Società in house e partecipate dagli enti locali: attenzione alle novità

di Marco Castellani

Pubblicato il 10 giugno 2014



il mese di maggio è stato ricco di novità per le società partecipate dagli enti locali: la verifica delle posizioni di debito-credito; il rispetto del patto di stabilità; il monitoraggio sulle opere pubbliche...

Verifica dei rapporti di credito e debito fra ente e società partecipate

L’articolo 6, comma4, del D.L. n. 95/2012 stabilisce che Comuni e Province devono allegare al rendiconto una nota informativa contenente la verifica dei crediti e debiti reciproci tra l’ente e le società partecipate. Tale nota, asseverata dai rispettivi Organi di revisione, evidenzia analiticamente eventuali discordanze e ne fornisce la motivazione. Comuni e Province sono inoltre tenuti ad adottare senza indugio, e comunque non oltre il termine dell’esercizio finanziario in corso, i provvedimenti necessari per la riconciliazione delle partite debitorie e creditorie.

A riguardo la Sezione di controllo per la Lombardia della Corte dei conti nella Deliberazione n. 156/2014/PAR del 15 aprile 2014 delinea un quadro organico degli adempimenti che devono essere posti in essere da Comuni e Province e società partecipate ai fini del rispetto dell’obbligo di legge richiamato.

Si osserva come, in ogni caso, le indicazioni dettate dai giudici della Sezione Lombardia appaiono talvolta troppo restrittive rispetto alle condizioni che si presume debbano essere osservate per considerare sufficientemente soddisfatto il precetto della citata norma di legge.

https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/doDettaglio.do?id=1892-30/04/2014-SRCLOM



Mancato rispetto del Patto di stabilità e taglio della indennità

Nel caso di mancato rispetto del patto di stabilità, ai sensi dell’articolo 31, comma 26, della Legge n. 183/2011 l’ente locale inadempiente, nell’anno successivo, è tenuto a rideterminare le indennità di funzione e i gettoni di presenza indicati nell’art. 82 del TUEL (D.Lgs. n. 267/2000) con una riduzione del 30% rispetto all’ammontare risultante alla data del 30 giugno 2010.

La misura sanzionatoria va applicata operando la riduzione del 30% sugli importi delle indennità degli amministratori locali considerate singolarmente e non con riferimento all’ammontare complessivo dei trattamenti indennitari corrisposti alla data indicata.

Lo ribadisce la Sezione di controllo per la Liguria della Corte dei Conti nella Deliberazione n. 28 del 9 maggio 2014.

https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/doDettaglio.do?id=2058-15/05/2014-SRCLIG



Fondazioni culturali

La Corte dei conti, Sezione Toscana, nella Delibera n. 5/2014/PAR del 12 marzo 2014 torna sul tema della possibilità per i Comuni di costituire una fondazione culturale.

Precedenti pronunciamenti della stessa Sezione (si veda in tale senso la Deliberazione n. 460/2012), avevano infatti negato la possibilità di costituire questo genere di fondazione, motivando tale convincimento con il disposto dell’articolo del D.L. n. 95/2012 convertito dalla Legge n. 135/2012 (Legge Spending review-bis), che, appunto, vietava agli enti locali «di istituire società partecipate, enti, agenzie e organismi comunque denominati e di qualsiasi natura giuridica, che esercitino una o più funzioni fondamentali e funzioni amministrative loro conferite». La Sezione prende atto del mutato contesto normativo, con il comma 562 della Legge n. 147/2013 (Legge di stabilità per il 2014) che ha abrogato molti commi del citato articolo 9 della Legge Spending review-bis, e ritiene ora possibile la costituzione di fondazioni culturali da parte del Comune.

https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/doDettaglio.do?id=1263-18/03/2014-SRCTOS



Monitoraggio delle opere pubbliche

Con la Legge n.196/2009 è stata istituita la Banca Dati delle Amministrazioni Pubbliche (BDAP) in seno al Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), al fine di assicurare un efficace controllo e monitoraggio degli andamenti della finanza pubblica. Il successivo Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Ragioneria Generale dello Stato del 26 febbraio 2013 attuativo dell’articolo 5 del D.Lgs.n.229/2011, ha definito – nell’Allegato A - il dettaglio delle informazioni da comunicare.

