Diario fiscale del 23 giugno 2014: le semplificazioni fiscali per il prossimo 730

Pubblicato il 23 giugno 2014



via al nuovo 730, e dal 2016 conterrà anche le spese sanitarie: nessun obbligo alle dichiarazioni dell’eredità fino ai 100mlla euro; domiciliari al Commercialista ideatore ed esecutore della frode; commercialisti: principi di attestazione dei piani di risanamento; farmacie e studi di settore; online le Note territoriali del II semestre 2013: come cambia il mercato residenziale nelle province italiane; pagamento dei diritti doganali mediante bonifico bancario o postale; Consob: pubblicate le raccomandazioni sulle informazioni da fornire al pubblico su indennità e/o altri benefici in caso di cessazione dalla carica dei manager; poteri speciali dello Stato sulle società operanti in settori strategici

 

 Indice:

 1) Via al nuovo 730, e dal 2016 conterrà anche le spese sanitarie: nessun obbligo alle dichiarazioni dell’eredità fino ai 100mlla euro

 2) Domiciliari al Commercialista ideatore ed esecutore della frode

 3) Commercialisti: Principi di attestazione dei piani di risanamento

 4) Farmacie e studi di settore

 5) Online le Note territoriali del II semestre 2013: come cambia il mercato residenziale nelle province italiane

 6) Pagamento dei diritti doganali mediante bonifico bancario o postale

 7) Consob: pubblicate le raccomandazioni sulle informazioni da fornire al pubblico su indennità e/o altri benefici in caso di cessazione dalla carica dei manager

 8) I poteri speciali dello Stato sulle società operanti in settori strategici

 

1) Via al nuovo 730, e dal 2016 conterrà anche le spese sanitarie: nessun obbligo alle dichiarazioni dell’eredità fino ai 100mlla euro

Lo scorso 20 giugno il governo ha approvato due decreti legislativi di semplificazione fiscale. Inizierà anche il percorso di riforma del catasto con la costituzione delle commissioni censuarie che rivedranno il catasto

Approvato il provvedimento sui risarcimenti ai detenuti dopo le contestazioni della Corte di Giustizia europea per metterci in regola ed evitare procedure di infrazione.

Arriva dal 2015 a 30 milioni di italiani, in via sperimentale, la dichiarazione dei redditi precompilata sui redditi 2014

Lo prevede la bozza del Decreto legislativo che attua la delega fiscale. Sarà comunque possibile presentare la dichiarazione secondo le vecchie modalità. E dal 2016 la dichiarazione precompilata conterrà anche le spese sanitarie del 2015. Secondo la bozza del decreto legislativo, l’Agenzia delle entrate renderà disponibile per via telematica entro il 15 aprile di ciascun anno ai titolari di redditi da lavoro dipendente e assimilati la dichiarazione precompilata relativa ai redditi prodotti nell’anno precedente che può essere accettata o modificata.

Resta ferma la possibilità di presentare la dichiarazione dei redditi autonomamente compilata con le modalità ordinarie. La certificazione da parte dei sostituti di imposta andrà inviata all’Agenzia delle Entrate entro il 7 marzo. Per ogni certificazione omessa tardiva o errata si applica la sanzione di 100 euro.

Una volta ottenuta la dichiarazione precompilata, il contribuente ha due possibilità:

- accettarla, così rendendo definitivi gli eventuali crediti, che non verranno sottoposti a controlli preventivi anche se superiori a 4.000 euro, ma vengono direttamente rimborsati;

- integrarla, mediante dati non conosciuti all’Agenzia delle entrate (oneri detraibili diversi da quelli comunicati da banche, assicurazioni ecc…), consegnati ai centri di assistenza fiscale o a professionisti abilitati all’assistenza fiscale, che provvedono all’integrazione della dichiarazione ed all’apposizione del visto di conformità. La responsabilità, in caso di visto di conformità infedele, salva la dichiarazione di rettifica possibile entro il 10 novembre successivo, è a carico del prestatore di assistenza fiscale.

