Diario quotidiano del 26 giugno 2014: IVA e stabile organizzazione

Pubblicato il 26 giugno 2014



Decreto PA e Decreto competitività pubblicati in G.U.; elenchi dei soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio del 5 per mille dopo i termini per l’iscrizione; l’Agenzia assume la Presidenza del Comitato Permanente del Catasto in occasione del semestre italiano di Presidenza UE; nuovo software di compilazione del Modello Irap/2014; stabile organizzazione Iva: va bene anche quando si utilizzano le risorse di terzi; accertamento fiscale da ricostruire con precisione; quando si verifica il delitto di appropriazione indebita del Commercialista; processo verbale di constatazione: quando è necessario

 

 Indice:

 1) Decreto PA e Decreto competitività pubblicati in G.U.

 2) L’Agenzia assume la Presidenza del Comitato Permanente del Catasto in occasione del semestre italiano di Presidenza Ue

 3) L’Agenzia assume la Presidenza del Comitato Permanente del Catasto in occasione del semestre italiano di Presidenza Ue

 4) Nuovo software di compilazione del Modello Irap/2014

 5) Stabile organizzazione Iva: va bene anche quando si utilizzano le risorse di terzi

 6) Accertamento fiscale da ricostruire con precisione

 7) Quando si verifica il delitto di appropriazione indebita del Commercialista

 8) Processo verbale di constatazione: quando è necessario

 

 

1) Decreto PA e Decreto competitività pubblicati in G.U.

Sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale n. 144 del 24 giugno 2014 i due provvedimenti contenenti misure su crescita e semplificazioni.

Il Decreto n. 90/2014 - Pa e semplificazioni - attiene all'ambito della pubblica amministrazione con uno sguardo verso semplificazioni e riduzioni di costi per le imprese.

Tra le misure, oltre all'impegno a introdurre un modulo unico per l’edilizia e per l’avvio delle attività produttive, troviamo il dimezzamento, a partire dal 2015, del contributo annuale chiesto alle imprese per l'iscrizione alle Camere di commercio.Più corposo per le imprese è il Decreto n. 91/2014 – il pacchetto competitività - con le misure anche su ambiente a agricoltura.

Prendono il via il taglio del 10% dei costi delle bollette energetiche per le aziende, il rafforzamento dell'aiuto alla crescita economica (Ace, con una super-Ace per chi entra in borsa), il ripristino delle agevolazioni per l’acquisto di macchinari, con un credito d'imposta del 15% per gli investimenti.

Si abbassa il capitale sociale per costituire una Spa: passa da 120mila a 50 mila euro.

Per l’agricoltura si prevede un registro unico dei controlli e l’ampliamento della deduzione Irap al lavoro a tempo determinato con contratti non inferiori a tre anni con almeno 150 giorni di lavoro all’anno. Previste altre misure, sempre in agricoltura, che abbassano i costi Inps e Inail e che agevolano i giovani.

 

2) Elenchi dei soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio del 5 per mille dopo i termini per l’iscrizione

Sono stati pubblicati il 25 giugno 2014 gli elenchi dei soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio del 5 per mille dopo i termini per l’iscrizione.

Sono disponibili, in tre distinti elenchi, i dati degli enti del volontariato, delle associazioni sportive dilettantistiche e degli enti della ricerca scientifica che hanno presentato la domanda di iscrizione al 5 per mille dopo i termini. Per gli enti del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche la scadenza è stata fissata al 7 maggio 2014; per gli enti della ricerca scientifica del Miur, invece, al 30 aprile 2014.

I soggetti interessati possono regolarizzare la loro posizione entro il 30 settembre 2014 ai sensi dell'articolo 2, comma 2, del Dl 16/2012 inviando la documentazione integrativa (Onlus e volontariato alle Direzioni Regionali; associazioni sportive dilettantistiche agli uffici territoriali del Coni ed enti della ricerca scientifica al Miur) e versando una sanzione di importo pari a 258 euro tramite il modello F24 con codice tributo 8115.

 

3) L’Agenzia assume la Presidenza del Comitato Permanente del Catasto in occasione del semestre italiano di Presidenza Ue

Con l’avvio del semestre di Presidenza italiana dell’Unione Europea, l’Agenzia delle Entrate assume la guida del Comitato Permanente del Catasto, costituito a Ispra nel 2002 con l’obiettivo di sviluppare strategie e proporre iniziative comuni per ottenere un maggiore coordinamento tra i diversi sistemi catastali europei.

Il passaggio di consegne è avvenuto oggi nel corso di una conferenza internazionale, organizzata dalla Presidenza greca a conclusione del proprio mandato, dal 23 al 25 giugno 2014 ad Atene. A conclusione del meeting, la Presidenza italiana ha esposto anche il programma del prossimo semestre.

Dall’analisi dei sistemi catastali europei agli scenari futuri - Nel corso della conferenza sono state presentate le ultime novità in materia catastale da parte degli Stati Membri dell’Ue, cui ha fatto seguito un confronto sulle prospettive future del catasto per l’elaborazione di una strategia comune nel prossimo ventennio.