A tal fine la Ragioneria Generale dello Stato attraverso la Circolare n.14 del 08 aprile 2014 (reperibile all’indirizzo (http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/CIRCOLARI/2014/Circolare_dell_8_aprile_2014_n_14.html) rende effettivi gli obblighi di invio dei dati riguardanti gli investimenti pubblici, provvedendo a predisporre i sistemi definiti dal citato D.Lgs. n. 229/2011 per il monitoraggio delle opere pubbliche finanziate da risorse pubbliche e individuate mediante l'acquisizione, da parte delle amministrazioni realizzatrici, del Codice Unico di Progetto (CUP).

Per assicurare l’univocità dell’invio, secondo la circolare della Ragioneria, è necessario che le banche dati alimentanti la BDAP contengano alcune informazioni “chiave” tra quelle dell’Allegato A del DM.

Conseguentemente le Amministrazioni e i soggetti aggiudicatori sono tenute a gestire tali informazioni nei propri sistemi e ad aggiornarle nelle citate banche dati alimentanti la BDAP.

Costituiscono informazioni chiave:

  1. il Codice Unico Progetto (CUP);

  2. il Codice Identificativo Gara (CIG), rilasciato dall'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici (AVCP) solo in presenza di un CUP valido;

  3. l’associazione tra il CUP e il CIG (escluse le opere il cui stato di attuazione non è ancora arrivato alla richiesta del CIG all’AVCP), che consente di unire gli aspetti programmatori e i capitoli di spesa del bilancio dello Stato legati al CUP con le informazioni relative all'affidamento delle opere e ai contratti inerenti al CIG, permettendo di coprire l'intero ciclo di vita dell'investimento..

Il CUP e il CIG costituiscono le informazioni rilevanti per assicurare l'univocità dell'invio e il raccordo tra i vari sistemi informativi, che consentono alle amministrazioni e ai soggetti aggiudicatori di inviare al MEF solamente i dati richiesti dal decreto ministeriale non inviati o non presenti nelle banche dati dell’AVCP e del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica (DIPE).

Il monitoraggio dell’intero ciclo di vita dell’investimento si completa con le operazioni di pagamento e di incasso, che vengono rilevante telematicamente mediante il sistema SIOPE: ai fini del monitoraggio è pertanto necessario che le operazioni di pagamento relative a progetti di investimento pubblico che alimentano il SIOPE riportino il relativo CUP.

La Circolare poi continua dettando le modalità operative con cui si dovrà realizzare l’inserimento e l’aggiornamento delle informazioni che saranno oggetto dell’invio alla BDAP.

A riguardo anche l'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici (AVCP), con comunicato del Presidente del 8 maggio 2014 (disponibile all’indirizzo http://www.autoritalavoripubblici.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=5659), fornisce le istruzioni operative affinché sia possibile trasmettere alla BDAP i dati anagrafici, finanziari, fisici e procedurali, concernenti il ciclo di vita dei contratti pubblici di lavori (opere pubbliche) dalla fase di assegnazione del CIG, già in suo possesso, per effetto delle disposizioni contenute nell’articolo 7, comma 8, del D.Lgs.n.163/2006 sulla base del protocollo d’intesa con la Ragioneria Generale dello Stato stipulato in data 2 agosto 2013.

L’Autorità ribadisce il concetto già specificato anche nella citata Circolare della Ragioneria Generale dello Stato n.14, secondo cui condizione necessaria per evitare di dover procedere ad un ulteriore invio alla BDAP degli elementi informativi già acquisiti dall’AVCP, è che i dati dei contratti siano corredati oltre che del CIG anche del Codice Unico di Progetto (CUP) cui si riferiscono.

Pertanto, è necessario che i Responsabili Unici di Procedimento (RUP) effettuino la verifica, integrazione o rettifica dei dati sul Sistema Informativo Monitoraggio Gare (SIMOG) della stessa AVCP, nelle modalità e secondo le tempistiche di seguito descritte.

A partire dallo scorso 12 maggio 2014 è obbligatorio indicare sul sistema SIMOG, in sede di creazione del CIG, il CUP identificativo del progetto nell’ambito del quale si colloca lo specifico appalto. È comunque possibile indicare più CUP a fronte di uno stesso CIG.