Permane il controllo sulla sussistenza delle condizioni soggettive che danno diritto a detrazioni e sugli oneri certificati ma non trattenuti dai sostituti.

Il contribuente accede alla dichiarazione precompilata attraverso i seguenti canali, a sua scelta:

- direttamente on line, tramite il sito internet dell’Agenzia delle Entrate

- tramite il proprio sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale

- tramite un centro di assistenza fiscale o un professionista abilitato

Ulteriori canali saranno individuati con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate.

Assicurazioni, enti che erogano i mutui, enti previdenziali, forme pensionistiche complementari, trasmettono le relative informazioni entro il 28 febbraio. Quanto alle spese sanitarie, che non entreranno nella dichiarazione precompilata già l’anno prossimo, Asl, ospedali, e strutture di cura, compresi gli ambulatori, farmacie pubbliche e private e chi eroga assistenza protesica e integrativa, dovranno inviare al sistema Tessera sanitaria i dati relativi alle prestazioni erogate nel 2015, che andranno quindi nella dichiarazione dei redditi dell'anno successivo.

A partire dal 2016 vi sarà una ulteriore semplificazione perché nella dichiarazione dei redditi precompilata compariranno, attraverso il tesserino sanitario, anche le spese sanitarie.

Nessun obbligo di dichiarazione per l’eredità, se devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto, nel caso in cui l’attivo ereditario abbia un valore non superiore a euro centomila.

Società tra professionisti

La disposizione è volta a semplificare il regime fiscale applicabile nei casi di partecipazione a società tra professionisti costituite ex art. 10 L. 183/2011, chiarendo che trovano applicazione, a prescindere dalla struttura societaria, le disposizioni fiscali dettate per le associazioni senza personalità giuridica costituite per l’esercizio associato di arti o professioni di cui all’articolo 5 del TUIR. Di conseguenza, il reddito è imputato a ciascun socio per trasparenza in proporzione alla sua quota di partecipazione agli utili consentendogli di farlo valere anche a fini previdenziali. Le medesime regole trovano applicazione anche ai fini IRAP.

Spese di vitto e alloggio dei professionisti

Le prestazioni alberghiere e di somministrazioni di alimenti e bevande acquistate direttamente dal committente non costituiscono compensi in natura per il professionista che ne usufruisce. Pertanto, il professionista non dovrà più “riaddebitare” in fattura tali spese al committente e non dovrà più operare la deduzione del relativo ammontare quale componente di costo deducibile dal proprio reddito di lavoro autonomo. A legislazione vigente le spese di vitto e alloggio sostenute dal committente per conto del professionista vengono fatturate e quindi da quest’ultimo integralmente dedotte.

Il rimborso del credito di imposta sarà effettuata entro 2 mesi dalla richiesta del contribuente. Contestualmente saranno erogati gli interessi.

Riqualificazione energetica degli edifici: meno adempimenti

Stop alla comunicazione all’Agenzia delle Entrate per i lavori ammessi alla detrazione che proseguono per più periodi di imposta. Attualmente, i contribuenti interessati alla detrazione IRPEF delle spese sostenute per la riqualificazione energetica degli edifici, i cui lavori proseguono oltre il periodo di imposta, devono inviare all’Agenzia delle entrate apposita comunicazione in cui sono elencati i dati delle spese sostenute nei periodi di imposta precedenti. La mancata osservanza del termine entro cui inviare la comunicazione (90 giorni dal termine di ciascun periodo di imposta in cui sono state sostenute le spese oggetto di comunicazione), ovvero la sua omissione non comportano la decadenza dal beneficio fiscale, ma solo la irrogazione di una sanzione pecuniaria (da 256 € a 2.065 €).