Inoltre, si è discusso del futuro ruolo del Comitato nell’ambito dell’Unione Europea, considerata l’importanza crescente assunta dagli Organismi nazionali che gestiscono le informazioni territoriali per l’attuazione di diverse politiche comunitarie.

Cos'è il Comitato Permanente del Catasto nell'Unione Europea - Istituito il 14 ottobre 2002 come struttura di collegamento tra le istituzioni catastali dei Paesi membri dell’Unione Europea, il Comitato favorisce lo scambio di informazioni, esperienze e buone prassi sulle tematiche catastali. Una delle principali funzioni del Comitato è, infatti, quella di studiare e presentare agli organi dell'Unione Europea proposte coordinate su diversi aspetti che coinvolgono le banche dati di informazione territoriale.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 85 del 25 giugno 2014)

 

4) Nuovo software di compilazione del Modello Irap/2014

Resa disponibile dall’Agenzia delle entrate la nuova versione software 1.0.1 del 25/06/2014.

Il software Irap 2014 consente la compilazione del Modello Irap 2014 e la creazione del relativo file da inviare telematicamente.

Irap 2014 utilizza una nuova tecnologia di distribuzione dei software basati su Java che consente all'utente di usufruire delle applicazioni direttamente dal web. In tal modo è possibile attivare le applicazioni in maniera semplice e con un solo clic, avendo la certezza di utilizzare sempre la versione più aggiornata ed evitando complesse procedure di installazione o aggiornamento.

Questi gli aggiornamenti

I motivi dell’aggiornamento sono i seguenti:

- è stato corretto il calcolo del rigo IC64 come previsto dall’aggiornamento delle specifiche tecniche

- è stato corretto il controllo di congruenza tra quadri IR e IC come previsto dall’aggiornamento delle specifiche tecniche

- è stato corretto il controllo di congruenza la compilazione della sezione IV del quadro IC e la compilazione codice attività associato su quadro IS

- è stato corretto il controllo relativo al codice aliquota OR per la Valle D’Aosta ed al codice aliquota BA per la Sardegna.

 

5) Stabile organizzazione Iva: va bene anche quando si utilizzano le risorse di terzi

Importante precisazione «in chiave» europea: per potere configurare una stabile organizzazione ai fini dell’Iva non è necessario che il soggetto passivo disponga di personale dipendente e di mezzi tecnici di proprietà, potendo utilizzare anche risorse umane e materiali di terzi. Una stabile organizzazione, ai sensi dell’art. 44 della direttiva 2006/112/Ce e dell’art. 11 del regolamento di applicazione n. 282/201, presuppone un’organizzazione caratterizzata da un grado sufficiente di permanenza e una struttura idonea in termini di mezzi umani e tecnici atti a consentirle di ricevere e di utilizzare i servizi fornitile per le esigenze proprie. A tal fine, però, non sono necessari mezzi umani e tecnici propri nella misura in cui l’organizzazione disponga di mezzi di terzi come se fossero propri. Questo il parere formulato dall’avvocato generale della Corte di giustizia Ue nelle conclusioni presentate il 15 maggio 2014 nella causa C-605/12. Il procedimento pregiudiziale è stato promosso dai giudici polacchi in relazione ad una controversia sul luogo di tassazione delle operazioni effettuate attraverso una struttura commerciale complessa, gestita congiuntamente, in Polonia, da una società polacca e da una società cipriota. Il dubbio, in particolare, riguarda la possibilità di configurare una stabile organizzazione della società cipriota, che si impegna a gestire, per conto dell’altra società, un sito internet in lingua polacca sul quale sono organizzate aste per la vendita di beni della società polacca. Per poter partecipare alle aste, tuttavia, i clienti devono preventivamente acquistare dalla società cipriota i diritti di presentazione delle offerte, sicché, in sostanza, la vendita dei beni genera un duplice fatturato: da parte della società polacca, che fattura sistematicamente un prezzo inferiore al valore di mercato, e da parte della società cipriota, che fattura la vendita dei diritti. Da qui, tra l’altro, il dubbio che entrambe le fatturazioni debbano essere imputate alla vendita dei beni. Riguardo alla possibilità di configurare una stabile organizzazione, l’avvocato, concludendo nel senso anticipato prima, ha osservato che se si ritenessero necessari la proprietà dei mezzi tecnici e la disponibilità di personale dipendente si perverrebbe a risultati inaccettabili e si rischierebbero abusi.

 

6) Accertamento fiscale da ricostruire con precisione

Interessante sentenza dalla giurisprudenza di merito: L’Amministrazione finanziaria non può limitarsi ad affermare che il contribuente ha sbagliato. Se alcuni costi pluriennali sono stati dedotti in maniera indebita da un’impresa edile, il fisco in sede di accertamento deve ricostruire il corretto comportamento fiscale. Pena l’annullamento della pretesa erariale. È quanto ha affermato la C.T.P. di Reggio Emilia con la sentenza n. 134/1/14.