Sempre a partire dallo scorso 12 maggio 2014, per tutti i CIG creati anteriormente a tale data per i quali non sono stati ancora trasmessi i dati relativi alle aggiudicazioni, in sede di compilazione della Scheda di aggiudicazione è obbligatorio indicare uno o più CUP qualora l’appalto rientri in una delle fattispecie per cui è obbligatoria l'acquisizione. A tal proposito, si rammenta che l’obbligatorietà del CUP ricorre nelle fattispecie di seguito riportate:

  • Appalto di lavori diversi da quelli di manutenzione ordinaria;

  • Appalto di servizi finalizzato alla realizzazione di un progetto di investimento pubblico;

  • Appalto di forniture finalizzato alla realizzazione di un progetto di investimento pubblico;

  • Appalti di servizi o forniture che sebbene non rientrino nelle fattispecie di cui ai punti b) e c), siano cofinanziati da fondi comunitari.

A partire dal successivo 14 luglio 2014, per tutti i contratti per i quali alla data del 12 maggio 2014 risultino già trasmesse le relative schede di aggiudicazione, il RUP dovrà poi verificare che per le fattispecie per le quali è necessaria l’acquisizione del CUP, quest’ultimo risulti associato al CIG cui si riferisce, nell’ambito del sistema SIMOG. Ciascun RUP dovrà verificare che, in tutti i casi di obbligatorietà del CUP, questo sia stato inserito, procedendo, laddove necessario, ad una modifica/integrazione dei codici CUP. Tale attività dovrà essere svolta da tutti i RUP sul sistema SIMOG, anche per i contratti i cui dati vengono trasmessi all’Osservatorio per il tramite delle Sezioni Regionali, e dovrà essere completata entro il 30 agosto 2014.

Nei casi in cui l’associazione CUP-CIG o altre informazioni non siano state integrate nel sistema SIMOG, le amministrazioni dovranno procedere ad un nuovo invio integrale dei dati alla BDAP a partire dal 30 settembre 2014 entro i successivi 30 giorni. Si fa presente che la comunicazione di tali informazioni alla BDAP è un presupposto per l’erogazione del finanziamento dello Stato.

In seguito all’invio dei dati da parte del MEF, l’Autorità procederà ad un riscontro tra i dati presenti nel sistema SIMOG e quelli trasmessi direttamente alla BDAP dalle amministrazioni, valutando la sussistenza dei presupposti per l’avvio del procedimento sanzionatorio ai sensi dell’articolo 7, comma 8, del D. Lgs. N. 163/2006 .

Una volta effettuato il primo invio dei dati al BDAP, è prevista una nuova rilevazione dello stato di attuazione degli appalti pubblici al 31 dicembre 2014 con comunicazione dei dati nel mese di gennaio 2015, dopodiché le successive comunicazioni avverranno con cadenza trimestrale.



Avvalimento parziale

Il Consiglio di Stato, Sezione V, nella sentenza n. 2200 del 28 aprile 2014 ammette nelle gare la possibilità per un soggetto concorrente di avvalimento parziale dei requisiti delle gare di lavori pubblici. Per i giudici della Sezione è inequivocabile che dopo la sentenza della Corte di giustizia Ue del 10 ottobre 2013 n. C-94/12 deve ritenersi definitivamente superata la tesi che vieta l’uso dell’avvalimento per conseguire il cosiddetto “cumulo parziale dei requisiti”. I giudici del Consiglio di Stato richiamano in tal senso le analoghe conclusioni adottate dalla stessa Sezione V nella sentenza n. 5874 del 9 dicembre 2013. Appare questo punto formarsi una consolidata giurisprudenza in favore del recepimento delle conclusioni della Corte di giustizia.

http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Consiglio%20di%20Stato/Sezione%205/2013/201307156/Provvedimenti/201402200_11.XML



Gare per i servizi strumentali vietate alle società in house

Il Consiglio di Stato, sezione VI, nella sentenza n. 2362 dell'8 maggio 2014 torna a pronunciarsi sul divieto per l'acquisizione di servizi strumentali, anche con gara, da parte di società che siano affidatarie dirette di servizi pubblici locali, previsto dall'articolo 13 della Legge n. 248/2006. L’interpretazione restrittiva e rigorosa del divieto viene ribadita dai giudici della Sezione VI, sostenendo che le società affidatarie in house di servizi pubblici non possono partecipare a gare indette da enti locali per l'affidamento di servizi strumentali, nemmeno quando nel proprio oggetto sociale sia prevista la possibilità di prestare attività a favore di privati.

http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Consiglio%20di%20Stato/Sezione%206/2013/201305046/Provvedimenti/201402362_11.XML



10 giugno 2014

Marco Castellani