Fino a 15 mila euro rimborsi Iva senza adempimenti

Ampliato da 5mila a 15mila euro l’ammontare dei rimborsi Iva eseguibili senza alcun adempimento. Lo prevede la bozza del decreto legislativo sulla semplificazione fiscale. Per i rimborsi oltre i 15mila euro non è più necessaria la prestazione della garanzia dello Stato. Non sono previsti limiti all’ammontare dei rimborsi ottenibili dai contribuenti non a rischio.

Razionalizzazione comunicazioni dell’esercizio di opzione

Per usufruire di regimi opzionali come la tassazione per trasparenza, il consolidato nazionale, la tonnagetax, non sarà più necessaria l’apposita manifestazione di volontà da esprimere preventivamente, ma sarà sufficiente la comunicazione direttamente in sede di dichiarazione dei redditi o IRAP.

Semplificazione delle dichiarazioni delle società o enti che non hanno la sede legale o amministrativa nel territorio dello Stato

Si mira a semplificare i modelli dichiarativi non richiedendo dati già in possesso dell’Amministrazione finanziaria. In quest’ottica le società o enti che non hanno la sede legale o amministrativa nel territorio dello Stato non dovranno più indicare nella dichiarazione dei redditi l’indirizzo dell’eventuale stabile organizzazione nel territorio stesso e le generalità e l’indirizzo in Italia di un rappresentante per i rapporti tributari.

Comunicazione delle operazioni intercorse con Paesi black list

I dati relativi ai rapporti intercorsi con Paesi black list sono forniti con cadenza solo annuale, innalzando a 10.000 € il limite di esonero entro il quale non vi è l’obbligo di comunicazione dell’operazione.

Attualmente è previsto per i soggetti passivi IVA l’obbligo di comunicare telematicamente all’Agenzia delle entrate tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi di importo superiore a 500 € effettuate e ricevute nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi black list.

Richiesta di autorizzazione per effettuare operazioni intracomunitarie

Con la nuova normativa si abilita il contribuente ad effettuare le operazioni intracomunitarie in concomitanza con l’attribuzione della partita IVA.

Fino ad oggi la disciplina IVA prevedeva che l’Agenzia delle entrate, in sede di formazione della banca dati dei soggetti passivi che effettuano operazioni intracomunitarie, poteva emettere, entro trenta giorni dalla data di attribuzione della partita IVA, provvedimento di assenso o diniego all’autorizzazione ad effettuare operazioni intracomunitarie. Quindi, tale attività del contribuente è bloccata fino alla emissione del predetto provvedimento positivo.

Detrazione forfetaria per prestazioni di sponsorizzazione

Si introduce la percentuale unica di detrazione nella misura del 50% sia per le prestazioni di pubblicità che di sponsorizzazione per associazioni senza scopo di lucro, quelle sportive dilettantistiche, le pro-loco.

Allo stato è previsto un regime forfettario di determinazione dell’IVA per le imprese spettacolistiche (e sportive dilettantistiche) in base al quale la detrazione è stabilita nella misura del 50% dell’imposta relativa alle operazioni imponibili. Tale detrazione è tuttavia ridotta a un decimo per le operazioni di sponsorizzazione.

Spese di rappresentanza

Si introduce la possibilità di detrarre l’IVA sulle spese di rappresentanza sostenute per l’acquisto di beni di costo unitario non superiore a 50 euro.

Fino ad oggi le spese per gli omaggi di valore unitario non superiore a 50 euro sono interamente deducibili ai fini delle imposte sui redditi. Ai fini IVA, invece, la detrazione dell’imposta è ammessa solo per gli omaggi di valore inferiore a 25,82 euro.

Allineamento definizione prima casa Iva - Registro

La disposizione allinea la nozione di “prima casa” rilevante ai fini dell’applicazione della disciplina agevolativa in materia di IVA a quella prevista in materia di imposta di registro, prevedendo che l’aliquota Iva agevolata del 4 per cento trovi applicazione in relazione ad abitazione classificate o classificabili nelle categorie catastali diverse da quelle A1, A8, e A9, anziché in base ai criteri finora utilizzati fissati dal decreto del ministro dei lavori pubblici 2 agosto 1969.