Un’impresa di costruzioni aveva avuto disconosciuti oneri per opere ultrannuali. Per le Entrate i costi, invece di essere capitalizzati, erano stati dedotti in violazione del criterio di competenza. Concorde il collegio emiliano, ma non fino in fondo. Secondo i giudici, i costi per le opere pluriannuali «avrebbero dovuto essere imputati in aumento delle rimanenze finali che poi sarebbero diventate le iniziali dell’anno d’imposta successivo» (e non dedotti per intero). Il comportamento seguito dal ricorrente, quindi, era senz’altro scorretto. Ma allo stesso tempo «risulta altrettanto errato quello seguito dall’Agenzia», si legge in sentenza, «che non ha ricostruito, com’era suo dovere, le rimanenze finali dell’anno 2007, che sarebbero diventate quelle iniziali del 2008 e che, in quest’anno, avrebbero consentito di far emergere e dedurre i costi de quibus». In altre parole, se in base al principio della competenza economica un elemento negativo di reddito viene recuperato fiscalmente, in quanto imputabile a incremento delle rimanenze (realizzando una maggior tassazione in quel periodo d’imposta), le Entrate dovrebbero poi consentire al contribuente di utilizzare il maggior valore come rimanenza iniziale nell’esercizio successivo (alleggerendo così il reddito imponibile).

 

7) Quando si verifica il delitto di appropriazione indebita del Commercialista

Il delitto di appropriazione indebita (previsto dall’art. 646 c.p., secondo cui “chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria il denaro o la cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a euro 1.032”) è reato istantaneo che si consuma con la prima condotta appropriativa e, cioè nel momento in cui l'agente compie un atto di dominio sulla cosa con la volontà espressa o implicita di tenere questa come propria.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17901 del 2014, che ha rigettato il ricorso proposto da contribuente finalizzato a ottenere la condanna del suo Commercialista infedele.

Un contribuente propone ricorso in Cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che aveva dichiarato il non luogo a procedere, per intervenuta prescrizione, nei confronti del suo commercialista, accusato di essersi appropriato indebitamente - tra gli anni 2001 e 2003 - di somme di denaro ricevute per assolvere agli adempimenti fiscali del cliente. Nel ricorso di legittimità, il contribuente deduce l'erronea interpretazione della Corte territoriale, laddove aveva ritenuto prescritto il reato de quo, nella considerazione che egli si era reso conto soltanto nel 2006 del danno subito per l’omesso versamento, da parte del professionista, dei tributi e dei contributi previdenziali, ossia soltanto dopo aver incaricato un altro professionista di effettuare la verifica della propria posizione fiscale presso gli Uffici finanziari.

 

8) Processo verbale di constatazione: quando è necessario

Il PVC non necessario nelle “indagini a tavolino” che però rimane rilevante in tutti i controlli caratterizzati da accessi presso la sede del contribuente.

La Corte di Cassazione, con la sentenza 13588 del 13 giugno 2014, scioglie ogni dubbio sulla questione relativa alla necessità circa la formazione del processo verbale di constatazione nelle c.d. “indagini a tavolino”, indagini che, nella specie, erano relative al c.d. “redditometro”.

Il tutto è connesso al rispetto dell’art. 12 comma 7 della L. 212/2000, che, così come interpretato dalla giurisprudenza costituzionale nonché dalla Cassazione, prevede la nullità dell’accertamento emesso prima del decorso di sessanta giorni dalla formazione del “PVC”, posto che in detto iato temporale il contribuente può produrre memorie difensive che possono condurre all’archiviazione della pratica.

Con la recente sentenza 7960/2014, i giudici avevano sancito che la formazione del verbale con attesa dei successivi sessanta giorni non ha ragione di esistere negli accertamenti standardizzati, che, ai sensi dell’art. 10 della L. 146/1998, prevedono, a pena di nullità, già una forma di confronto preventivo tra le parti. A questa fattispecie può essere paragonato il caso del “redditometro” nella disciplina post D.L. 78/2010.

Ora, la Suprema Corte afferma che, in generale, nelle “indagini a tavolino” non può essere lamentata la violazione dell’art. 12 comma 7 della L. 212/2000.

In sostanza, ci sarebbe una diversità ontologica tra verifiche caratterizzate da accessi presso la sede del contribuente e verifiche “a tavolino”.

Tramite la potestà di accesso, gli uffici, in base ai poteri d’impulso conferiti dalla legge, ricercano gli elementi utili per appurare l’esistenza di attività non dichiarate, e da ciò deriva l’esigenza del contraddittorio, “al fine di correggere, adeguare e chiarire gli elementi in tal modo raccolti”.

Il confronto tra le parti “tende a bilanciare lo squilibrio tra contribuente e Amministrazione derivante dall’assoggettamento del primo ai poteri ispettivi della seconda”.

Questa esigenza, secondo i giudici, non si rinviene nei controlli eseguiti presso la sede degli uffici, ove si esaminano ad esempio documenti forniti dal contribuente.

 

Vincenzo D’Andò