matricola INPS) con cui denuncia i contributi dei lavoratori per i quali spetta l’incentivo;

- la Sede INPS competente a gestire tale posizione contributiva;

- la Sede INPS competente a gestire il sussidio del lavoratore;

- il codice identificativo della comunicazione telematica (UNILAV) relativa al rapporto incentivato.

La Regione trasmetterà mensilmente alla Direzione Regionale competente dell’Inps l’elenco delle aziende ammesse all’incentivo, avvalendosi del modello allegato al presente messaggio; la trasmissione avverrà all’indirizzo di posta elettronica concordato tra la Regione e la Direzione regionale dell’Inps.

La Direzione regionale INPS comunicherà le informazioni contenute nell’elenco alle Sedi territoriali competenti per l’interruzione del sussidio e l’erogazione dell’incentivo.(Inps, messaggio n. 5791 del 03 luglio 2014)

 

Vincenzo D’Andò