La bozza del testo semplificazioni fiscali prevede un DLgs di 34 articoli organizzato in 6 capi, di cui 5 riguardano semplificazioni per le persone fisiche, per i rimborsi, per le società e per la fiscalità internazionali, e per i coordinamenti normativi. Il sesto riguarda l’eliminazione di adempimenti superflui.

 

 

2) Domiciliari al Commercialista ideatore ed esecutore della frode

Non si può parlare di condotta esclusivamente professionale, se prove inequivocabili come le intercettazioni telefoniche dimostrano la partecipazione attiva al crimine.

In tema di reati tributari risponde del delitto di dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti (art. 2 del D.Lgs. 74/2000) il Commercialista che, in qualità di consulente e di materiale esecutore della redazione dei bilanci e della trasmissione telematica della dichiarazione, si sia reso colpevole di aver ideato e messo in atto, assieme ad altri soggetti (imprenditori, amministratori di società, ecc.) un complesso progetto criminoso coinvolgente un numero consistente di società (Corte di Cassazione, sentenza n. 23522 del 5 giugno 2014).

Niente sconto di pena per l’evasore che aderisce all’accertamento

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26464 del 19 giugno 2014, ha stabilito che l’evasore fiscale che ha stipulato una fideiussione bancaria a favore dell’amministrazione finanziaria o aderisce all’accertamento posto in essere dall’Autorità finanziaria, non può richiedere lo sconto di pena previsto dall’art. 13, D.Lgs. 74/2000 il quale può essere accordato solo ad estinzione completa del debito erariale.

Nel caso di specie, la società dell’imputato aveva venduto appartamenti a prezzi effettivamente superiori a quelli formalmente indicati nei contratti definitivi, comprovato dalla mancata congruenza tra le percentuali delle provvigioni e i corrispettivi emergenti dai contratti definitivi.

Alla luce di questi elementi la Suprema Corte ha quindi confermato la non configurabilità dell’attenuante e la condanna per evasione fiscale.

Per l’omessa presentazione della dichiarazione risponde anche l’amministratore di fatto

Infine, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26468 del 19 giugno 2014, ha stabilito che, all’interno di un’impresa, è responsabile dell’evasione fiscale anche l’amministratore di fatto.

In particolare, è stato precisato che l’amministratore di fatto, che gestisce effettivamente la società, è equiparato in toto al rappresentante legale (amministratore di diritto) sia per quanto riguarda i reati fallimentari che quelli tributari. Infatti, nel caso di specie i Giudici hanno sancito che “l’amministratore di fatto risponde penalmente della mancata presentazione della dichiarazione al pari e in concorso con il rappresentante legale della società”.

 

 

3) Commercialisti: Principi di attestazione dei piani di risanamento

Sul sito internet dell’Istituto di Ricerca Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (IRDCEC) é stata pubblicata la versione definitiva del documento predisposto dall’Istituto, dall’Accademia Italiana di Economia Aziendale (AIDEA), dall’Associazione Nazionale Direttori Amministrativi e Finanziari (ANDAF), dall’Associazione Professionisti Risanamento Imprese (APRI) e dall’Osservatorio Crisi e Risanamento delle Imprese (OCRI).

I Principi approfondiscono alcune questioni operative legate al contenuto delle attestazioni e alla figura del professionista incaricato.

Il documento fornisce una serie di utili indicazioni operative per il professionista incaricato di attestare un piano di risanamento o concordato preventivo, oppure un accordo di ristrutturazione dei debiti.

I “Principi di attestazione dei piani di risanamento” si soffermano, poi, sulla fondamentale attività preliminare di verifica della completezza e adeguatezza della documentazione costituente il piano: è, infatti, necessario che quest’ultimo comprenda i dati economici e finanziari dell’impresa, la descrizione delle cause dello stato di crisi, l’esplicitazione delle ipotesi e della strategia di risanamento, il programma degli interventi da adottare e il piano economico-finanziario.

Il documento analizza in modo approfondito le attività da svolgere per il rilascio delle attestazioni generali previste dalla Legge fallimentare.

I “Principi di attestamento dei piani di risanamento” illustrano, infine, l’articolato contenuto della relazione del professionista e alcuni cenni ai corrispondenti profili di responsabilità civile e penale.

 

 

4) Farmacie e studi di settore

Studi di settore applicabili alle farmacie se il ricarico risulta più alto della media. È legittimo l’accertamento effettuato mediante l’utilizzo degli studi di settore che venga motivato non solo sulla base del mero scostamento tra reddito dichiarato e parametri, ma anche sulla particolare situazione patrimoniale dell’esercizio commerciale, sulle sue rilevanti dimensioni, sul numero di dipendenti, sul costo del venduto e sui ricavi dichiarati.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 10040 del 8 maggio 2014.

Tutto è scaturito dall’impugnazione da parte di un contribuente, esercente l’attività di farmacista, di un avviso di accertamento relativo a tributi diretti e indiretti per l'anno 2005, emesso dal Fisco a seguito di accertamento mediante studi di settore. La Commissione tributaria provinciale accoglieva parzialmente il ricorso. A seguito di appello proposto dall’Agenzia delle entrate, la Commissione tributaria regionale riformava la sentenza di primo grado, ritenendo legittimo l’avviso di accertamento in considerazione delle dimensioni della farmacia e del fatturato composto prevalentemente di prodotti destinati a maggiore ricarico rispetto a quello medio scaturente dai farmaci dispensati dal Servizio sanitario nazionale. Avverso quest'ultima pronuncia proponevano ricorso per cassazione i contribuenti al fine di contestare la violazione di legge (art. 39 del DPR n. 600/1973) e il difetto di motivazione. Più precisamente, i ricorrenti si dolevano del fatto che, secondo i Giudici di appello, l’avviso di accertamento era fondato unicamente sul ritardato (e non sull’omesso) invio del questionario e sullo scostamento tra percentuale di ricarico prevista dallo studio di settore e quella applicata dal contribuente.

 

 

5) Online le Note territoriali del II semestre 2013: come cambia il mercato residenziale nelle province italiane

Tutti i dati sul mercato immobiliare delle abitazioni nelle principali province italiane relativi al secondo semestre 2013 sono consultabili da oggi sul sito internet www.agenziaentrate.it.

All’interno della sezione dedicata all’Osservatorio del mercato immobiliare è possibile, infatti, scaricare le Note territoriali che analizzano in dettaglio l’andamento del mercato residenziale delle maggiori città italiane (Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna, Genova, Catania, Firenze, Salerno, Perugia, Bari, Venezia, Padova, Modena, Crotone, Udine, Pavia, Catanzaro e Mantova), incluse le rispettive province e i comuni.

Cosa dicono le Note - Realizzate dall’Osservatorio del mercato immobiliare (Omi) in collaborazione con gli uffici provinciali - Territorio dell’Agenzia, le Note fotografano il trend immobiliare dei capoluoghi e delle province italiane, inquadrati nel contesto regionale di riferimento. In particolare, vengono analizzati i volumi di compravendita, confrontati con quelli relativi ai semestri precedenti, e le quotazioni medie delle abitazioni, con raffronti tra le medie comunali e quelle provinciali e, per i capoluoghi, tra le medie comunali e quelle delle zone Omi.

Le Note, inoltre, descrivono la distribuzione delle compravendite secondo la dimensione delle abitazioni e rilevano la percentuale di immobili compravenduti in un determinato periodo di tempo attraverso l’indice Imi (intensità del mercato immobiliare).

Guida alla consultazione - È possibile consultare le Note direttamente dal sito internet dell’Agenzia, seguendo questo percorso: Documentazione > Osservatorio del Mercato Immobiliare > Pubblicazioni > Note territoriali.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 83 del 20 giugno 2014)

 

 

6) Pagamento dei diritti doganali mediante bonifico bancario o postale

In relazione al pagamento dei diritti doganali mediante bonifico, tenuto conto delle difficoltà rappresentate nell’ultimo tavolo tecnico sul bonifico circa l’’utilizzo del carattere “-“ nella stringa della causale, che non viene correttamente processato dai sistemi interbancari, si è provveduto a sostituire il carattere “-“ con il carattere “+”.

Di conseguenza la struttura della causale oggi utilizzata:

“CD-9999+P-AAAAPR+”

Viene così modificata

CD+9999+P+AAAAPR+”

dove il conto di debito numerico (nella stringa di esempio il nr. 9999) è preceduto dal simbolo “+”, dalla stringa “CD” seguito dal riferimento della prenotazione contenente l’anno AAAA e il progressivo della prenotazione PR.

Sarà sempre necessario inserire il delimitatore finale di stringa “+”.

Si invitano gli operatori ad adeguare al più presto i loro sistemi informatici in quanto la causale nella vecchia forma non sarà più accettata a partire dalla scadenza dell’8 Luglio p.v..

(Agenzia delle Dogane, nota n. 65036/RU pubblicata il 20 agosto 2014)

 

 

7) Consob: pubblicate le raccomandazioni sulle informazioni da fornire al pubblico su indennità e/o altri benefici in caso di cessazione dalla carica o scioglimento del rapporto dei manager

Il 20 giugno 2014 la Consob ha pubblicato la comunicazione n. DCG/DSR/0051400 contenente le raccomandazioni sulle indennità e/o altri benefici dei manager in caso di cessazione dalla carica o scioglimento del rapporto.

La comunicazione, che fa seguito alla consultazione avviata il 10 aprile 2014, è accompagnata da un documento di esito delle consultazioni.

Rispetto al testo in consultazione, la Consob ha trasformato la richiesta ex art. 114, comma 5 Tuf per le società del FTSE-MIB in una raccomandazione estendendola anche alle società MID-CAP.

Per quanto riguarda l’ambito di applicazione soggettivo della raccomandazione, mentre nel testo in consultazione l’informativa concerneva i soggetti per i quali è richiesta la disclosure individuale dei compensi, nel testo finale l’informativa è limitata alle attribuzioni di indennità a titolo di buonuscita in caso di cessazione dalla carica e/o scioglimento del rapporto con amministratori esecutivi e direttori generali.

Con riferimento all’ambito di applicazione oggettivo, la Consob ha previsto una formulazione più ampia dell’evento che determina l’opportunità di informare il mercato; l’informativa è infatti raccomandata in presenza di buonuscite e indennità, non solo in caso di scioglimento anticipato del rapporto (come previsto in consultazione), ma anche in caso di attribuzione di benefici di fine mandato, per mancato rinnovo o per il venir meno di deleghe e poteri.

Le informazioni di cui è richiesta la pubblicazione riguardano:

- le varie voci che compongono le indennità, con specificazione dei tempi e delle modalità di erogazione e delle eventuali clausole di restituzione. A tale riguardo si segnalano alcune novità rispetto al testo in consultazione in quanto sono oggetto di informativa anche la distinzione tra benefici attribuiti in ragione della carica di amministratore e quelli in forza di rapporti di lavoro dipendente, la specificazione in ordine al caso di maturazione o cessazione verificatasi, il contenuto degli impegni di non concorrenza;

- la conformità o meno dell’indennità alla politica di remunerazione e in caso di difformità, informazioni sulle procedure deliberative seguite in applicazione del Regolamento OPC;

- la valutazione di meccanismi correttivi o vincoli alla corresponsione dell’indennità;

- l’eventuale esistenza di un piano di successione e le procedure da seguire o seguite per la sostituzione.

Sono invece state eliminate le informazioni, proposte in consultazione, circa le considerazioni eventualmente formulate dagli organi di controllo con riguardo ai punti precedentemente indicati; tuttavia la Consob ha precisato che spetta comunque agli organi di controllo, nell’ambito dell’esercizio dei doveri di vigilanza sull’applicazione della legge, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e sulla concreta attuazione delle regole di governo societario previste dai codici di comportamento cui la società aderisce, la verifica della corretta applicazione delle regole di best practice in materia di deliberazioni di compensi e altri benefici.

Con riferimento alla tempistica entro la quale pubblicare le informazioni, la Consob ha previsto una formulazione più flessibile; la Consob raccomanda infatti che le informazioni, oggetto di pubblicazione con le modalità previste dal Regolamento Emittenti in materia di diffusione, stoccaggio e deposito delle informazioni regolamentate, siano da comunicare al mercato, anziché entro il giorno successivo a quello in cui l’organo competente delibera l’attribuzione di indennità e/o altri benefici ovvero verifica la sussistenza dei presupposti per l’attribuzione, in conformità con la politica retributiva - come previsto in consultazione - ad esito dei processi interni che conducono all’attribuzione o al riconoscimento delle indennità e/o altri benefici.

Le raccomandazioni contenute nella comunicazione resteranno in vigore fino al 31 dicembre 2014, in luogo del 31 dicembre 2015 proposto in consultazione. Successivamente, anche sulla base dei risultati e in assenza di iniziative di autoregolamentazione equivalenti da parte del mercato, la Consob valuterà se e in quale modo introdurre obblighi informativi ulteriori rispetto a quelli della presente comunicazione.

(Assonime, nota del 20 giugno 2014)

 

 

8) I poteri speciali dello Stato sulle società operanti in settori strategici

La legge n. 56 del 2012 ridisegna la disciplina dei poteri speciali dello Stato nelle società operanti nei settori della difesa, della sicurezza pubblica, dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni, modificando l’impianto normativo definito dalla legge n. 474 del 1994. L’obiettivo dell’intervento normativo è stato quello di adeguare la disciplina italiana dei poteri speciali dello Stato ai principi del diritto comunitario, a seguito dell’apertura di una procedura di infrazione, nel 2009, per violazione dei principi in materia di diritto di stabilimento, libera prestazione dei servizi e libera circolazione dei capitali.

La legge n. 56 del 2012 rimette alla regolamentazione secondaria l’individuazione delle attività di rilevanza strategica nel settore della difesa e della sicurezza pubblica e degli attivi strategici nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni, nonché l’individuazione delle procedure per l’attivazione dei poteri speciali. Gli ultimi decreti di attuazione sono stati adottati il 25 marzo 2014.

Le principali novità della nuova disciplina riguardano le modalità di identificazione dei soggetti passivi dei poteri speciali, ora realizzata attraverso l’individuazione di attività e attivi ritenuti strategici; la modulazione dei poteri in relazione ai diversi settori protetti; la fonte di tali poteri, che è ora esclusivamente nella legge. In particolare, la nuova disciplina individua i soggetti passivi dei poteri sulla base di criteri che prescindono dalla loro natura e dal loro status, avendo riguardo all’oggetto dell’attività e agli attivi detenuti, indipendentemente dalla presenza di una partecipazione pubblica al capitale sociale.

Assonime, con la circolare n 21 del 20 giugno 2014, commenta la disciplina sui poteri speciali dello Stato introdotta dalla legge n. 56 del 2012 e dai relativi decreti di attuazione, dopo aver richiamato sinteticamente i principi del diritto comunitario in materia e l’evoluzione della disciplina italiana a partire dalla legge n. 474 del 1994.

 

Vincenzo D’Andò